Da Prossenicco a Subid come una volta

 Tra la zona montana del comune di Attimis e il comune di Taipana/Tipana un altro tassello va a comporre l’offerta rivolta a tutti gli amanti delle camminate nella natura.

Da poco, infatti, è stato riattivato il collegamento a piedi tra i paesi di Prossenicco/Prosnid e Subit/Subid.

Dalla Pro loco Prossenicco aps la presidente, Sonia De Simon, spiega: «Il sentiero riaperto è un vecchio sentiero che un tempo veniva usato per andare a falciare i prati, raccogliere i frutti nel bosco, occuparsi di attività boschive nonché, ovviamente, per spostarsi da un paese all’altro». Il sentiero dà accesso anche ad alcune cime della zona, come l’Ostra Cras, o altri punti d’interesse. Passando sopra il monte Rep, arriva ai prati di Sant’Anna e da lì ridiscende verso Subit. In totale l’itinerario è lungo circa 8 km.

«Ora che a Subit, oltre alla Pro loco del paese, è attivo anche il punto di ristoro e pernottamento della struttura Al Tiglio-Lipa – spiega De Simon – , in collaborazione coi nuovi gestori della struttura abbiamo pensato a questo nuovo collegamento per offrire alle persone un’ulteriore possibilità di spostamento a piedi».

Arrivati a Subit, infatti, ora camminatori e turisti dispongono stabilmente di un punto in cui potere rifocillarsi o pernottare, così come già avviene a Prossenicco. Ricordiamo che nella frazione di Taipana sono presenti e attivi l’agriturismo Brez mej, l’osteria Al centro e l’ostello Onair, quest’ultimo gestito, tra l’altro, proprio dalla Pro loco Prossenicco aps.

Sonia De Simon spiega come nella sistemazione del sentiero siano state, in qualche modo, coinvolte entrambe le comunità. «La parte verso Prossenicco è stata curata dall’associazione da me presieduta; la parte verso Subit, invece, era già stata a suo tempo curata dalla Pro loco di Subit. La novità è quella di avere ricongiunto i due tratti del sentiero, che prima erano già attivi nell’ambito di ulteriori percorsi».

L’iniziativa è pensata con l’idea di fare rete tra le due comunità nonché di proporre, in futuro, iniziative comuni.

Dopo l’apertura del sentiero tra Subit e Porzus/Porčinj, attraverso la sorgente Očena, nasce così un ulteriore legame tra le frazioni della zona montana di Attimis e di Taipana, che sono tra loro affini per cultura, dialetto sloveno parlato e tradizioni. (Luciano Lister)

https://www.dom.it/

NUONE FORZE PER L’ASSOCIAZIONE CERNET

Giovedì 20 maggio, presso la sede dell’Associazione Don Mario Cernet a Ugovizza, si è svolta l’ assemblea generale elettorale dell’istituzione, che riunisce la comunità slovena della Val Canale

In questa occasione, i membri hanno potuto rivedere i conti degli ultimi anni e rivedere l’attività svolta.

Nel rapporto per il 2020, la presidente Anna Wedam ha sottolineato come hanno dovuto rinunciare a eventi popolari come la Giornata della cultura slovena, la rivista Melodije na vasi e il concerto di Natale. L’ultimo evento è stato sostituito con successo dall’Associazione nel dicembre dello scorso anno con la pubblicazione online di video di canti natalizi forniti da cori e singoli.

L’associazione continua a impegnarsi per sostenere l’insegnamento dello sloveno, soprattutto nell’ambito di classi pilota multilingue condotte nelle scuole materne e primarie della Valle. Già prima dell’inizio della pandemia, organizzava anche corsi di lingua slovena per adulti.

L’Associazione Cernet è molto attaccata alla lingua e ai costumi locali, quindi continua a sostenere le benedizioni e le celebrazioni del villaggio e la conservazione delle usanze locali, come la visita di Capodanno a St. Tre re. Recentemente, ha prestato particolare attenzione al tema della cura in lingua slovena nelle chiese locali, poiché la Kanalska dolina non ha più un sacerdote bilingue permanente dal novembre 2019. In futuro, l’Associazione continuerà a collaborare con altre istituzioni della Valle e lungo il confine. Nei prossimi mesi sosterrà , tra le altre cose, alcune attività a Žabnice, come la pubblicazione di un libro sulla toponomastica del villaggio e CD con canti religiosi locali. (Luciano Lister)

https://www.dom.it/zdruzenje-cernet-z-mladimi-mocmi_nuove-forze-per-lassociazione-cernet/

tradotto dal Dom

buongiorno – doberdan

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DRENCHIA

foto di Casali

Drenchia (Dreka in sloveno è un comune italiano sparso di 102 abitanti del Friuli-Venezia Giulia. La frazione Cras ospita la sede comunale. Attualmente è il più piccolo comune della regione per numero di abitanti residenti.L’etimologia del toponimo è incerta; una ipotesi la fa risalire alla parola slovena dren che significa albero di corniolo, pianta molto presente nell’area comunale; il toponimo viene menzionato, per la prima volta, nell’anno 1295 “homines ville Tranche”.

Secondo i dati del censimento effettuato nel 1971, il 57,3% della popolazione del comune di Drenchia si dichiarava appartenente alla minoranza linguistica slovena.

Attualmente, accanto alla lingua italiana, è ufficialmente tutelata anche la lingua slovena.

In armonia a quanto stabilito dalle legge 38/2011 Norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli Venezia Giulia, nelle insegne pubbliche e nella toponomastica viene utilizzata la formulazione bilingue.

Sul territorio comunale sono presenti le associazioni Pro Drenchia, della Squadra volontari antincendi e della Protezione civile inoltre il gruppo alpini di Drenchia

da wikipedia

PROSSENICCO-PROSNID

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FOTO DI IGOR-BALOH-PARIN

Prossenicco è una frazione di 35 abitanti del comune di Taipana, nell’area orientale della provincia di Udine corrispondente alla Slavia friulana.

Situata in prossimità del confine italo-sloveno, la località di Prossenicco, 552 metri di altitudine media (538/576m), si sviluppa a mezza costa del monte Ostra Cras/Ostri Kras (747m), sulla sinistra orografica della valle del torrente Lerada/Legrada, nell’alto bacino del fiume Natisone. Il territorio montano su cui sorge appartiene alle Prealpi Giulie Meridionali, gruppo del Mia-Joanaz (STS. 34.II.B secondo la suddivisione SOIUSA delle Alpi).

Da tre lati l’orizzonte di Prossenicco è circondato da un anfiteatro di poggi e monti così distribuiti: ad ovest il monte Coreda/Koreda (890m), il monte Spich/Špik (929m) ed il monte Jauar (1005m); a sud il monte Joanaz/Ivanac (1167m), il monte Vogu/Vogel (1124m) ed il monte Lubia/Ljubija (1063m), sulle cui pendici sorge la dirimpettaia località slovena di RobedischisRobidišče; ad est il monte Mia/Mija (1241m) ed il monte NeroKrn con la sua catena (2244m); a nord-est la Cima Crassi/Krasij Vrh (1773m) ed il monte Stol (1673m), sulle cui estreme propaggini meridionali sorge l’abitato sloveno di Longo/Logje.

Idrograficamente il territorio di Prossenicco appartiene al bacino imbrifero del fiume Isonzo tramite il sottobacino del Natisone, che nasce nei pressi della località dalla confluenza del Rio Nero con il Rio Bianco.Toponimo di origine slava. Deriva dal termine Proso (miglio), con suffisso locativo –ik, dal significato complessivo di “luogo coltivato a miglio”. Attestazioni: Prosenich (1170, 1363, 1578), Pressinico (1329), Prosonoch (1422), Prossenicco (1635,1925,1998), Persenico (1805)

CONTINUA https://it.wikipedia.org/wiki/Prossenicco

Concorso per impiegato con conoscenza lingua slovena

Scade il prossimo 3 giugno il termine della presentazione delle domande per la procedura di selezione tramite concorso pubblico, per soli esami, per la copertura presso il Comune di San Pietro al Natisone di un posto a tempo pieno e indeterminato di istruttore amministrativo in possesso del requisito della conoscenza della lingua slovena, categoria C, posizione economica C1 del CCRL del personale degli enti locali del Friuli-Venezia Giulia, area non dirigenti. Il testo integrale del bando, con l’indicazione di tutti i requisiti e delle modalità di partecipazione relative alla procedura concorsuale è scaricabile dal sito istituzionale del Comune di San Pietro al Natisone http://www.comune.sanpietroalnatisone.ud.it nonché dal sito della Regione Friuli-Venezia Giulia http://www.regione.fvg.it alla sezione concorsi degli enti pubblici.

https://www.dom.it/

Poesia di Miha Obit

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Sadà …
Sadà, ki berem od tvojega očeta se vprašam
ki z adne ežerčite je vidu muoj
an predvsem pruot kerimi se je boriu:
sam ga vidu samuo zgubit an parst v fonderiji.
Pa je šu, ku de bi biu an sudat
v svoji osebni trinčeji mikrovalovnih
peči an lepuo popieglanih srajc.
Kar nas je zapustu, sam pomislu,
de je biu tuole naredu že puno cajta priet.
Imam rieko, ki teče pred mano
buj hitro, ku kar sam mislu – an s sabo
nese vse – an tele parve majske zore,

dialetto sloveno delle valli del Natisone

Ora…
Ora che leggo di tuo padre mi chiedo
quali eserciti abbia visto il mio
e soprattutto quali abbia combattuto:
l’ho visto solo perdere un dito in fonderia.
Eppure se ne è andato da soldato
nella sua trincea personale di forni
a microonde e camicie ben stirate.
Quando ci ha lasciati ho pensato
che l’aveva fatto già molto tempo prima.
Ho un fiume che scorre davanti a me
più veloce di quanto pensassi – e con sé
porta via tutto – anche queste prime aurore di maggio.

La vrata gialla per nuova vita a Montemaggiore

Martina Moretti pred zavetiščem La vrata gialla v Brezjah/Martina Moretti davanti alla struttura La vrata gialla a Montemaggiore

Aria di novità per il centro sociale comunale di Montemaggiore/Brezje, che accoglie camminatori e turisti lungo il Cammino celeste e non solo. Il Comune di Taipana ha, infatti, affidato per sei anni la struttura alla giovane Martina Moretti, che ha 27 anni.

In qualche modo quello di Martina è un ritorno a Montemaggiore. Anche se la sua famiglia risiede nella zona di Pordenone è originaria della frazione della Val Cornappo.

Il nome che Martina ha scelto per la struttura, La vrata gialla, riassume un po’ l’idea del progetto.

Martina pred rumenimi vratami/Martina davanti alla vrata-porta gialla

«Vrata in sloveno significa porta, e richiama il dialetto sloveno parlato a Montemaggiore, ma anche l’unico elemento architettonico che da quando l’edificio è sorto, negli anni Cinquanta, a oggi è sopravvissuto. Anche al terremoto del 1976. Si tratta di una porta, ora dipinta di giallo, che era presente già quando nell’edificio era attiva la scuola del paese». L’unione di una parola slovena a una italiana richiama anche il carattere del luogo, vicino al confine con la Slovenia. un po’ a metà strada tra Udine e Kobarid. La struttura, che negli ultimi due anni è rimasta attiva sul Cammino celeste grazie alla montemaggiorina Anita Tomasino, offre alcune camere singole e matrimoniali, un soppalco in cui dormire in molti, una cucina e servizi igienici. «Sarà accessibile da maggio a ottobre. Ovviamente è rivolta ai pellegrini del Cammino celeste, ma stiamo cercando di ampliare il giro. Nessun cuoco sarà presente regolarmente, ma se c’è necessità di preparare dei pasti, lo faremo, come è sempre stato negli anni scorsi», spiega Martina.

«Mi sono già messa in contatto con alcune realtà del territorio, ad esempio guide turistiche, per fare escursioni o camminate con tappa in questa casa, tra l’altro con piccole degustazioni in collaborazione con l’Azienda Zore di Alessia Berra, che produce formaggi di capra. Vorrei coinvolgere più persone possibile, anche attraverso eventi. Lo scopo che mi sono prefissata è quello di contribuire alla rinascita del paese».

In questo progetto Martina unisce diversi suoi interessi. «Frequento Montemaggiore da quando ero piccola e lo conosco abbastanza bene; sono maestra di sci e ho lavorato per diversi anni negli alberghi in segreteria. Il mio sogno è sempre stato quello di mettere insieme la passione per la montagna con questa attività, che mi piace molto. Tempo fa ho viaggiato per sei mesi in Sud America con lo zaino in spalla, da sola. Là ho frequentato vari ostelli. L’idea di condivisione mi piace molto. Vivendola in prima persona, mi ha fatto conoscere molte persone e vivere molte esperienze».

Al momento Martina, aiutata dalla sua famiglia e da alcuni abitanti, sta sistemando la struttura. Per accogliere al meglio i visitatori, infatti, sono necessari dei lavori all’impianto idrico, elettrico e di riscaldamento. A questo scopo è stata avviata una raccolta fondi, accessibile al link gofund.me/5baa351a

«Da quando ho iniziato a pubblicizzare La vrata gialla su Facebook e Instagram sono state molte le persone che mi hanno contattato, anche per inserire la struttura su giornali e siti escursionistici, quale punto di riferimento nella zona». Martina, che a causa della pandemia in inverno non ha potuto lavorare come maestra di sci, quest’estate dovrà lavorare per guadagnarsi da vivere; inizialmente, quindi, non sarà sempre presente a Montemaggiore. Ma ci sono già molte persone pronte ad aiutarla. «Per quest’estate ho già chiesto ad Anita Tomasino, alla mia famiglia e ad altre persone di darmi una mano ad accogliere i pellegrini in arrivo. Sperando che l’anno prossimo non ci sia più la pandemia, la prossima estate conto di essere sempre fisicamente qui».

Nel frattempo, a La vrata gialla Martina svilupperà altre iniziative. «Vorrei attrezzare una piccola ciclofficina per i ciclisti». Ma non solo. «Con alcuni abitanti, pensavamo di iniziare a pulire dei sentieri un po’ abbandonati, ma molto belli. L’idea è di riscoprire Montemaggiore». (Luciano Lister)

fonte https://www.dom.it/zavetisce-la-vrata-gialla-bo-ozivelo-brezje_la-vrata-gialla-per-nuova-vita-a-montemaggiore/

Nasce Izba, nuovo luogo di ritrovo a Topolò

Nasce, a Topolò, Izba (o Izba-r, sul nome definitivo c’è ancora discussione), un piccolo spazio accanto al chiosco (struttura che funge da luogo di ristoro solamente durante la Postaja) che è stato da poco affidato in comodato dall’amministrazione comunale di Grimacco all’Associazione Robida, un gruppo di giovani che sta dando davvero nuova linfa al paese.
Izba (“Nelle case della Benečija l’izba è la stanza vicina alla cucina solitamente scaldata dalla peč. Qui si mangiava, si raccontavano storie e alle volte si dormiva, una stanza calda e accogliente. Questo è un po’ quello che vorremmo diventasse e nei prossimi mesi ci metteremo al lavoro, sperando di potervi invitare già questa primavera” spiega l’associazione) sarà un bar caffè con uno spazio di coworking, quindi possibilità di sala concerti, studio radiofonico, punto informazioni, galleria, sala di lettura, spazio per laboratori e altro. In primo luogo comunque ospiterà, come tanti bar/circoli gestiti da associazioni, i soci di Robida e quelli delle altre due associazioni che partecipano a questo progetto, ovvero l’associazione Topolò-Topoluove e il circolo culturale Rečan_Aldo Klodič.
I soci di Robida, spiega l’associazione invitando ad iscriversi, non solo avranno accesso al locale, ma verranno anche aggiornati sulle attività organizzate e potranno loro stessi proporre idee per rendere il luogo un po’ di tutti e un po’ speciale.