Pubblicato in: ricorrenze

MAMMA-MATI

Mamma,parola sulla bocca di ognuno
bimbo ed anziano che sia.
Quando il giorno sta per finire
e la luce si affievolisce,
i miei pensieri ritornano indietro,
quando io e te parlavamo come sorelle.
Quanto tempo è passato da quel dì,
quando tu, mamma, in silenzio
te ne andasti senza far rumore.
La tua troppo breve esistenza
è stata difficile, dura,coerente ed onesta.
Oggi ,dopo tanti anni,
capisco più di allora i tuoi insegnamenti.
In una poesia mi  hai raccomandato
di mantenere la mente sana e il cuore puro,
sì cara madre, queste parole sono il tuo testamento
che non sarà mai dimenticato.
tua figlia olga

Mati,beseda na ustih vsakega,
 naj bo otrok ali prileten.
Ko luč dneva zbledi, moje misli
grejo v preteklost:vidim tebe in mene
srečne v klepet kod sestrice dve.
Koliko čaša je preteklo
od tistega dne, ko si  na tiho odšla.
Tvoje prekratko življenje
je bilo težko, kruto, dosledno in iskreno.
Danes,po mnogih letih,
razumem več kod takrat tvoje učenje.
V poeziji si napisala da moram
zmeraj  imeti zdravo dušo in čisto srce,
ja draga mama ,te besede so tvoja oporoka
ki  nikoli ne bom pozabila.

Pubblicato in: ricorrenze

LA PAROLA PIU’ BELLA

Il legame più forte del mondo? Quello tra mamma e figlia
fonte web

Mamma. Nessuna parola è più bella.
La prima che si impara,
la prima che si capisce e che s’ama.
La prima di una lunga serie di parole
con cui s’è risposto alle infinite,
alle amorose, timorose domande
della maternità.
E anche se diventassimo vecchi,
come chiameremmo la mamma
più vecchia di noi?
Mamma.
Non c’è un altro nome.

Marino Moretti

dal web

Pubblicato in: friuli, luoghi, ricorrenze

IL TERREMOTO DEL FVG NEL 1976

     Il Friuli ringrazia e non dimentica
               Il Friul al ringrazie e nol dismentee               Furlanija se zahvaljuje in ne pozabi

disegno di Moreno Tomazetig dal Dom

Il 6 maggio 1976 era un venerdì ,la serata era calda.I bambini di Pradielis/Ter giocavano,come ogni sera in piazza, prima del rientro alle proprie case.
Era molto afoso,gli anziani ,come di consueto,dopo l’Ave Maria si stavano preparando per andare a dormire,per poter continuare il giorno dopo i lavori nella stalla e nei campi.
Alcuni si trattenevano nell’ osteria del paese per bere al banco un bicchiere di vino dopo le fatiche della giornata.
Tutto era calmo,poi il primo allarme,una specie di tuono,ma nessuno ci fece caso, un rimbombo, i vetri delle finestre risuonarono.Si sentì un boato,poi una terribile scossa alle 21 e 24 minuti che è durata 59 secondi(magnitudo 6,5 Richter).
Il terremoto colpì tutto il Friuli e portò solo distruzione.Le case crollarono e con esse tutto ciò vi era dentro,le campane cominciarono a suonare da sole,gli orologi sui campanili si fermarono alle 21.Le case di sasso crollarono e sotto di sè affondavano tutto ciò che era nelle vicinanze.Le luci si spensero ,molte fontane non erogarono l’acqua.La gente rimase di sasso,scappò e molti furono colpiti dal crollo.
A Ciseriis di Tarcento morirono sotto le macerie 6 persone e successivamente 2 per le conseguenze.Dalle frane ,dalle rocce e dai ghiaioni si diffondeva una polvere soffocante,dalle pendenze dei Musi ,del Zajavor,dalla Velika Glava e da Tanaroba si innalzava una nebbia soffocante.Cumuli di sassi ricoprivano tutto,molte case crollarono.La gente scappava all’aperto,spaventata senza rendersi conto di cosa stesse succedendo.
A Podbardo/Cesariis 9 morti su 82 abitanti.
Pers non fu più ricostruita.Nel paese le vittime furono undici. Il ricordo del sindaco Sinicco: andai a piedi nelle frazioni a vedere della mia gente. 
Gli aiuti da Tarcento e da Nimis non potevano arrivare perchè le strade erano impraticabili,gli abitanti cercarono di aiutarsi a vicenda.Si poteva arrivare a Lusevera solo a piedi attraverso i sentieri.
Per prima cosa si radunarono nella Velika Njiva/Grande Campo a Bardo/Lusevera per vedere quanti erano presenti.Mancava all’appello un’anziana e quindi andarono a cercarla:era bloccata nel letto e non poteva muoversi e fu aiutata ad uscire.E così successe in altri paesi del comune di Lusevera/Bardo.
Arrivarono le tende,si fecero le tendopoli e furono sistemati alla buona i tetti delle case dai proprietari.
Giunsero le donazioni degli emigranti, i contributi dello Stato,delle associazioni umanitarie, gli aiuti internazionali e quelli delle nazioni vicine.
I tecnici della Slovenia che avevano contribuito alla ricostruzione di Skopje organizzarono sul castello di Udine un seminario con esempi pratici per insegnare agli addetti ai lavori come si doveva aggiustare e ricostruire in modalità antisismica.
Arrivarono le roulottes,molte persone furono trasferite a Lignano,Grado,in altri luoghi o da parenti.
Gli animali ad Arta Terme e altri luoghi della Carnia.
Furono montate le case prefabbricate slovene,le”valentine”casette di legno costruite dalla ditta Piero della Valentina.
Poi ci fu la ricostruzione, è stato ricostruito tutto com’era,col minimo di interventi legislativi e coi risultati migliori.
Trent’anni dopo ogni opera è compiuta e non c’è muro che non sia stato ricostruito come prima.
Nell’immaginario collettivo ,merito dei friulani e del loro carattere laborioso.Nella realtà,risultato di scelte politiche un tempo tanto sagge.
tradotto dal libro “Na izpostavljenem mestu/Tra la propria gente”
racconto autobiografico in memoria di Viljem Černo

43 anni fa il terremoto del Friuli del 1976
 Fu un sisma di magnitudo 6.5 della scala Richter che colpì il Friuli, e i territori circostanti, alle ore 21:00:12 del 6 maggio 1976, con ulteriori scosse l’11 e 15 settembre
I danni del terremoto del maggio 1976 furono amplificati da altre due scosse, a fine dell’estate.
L’11 settembre 1976 la terra tremò di nuovo: si verificarono infatti due scosse alle 18:31 (Mw 5.3) e alle 18:35 (Mw5.6).Il 15 settembre 1976, prima alle ore 5:15 e poi alle ore 11:21, si verificarono due ulteriori forti scosse, rispettivamente di magnitudo 5.9 e 6.0 I comuni di TrasaghisBordanoOsoppoMontenarsGemona del FriuliBujaVenzone e la frazione di Monteaperta, le località maggiormente colpite, furono fortemente danneggiati. La popolazione di quei comuni fu trasferita negli alberghi di GradoLignano SabbiadoroJesolo e altre località marittime. Là furono ospitati anche i terremotati di altri comuni, rimasti senza alloggio…

Il sisma in cifre
Aree colpita: 5.500 chilometri quadrati

Pubblicato in: letteratura,, ricorrenze

Il vecchio muratore

Buon Primo Maggio | Covid19

Ho girato mezzo mondo
con la cazzuola e il filo di piombo,
ho fabbricato con le mie mani
cento palazzi di dieci piani:
tutti in fila li vedo qua
e mi fanno una grande città.
Ma per me e per la mia vecchia
non ho che questa catapecchia.
Sono di legno le pareti,
le finestre non hanno vetri
e dal tetto di paglia e di latta
piove in tutta la baracca.
Dalla città che ho costruito,
non so perchè sono stato bandito.
Ho lavorato per tutti: perché
nessuno ha lavorato per me?

Gianni Rodari

I colori dei mestieri
Io so i colori dei mestieri:
sono bianchi i panettieri,
s’alzan prima degli uccelli
e han farina nei capelli;
sono neri gli spazzacamini,
di sette colori son gli imbianchini;
gli operai dell’officina
hanno una bella tuta azzurrina,
hanno le mani sporche di grasso:
i fannulloni vanno a spasso,
non si sporcano nemmeno un dito,
ma il loro mestiere non è pulito.
Gianni Rodari

Pubblicato in: ricorrenze

24 aprile 2021 a Borgo Villalta: mancava la Resistenza ! — Centro Studi “Ferruccio Cargnelutti” Udine

Abbiamo partecipato alla tradizionale cerimonia antifascista in Borgo Villalta a Udine in ricordo dei 22 partigiani del quartiere caduti. Siamo rimasti allibiti di fronte alle parole della relatrice ufficiale tal “Eugenia Benigni Esperta internazionale di diritti umani – Sardine Udine” (così era presentata nella convocazione ufficiale). L’unico riferimento alla seconda guerra mondiale è stata la […]

24 aprile 2021 a Borgo Villalta: mancava la Resistenza ! — Centro Studi “Ferruccio Cargnelutti” Udine
Pubblicato in: ricorrenze

Leggendo una lettera di un partigiano condannato a morte — East Journal

Così questa mattina apro una pagina a caso del volume che raccoglie le lettere dei partigiani caduti, e mi trovo davanti un uomo poco più vecchio di me, di cui so poco, e lo interrogo tra le righe, alle svolte dei marciapiedi della mia città. Si chiama Giuseppe Perotti e penso abbia alcune cose da…

Leggendo una lettera di un partigiano condannato a morte — East Journal

Pubblicato in: friuli, ricorrenze

Non importa se oggi tutto appare vano, qualcuno raccoglierà il seme … Per il 25 aprile 2021. — Non solo Carnia

Ecco cosa scriveva l’osovano Max, Enzo Moro, qualche anno dopo la fine della guerra: «Conosco il tuo volto, fratello … Conosco il tuo volto, fratello, che riposi nella terra che hai difeso, e nel campo che ti ha visto prigioniero.Tu, fratello, sei avvolto nella bandiera della Patria senza confini.Vivrai al di là dei tempi e…

Non importa se oggi tutto appare vano, qualcuno raccoglierà il seme … Per il 25 aprile 2021. — Non solo Carnia
Pubblicato in: ricorrenze

MONUMENTO ALLA RESISTENZA UDINE

OPERA DI GINO VALLE

Esso è realizzato su una rotatoria in mezzo alla piazza, piazza che era anche un luogo dell’infanzia di Gino Valle, attraversata ogni mattina per andare a scuola e segnata dalla presenza del Tempio Ossario costruito dal padre Provino, anch’egli architetto.

Lo spazio circolare è sistemato a giardino e sopra di esso è sospesa una grande cornice quadrata, un bordo in cemento armato, sottile, alto due metri, sollevato da terra con tre pilastri, a ritagliare e concentrare uno spazio di riflessione.

E’ una bella esperienza muoversi all’interno di questo luogo completamente aperto sulla città, ma pure efficacemente raccolto. Attraverso il monumento si passa per attraversare la piazza e lo si può percorrere dentro e fuori…CONTINUA QUI https://www.lavocedeltrentino.it/2015/04/24/il-monumento-alla-resistenza-di-udine-di-gino-valle-e-federico-marconi-1959-69/

Pubblicato in: ricorrenze

Oggi giornata mondiale della Terra

🌏
Potrebbe essere un'immagine raffigurante cielo

tratto da fb

Oggi giornata mondiale della Terra🌏🌎🌍

Si tratta di Pale Blue Dot: una fotografia del pianeta Terra scattata nel 1990 dalla sonda Voyager 1, quando si trovava a sei miliardi di chilometri di distanza, ben oltre l’orbita di Nettuno.🌟✨🪐💫⭐️🌟

e col bellissimo testo di Carl Sagan che è ispirato da questa immagine. Prendetevi 3 minuti di tempo per leggerlo.

” Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica.

Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un puntino. Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.

La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora. Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto.”