PORDENONELEGGE

#pordenonelegge 2021 apre con Omero, Virgilio e Circe. Tre interviste impossibili, featuring Giulio Guidorizzi, Eva Cantarella, Nicola Gardini. Un’edizione straordinaria del programma di Rai Radio3 “Tutta l’umanità ne parla” con Edoardo Camurri e Pietro Del Soldà.Mercoledì 15 settembre l’inaugurazione del festival a Pordenone, Trieste e Lignano Sabbiadoro. E ci saranno anche Penelope e Arianna: avranno il volto e la voce delle attrici Teresa Saponangelo e Iaia Forte, applaudite in questi giorni alla mostra del Cinema di Venezia.Nella serata inaugurale, mercoledì 15 settembre, al via anche il Percorso Zanzotto 100, i festeggiamenti per il centenario del poeta Andrea Zanzotto. E il gemellaggio Campiello con l’intervento della vincitrice, Giulia Caminito.Pordenonelegge 2021: oltre 250 eventi e 500 protagonisti italiani e internazionali in 5 giorni, 10 città, 45 prime editoriali, 70 dirette e differite per tutti con la PNLEGGETV!Agenda 2030: il cartellone di pordenonelegge abbraccia i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, lo indicherà un’icona speciale al fianco degli incontri.Qui tutti i dettagli e le novità della 22^edizione: https://www.pordenonelegge.it/…/1161-E’-in-arrivo…

20 anni dopo l’attacco alle Torri gemelle ci sono ancora conseguenze sulla salute di soccorritori e sopravvissuti

Vigili del fuoco, agenti di polizia, medici, volontari e cittadini stanno ancora pagando il prezzo dell’esposizione a sostanze tossiche e allo stress psicologico di quel tragico evento

L'attacco terroristico alle Torri gemelle dell'11 settembre 2001 (Chris Collins/Corbis/Getty Images)
L’attacco terroristico alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001 (Chris Collins/Corbis/Getty Images)

Nessuno potrà mai dimenticare. Sono trascorsi 20 anni dagli attentati dell’11 settembre 2001 contro le Torri gemelle, a Manhattan. Circa 3.000 vittime, di cui molte ancora non identificate,e più di seimila feriti: questo il tragico bilancio degli attacchi al World Trade center. A questi morti, negli anni si sono aggiunti e continuano a sommarsi nuovi decessi per malattie causate dall’intensa esposizione a polveri e fumi tossici diffusi dopo l’esplosione.

Fra i più colpiti, oltre ai sopravvissuti, ci sono soccorritorivigili del fuoco, forze dell’ordinemedici e paramedici, ma anche volontari e agenti preposti alla pulizia e al ripristino dell’area del Ground Zero – il sito dove sorgevano le Torri gemelle – terminati nel luglio del 2002. Più di 250 vigili del fuoco, secondo recenti dati pubblicati sulla rivista Jama, e più di 200 agenti di polizia sono deceduti in questi due decenni a causa di tumori e altre patologie…continua https://www.wired.it/lifestyle/salute/2021/09/11/11-settembre-20-anni-soccorritori-patologie/?refresh_ce=

Il monte Triglav (Tricorno)

Sapete qual è la montagna più alta della Slovenia?

Ma certamente, tutti lo sanno: il Triglav!

Il Monte Tricorno (in sloveno Triglav) con 2.864 m s.l.m. è la più alta cima delle Alpi Giulie e della Slovenia, di cui è monumento nazionale: per la geografia fisica, costituisce il saliente alpino nord-orientale della regione fisica italiana.

Il Triglav non è solo la montagna più alta della Slovenia e delle Alpi Giulie, ma è anche il simbolo del paese, lo si trova un po’ ovunque, anche sulla bandiera.

Ogni “vero sloveno” deve salire almeno una volta in vetta al Triglav per reputarsi tale!

Noi ci siamo stati 2 volte e così abbiamo pensato di scrivere un articolo per dare qualche consiglio che speriamo possa essere utile a chi volesse cimentarsi in questa ascesa lunga e impegnativa.E tra l’altro il periodo migliore per salire sul Triglav è proprio ora, quindi sotto con l’allenamento! 😃🇸🇮

https://www.slovely.eu/…/25/salire-tetto-slovenia-triglav/Feel SloveniaTriglavski narodni park / Triglav National ParkSlovenski planinski muzej#triglav#tricorno#montagna#escursionismo#slovenia#ifeelslovenia#feelslovenia#slovenija

LA STRAGE DI TORLANO

Torlano Comune di Nimis

Oggi Torlano ha rievocato la tragica pagina di storia della sua comunità, risalente alla Seconda Guerra mondiale. 

Era infatti il 25 agosto 1944 quando, all’alba, si scatenò la feroce rappresaglia nazifascista quale reazione all’intensa attività partigiana nel paese e nel territorio circostante, specialmente montano, del Comune di Nimis.

 L’azione fu infatti decisa dal Comando superiore delle SS di Trieste ed è ricordata come una delle pagine più orribili dell’ultimo conflitto, il cui fascicolo, come quello di altre stragi compiute sul suolo nazionale, finì nel cosiddetto “Armadio della vergogna”. 

Trentatrè, come detto, le vittime innocenti, fra cui appunto donne e bambini: 24 di Torlano e 9 di Ramandolo. Una famiglia molto numerosa originaria della citata Portogruaro fu quasi del tutto sterminata da quello che è passato alla storia come il “boia di Colonia”.

Secondo gli ordini impartiti dalle autorità naziste, quale rappresaglia alla uccisione di un ufficiale tedesco, quella mattina di agosto doveva scorrere il sangue di quaranta persone del luogo, scelte a caso senza badare se fossero uomini, mamme o bimbi. Sette riuscirono a mettersi in salvo per cui le vittime, come detto, furono trentatrè, tra cui appunto intere famiglie. E la più duramente colpita fu proprio quella dei De Bortoli, mezzadri sfrattati dalla loro terra e giunti sotto il monte Plaiul in cerca di un po’ di fortuna: in nove furono barbaramente uccisi. Ma uno dei figli Paolo, che aveva sette anni (è scomparso ottantunenne tre anni fa), riuscì a salvarsi, protetto dal corpo della madre, e a farsi una vita, nonostante il tremendo trauma psicologico subito, come pure la sorella Gina, tredicenne, che riuscì a fuggire, sebbene avesse riportato gravissime ustioni causate dai vestiti avvolti dal fuoco. Nove martiri, insomma, soltanto in casa De Bortoli, mentre le altre persone trucidate appartenevano alle famiglie Comelli, Dri e Vizzutti, cognomi fra i più diffusi nella frazione di Nimis.

Il sacello-monumento dinanzi al quale si terrà è tenuta la commemorazione ufficiale custodisce i resti di quelle povere vittime che tre anni dopo l’Eccidio furono raccolti in cinque bare, solennemente tumulate nel cimitero del paese, lasciando la fossa comune di Torlano Inferiore perché proprio là fu consumata la strage del 25 agosto 1944. Sinistra premessa di quanto sarebbe accaduto poco più di un mese più tardi a Nimis capoluogo che il 29 settembre fu interamente dato alle fiamme.

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In copertina, il sacello che custodisce i resti delle 33 vittime: all’interno, la lastra di marmo con i loro nomida 

da fb

Patrimonio dell’umanità le opere dell’architetto Jože Plečnik a Ljubljana.

Alla fine di luglio 2021 l’Unesco ha riconosciuto come patrimonio dell’umanità le opere dell’architetto Jože Plečnik a Ljubljana.

Jože Plečnik (Lubiana23 gennaio 1872 – Lubiana7 gennaio 1957) è stato un architetto sloveno

Allievo di Otto Wagner a Vienna e poi suo collaboratore, aderì insieme a lui alla secessione: fu attivo in patria, in Austria, a Praga (dove lavorò per il castello e realizzò la chiesa del Sacro Cuore) e a Belgrado, dove costruì la chiesa di Sant’Antonio di Padova. A partire dal 1921 fu professore di architettura a Lubiana e progettò numerosi edifici e monumenti per la sua città (tra cui il cimitero di Žale).

Il suo progetto per il palazzo del parlamento sloveno (la Cattedrale della libertà), mai realizzato, compare sulla moneta da 10 centesimi di euro slovena.

Dopo la seconda guerra mondiale Plečnik cadde in disgrazia nella Jugoslavia comunista, poiché il suo attaccamento all’architettura classica e il suo profondo cattolicesimo erano visti con sospetto. Il suo ruolo di insegnante all’università fu gradualmente ostacolato e ricevette minori commesse, sebbene riuscisse a completare piccoli monumenti, fontane e restauri di chiese anche negli anni 1950. Alla sua morte ebbe comunque i funerali di stato a Žale.

Progettò la residenza estiva di Tito, nelle Isole Brioni.

L’opera di Plečnik, caratterizzata da forme iconiche e classiche usate però in modo sorprendente e originale, fu per lo più dimenticata negli anni sessanta e settanta. Un nuovo interesse si ebbe a partire dagli anni ottanta e novanta, quando il postmodernismo portò ad una rivalutazione delle forme classiche in architettura.

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mercato coperto centrale di Ljubljana
particolare della facciata della biblioteca nazionale di Ljubljana
ingresso principale del cimitero maggiore di Ljubljana

L’anno scorso la Commissione dell’Unesco per i patrimoni dell’umanità non si era riunita, dunque le proclamazioni dei nuovi siti coprono anche le candidature presentate per il 2020. Nel complesso, nella regione compresa tra il sud-est Europa e il Caucaso l’Unesco attualmente tutela 112 siti culturali o naturali che spiccano per la loro straordinarietà.

Maria Vošnica – Maria Assunta a Villanova delle Grotte/Zavarh (Lusevera-Bardo)

foto di archivio

Ieri 15 di agosto a Villanova delle grotte- Zavarh come ogni anno don Renzo Calligaro ha officiato la Santa Messa e il rosario per la Maria Vošnica .Quest’anno la cerimonia  è stata in tono minore a causa del Covid:la tradizionale processione non è stata fatta,invece c’era come sempre il Bacio delle Croci-Poljubljanje križev.Quest’anno  erano presenti solo 3 cruciferi ,mi spiace che l’antica tradizione vada sparendo.Negli archivi parrocchiali è scritto che la sagra della Maria Vošnica  si faceva già nell’anno 1678.

 La storia della statua dell’Assunta

La statua in legno è stata scolpita da un artista della Val Gardena nel 1927.La spesa è stata sostenuta dalle 220 donne del paese che si sono autotassate pagando 10 lire ciascuna.Pensando alle condizioni sociali del tempo,queste donne di montagna,si sono tolte” il pane dalla bocca”per pagarla. Da ciò si può capire quanto grande era la fede un tempo.