Dal Solarie al Mrzli

Salito a Livek per verificare il percorso del Giro d’Italia. Incontrati diversi ciclisti con lo stesso mio interesse. Giunto al passo Solarie un colubro di Esculapio attraversava pigramente la strada. Sceso nuovamente a Livek. Ero rimasto attratto dalla Chiesa di Perati, poi Avsa e quindi un cartello che indicava Masseris. Trovata per caso la strada percorsa da Rommel per la conquista del Matajur sono salito. Ad un recinto per animali al pascolo mi sono fermato indeciso, ma ho trovato il coraggio di passare oltre. Percorsi altri 600 metri di salita, un’altra mandria occupava la strada e non aveva atteggiamenti pacifici. Ritornato indietro. A casa ho guardato le mappe e mi sono accorto che mi mancava un centinaio di metri per il monte Mrzli m.1356 dove avrei trovato una malga ed avrei visto la Chiesetta del Matajur e la sottostante conca di Caporetto.

Romeo Trevisan

Slovenia in camper: la Valle dell’Isonzo — Viaggi idee Camperizzate

Slovenia in camper attraverso la Valle dell’Isonzo, dove scopriremo canyon, ponti tibetani, gole naturali e cascate. Da Caporetto a Gorizia, cosa vedere e dove sostare.

Slovenia in camper: la Valle dell’Isonzo — Viaggidee Camperizzate

Primavera

Primavera

di Srečko Kosovel (1904 – 1926)

Il calice di una rosa è colmo di rugiada,

si è aperto in una sera ventosa che

dolcemente accarezza la rorida campagna.

In mezzo ai fiori una bianca stella spande il suo profumo fino al cielo.

Va’ e riempi il tuo calice!

***

Pomlad

Kelih rože je rose poln,

odprt je v večer vetrovni,

ki mehko boža čez rosna polja.

Sredi cvetja bela zvezda

dehti do neba.

Pojdi in si svoj kelih napolni!

Dallo sloveno Jolka Milič (1926 – 2021)

#poesiapoezija

Foto di ieri dalla collezione delle rose Bourbon nel Roseto della Kostanjevica Nova Gorica

Le Bourbon – Burbonke, rose del 19.secolo, si sono quasi estinte. Le ultime rappresentanti hanno trovato ospitalità, e formano la seconda raccolta più ricca in Europa( dopo Il Rosario de l’Haÿ, nei pressi di Parigi), a Nova Gorica, città delle rose.

Fanno bella mostra di sé nell’orto dei Francescani a Kostanjevica, presso la sepoltura degli ultimi re Borboni.

” Burbonke, vrtnice devetnajstega stoletja, so v svetu večinoma izumrle. V Novi Gorici, mestu vrtnic, so zadnje ohranjene predstavnice dobile svoje posebno mesto in postale druga največja javna zbirka izvornih burbonk v Evropi (za Roseraie de l’Haÿ v bližini Pariza). Bohotijo se v neposredni bližini počivališča zadnjih francoskih kraljev, Burbonov, na vrtu Frančiškanskega samostana na Kostanjevici.”da fb

+5

Il Postojna Cave Park in Slovenia — Terracqueo

Castello di Predjama Buongiorno lettori, se decidete di visitare la Slovenia, non potete assolutamente perdervi il Postojna Cave Park. Siamo partiti dal bellissimo Hotel Piran in mattinata ed in meno di un’ora siamo arrivati alle Grotte di Postumia, la prima attrazione del Postojna Cave Park. Il territorio che circonda le grotte è maestoso e verdissimo, […]

Il Postojna Cave Park in Slovenia — Terracqueo

L’hotel Kanin di Plezzo/Bovec torna in mani locali

Chiuso da quasi un decennio, l’Hotel Kanin attende ovviamente tempi migliori con un nuovo proprietario, il noto uomo d’affari sloveno Ivan Fornazarič. Un imprenditore di Vogrsko, che opera a Dubai da oltre 30 anni, ha acquistato il più grande hotel dell’Isonzo dalla società di Capodistria Alpe Adria Hotels con comproprietari russi. L’hotel dovrebbe riaprire nell’estate del 2023.

Dopo che la stazione sciistica di Kanin è stata temporaneamente chiusa a causa di un incidente in gondola nel 2013, anche il gestore dell’hotel Hit Bovec è finito in bancarotta. Due anni dopo, uomini d’affari di Capodistria con capitale russa vennero come salvatori e iniziarono a rinnovare l’edificio, ma l’investimento non fu completato.”Sono rimasto deluso dai russi alla fine, ma l’hotel è stato salvato. Mi dispiace anche per alcuni altri acquirenti interessati che non hanno avuto l’opportunità in quel momento “, ha affermato il sindaco di Bovec Valter Mlekuž.

Come dice lui, il nuovo proprietario si è presentato di recente a Bovec. Ivan Fornazarič, che gestisce un’azienda di successo per la produzione di rimorchi e rimorchi, dovrà trasferire una grossa somma nella struttura con più di 100 camere e 250 posti letto oltre al prezzo di acquisto per completare la ristrutturazione, che comprende anche un centro benessere centro. “Naturalmente, i dettagli dell’investimento saranno presto rivelati dallo stesso proprietario”, ha aggiunto Mlekuž.

L’Hotel Kanin è stato costruito nella regione di Bovec nel 1973. È stato progettato dall’architetto Janez Lajovic, che ha ricevuto il premio per il miglior design di quell’anno, e l’Associazione degli Architetti della Slovenia lo ha classificato tra i 50 edifici del patrimonio architettonico del 20° secolo. La cresta del suo tetto imita la cresta dei Monti Kanin.

Durante questo periodo, il più piccolo Hotel Soča della società locale Soča Rafting è cresciuto nel centro di Bovec e un nuovo hotel sarà costruito nell’aeroporto dall’imprenditore Dolenjska Ivan Kralj.

tradotto dal Novi Matajur

Una gita nella storia in Slovenia: la Tipografia Partigiana nascosta — SEI SEMPRE IN GIRO

Qualche settimana fa Ale si è imbattuto in un post su Facebook che parlava di un’escursione in Slovenia, vicino ad Idrija, alla scoperta di una tipografia partigiana nascosta nel bosco. Essendo del settore (ha rilevato la tipografia storica della sua famiglia) i suoi occhi sono istantaneamente diventati a cuoricino e mi ha proposto di andare […]

Una gita nella storia in Slovenia: la Tipografia Partigiana nascosta — SEI SEMPRE IN GIRO

LO SAPEVATE?

Lo sloveno o lingua slovena è una lingua slava meridionale parlata in Slovenia e nelle zone di confine degli stati limitrofi.

La lingua slovena comprende sette gruppi di dialetti molto diversi: il carinziano (koroščina), il litoraneo (primorščina), l’interno (notranjščina), il meridionale (dolenjščina), il centrale, lo stiriano (štajerščina) ed il pannonico. La notevole diversità tra i dialetti si deve innanzitutto al carattere montuoso della regione e alla diversa provenienza delle antiche tribù protoslave che si insediarono in questi luoghi.

Carta dei dialetti sloveni (55)

     Alto Carniolano

     Basso Carniolano (3. Kostel, 4. Kočevje, 5. Carniola Bianca settentrionale, 6. Carniola Bianca meridionale)

     Stiriano

     Pannonico

     Carinziano

     Litorale (1. Savrinia, 2. Cicceria)

     Rovte

Storia

Lo sloveno appartiene al gruppo delle lingue slave meridionali la cui distinzione dalla lingua proto-slava risale alla seconda metà del X secolo[5][6]. I primi documenti scritti in sloveno sono contenuti nei Manoscritti di Frisinga (Brižinski spomeniki), risalenti alla seconda metà del X secolo e scoperti nel XIX secolo. Essi contengono frasi rituali di confessioni, annotazioni su prediche riguardanti il peccato e la penitenza e formule di abiura (… Etjè bi det naš ne səgréšil, tè u weki jèmu bè žíti, …). Tranne rare eccezioni, la lingua slovena venne tramandata solo oralmente fino al secolo XVI. Allora, in seno ad un più vasto movimento europeo, anche gli sloveni iniziarono ad usare la propria lingua nella forma scritta, inizialmente solo in testi religiosi. Le regole grammaticali fondamentali della lingua furono fissate dagli studiosi protestanti. È proprio grazie agli scrittori della riforma (Primož TrubarAdam BohoričJurij Dalmatin) che lo sloveno si affermò anche come lingua letteraria.

In tempi più recenti è poi da considerare l’influenza che ha avuto sulla lingua la vicinanza di popoli di diversa origine linguistica che circondano l’odierna Slovenia: italiani, friulani, tedeschi, ungheresi, croati.

Sistema di scrittura

L’alfabeto ha 25 lettere: a b c č d e f g h i j k l m n o p r s š t u v z ž.

Come in italiano, le vocali sono a e i o u, tutte le altre sono consonanti.

Fonologia

I suoni della lingua slovena non sono troppo differenti da quelli italiani. I suoni delle vocali sono come quelli in italiano; uno dei suoni della “e” si pronuncia [ə] e in sloveno si definisce semi-suono. Due consonanti slovene non esistono in italiano: [x] (scritta “h”) e [ʒ] (scritta “ž”). La consonante [j] (scritta “j”) ha un suono anche nella lingua italiana, dove viene però considerata vocale. Il gruppo “lj” si pronuncia [λ] (come l’italiano “gli” di aglio), il gruppo “nj” si pronuncia [ɲ] (come l’italiano “gn” di gnomo), il gruppo “dž” si pronuncia come l’italiano “g” di gioco; non esiste, infine, il suono [d͡z] (come “z” di zanzara). In sloveno non esistono consonanti geminate (ovvero doppie).

da wikipedia

Jernej Kusterle, tre poesie — perìgeion

Traduzioni di Michele Obit Misliti Ku1   Lepoto sanj kot pepel lupine stresa med pomije. Rezek smeh kljuva ostanke brizgajoče bližine, ki se topi pod debelo plastjo moknate svetlobe. Tema potujene noči zavrača tujek; mene. Ponoči me drži za vrat nekaj vražje tihega, kar čez dan preži na razum. Sledim si v podkožje, da iztrgam […]

Jernej Kusterle, tre poesie — perìgeion

Krn-Monte Nero

IL KRN, UN MONTE IMPORTANTE CHE AMO.

– Ho visto alcune belle foto di montagne slovene e ho pensato di richiamare l´attenzione sul Krn, uno dei monti della mia giovinezza. Mi spinge a questo anche una deprecabile pretesa di un lettore che voleva imporre la dizione Tricorno invece che Triglav. Si può capire chi non sa, ma “est modus in rebus”. Krn è una parola di antica etimologia, significa qualcosa come “roccia”. Il monte è ben visibile dalla pianura friulana, dove non parlano sloveno ma marilenghe; lo chiamano LAVADOR, perchè il suo profilo da ovest ricorda la tavola di legno sulla quale le massaie di una volta lavavano la biancheria al fiume. In Italia è noto come Monte Nero, una pessima traduzione errata fatta dal team di quel Tolomei che tanto male ha fatto alle nostre genti (e indirettamente anche alla sua propria). Le vette delle Alpi Orientali hanno spesso il loro nome in lingue diverse e questo in fondo è un arricchimento delle nostre genti, basta conservare il necessario rispetto senza imporre niente agli altri. Però certi nomi artificiali ed errati, una intera toponomastica avente origine dal sopruso e dalla intolleranza, andrebbero pian piano rivisti o eliminati, nell´ottica di una pace duratura tra i popoli delle Alpi. Sul Krn sono stato d’ estate a partire da Drežnica (Dresenza per chi non sopporta la pipetta), circa 1700 m. di dislivello, oppure in marzo dal versante sud (con amici triestini avevamo bivaccato in una stalla 1200 metri sotto la vetta). La discesa con gli sci è stupenda, con forte pendenza costante. Berg heil!