L’AZIONISTA GASTONE VALENTE “ENEA” 1913-1945 – MEDAGLIA D’ARGENTO AL V.M. — Storia Storie Pordenone

E’ tempo che la memoria di Gastone Valente venga sottratta all’oblio che lentamente ed inevitabilmente sta calando, col passare del tempo, su uomini ed eventi della Resistenza. Nel 1940 Gastone fu chiamato a prestare il servizio militare, e dopo il corso allievi ufficiali, divenne sottotenente degli autieri. Era in servizio a Napoli, dove nel 1941 […]

L’AZIONISTA GASTONE VALENTE “ENEA” 1913-1945 – MEDAGLIA D’ARGENTO AL V.M. — Storia Storie Pordenone

Jernej Kusterle, tre poesie — perìgeion

Traduzioni di Michele Obit Misliti Ku1   Lepoto sanj kot pepel lupine stresa med pomije. Rezek smeh kljuva ostanke brizgajoče bližine, ki se topi pod debelo plastjo moknate svetlobe. Tema potujene noči zavrača tujek; mene. Ponoči me drži za vrat nekaj vražje tihega, kar čez dan preži na razum. Sledim si v podkožje, da iztrgam […]

Jernej Kusterle, tre poesie — perìgeion

Fascismo eterno? Il memoriale agli squadristi fucilati ad Oderzo ed al Ponte della Priula — Storia Storie Pordenone

Vedo il cartello con la coda dell’occhio, al termine di una calda giornata agostana, e scatta qualcosa che mi induce ad andare a controllare. Sarà la grafica, sarà il luogo, […]

Fascismo eterno? Il memoriale agli squadristi fucilati ad Oderzo ed al Ponte della Priula — Storia Storie Pordenone

Dal 9 al 12 settembre si riunisce la più grande organizzazione di riferimento delle minoranze linguistiche e nazionali d’Europa

A Trieste il 65esimo congresso Fuen

04 settembre 2021

La Fuen, Federal Union of European Nationalities, è il principale sostenitore e la più grande organizzazione di riferimento delle minoranze linguistiche e nazionali e dei gruppi linguistici autoctoni d’Europa. Attualmente la Fuen riunisce più di 100 organizzazioni che provengono da 35 Paesi europei, ma ogni anno si registrano nuove adesioni che vanno a rafforzare la sua rappresentatività. Inoltre, è una comunità di sostegno reciproco che rappresenta gli interessi delle minoranze europee a livello regionale, nazionale e sempre più anche a livello europeo.

La Fuen è anche un’ampia rete tra regioni europee, responsabili politici, istituti scientifici, istituzioni culturali ed educative, organizzazioni giovanili, media e altri collaboratori, che lavorano per preservare e promuovere l’identità, la lingua, la cultura, i diritti e le tradizioni delle minoranze europee. È la voce delle minoranze nelle organizzazioni internazionali, nell’Unione Europea, nel Consiglio d’Europa, nelle Nazioni Unite e nell’Osce.

Le comunità etnicheslovene che vivono negli Stati confinanti con la Repubblica di Slovenia sono membri di questa grande famiglia di nazionalità europea da diversi decenni. I compatrioti della Carinzia sono rappresentati dallo NSKS – Consiglio nazionale degli sloveni carinziani. Fino al 2019, gli sloveni in Italia erano nella Fuen rappresentati dalla Slovenska skupnost (SSk). Da giugno 2019, lo SSO – Confederazione delle organizzazioni slovene ha assunto il ruolo di rappresentanza degli sloveni in Italia all’interno del Fuen. L’adesione della SSO è stata confermata a Bratislava, il 15 giugno 2019, in occasione del 64esimo congresso e in occasione del 70° anniversario della Fuen.

“La pandemia ha rallentato molti progetti della Fuen, ma non li ha fermati. La pianificazione è andata avanti e oggi siamo a qualche giorno dall’inizio del 65esimo Congresso, che si svolgerà a Trieste dal 9 al 12 settembre. Si tratta di un evento estremamente importante che consentirà anche alla comunità nazionale slovena del Friuli Venezia Giuliadi essere protagonista a livello internazionale. La cerimonia d’apertura si svolgerà il 9 settembre alle 15 preso l’Hotel Savoia Excelsior Palace alla presenza delle autorità regionali e della Repubblica di Slovenia”.

“Oltre al programma regolare, i delegati al 65esimo Congresso Fuen avranno anche l’opportunità di conoscere meglio lo stato delle minoranze linguistiche del Fvg, l’organizzazione e il rendimento politico degli sloveni, la legislazione protettiva e i regolamenti scolastici e molto altro. Dettagli e programma sono già pubblicati sul sito web del Congresso Fuen, che viene progressivamente aggiornato”, concludono Fuen e lo SSO – Confederazione Organizzazioni Slovene restano a disposizione per qualsiasi informazione sul Congresso.

https://www.ilfriuli.it/articolo/politica/a-trieste-il-65esimo-congresso-fuen/3/250326

La partigiana Gabriella

I NAZISTI TOLSERO GLI OCCHI, SQUARCIARONO IL VENTRE E TAGLIARONO I SENI ALLA PARTIGIANA GABRIELLA DEGLI ESPOSTI MENTRE ERA INCINTA. IN SUA MEMORIA TANTE DONNE SI UNIRONO ALLA RESISTENZA E FORMARONO UN DISTACCAMENTO COMBATTENTE TUTTO FEMMINILE

“Io, urlando, mi rivolsi a lei. Le chiesi: Mamma, cosa devo fare? Nulla! – rispose lei -. Non ti preoccupare. Penso a tutto io. E con un sorriso dolce mi mandò un bacio mentre i suoi aguzzini me la portavano via per sempre.”Così Savina ricorda le ultime parole che le rivolse sua madre mentre le SS guidate dall’ufficiale Schiffmann la trascinavano via da casa. Era il 13 dicembre 1944.Gabriella Degli Esposti prima di essere fermata dentro la sua abitazione era riuscita ad avvisare i partigiani della zona della retata in corso. Già tra le mura domestiche, nonostante fosse incinta, i nazisti l’avevano percossa con violenza davanti alla figlia affinché denunciasse l’ubicazione dei suoi compagni.Nello stesso giorno poi la portarono a Castelfranco, dove fu identificata da alcune spie fasciste e torturata per giorni. Ma “Balella”, questo il suo nome di battaglia, non cedette. E così il 17 i nazisti la condussero a San Cesario, sul letto del fiume Panaro, la seviziarono e l’ammazzarono. Le strapparono i capelli, le tolsero gli occhi, le squarciarono il ventre e le tagliarono i seni. Difficile dire cosa avvenne prima e cosa dopo la fucilazione. Il suo corpo e quello di altri nove compagni, ormai in decomposizione, vennero ritrovati giorni dopo. Li riconobbero solo grazie agli abiti che indossavano.Era sempre stata antifascista Balella, così come suo marito Bruno Reverberi. Lei contadina e lui cascinaio, non avevano esitato al momento opportuno a trasformare la propria casa in una base della Resistenza nel modenese. Gabriella, attivissima, aveva partecipato in prima linea tanto agli scioperi contro la guerra e per il pane svoltisi a Castelfranco nell’estate del 1943, quanto alla formazioni dei Gruppi di Difesa della donna, un’organizzazione prettamente femminile che operava nell’ambito della guerra partigiana. Sempre in prima linea nel fornire supporto e assistenza ai compagni, aveva continuato ad operare incessantemente nonostante la gravidanza e sebbene la morsa degli occupanti si stringesse sempre più intorno alla sua figura.Fu proprio la generosità e il coraggio di Balella a motivare tante donne nella zona di Modena ad aderire alla Resistenza. E in sua memoria nacque il distaccamento Gabriella Degli Esposti, forse l’unico composto esclusivamente da combattenti donne di tutta la storia partigiana italiana, distaccamento operativo nella provincia modenese che partecipò attivamente a varie azioni fino alla Liberazione.La storia di Gabriella la abbiamo raccontata anche in Partigiani Contro. Lo trovate qui:https://bit.ly/3e5dypW

citazione

“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro”, Umberto Eco

Krn-Monte Nero

IL KRN, UN MONTE IMPORTANTE CHE AMO.

– Ho visto alcune belle foto di montagne slovene e ho pensato di richiamare l´attenzione sul Krn, uno dei monti della mia giovinezza. Mi spinge a questo anche una deprecabile pretesa di un lettore che voleva imporre la dizione Tricorno invece che Triglav. Si può capire chi non sa, ma “est modus in rebus”. Krn è una parola di antica etimologia, significa qualcosa come “roccia”. Il monte è ben visibile dalla pianura friulana, dove non parlano sloveno ma marilenghe; lo chiamano LAVADOR, perchè il suo profilo da ovest ricorda la tavola di legno sulla quale le massaie di una volta lavavano la biancheria al fiume. In Italia è noto come Monte Nero, una pessima traduzione errata fatta dal team di quel Tolomei che tanto male ha fatto alle nostre genti (e indirettamente anche alla sua propria). Le vette delle Alpi Orientali hanno spesso il loro nome in lingue diverse e questo in fondo è un arricchimento delle nostre genti, basta conservare il necessario rispetto senza imporre niente agli altri. Però certi nomi artificiali ed errati, una intera toponomastica avente origine dal sopruso e dalla intolleranza, andrebbero pian piano rivisti o eliminati, nell´ottica di una pace duratura tra i popoli delle Alpi. Sul Krn sono stato d’ estate a partire da Drežnica (Dresenza per chi non sopporta la pipetta), circa 1700 m. di dislivello, oppure in marzo dal versante sud (con amici triestini avevamo bivaccato in una stalla 1200 metri sotto la vetta). La discesa con gli sci è stupenda, con forte pendenza costante. Berg heil!