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I 120 anni dalla nascita di Adriano Olivetti meriterebbero qualcosa di più concreto delle celebrazioni  — Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

– Il Fatto Quotidiano Centovent’anni dalla nascita del più grande, del migliore tra gli imprenditori italiani non sarebbero una data da far passare solo tra celebrazioni e chiacchiere. Meriterebbero qualcosa di più concreto, anche se fino a pochi anni fa il silenzio sulle vicende della Olivetti e del suo massimo artefice era assordante, forse perché […]

I 120 anni dalla nascita di Adriano Olivetti meriterebbero qualcosa di più concreto delle celebrazioni  — Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava
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A Trieste il museo dedicato a GIUSEPPE TARTINI, con cimeli e oggetti personali — PuntoZip

Due archetti del suo violino, testimonianza tangibile dell‘attenzione di Giuseppe Tartini alla tenuta del suono: un’innovazione progettata con lungimiranza, che aprirà la strada alle sonorità preromantiche. E ancora: manoscritti che testimoniano le rilevanti ricerche teoriche in ambito acustico, spartiti tramandati in edizioni a stampa settecentesche, lettere, cimeli, oggetti personali come la parrucca e persino la maschera mortuaria che ci riporta ai suoi ultimi istanti di vita terrena. Giuseppe…

A Trieste il museo dedicato a GIUSEPPE TARTINI, con cimeli e oggetti personali — PuntoZip
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Come la Serbia ha superato l’UE: Lezioni in Diplomazia del Vaccino — East Journal

La Serbia si colloca al secondo posto in Europa per il più alto tasso di vaccinazioni, dopo il Regno Unito. Understanding Politics approfondisce la questione con Giorgio Fruscione, analista ISPI. L’articolo Come la Serbia ha superato l’UE: Lezioni in Diplomazia del Vaccino sembra essere il primo su East Journal.

Come la Serbia ha superato l’UE: Lezioni in Diplomazia del Vaccino — East Journal
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8 aprile 1300: l’inizio del Viaggio — words and music and stories

8 aprile 1300: una data importante nella cultura italiana, il giorno in cui ha inizio il viaggio mistico cantato nella Divina Commedia.Infatti è proprio nella notte tra il 7 e l’8 aprile 1300 che Dante Alighieri si smarrisce nella selva oscura: «Nel mezzo del cammin di nostra vitami ritrovai per una selva oscura,ché la diritta […]

8 aprile 1300: l’inizio del Viaggio — words and music and stories
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RICORRENZA

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 9 persone, persone in piedi e attività all'aperto

OGGI SONO 80 ANNI CHE I NAZIFASCISTI INVADEVANO LA JUGOSLAVIA, DURANTE GLI ANNI DI OCCUPAZIONE SONO STATE STERMINATE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI CIVILI EBREI, ROM E SERBI CON LA SOLERTE ED EFFICACE COLLABORAZIONE TRA LE TRUPPE DI OCCUPAZIONE ITALIANE, I TEDESCHI E I LORO COLLABORAZIONISTI USTASCIA. NON UN MILITARE ITALIANO È ANDATO SOTTO PROCESSO PER CIÒ ANZI CRIMINALI COME COLOTTI SONO PURE STATI INSIGNITI DI MEDAGLIE PER L’OPERA A DIFESA DELL’ITALIANITÀ. I TEDESCHI HANNO TENTATO DI FARE I CONTI CON LE LORO COLPE NOI ITALIANI NASCOSTO E RIMOSSO.PROPRIO VERO “ITALIANI BRAVA GENTE”

da fb

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Oggi in TV: Su Rai3 “Passato e Presente” – 1941: quando gli italiani invasero la Jugoslavia — PuntoZip

Il 6 aprile 1941, con un bombardamento a tappeto, che rade quasi al suolo Belgrado, inizia l’invasione del regno della Jugoslavia da parte degli eserciti dell’Asse. Una pagina di storia raccontata dal professor Raoul Pupo e da Paolo Mieli a “Passato e Presente”, in onda martedì 6 aprile alle 13.15 su Rai 3 e alle…

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Stasera in TV: Su Rai3 “Il Borgo Dei Borghi” con Camila Raznovich – A Pasqua la sfida tra “bellezze d’Italia” — PuntoZip

L’appassionante sfida tra i Borghi più belli d’Italia è ripartita. Domenica 4 aprile, alle 21.20 su Rai3 l’appuntamento è con Camila Raznovich e l’ottava edizione del programma di grande successo “Il Borgo dei Borghi” che ha permesso ai telespettatori di scoprire in questi anni 260 Borghi: posti bellissimi, divenuti mete turistiche tanto frequentate quanto quelle […]

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LUNEDI’ DELL’ANGELO O PASQUETTA

Lunedì dell'Angelo - Wikipedia

Sul calendario c’è scritto Lunedì dell’Angelo. Quest’anno cade il 5 aprile e per tutti è Pasquetta. È il giorno che segue la Pasqua ed è festivo. La tradizione lo vuole giorno di gite fuori porta, ma è festa della Chiesa, anche se non di precetto, non è cioè obbligatorio andare a messa.

PERCHÉ SI CHIAMA PASQUETTA?
Pasquetta evidentemente è un diminutivo-vezzeggiativo di Pasqua entrato nell’uso popolare per indicare la giornata festiva che segue la Pasqua.

LUNEDÌ DELL’ANGELO
Il nome corretto di questa giornata festiva, il lunedì dopo Pasqua, è Lunedì dell’Angelo.

In questo giorno si ricorda l’angelo che apparve alle donne arrivate al sepolcro, ormai vuoto, di Cristo. È questo angelo che annuncia la risurrezione e dice alle donne di avvertire gli Apostoli.

VANGELO
Racconta il Vangelo che tre donne andarono al sepolcro per cospargere il corpo di Gesù con olii aromatici. Trovarono il grande masso che chiudeva l’accesso alla tomba spostato. Secondo quanto scrive l’evangelista Marco (16, 1-7) un angelo disse loro: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! È risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto».

PERCHÉ DI LUNEDÌ
Nei Vangeli si parla di giorno dopo la Pasqua e forse per questo è tradizionalmente festeggiato di lunedì, anche se in realtà gli evangelisti parlavano della Pasqua Ebraica che non cadeva la domenica, ma il giorno prima. Le donne incontrarono l’angelo al sepolcro di domenica.

LA GITA FUORI PORTA
Anche la tradizione della gita fuori porta potrebbe venire dal Vangelo. L’evangelista Luca (24, 30-31) racconta una delle prime apparizioni di Gesù risorto: si mostrò ai discepoli in viaggio a Emmaus, poco fuori Gerusalemme. Non più in città, ma fuori dalle porte.

FESTA CIVILE
La festività è stata istituita in Italia nel dopoguerra per prolungare le ferie pasquali. È festivo in quasi tutta l’Europa, in Canada e in Australia.

LE FESTE TRADIZIONALI A PASQUETTA
Chi apprezzasse le uova sode il giorno di Pasquetta dovrebbe andare a Tredozio (Forlì-Cesena), qui è la giornata del campionato nazionale di mangiatori di uova sode. Nelle giornate di Pasqua e Pasquetta si celebrano la Sagra e il Palio dell’Uovo.

Fiorenzuola d’Arda, in provincia di Piacenza c’è la gara del Pont al’ov, un gioco di abilità in cui i due contendenti devono tentare di rompere l’uovo dell’avversario colpendolo con la punta del proprio, che invece deve restare intero. Nella ternana Ferentillo lo stesso gioco si chiama Lu ciuccittu.

Figline Valdarno, in provincia di Firenze, c’è il palio tra i bambini dopo quello delle contrade la domenica di Pasqua.

In Puglia c’è il rito per la fertilità alla Sacra Roccia di San Vito, un megalite al centro del pavimento di un tempietto cristiano. Le persone attraversano il foro della roccia per guarire e propiziare la fertilità.

In Polonia il Lunedì di Pasqua è detto lunedì bagnato. La tradizione vuole che gli uomini inseguano le donne cercando di bagnale con l’acqua.

Nella Repubblica Ceca è il giorno della pomlázka, che vuol dire sia frustata (gentile) sia benedizione. I ragazzi colpiscono le ragazze con rametti di salice e loro donano uova colorate. Lo scopo simbolico è quello di scacciare spiriti maligni.

Negli Stati Uniti è il giorno in cui si fa la caccia alle uova nel giardino della Casa Bianca.

dal web

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Al venerdì Santo segue sempre la Pasqua

Mons./Msgr. Livio Carlino

Celebrare, in questo terribile momento, con ancora più forza la Pasqua, le vittoria di Cristo sulla morte e sulla sofferenza. Lo chiede mons. Livio Carlino, arciprete di Cividale, ora anche vicario foraneo per le Vali del Natisone dopo la riforma territoriale dell’Arcidiocesi di Udine.

Monsignore, con quale spirito celebriamo la seconda Pasqua in tempo di pandemia?

«Con lo spirito della speranza che è quello che anima sempre la nostra vita di fede e di cristiani, quando in modo particolare celebriamo il Triduo pasquale che è il centro di tutta la nostra vita di fede. Una speranza che fa i conti anche con le realtà che abbiamo qui nel nostro territorio. Con la realtà di una diffusione del virus, con una realtà anche di sacerdoti che sono segnati da questa malattia. Proprio perché ci troviamo in questa situazione, vogliamo celebrare ancora di più la vittoria di Cristo sulla morte, sulla sofferenza e su queste situazioni che noi stiamo ora vivendo».

Una realtà che colpisce soprattutto le persone più fragili e deboli.

«Viviamo una realtà di morte. Vedo la mia parrocchia, la mia comunità, ma anche le Valli e il Manzanese con una realtà molto triste anche perché la morte adesso si vive in modo diverso, perché non vedi il tuo caro, il tuo famigliare. Perché non puoi vivere insieme il momento del trapasso, che è una cosa molto importante anche per rielaborare e vivere il lutto in maniera profonda. Pertanto l’attuale realtà di morte è ancor più triste e angosciosa per molti. Ecco, allora, che abbiamo ancor più bisogno di speranza per non cadere nella disperazione e nel fatalismo, in atteggiamenti che non ci aiutano a uscire da questa situazione. Non possiamo far finta che questa realtà non esista, perché esiste. Allora dobbiamo viverla con profondità, cercando di fare del nostro meglio per superare questa situazione ».

Un Venerdì Santo in attesa della domenica di Pasqua, della Resurrezione?

«Sì. E quest’anno il Venerdì Santo è ancora più accentuato. Conoscendo i nostri paesi, il Venerdì Santo è, purtroppo, spesso presente, non solo in tempo di pandemia. Anche in tempo normale è il Venerdì Santo della malattia e della sofferenza. Penso ai tanti malati oncologici delle nostre comunità che in questi tempi non hanno più l’attenzione della quale avrebbero bisogno. E sono pieni di ulteriori paure perché il Covid li può toccare. Un Venerdì Santo continuo. Ma la nostra vita è fatta anche di tanti Venerdì Santi, che però si aprono a una luce. Noi cristiani non ci fermiamo lì. C’è anche un Sabato Santo e un giorno di Pasqua per noi».

Un tempo in ogni caso non da vivere con le mani in mano, ma all’insegna della solidarietà.

«Abbiamo cercato di venire incontro a tantissime esigenze, sia del Cividalese che delle Valli, attraverso il centro di ascolto. Abbiamo cercato di far fronte a tantissime situazioni famigliari di difficoltà grazie ai contributi arrivati dalla Conferenza episcopale italiana, raschiando i fondi dell’Otto per mille. Abbiamo cercato di distribuirli, di utilizzarli nel miglior modo possibile. Quei contributi sono finiti, ma proseguiamo nella solidarietà grazie a persone disposte a dare una mano alle famiglie in difficoltà. Proprio ieri una famigliola che non avrei mai pensato, mi ha dato una busta per le famiglie in difficoltà con un’offerta molto consistente. In alcuni il senso di solidarietà, di apertura agli altri è molto marcato».

Già molto prima della pandemia, da lei sono arrivati forti appelli alle istituzioni per servizi sanitari efficienti per il nostro territorio.

«Questo è un grosso problema della nostra realtà. Io cerco di mantener viva l’attenzione. Ci sono delle promesse, dei progetti. Spero che quanto si è detto venga portato a termine e non siano solo dei proclami per calmare le acque. Sul territorio abbiamo strutture che possono essere utilizzate. Come dappertutto la sanità non può essere fonte di guadagno e va sempre in perdita, ma credo che anche le piccole realtà abbiano il bisogno, la necessità di avere determinati servizi. Proprio perché sono più piccole e deboli. Non sta a me dare delle indicazioni pratiche. Posso dire che i grossi centri sanitari sono tutti intasati, mentre qui ne abbiamo uno che poteva essere utilizzato. Non sta a me trovare soluzioni. È compito dei tecnici affrontare queste situazioni con razionalità, senza pregiudizi. Le scelte politiche vanno fatte sempre a servizio dell’uomo: questo è un principio che dovrebbe guidarci sempre, anche per la sanità del nostro Friuli Orientale».

Tornando agli aspetti religiosi, di buono c’è che quest’anno a Pasqua potremo partecipare alle celebrazioni.

«Rimane, tuttavia, il problema del numero delle persone che possono stare in chiesa. Nella mia parrocchia ho il duomo, che è molto grande, ma in altre realtà mantenere i distanziamenti, seguire le norme di igienizzazione degli ambienti eccetera, rappresenta un problema non indifferente. Mi auguro che ci sia bel tempo e si possa celerare all’aperto».

La chiesa di San Pietro al Natisone/Cerkev v Špietru

Nelle Valli ci sono, però, belle chiese e comunità numericamente molto ridotte. Ma è problematico garantire la presenza del sacerdote…

«Questo è un altro tipo di problema ed è grossissimo. Ad esempio, nell’ex forania di Cividale, con due sacerdoti colpiti da Covid, siamo in quattro e non riusciamo a coprire tutto. Allora cerchiamo di dare i servizi che riusciamo e a vivere determinati momenti mettendo insieme più comunità. Sarà sempre più difficile dare a ogni comunità i servizi che desidera e che sarebbe giusto fornire. Ma se i preti non si sono…».

Ed è stata annunciata la partenza di don Michele Zanon da San Pietro al Natisone…

«C’è anche questo cambiamento. E dico che è normale che il vescovo chieda a un sacerdote un altro servizio, anche se alla persona costa moltissimo. Mi auguro, e l’ho chiesto in maniera chiara all’arcivescovo, che la zona di San Pietro al Natisone e Pulfero non resti scoperta per tanto tempo, cioè che arrivi quanto prima un altro sacerdote. Lui me l’ha promesso e ci sono già dei progetti in cantiere. Dovrebbero realizzarsi al più presto». (Ezio Gosgnach) https://www.dom.it/za-velikim-petkom-pride-velika-noc_al-venerdi-santo-segue-sempre-pasqua/?fbclid=IwAR0uiRceGGupHrznfg9dP6tfG2MnESx_knSnMk-00WGyrOk304C5yQYMEig