LA CAMOMILLA

 Proprio adesso, tra maggio e giugno, la camomilla riempie i prati e gli incolti con una marea di margheritine dai capolini dorati: è il momento giusto per raccoglierla.La camomilla (Matricaria chamomilla) è una piantina erbacea che si dissemina spontaneamente nei prati. Ama i luoghi caldi e il suo ciclo di vita dura solo un anno.
Il momento ideale per andare per prati a caccia di fiori di camomilla è un pomeriggio sereno, quando la pianta si è ben asciugata dalla rugiada mattutina e ha preso il sole della giornata. Per riconoscere la camomilla basta osservare che i capolini adulti, aperti, abbiano i petali abbassati, volti in giù, e, se strofinati, devono profumare intensamente del tipico aroma che conosciamo. Far essiccare i rametti di camomilla in luogo aerato ma ombroso e poi tagliare i capolini, da utilizzare entro l’anno. 

Non ti scordar di me

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MIOSOTIS-NON TI SCORDAR DI ME

Un dì il Signore
dall’alto vide
la terra brulla e spoglia
cos’ gli venne voglia
di rivestire
di fiori
le spiagge, i colli
i monti e le pianure.

Tosto, per incanto
le margherite, i botton d’oro
rossi papaveri ed azzurri fiordalisi
le mammole ed i narcisi
l’erica e la ginestra
crebbero in tutto il mondo.

Ma poichè ogni pianta
ha bisogno di un nome
per far giusta distinzione
ad un angelo ordinò
in terra di volare
e dei nomi far distribuzione.

-Rosa-disse-giaggiolo
viola, serenella
anemone, mughetto, fior di leone
papavero, glicine, giglio, genzianella
convolvolo, narciso, fior della passione.

Quand’ebbe finito
di recitar
l’ultima strofa
del suo rosario di soavi nomi
e presso il Signor
s’accingeva a tornar
una flebile voce lo supplicò:
-Buon Angelo manco io
non ti scordar di me, mio Dio!-

Era un’ umile piantina
che essendo piccolina
dalle frasche nascosta
non era stata vista.

Trattenne l’angelo il volo
vide la piantina esile
e sorrise:
Non aver paura
. Non- ti – scordar. di- me
sarà il tuo nome
simbolo tu sarai
di amicizia sincera e duratura.

https://www.poesieracconti.it/poesie/opera-80163

ASPARAGI SELVATICI

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foto di Suzana Pertot

L’asparago selvatico (Asparagus acutifolius) è una piccola pianta sempreverde cespugliosa, perenne, della famiglia delle Liliaceae reperibile in tutto il bacino del Mediterraneo. I nomi comuni “asparago spinoso” e “asparago pungente” derivano dalle caratteristiche spine poste alla base dell’apparato fogliare; è pianta caratteristica della macchia mediterranea.

Da non confondersi con il luppolo selvatico o con i germogli di pungitopo (entrambi chiamati anche “asparagi selvatici”), i cui germogli vengono ancora oggi raccolti a primavera nelle campagne e nei luoghi incolti per farne ottimi risotti, frittate e minestre

I germogli dal sapore amarognolo sono spesso utilizzati in cucina per fare frittate o sughi; molto apprezzato il risotto con asparagi. Gli asparagi germogliano in primavera e sono molto più piccoli, ma anche più saporiti dei comuni asparagi coltivati; vengono raccolti allo stadio di getti immaturi (germogli), si possono cogliere più volte.
Occorre fare attenzione nella raccolta staccando accuratamente il getto dalla base, senza strapparlo o danneggiare il cespo sotterraneo; queste precauzioni permettono che il cespo produca ancora getti.
In stagione di primavera avanzata occorre sospendere la raccolta e permettere la normale vegetazione dello stelo, la produzione delle foglie spinose, la fioritura (e la fruttificazione). La vegetazione completa consente l’accumulo di sostanze di riserva nel cespo sotterraneo che alimentano la vegetazione dell’anno successivo; questa cura permette la sopravvivenze della pianta per molti anni.

L’Asparagus acutifolius può essere coltivato in orto mediante impianto dei cespi o per seme; l’impianto opportunamente condotto (concimazioni, diserbo, potatura di rinnovo degli steli, interruzione della raccolta a fine primavera) ha una durata poliennale. La raccolta dal coltivato evita il danneggiamento della flora spontanea.

da https://it.wikipedia.org/wiki/Asparagus_acutifolius

Flora del Friuli

🌿 In #FriuliVeneziaGiulia tutta la FLORA SPONTANEA è PROTETTA

e a seconda della rarità ed importanza ecologica delle specie vengono adottate diverse misure di tutela e conservazione.🔎 La #RegioneFVG con legge n°9 del 2007, “Norme in materia di risorse forestali” che dà attuazione alla Direttiva comunitaria “Habitat” del ’92, nella sezione dedicata alla “Tutela della flora e della fauna di interesse comunitario e di interesse regionale”, prevede la deroga alla raccolta di alcune specie di piante spontanee nel rispetto di tradizioni, usi e costumi locali. Si tratta di piante o parti di esse, raccolte ad uso alimentare o fitoterapico che tradizionalmente fanno parte dell’identità stessa di una determinata area geografica.

ATTENZIONE

Si possono raccogliere solo le specie contenute negli Allegati C e D del regolamento e la raccolta deve essere effettuata nel rispetto del quantitativo giornaliero consentito e nelle modalità di raccolta. In particolare la raccolta viene consentita unicamente per la parte aerea della pianta, come foglie, fiori, frutti, ma evitando assolutamente di danneggiare l’apparato radicale o di asportare radici, tuberi, rizomi e bulbi.

RACCOMANDAZIONE

In un periodo in cui va molto di moda cibarsi dei “prodotti della natura”, la raccomandazione più importante è quella relativa alla sicurezza nostra e dei nostri cari. Si invita pertanto a documentarsi con scrupolo e raccogliere esclusivamente specie che si conoscono perfettamente, mantenendo sempre alta la concentrazione durante la raccolta, visto che varie piante eduli possono venir facilmente confuse con specie simili particolarmente tossiche.👉 Per approfondimenti http://bit.ly/FloraFauna_ProtetteFVG “Flora e Fauna protette del #FriuliVeneziaGiulia📷 © Roberto Valenti del Corpo forestale regionale – Asparago selvatico – Sambuco nero – Ruta -.da fb

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