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Il razzo cinese è caduto nell’Oceano Indiano

La tensione si è sciolta pochi minuti dopo le 5, quando è stata esclusa la caduta di uno o più frammenti sul territorio italiano del detrito spaziale del lanciatore spaziale cinese “Lunga marcia 5B” in rientro incontrollato nell’atmosfera.

Pochi minuti dopo è arrivato un nuovo annuncio: “Il secondo stadio del razzo cinese Lunga Marcia 5B è rientrato nell’atmosfera sull’Oceano Indiano, in un’area vicina alle isole Maldive”.

Il rientro è stato confermato anche dai dati del Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America (Norad). Disattese le stime iniziali, che indicavano il Nord Atlantico come probabile punto di rientro, poi il bacino del Mediterraneo.

Si è verificato così senza impatti per l’Italia il passaggio del detrito spaziale sulla traiettoria che interessava buona parte del centro-sud e che ha tenuto in apprensione la Protezione civile fino all’alba. Il rientro è avvenuto entro i limiti della finestra temporale prevista, che andava dalle 3:11 alle 5:11 italiane, mentre c’è stata un’incertezza decisamente maggiore sul luogo del rientro, inizialmente indicato nel Nord Atlantico e successivamente nel Mediterraneo orientale.

E’ sempre difficile stabilire con esattezza la traiettoria di un oggetto di grandi dimensioni in caduta incontrollata e lo stadio del Lunga Marcia 5B non è stata un’eccezione. Una volta portato in orbita il modulo principale della nuova stazione spaziale cinese, lo scorso 29 aprile, il più grande razzo costruito dalla Cina aveva esaurito tutto il suo propellente, come previsto nella missione. Come spesso accade, si è data la priorità alla messa in orbita di un oggetto più che alla necessità di conservare un po’ di propellente che permettesse di gestire un rientro controllato. Di conseguenza, portata a termine la sua missione, lo stadio del lanciatore ha cominciato la sua caduta verso la Terra.

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https://news-town.it/cronaca/35421-razzo-cinese,-la-caduta-nell-oceano-indiano-vicino-alle-maldive-nessun-impatto-sull-italia.html

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La torcia olimpica ha iniziato il suo viaggio attraverso la Slovenia lungo l’Isonzo

La fiaccola olimpica slovena ha iniziato simbolicamente la sua marcia in tutto il paese prima delle Olimpiadi estive.La fiaccola ha iniziato il suo viaggio attraverso la Slovenia nella regione di Posočje in un modo molto pittoresco, poiché è stata consegnata dal Kanin prima con gli sci, poi con il paracadute, la bicicletta e il kayak, dopodiché è stata portata dai corridori all’aeroporto di Bovec-Plezzo e consegnata agli ex olimpionici Meta Mačus e Miran Gašperšič. Dopo la prima sosta ufficiale, la torcia è stata consegnata al Ponte Napoleone, dove è stata rilevata a Caporetto-Kobarid dalla maestra chef Ana Roš e dall’ex Miss Slovenia Lara Kalanj.

Sašo Taljat con il supporto di ŽNK Tmink. Foto: Blaž Močnik

La torcia slovena per i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 è stata realizzata nell’acciaieria Sij Metal a Ravne na Koroškem da acciaio riciclato in combinazione con il legno come simbolo di forza, saggezza, connessione e speranza. La torcia è completata da una corona in acciaio nella silhouette del Triglav.

tradotto dal Novi Matajur

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Busto Arsizio: ancora  morti  sul lavoro — Partito Comunista Italiano Federazione di Varese

Ancora  morti  sul lavoro  a Busto Arsizio Di Cosimo Cerardi (Segr, PCI Federazione di Varese) Ancora una volta  la lunga scia di morti sul lavoro è passata per Busto Arsizio un lavoratore di 49 anni, Cristian Martinelli, padre di due bambine di 7 e 8 anni è morto sul posto di lavoro schiacciato da una […]

Busto Arsizio: ancora  morti  sul lavoro — Partito Comunista Italiano Federazione di Varese
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Shaurli: Risorse UE anche a Valli del Torre e del Natisone

“In maniera chiara e con norma di legge, le Valli del Torre, del Natisone e anche una parte di montagna pordenonese sono inserite tra le aree interessate dall’Obiettivo 5 ‘Europa più vicina ai cittadini’ della prossima programmazione europea”.

Lo rende noto il consigliere regionale Cristiano Shaurli (Pd), in merito all’approvazione in Consiglio regionale del suo emendamento al disegno di legge 130 “Legge multisettoriale 2021”.

“Almeno il 6 % delle ingenti risorse del FESR disponibili a livello nazionale devono essere dedicate ad aree con specifici problemi di marginalità – spiega Shaurli – e con la mia norma si chiarisce che ciò riguarda tutta la montagna regionale, comprese le Valli del Torre e le Valli del Natisone, che non erano ricomprese nella prime aree strategiche sperimentali. Ciò significa avere nuove e importanti risorse europee per lo sviluppo di strategie integrate, sostenibili, più vicine ai cittadini e con il coinvolgimento attivo di popolazione e operatori del nostro territorio. L’assessore Zannier, che già stava interloquendo con il Governo, ha colto il rilievo di una norma di legge che chiarisce volontà e scelta della Regione e dà un messaggio di fiducia ai nostri territori”.

“L’obiettivo ‘Europa più vicina ai cittadini’ significa non sono solo importanti nuove risorse per il territorio ma – precisa il consigliere dem – è anche un metodo di pianificazione delle politiche pubbliche basato sulle comunità locali che nella nuova programmazione UE sarà fondamentale per promuovere lo sviluppo sociale, economico di aree periferiche come quelle della montagna friulana e delle nostre vallate e nel contempo contrastare fenomeni di spopolamento migliorando la qualità della vita delle comunità locali.

“Anche grazie agli uffici regionali – conclude Shaurli – posso esprimere soddisfazione perché dalle parole passiamo finalmente a fatti concreti”.

https://novimatajur.it/attualita/shaurli-risorse-ue-anche-a-valli-del-torre-e-del-natisone.html

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Da oggi il Friuli in zona gialla

Siamo in fascia gialla da oggi.Spero che tutti si comportino rispettando le regole,altrimenti ritorneremo in fascia arancione con le limitazioni che derivano. Consentite diverse attività commerciali e dei pubblici esercizi, ma alcune decisioni dell’ultima ora, che non erano previste nelle prime bozze del decreto del governo, hanno lasciato l’amaro in bocca alle categorie interessate. Due su tutte: la mancata riapertura, inizialmente prevista il 15 maggio, dei centri commerciali nei week end, e il divieto di consumare un caffè o un calice di vino al banco del bar.

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Biotecnologie: speranza nella lotta al Covid-19, presente e futuro della medicina. Il racconto di Paolo Beuzer

 Rna, m-rna, anticorpi monoclonali. La pandemia ha fatto entrare nel linguaggio comune sigle e termini che, prima del 2020, erano conosciuti solo da pochi esperti del settore. Il settore è quello delle biotecnologie. Un campo di studi e applicazioni amplissimo, molto più ampio di quello sui vaccini anti Covid o sulle possibili cure per l’infezione. Sullo sviluppo delle biotecnologie, non a caso – con un’impennata con pochi precedenti nel momento della diffusione del Covid-19 – si sta investendo tantissimo. È opinione diffusa infatti che queste rappresentino presente e futuro della medicina. Paolo Beuzer, valligiano di San Pietro al Natisone, lavora in questo campo a San Diego in California già dal 2013, dopo aver conseguito la laurea in Nano-Biotecnologie all’Università di Trieste, il dottorato in Biologia Cellulare e Molecolare all’Institut Curie a Parigi e un ‘postdoc’ al Salk Institute, fondato da Jonas Salk, famoso per aver sviluppato, tra le altre cose, il vaccino contro la poliomielite. A lui abbiamo affidato un compito, difficilissimo, di dissipare dubbi e ostilità nei confronti di questo ambito di ricerca.

Grazie mille per l’opportunità di condividere con i lettori del Novi Matajur alcune informazioni che spero aiutino a comprendere alcuni degli eventi che stanno accadendo nel mondo della scienza e della medicina e che hanno conseguenze tangibili nella vita di tutti. Non credo riuscirò a dissipare tutti i dubbi dei lettori, ma spero di fornire degli strumenti per comprendere meglio ciò che sta accadendo. Nella ricerca ogni singola scoperta porta alla formulazione di molteplici nuove domande e spero che la comprensione dei recenti eventi possa contribuire ad accendere specialmente nei più giovani quella scintilla di curiosità ed entusiasmo nei confronti della scienza e delle nuove tecnologie che ha stimolato e sta tuttora stimolando la mia carriera di ricercatore.

Cosa si intende comunemente con il termine ‘biotecnologia’?
Biotecnologia è letteralmente tecnologia basata sulla biologia. In altre parole, è lo sfruttamento di processi cellulari, biochimici e biomolecolari per lo sviluppo di prodotti. Nonostante possa sembrare un concetto abbastanza astratto, ci è molto più vicino di quanto sembri. Per migliaia di anni l’uomo ha utilizzato ed ottimizzato specie di lieviti per lievitare il pane oppure per fermentare la birra. L’agricoltura ha selezionato e sviluppato diverse varietà di piante per ottimizzarne la produzione o la resistenza ai parassiti. Questi esempi di biotecnologia si basano sulla selezione di specie avvenuta nel corso di secoli o millenni. Oggi siamo in grado di eseguire questi stessi procedimenti, ma possediamo conoscenze e strumenti per accelerarne significativamente l’esecuzione. Più in generale, possediamo strumenti per modificare e regolare l’espressione genica per applicazioni che vanno ben oltre l’ottimizzazione di piante o organismi a scopo alimentare.

Quali sono questi strumenti per modificare ‘l’espressione genica’?
Per spiegare gli strumenti vorrei fare una breve introduzione su come i geni vengono espressi e cioè come le cellule ‘leggono’ le istruzioni codificate nel DNA (genoma) presente in ognuna delle nostre cellule. Il genoma umano contiene oltre 20000 geni. Alcuni di questi geni sono sempre espressi, mentre altri vengono espressi solamente in condizioni molto specifiche, e cioè quando i fattori epigenetici (l’insieme di proteine, enzimi e gruppi funzionali che regolano positivamente o negativamente l’espressione genica) lo permettono. …CONTINUA QUI https://novimatajur.it/attualita/biotecnologie-speranza-nella-lotta-al-covid-19-presente-e-futuro-della-medicina-il-racconto-di-paolo-beuzer.html

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E’ MORTA MILVA

E’morta Milva a 81 anni.Era da tempo ammalata e soffriva di Alzeimer.

Milva, pseudonimo di Maria Ilva Biolcati (Goro17 luglio 1939 – Milano23 aprile 2021, è stata una cantante e attrice teatrale italiana.

Popolare in Italia e all’estero, ha trionfato sui palcoscenici di gran parte del globo, ottenendo particolari consensi, oltre che in Italia, soprattutto in Germania, dove ha partecipato in molte occasioni a eventi e a spettacoli musicali sui principali canali televisivi. Ha pubblicato con successo dischi anche in FranciaGiappone (26ª tournée più redditizia nel 2008), Corea del SudGreciaSpagna e Sudamerica.

Milva durante la sua più che cinquantennale carriera ha registrato un grande numero di brani, passando per generi musicali anche molto distanti fra loro con grande carisma interpretativo e vendendo oltre 80 milioni di dischi in tutto il mondo; rimane ad oggi l’artista italiana con il maggior numero di album realizzati, ben 173 tra album in studio, album live e raccolte.

La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle repubbliche italiana, francese e tedesca, che le hanno conferito alcune tra le più alte onorificenze; è l’unica artista italiana ad essere contemporaneamente: Ufficiale dell’Ordre des arts et des lettres (Parigi, 1995), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania (Berlino, 2006), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Roma, 2 giugno 2007) e Cavaliere della Legion d’onore della Repubblica Francese (Parigi, 2009).

Dotata di una voce da contralto molto duttile, capace di sonorità timbriche peculiari, nonché di un solido vibrato e di un melisma preciso e personalissimo, era soprannominata la Pantera di Goro: la cantante faceva infatti parte del quartetto delle grandi voci femminili italiane degli anni sessanta e settanta, con Minala Tigre di CremonaIva Zanicchil’Aquila di Ligonchio e Orietta Berti, l’Usignolo di Cavriago.

Per il colore dei suoi capelli era anche nota come La Rossa (titolo di una famosa canzone scritta per lei da Enzo Jannacci, al quale dedicò l’omonimo album La Rossa del 1980); il colore caratterizzava anche la sua fede politica di sinistra, rivendicata in numerose esternazioni.

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Un vento nuovo a Pian dei Ciclamini

Nelle Valli del Torre sta per trovare una nuova gestione il rifugio escursionistico di Pian dei ciclamini, situato in comune di Lusevera/Bardo.

Il relativo bando di locazione è stato pubblicato sul sito dell’amministrazione contraente, il Parco naturale delle Prealpi Giulie. Situato nell’omonima località, il Rifugio escursionistico di Pian dei Ciclamini si trova lungo la strada che da Tarcento porta al valico di Uccea/Učja e alla Slovenia.

L’immobile conta tre piani ed è localizzato all’interno del Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie. Nell’ultimo anno la struttura è stata oggetto di una profonda rivisitazione degli spazi e degli impianti, a partire dalla vecchia struttura dell’ex Albergo Ai Ciclamini, attivo dagli anni Novanta, cui è stata annessa la porzione di Foresteria del Parco, attiva dal 2004. Nell’ambito del complesso ricettivo di Pian dei Ciclamini è messo a locazione anche un secondo immobile a stalla per cavalli, con stalli attrezzati, deposito e appartamento di servizio.

La struttura del Rifugio di Pian dei Ciclamini presenta, tra l’altro, un’area bar-ristorante, con cucina, depositi e servizi e un punto informativo del Parco. Al primo piano sono presenti sette camere con bagno non arredate, con capienza massima di tre posti letto l’una. Sarà onere del conduttore sostenere le spese per l’arredamento di queste camere. Al secondo piano sono presenti due grandi camere con 10 posti letto l’una e tre bagni in comune. Vi sono, inoltre, ulteriori spazi attualmente al grezzo, nei quali è prevista la realizzazione di altre sette camere con bagno (per un totale di 16 posti letto), che potranno essere oggetto di completamento a cura del locatario e/o dell’Ente parco, al fine di aumentare la ricettività.

Col completamento di tutte le camere il canone verrà aumentato del 10%. Qualora le spese per le opere di completamento dei lavori siano sostenute in tutto o in parte dal conduttore, tali somme potranno essere imputate conto canoni di locazione. L’immobile è dotato di piattaforma elevatrice a servizio dei piani. Sarà onere del locatore la manutenzione degli spazi esterni, di circa due ettari, con sfalcio o pascolo.

Il canone annuo posto a base di gara per la locazione del Rifugio di Pian dei Ciclamini è di 12.000 euro l’anno.

La durata del contratto, rinnovabile, sarà di sei anni.

A pena di esclusione, le relative manifestazioni d’interesse devono pervenire, secondo le modalità specificate nel bando, entro le 12.00 del 26 aprile 2021 all’Ufficio Protocollo dell’Ente parco naturale delle Prealpi Giulie, sito in piazza del Tiglio, 3 33010 a Resia/Rezija.

Tutte le informazioni sul bando e sulla documentazione necessaria per concorrervi sono disponibili sul sito parcoprealpigiulie.it (Luciano Lister)