SI TORNA A SCUOLA IL 16 SETTEMBRE,ALLA BILINGUE 3 GIORNI PRIMA

Anno scolastico 2021-2022.

 Dopo le vacanze estive, gli studenti si rifugieranno nei banchi di scuola. In Friuli Venezia Giulia il giorno dell’inizio ufficiale dell’anno scolastico è giovedì 16 settembre.

I ragazzi della bilingue Pavel Petričič di San Pietro avranno qualche giorno di vacanze in meno,  come ci ha detto il preside Davide Clodig, inizieranno lunedì 13 settembre. La novità di quest’anno è una sezione primaverile bilingue (sezione primavera bilingue) per bambini dai due ai tre anni. Il nuovo reparto, che sarà frequentato da bambini che hanno compiuto 2 anni nel 2021.

Come si evince dalla preiscrizione alla scuola, la crisi demografica è nota. In Val Natisone si è perso il 46% dei bambini in 7 anni: le culle non si riempiono e le scuole si svuotano.

Stessa situazione in altre scuole, dove manca circa un’ora di lingua slovena. Diminuisce il numero dei bambini  a Prepotto, ma resta lo stesso dell’anno scorso per la scuola primaria. A Taipana avranno un bambino in meno alla scuola materna e nella scuola primaria 5 alunni di più. A Prato di Resia diminuisce il numero degli iscritti alla materna, ma cresce quello della nella primaria.

Nella Valcanale, le scuole primarie hanno classi trilingui. Secondo i regolamenti, il numero di bambini di Ugovizza rimarrà lo stesso dell’ anno scorso, più alto a Camporosso, più basso a Tarvisio. Per quanto riguarda la scuola primaria, ci saranno meno alunni a Ugovizza, mentre aumenterà a Tarvisio, dove diminuirà il numero degli alunni della scuola secondaria di primo grado.

I dati di Lusevera non sono pervenuti

tradotto dal Dom del 31 agosto

Nuovo rintraccio di miranti in FVG


Nuovo rintraccio di migranti in Fvg

Una cinquantina di stranieri fermati a Trieste al confine con la Slovenia

Una cinquantina di migranti sono stati rintracciati questa mattina dalla Polizia di Stato nella zona di Trieste, al confine con la Slovenia. Sono in corso le operazioni di identificazione.

Nella serata di ieri, poi, a Udine, in via Cividale, i Carabinieri della Stazione di Feletto Umberto, hanno rintracciato un cittadino di nazionalità pakistana, di 27 anni, in buone condizioni di salute, irregolare sul territorio nazionale. Ha chiesto asilo. È stato accolto all’ex Caserma Cavarzerani, avviato a triage e quarantena fiduciaria

.https://www.ilfriuli.it/articolo/cronaca/nuovo-rintraccio-di-migranti-in-fvg/2/250951

Ana Roš ha aperto la porta ai rifugiati afghani

La dignità e la possibilità di una vita normale sono la migliore assimilazione per un rifugiato, crede la famosa chef Ana Roš della Casa di Franko, dove hanno già aperto il cuore e le porte a un rifugiato dall’Afghanistan.

Con il ritiro delle forze armate statunitensi e di altre potenze occidentali, il paese è caduto immediatamente in un nuovo caos dopo due decenni sotto il dominio dei talebani, che hanno preso il potere praticamente senza combattere e hanno gettato in disgrazia migliaia di compatrioti.
Hisa Frankohttps://www.hisafranko.com › …

La storia e la filosofia di Hiša Franko sono ben amalgamate con le tradizioni e il territorio della regione di Posočje. Un territorio che può essere ostile …‎Menù · ‎La cucina di Ana · ‎FAQ · ‎Camere

Almeno uno avrà per qualche tempo una nuova casa con un ristorante due stelle Michelin nel Posočje. “Ringrazio i miei amici di Kabul per avermi aperto gli occhi. L’invito vale anche per gli amici di tutto il mondo, Slovenia ed Europa, non lesinare sui visti”, ha scritto la Roš su Instagram: “Hamid, benvenuto”.

tradotto dal Novi Matajur

la vendemmia in Friuli

E’ partita la vendemmia in Friuli,meno uva ma più qualità.Si cercano 230 persone.In particolare sono interessati i comuni di Buttrio, Manzano, Corno di Rosazzo, Premariacco e San Giovanni al Natisone per il territorio della provincia di Udine e i comuni di Cormons, San Floriano del Collio, Gradisca d’Isonzo, Capriva del Friuli, Dolegna del Collio, Mariano del Friuli per il territorio della provincia di Gorizia. Non vengono richieste qualifiche particolari, anche se l’esperienza nel settore costituisce titolo preferenziale. L’operaio ideale sarà automunito e disponibile a lavorare con orario a giornata, a partire dalla prima mattinata. Il periodo di riferimento è settembre-ottobre.

NELL’ITALIA DEI TALEBANI, OLTRE 2 MILIONI DI DONNE SOGGETTE A VIOLENZA E NEL 21° SECOLO OLTRE 3000 LE DONNE UCCISE

Il mondo ha riscoperto i talebani. Nel peggiore dei modi. Si sta indignando all’ennesima potenza perchè dopo vent’anni di guerra costata alla NATO quasi 1000 miliardi di dollari, hanno dovuto cedere il terreno a russi e cinesi e iraniani. Si dice che Kabul tornerà indietro di secoli. Ma un Paese che cade nella mano dei talebani in poche settimane significa che forse tanto ostile ai talebani non era. Non esiste solo Kabul. L’Afghanistan è enorme e conta circa 40 milioni di persone. Si parla soprattutto della condizione delle donne. Giusto.Doveroso. Però, non è che noi siamo nella condizione di far tanto la morale ai talebani. Perchè di talebani in Italia ve ne sono e mica pochi. Siamo anche noi una società un pò talebana e di italianissimi. No, non applichiamo la Sharia come fanno in Qatar dove nel 2022 si giocheranno i mondiali, non discriminiamo le donne ai livelli dell’Arabia Saudita, dove giochiamo la finale di Super Coppa italiana ed a cui i talebani dicono di ispirarsi. Ma l’Italia è messa male. Ci  son voluti solo 800 anni per avere in una delle più note università italiane una rettrice. Negli ultimi 5 anni il numero di donne che hanno subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale ammonta a oltre 2 milioni di donne.  Nel XXI secolo come ha evidenziato uno studio dell’Università di Padova, le donne uccise in Italia sono state 3.344.  Il dipartimento per le Pari opportunità gestisce un numero verde per le vittime di violenze che cercano assistenza immediata e un rifugio temporaneo. Gestisce anche un numero verde per le vittime di stalking. Tra il 1° marzo e il 16 aprile  ha ricevuto 5.031 telefonate, con un incremento del 73 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019; nel 93 per cento di questi casi, secondo le stime, i maltrattamenti sono avvenuti a casa, e nel 64 per cento dei casi di fronte a bambini.Come riporta il sito dell’Ambasciata americana in Italia. E che dire del fronte delle discriminazioni? In teoria  la legge attribuisce alle donne gli stessi diritti degli uomini, ciononostante, le donne subiscono diffuse discriminazioni, in particolare nel mondo del lavoro. Per non parlare della questione dell’aborto. Vedi ad esempio il caso del Molise, dove abortire è quasi impossibile, anzi, forse meglio togliere il quasi. Ma il problema è diffuso un pò ovunque. Insomma, ovvio che siamo diversi dalla situazione afghana, non potrebbe essere altrimenti, ma ricordiamoci che un pò talebana la nostra società lo è a partire da quanto subiscono le donne nel nostro Paese.

mb

https://xcolpevolex.blogspot.com/2021/08/nellitalia-dei-talebani-oltre-2-milioni.html?fbclid=IwAR0uFCIEjKRdaa8KFXRlcrKZ9QlbeK8O-Rk5ouk3YaOBs14orUAldfvJ8xw

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MITTELFEST

 Ieri alla presenza del governatore Fedriga e del presidente sloveno Borut Pahor è stato inaugurato il Mittelfest nel duomo di Cividale.

27 agosto: anche quest’anno il festival apre con un concerto della FVG Orchestra intitolato Devil’s Bridge/ Il ponte del diavolo: musiche, memorie, tradizioni dei fiumi europei con il brano commissionato per l’occasione al compositore Cristian Carrara, la giovanissima solista Erica Piccotti e il grande direttore bulgaro Grigor Palikarov.

Mentre, già dal pomeriggio della giornata inaugurale, inizia il percorso di uno dei due spettacoli site-specific. Si tratta di Remote Cividale, la proposta del collettivo tedesco Rimini Protokoll che, dopo un successo internazionale, approda a Cividale: un viaggio dentro la città, in cui 30

Le divine donne di Dante_Marcorè ©TamaraCasula28

persone audioguidate (a scelta in inglese o italiano) saranno invitate a rinnovare lo sguardo su luoghi noti, traendone sensi inediti.

L’altro spettacolo che fa di Cividale il proprio speciale e irripetibile set si terrà il 4-5 settembre, giorno di chiusura del festival: Signal at Cividale, spettacolo olandese supportato da Dutch Performing Arts, con la musica e la regia di Strijbos & Van Rijswijk, in prima assoluta. 24 auto parlanti con il supporto di soprani dal vivo, attraverseranno Cividale del Friuli.

Sempre il 27 agosto va in scena anche Letra, spettacolo italo-albanese – coprodotto da Koreja e Teatro Metropol di Tirana – dal testo di Ylljet Aliçka e per la regia di Salvatore Tramacere.

Cernicky_PLI5 Vojtech Brtnicky-min

Il tema della MEMORIA ritorna nello spettacolo del grande coreografo, danzatore e artista visivo ungherese Josef Nadj che, nello spettacolo Mnémosyne (dal 28 agosto all’1 settembre), ci porta in prima nazionale la sua visione in un’opera totale che unisce una mostra fotografica e una scatola nera in cui l’artista mette in mostra se stesso.

Così è per un altro degli appuntamenti di primo piano del festival, Europeanabreve storia del XX secolo, dal libro dello scrittore di Praga Patrick Ourednik, cui Lino Guanciale darà la voce e la regia il 28 agosto in prima assoluta, accompagnato dalla fisarmonica del musicista sloveno Marko Hatlak (una coproduzione Mittelfest e Wrong Child, in collaborazione con Ljubiana festival).

Nei luoghi della memoria, con ami verso il mondo, si aggira anche lo spettacolo musicale olandese, sostenuto da Dutch Performing Arts, in prima nazionale I Don’t want to be an individual all on my own di Genevieve Murphy (28 agosto).

Da qui anche il tema del MITO diviene ponte tra passato e futuro in due spettacoli musicali: Sisyphus (3 settembre, prima nazionale in collaborazione con Onassis STEGI – Outward Turn Program di Atene), con la compositrice e suonatrice di kanun ellenica Sofia Labropoulou, fino alle canzoni dei  Sex Pistols, e They have waited long enough (4 settembre, prima nazionale), frutto di una collaborazione multipla – prodotto dal festival olandese Wonderfeel con Lunalia (BE), Antwerp Liedfest (BE), Oranjewould (NL), Mittelfest (IT), November Music (NL) e il sostegno di Dutch Performing Arts – con Catharine Dain, Raphaëla Danksagmüller, Shaza Manla e lo String Quartet.

Non lontana è la suggestione di Le divine donne di Dante (5 settembre), coproduzione di Ravenna Festival, Macerata Opera Festival e Mittelfest, in cui Neri Marcorè, accompagnato dall’Orchestra Arcangelo Corelli diretta da Jacopo Rivani, incontra protagoniste femminili della Divina Commedia.

Quello della VOCE DELLE DONNE diventa, infatti, un altro pilastro importante in questa edizione del festival.

Con la musica di Once upon a song in Balkans, spettacolo bosniaco con Tijana Vignjević e Belma Alić (29 agosto, prima nazionale), con lo spettacolo sloveno My husband (31 agosto, prima nazionale), basato sui racconti sarcastici di Rumena Bužarovska, una delle migliori autrici macedoni, con in scena ben 9 donne.

E straordinaria è anche la partecipazione al festival dell’apprezzatissima violinista moldava Patricia Kopatchinskaja che il 29 agosto, insieme al pianista turco Fazil Say, offrirà un concerto in prima nazionale con musiche da Franz Schubert, Johannes Brahms, Leoš Janáček.

Allora diventa inevitabile introdurre anche il tema della dialettica tra PADRI E FIGLI. In questo filone il nuovo progetto di Nicola Borghesi con Kepler 452 (2 settembre, prima assoluta) Uguale ma più piccolo – un laboratorio per i figli e l’opera musicale Entente harmonique, con Lorenza Borrani, su musiche di Debussy.

E ancora lo spettacolo di parole e musica, tenero e divertente, Due padri e altri animali feroci (5 settembre), con il fumettista e inventore di storie Leo Ortolani e Giampaolo Bandini.

Possiamo considerarlo un messaggio lanciato al FUTURO invece quello che è racchiuso nel magnifico testo di Italo Calvino, portato per la prima volta in scena il 2 settembre in prima assoluta dal violoncellista Enrico Bronzi, accompagnato dalle parole dello scrittore Paolo di Paolo, sotto il titolo: Six memos, come le chiamò Calvino stesso, sottotitolando: Sei proposte per il prossimo millennio.

E semi di futuro ci sono anche nello spettacolo di danza PLI del danzatore e coreografo Ceco Viktor Černický (3 settembre).

Tra le altre novità di Mittelfest 2021, in questo caso dedicate in particolare alle FAMIGLIE, l’arrivo del CIRCO, nelle sue migliori declinazioni: spettacolo acrobatico di danza A testa in giù (30 agosto, prima assoluta da Italia, Francia e Brasile), GAP 42 del duo tedesco Mano a mano, Chris e Iris, collaboratori del Cirque Eloize e premiati a livello internazionale (2 settembre, prima nazionale).

Per grandi e piccoli anche lo spettacolo di Ortoteatro Racconti a briglia sciolta! (5 settembre), spettacolo di fiabe popolari narrate e cantate.

Altre proposte dal TERRITORIO FRIULANO sono: Timp a Tiare, che consolida la collaborazione con Arlef e apre quella con Accademia Naonis, coproduttori insieme a Mittelfest: la canzone friulana dal ‘500 a oggi con la partecipazione straordinaria di Tosca che si esibirà in 3 canzoni friulane.

Il viaggio di Galileo, poi, mette insieme il Conservatorio G. Tartini di Trieste e le accademie di musica di Belgrado e di Novi Sad-Serbia – in una collaborazione culturale tra Italia e Serbia, e da un’idea di Ivan Fedele (che ha anche scritto la musica per l’occasione), con la direzione del Maestro Marco Angius (30 agosto, prima assoluta). Lo spettacolo Aere Fragmenta vede invece all’opera il Conservatorio Tomadini di Udine.

MITTELYOUNG 24 – 27 giugno

Programma

Questa rassegna under 30 è una delle maggiori novità dell’edizione 2021 di Mittelfest, un modo per ripartire dopo uno dei periodi più complessi per lo spettacolo dal vivo, dopo la pandemia. Mittelfest, dando un concreto aiuto produttivo ai giovani, vuole così progettare insieme a loro il futuro ed esplorare la possibilità di un’eredità.

In seguito a un bando diffuso in tutti i Paesi della Mitteleuropa, che si è concluso con 162 proposte, sono stati individuati da una commissione under 30, 9 spettacoli, 3 per ognuno dei settori teatro, danza e musica, che riceveranno il sostegno economico dal festival. La stessa commissione sceglierà 3 spettacoli per il calendario di Mittelfest.

6 sono i Paesi rappresentati dalle opere prescelte, quasi tutte in prima assoluta.

24 giugno, apre la manifestazione lo spettacolo di danza sloveno Indultado di e con Lia Ujčič: una performance sul coraggio e la violenza, sulla combattività e il perdono.

A seguire, lo spettacolo Italo-albanese PPP ti racconto l’Albania. Primo studio. Un progetto di storie autobiografiche, rielaborazioni autoriali, estratti dal romanzo Sogno di una cosa e altri scritti di Pasolini, di e con Klaus Martini

25 giugno, il trio greco-tedesco Mosatrïc presenta lo spettacolo musicale Amuse*d: un mosaico di musica, danza e performance che spazia dalla Grecia ai Balcani, dalla Spagna alla Scandinavia.

È ceco invece lo spettacolo di danza Potrait of a Post-Hasburgian di e con Sara Koluchova: un assolo inedito, ispirato alla danza folk che punta a mettere in discussione gli elementi che costruiscono la nostra identità.

26 giugno, il Burtuqal Quartet con lo spettacolo musicale Sorda e bella, porta in scena una rilettura della Sicilia nell’ultimo secolo. Mentre Angelica Bifano presenta lo spettacolo teatrale Mamma son tanto felice, con la volontà di mettere a confronto 3 generazioni di donne.

27 giugno, in scena la compagnia friulana Sclapaduris, con Attenti al loop, vivisezione ossessiva della favola di Cappuccetto rosso.

Si chiude con uno spettacolo di teatro, danza e musica, proveniente dai Paesi Bassi: A waste of time, che ridà vita a oggetti rifiutati, trasformandoli in strumenti con cui rileggere musiche contemporanee e note.

Info e programma completo: www.mittelfest.org

Foto anteprima Rimini Protokoll_RemoteTaipei©Lafun Photography

Europeana_Lino Guanciale_DSC2089_(c) foto Manuel Scrima, total look Dsquared2

da https://www.ilpais.it/2021/05/27/mittelfest-presentato-il-programma-2021/

BORIS PAHOR AUGURI/VSE NAJBOLŠE

Oggi il prof. Boris Pahor festeggia il 108esimo compleanno, scrittore triestino  è testimone del totalitarismo del Novecento, che ha lasciato una testimonianza indelebile a tutti noi e ai nostri discendenti con la sua preziosa opera. È stato impegnato per la libertà per tutta la vita e combatte ancora in modo esemplare e instancabile per questo valore, che è – oltre alla verità e alla giustizia – uno dei più importanti per questo gigante del nostro tempo. Per la sua postura paffuta ed eretta, per il suo incrollabile amore per la nazione e la madrelingua slovena, nonché per il fatto che si è sempre schierato dalla parte delle vittime, umiliate e disonorate e crede ancora nell’umanità e nell’amore, tutti coloro che apprezziamo il suo prezioso lavoro , gli auguro tutto il meglio dal profondo del cuore, e soprattutto tanta salute!

da https://it.wikipedia.org/wiki/Boris_Pahor

Boris Pahor, di lingua e nazionalità slovene, è nato a Trieste (allora Impero austro-ungarico, oggi Italia) figlio di Franc Pahor e di Marija Ambrožič. A sette anni assisté all’incendio del Narodni dom (Casa del Popolo), sede centrale delle organizzazioni della comunità slovena di Trieste.[1] L’esperienza, che lo segnò per tutta la vita, affiora spesso nei suoi romanzi e racconti. Finita la scuola media ed essendo stata soppressa l’istituzione slovena, frequenta – per volontà dei genitori – il seminario di Capodistria, che non termina, anche se continua a studiare teologia fino al 1938. Stabilisce stretti rapporti con alcuni giovani intellettuali sloveni di Trieste; tra questi spiccano le figure del poeta Stanko Vuk, di Zorko Jelinčič, cofondatore della organizzazione antifascista slovena TIGR (e padre dello scrittore Dušan Jelinčič) e dei pittori Augusto Černigoj e Lojze Spacal. Negli stessi anni incomincia il carteggio con Edvard Kocbek, poeta sloveno e pensatore personalista, nella cui figura riconoscerà un importante ruolo di guida morale ed estetica.

Nel 1940 è arruolato nel Regio Esercito e inviato al fronte in Libia. Dopo l’armistizio dell’otto settembre torna a Trieste, ormai soggetta all’occupazione tedesca. Dopo alcuni giorni decide di unirsi alle truppe partigiane slovene che operavano nella Venezia Giulia. Nel 1955 descriverà quei giorni decisivi nel famoso romanzo Mesto v zalivu (“Città nel golfo”), col quale diventerà celebre nella vicina Slovenia. Nel 1944 fu catturato dai nazisti e internato in vari campi di concentramento in Francia e in Germania (NatzweilerMarkirchDachauNordhausenHarzungenBergen-Belsen).

Dopo la guerra, a Natale ’46 torna nella città natale, aderendo a numerose imprese culturali dell’associazionismo sloveno, cattolico e non-comunista. Dopo essersi laureato in Lettere all’Università di Padova nell’ottobre del 1947, si dedica all’insegnamento della letteratura italiana. Negli anni Cinquanta è il redattore principale della rivista triestina Zaliv (Golfo) che si occupa, oltre che di temi strettamente letterari, anche di questioni di attualità. In questo periodo Pahor continua a mantenere stretti rapporti con Edvard Kocbek, ormai diventato un dissidente nel regime comunista jugoslavo. I due sono legati da uno stretto rapporto di amicizia.

continua

Armenia: centinaia di bambini adottati illegalmente

Un'altalena vuota e sul terreno l'ombra di una bambina

Medici e personale sanitario che facevano pressioni affinché delle partorienti abbandonassero i loro figli. Per poi immetterli nel mercato delle adozioni illegali. Molti di questi bimbi sono finiti in Italia

20/08/2021 –  Armine Avetysian Yerevan

Nel 2019 in Armenia è stato scoperto un sistema di adozioni illegali. Molte donne vulnerabili sono state persuase dai propri medici a rinunciare ai propri figli, che in seguito sono stati adottati da stranieri. Oggi molte donne cercano quei bambini.

“Avevo 17 anni quando ho capito di essere incinta. All’inizio avevo paura, io e il mio ragazzo non avevamo nemmeno intenzione di sposarci, figuriamoci avere figli. Poi ho iniziato a pensare a che cosa fare”, racconta Alina, 25 anni (nome modificato su richiesta della donna).

Alina, che aveva appena iniziato l’università, si consultò con il suo ragazzo e decise di abortire.

“Il mio ragazzo, tramite un conoscente, ha trovato un medico disposto a eseguire l’aborto, ma quando sono andata a fare gli esami si è scoperto che il feto era già grande, c’era il pericolo che se avessi abortito non avrei potuto avere altri figli. Sono rimasta scioccata e mi sono rassegnata al fatto che sarei diventata mamma”.

Alina, con grande difficoltà, raccontò a sua madre della gravidanza, poi lo scoprì anche suo padre, che parlò con il suo ragazzo senza raggiungere un accordo.

“Mio padre ha chiesto al mio ragazzo di sposarmi, di riconoscere la paternità del bambino. Lui non ha fatto nessuna delle due cose, ma questa è un’altra storia. Il mio medico, che era a conoscenza della mia situazione, ha suggerito più volte che il mio bambino potesse nascere con dei problemi e mi ha suggerito di darlo in adozione dopo la nascita. Disse: “Sei una ragazzina, come farai ad allevare un bambino malato da sola?”. Ci ho pensato a lungo, ma non ho fatto quel passo”.

Oggi Alina sta crescendo suo figlio da sola. Non si pente di aver ignorato i suggerimenti del dottore.

“Il mio bambino è davvero nato con alcuni problemi, ma oggi quei problemi sono già alle nostre spalle. Immagino che se allora avessi rinunciato a lui sarei impazzita”.

Perdere un figlio

“Avevo 25 anni quando è nato il mio secondo figlio. Mi è stato detto che aveva un difetto congenito. Mi hanno spiegato che sarebbe stato meglio per lui rimanere in terapia intensiva, quindi l’ho lasciato lì”, racconta una donna, ora ventinovenne, che ha visto il suo bambino solo per pochi minuti. Quando è stata dimessa, il bambino è stato portato in un centro di assistenza e poi adottato.

“È stato portato all’estero. Ne ho perso le tracce. Non so che cosa gli sia successo. Anni dopo, quando ripenso a quel giorno, mi rendo conto che i miei sentimenti, il parto difficile e la depressione che ne è seguita non mi hanno fatto pensare con lucidità e ho preso la decisione sbagliata”.

La donna racconta che era al primo mese di gravidanza quando ha divorziato dal marito. Ha avuto una gravidanza difficile, problemi psicologici. Alle preoccupazioni sul futuro da madre single con due figli si sommavano i problemi economici.

“Il mio medico era consapevole del mio stato e dei miei sentimenti. Sapeva che avevo problemi economici, sapeva che non potevo prendermi cura di un bambino malato. Sapeva tutto e mi ha convinto a rinunciare a mio figlio”.

Oggi la donna è convinta che dietro i consigli del dottore ci fosse una strategia precisa.

Adozioni illegali

Il 14 novembre 2019, il Servizio di sicurezza nazionale (NSS) armeno ha rilasciato un comunicato  nel quale si afferma che tra il 2016 e il 2018 in Armenia si sono verificate numerose adozioni illegali da parte di stranieri.

Secondo l’NSS, due cittadini armeni hanno utilizzato i propri contatti in reparti maternità e orfanotrofi per organizzare l’adozione di oltre 30 bambini da parte di cittadini italiani, in palese violazione delle leggi armene.

Anche la polizia armena ha rilasciato una dichiarazione su precedenti casi di adozioni illegali. In particolare, si afferma che nel 2009 alcuni funzionari hanno utilizzato la dichiarazione scritta di un parente di un bambino che risiedeva in orfanotrofio per negarne l’affidamento e consentirne l’adozione. Il parente del bambino ha però spiegato di non aver mai firmato tale dichiarazione né alcun documento di rinuncia al bambino. 

In questa inchiesta la polizia armena ha collaborato  con le forze dell’ordine di diversi paesi stranieri.

Negli ultimi anni sono stati avviati diversi procedimenti penali per adozioni illegali. In questi processi è emerso che, a partire dal novembre 2005, si sono verificati trasferimenti di denaro da parte di società di adozione straniere, dei loro dipendenti e degli aspiranti genitori adottivi a propri rappresentanti in Armenia.

Tra il 2005 e il 2019 sarebbero stati trasferiti  in Armenia nel quadro dell’adozione illegale di 114 bambini almeno 1.800.000 euro. I processi sono ancora in corso e nelle loro fasi iniziali.https://www.facebook.com/plugins/like.php?app_id=103547946360463&channel=https%3A%2F%2Fstaticxx.facebook.com%2Fx%2Fconnect%2Fxd_arbiter%2F%3Fversion%3D46%23cb%3Df10231c07c891e4%26domain%3Dwww.balcanicaucaso.org%26is_canvas%3Dfalse%26origin%3Dhttps%253A%252F%252Fwww.balcanicaucaso.org%252Ff3278588027ef64%26relation%3Dparent.parent&container_width=0&href=https%3A%2F%2Fwww.balcanicaucaso.org%2Faree%2FArmenia%2FArmenia-centinaia-di-bambini-adottati-illegalmente-212339&locale=it_IT&sdk=joey

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Afghanistan: che ne sarà delle donne?

Afghanistan: che ne sarà delle donne?

I talebani sono entrati a Kabul. Che ne sarà delle donne con il loro ritorno? Chiediamoci cosa abbiamo fatto e se era inevitabile lasciare un popolo in balia dell’estremismo islamico. Chiediamoci se i progressi fatti dalle ragazze afghane tornate a scuole e al lavoro sono destinati a svanire. Chiediamoci soprattutto se subire tutto quanto sta avvenendo con rassegnata impotenza o se ci sono iniziative politiche da intraprendere, visto che l’opzione militare è stata abbandonata.

Sen.Tatjan Rojc