NUONE FORZE PER L’ASSOCIAZIONE CERNET

Giovedì 20 maggio, presso la sede dell’Associazione Don Mario Cernet a Ugovizza, si è svolta l’ assemblea generale elettorale dell’istituzione, che riunisce la comunità slovena della Val Canale

In questa occasione, i membri hanno potuto rivedere i conti degli ultimi anni e rivedere l’attività svolta.

Nel rapporto per il 2020, la presidente Anna Wedam ha sottolineato come hanno dovuto rinunciare a eventi popolari come la Giornata della cultura slovena, la rivista Melodije na vasi e il concerto di Natale. L’ultimo evento è stato sostituito con successo dall’Associazione nel dicembre dello scorso anno con la pubblicazione online di video di canti natalizi forniti da cori e singoli.

L’associazione continua a impegnarsi per sostenere l’insegnamento dello sloveno, soprattutto nell’ambito di classi pilota multilingue condotte nelle scuole materne e primarie della Valle. Già prima dell’inizio della pandemia, organizzava anche corsi di lingua slovena per adulti.

L’Associazione Cernet è molto attaccata alla lingua e ai costumi locali, quindi continua a sostenere le benedizioni e le celebrazioni del villaggio e la conservazione delle usanze locali, come la visita di Capodanno a St. Tre re. Recentemente, ha prestato particolare attenzione al tema della cura in lingua slovena nelle chiese locali, poiché la Kanalska dolina non ha più un sacerdote bilingue permanente dal novembre 2019. In futuro, l’Associazione continuerà a collaborare con altre istituzioni della Valle e lungo il confine. Nei prossimi mesi sosterrà , tra le altre cose, alcune attività a Žabnice, come la pubblicazione di un libro sulla toponomastica del villaggio e CD con canti religiosi locali. (Luciano Lister)

https://www.dom.it/zdruzenje-cernet-z-mladimi-mocmi_nuove-forze-per-lassociazione-cernet/

tradotto dal Dom

Minoranze linguistiche: Roberti, servizio pubblico essenziale per tutela

Così l’Assessore Pierpaolo Roberti in videoconferenza.

“La nuova Convenzione tra il Governo e la Rai garantisca adeguata tutela alle specificità linguistiche del Friuli Venezia Giulia, riconoscendone la piena autonomia rispetto a quelle presenti in altre Regioni e potenziando il monitoraggio sulle ricadute degli investimenti pubblici operati a beneficio del territorio in termini di programmazione, innovazione tecnologica e servizi ai cittadini”.

Lo ha sottolineato l’assessore alle Autonomie locali, corregionali all’estero e lingue minoritarie, Pierpaolo Roberti, intervenendo all’incontro, tenutosi in modalità telematica, tra il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, la Rai, il Corecom e la Regione Friuli Venezia Giulia – rappresentata anche dal presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin – per il rinnovo della Convenzione per la trasmissione di programmi radiofonici e televisivi in lingua slovena, friulana e italiana in scadenza il 29 aprile prossimo.

“Ferma restando la premessa che l’atto integrativo, siglato il 5 agosto 2020, rappresenta senz’altro un enorme passo in avanti sul fronte della valorizzazione delle comunità locali – ha sottolineato Roberti – non si possono ignorare le pressanti richieste che ci pervengono dal territorio in termini di rafforzamento di un’offerta incentrata non su dinamiche di natura commerciale bensì su altrettanto imprescindibili logiche di salvaguardia culturale e identitaria”.

“L’auspicio – ha concluso l’assessore – è quindi che la nuova Convenzione tra il Dipartimento per l’informazione e l’editoria e la Rai faccia proprie le istanze delle comunità linguistiche del Friuli Venezia Giulia e, agendo anche attraverso il potenziamento degli strumenti digitali, riconosca il pieno accesso ai contenuti a quelle residenti all’estero”.
Spingi su 

da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

https://www.viverefriuliveneziagiulia.it/2021/04/08/minoranze-linguistiche-roberti-servizio-pubblico-essenziale-per-tutela/936453/

Il cjant des Aganis – Il canto delle Aganis. Testo in Friulano e in Italiano di Claudio Aita

Il cjant des Aganis - Il canto delle Aganis. Testo in Friulano e in Italiano

appena uscito

Questo è un libro che parla di ritorni, di nostalgia, di disperazione, di amore, di vite e di morti. Ma è anche un libro che parla di destino, di quei fili misteriosi e sotterranei che attraversano le nostre esistenze per allacciarsi nei modi più insoliti. Mentre i due protagonisti scoprono che anche un sole agonizzante può regalare ancora sprazzi di luce meravigliosa. Anche in un mondo cattivo come il nostro che ha dimenticato il valore delle cose più semplici.
Sullo sfondo, c’è un Friuli evocato, una terra antichissima e magica, con i suoi misteri e le tante presenze nascoste, custodi di una natura rigogliosa, che da sempre assistono, o partecipano, alle misere vicende, al dolore dei comuni mortali.

TESTO IN FRIULANO E IN ITALIANO

Claudio Aita

Proverbio friulano

Par pierdi il cjâf… bisugne vêlu
Per perdere la testa… bisogna averla

Potrebbe sembrare una pura battuta di spirito, quasi senza senso, tanto appare gratuita: dire che bisogna avere una cosa e possederla per poterla perdere, è una tautologia.
Ma il friulano non è così ingenuo: c’è tanta gente che dimostra di aver subito una sciagura, una calamità, una perdita e l’attribuisce a fattori estranei, a cause altrui e, quando non può trovare diretti responsabili, ad uno strano destino malvagio.La realtà è molto più prosaica e semplice, da esperienze terra terra: quando non si è in grado di arrivare ad un traguardo, quando mancano le capacità, quando non si ha il coraggio di riconoscere che non si è in grado di farcela, ci si dà arie da sconfitta.Molto più onesto sarebbe confessare le proprie mancanze, siano esse di materia grigia o di forza muscolare, senza accusare di “aver perduto la testa”, perchè questa non c’era nemmeno.
https://pociopocio.altervista.org/2020/02/02/proverbi-friulani/

poesia di Federico Tavan

alta val Torre

foto personale

Arbal

Podarés vîve
anç insomp un arbal
che sarés content lostes.
‘E cjaparés al sòrele dut al dì
‘e mangjarés mei
‘e durmirés su li fùes
al fréit o al cjalt.
‘E spiéte ucei.
Al mont jodût da lontan
al é nome un balon ch’al zîra.

*
Albero
Potrei vivere anche in cima a un albero e sarei felice ugualmente. Prenderei il sole tutto il giorno, mangerei mele, dormirei sulle foglie al freddo o al caldo. Aspetto gli uccelli. Il mondo visto da lontano è solo un pallone che gira.

tratto da poeti friulani

Federico Tavan (Andreis5 novembre 1949 – Andreis7 novembre 2013) è stato un poeta italiano di lingua friulana.

Tavan fu il cantore apprezzato da molti illustri letterati (Claudio MagrisFranco LoiGiovanni TesioCarlo Ginzburg) della poesia in friulano nella variante di Andreis.

Federico Tavan ha cominciato da ragazzo a vivere episodi di disagio mentale. Nel 1965, all’età di 16 anni, perse la madre. Durante la sua vita frequentò ospedali, centri di salute mentale e visse con una piccola pensione di invalidità. Trascorse tutta la vita ad Andreis, piccolo paese di montagna della Valcellina in Friuli.

Sempre precario e in balia della malattia, ha realizzato una poesia piena di lampi e di vita interiore. Non esibì mai la sua condizione, la rappresentò senza rabbia o autocommiserazione. I versi delle poesie sono immediati ed istintivi e sembrano realmente emergere dalla complessità del suo vivere e dalla sofferenza che lo ha accompagnato tutta la vita.

Al podeva capitate anç a ti/ nasce t’un pegnaton/ tra zovàt e zùfignes/ de stries cencja prozes/ e al dolor grant de’na mare./ Me soi cjatat à passa/ de che bandes.:” Poteva capitare anche a te/ di nascere in un pentolone/ tra rospi e intrugli/ di streghe senza processo/ e il dolore grande di una madre./ Io mi sono trovato a passare/ da quelle parti.”

Con Decreto del Presidente della Repubblica, in data 28 novembre 2008 è stato concesso un assegno straordinario vitalizio a favore del poeta ai sensi della legge 8 agosto 1985, n. 440 (legge Bacchelli), a seguito del quale è tornato a stabilirsi ad Andreis.

È morto nel sonno nella sua abitazione di Andreis nel novembre 2013 due giorni dopo il suo sessantaquattresimo compleanno.

fonte federico tavan