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Saša Stanišić, Origini — Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Cominciai a interessarmi delle mie origini, ma per molto tempo non lo ammisi. Mi sembrava retrogrado, addirittura distruttivo, parlare delle mie o delle nostre origini in un’epoca in cui discendenza e luogo di nascita erano tornati a essere segni distintivi, in un’epoca in cui i confini venivano nuovamente rinforzati e dalla palude prosciugata della divisione […]

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LA DIVINA COMMEDIA

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letteratura, slovenia,

Jernej Kusterle, tre poesie — perìgeion

Traduzioni di Michele Obit Misliti Ku1   Lepoto sanj kot pepel lupine stresa med pomije. Rezek smeh kljuva ostanke brizgajoče bližine, ki se topi pod debelo plastjo moknate svetlobe. Tema potujene noči zavrača tujek; mene. Ponoči me drži za vrat nekaj vražje tihega, kar čez dan preži na razum. Sledim si v podkožje, da iztrgam […]

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letteratura,

SETTEMBRE


NICOLA MOSCARDELLI

SETTEMBRE

Settembre, incanto di convalescente
che giocando con nulla si contenta,
uva d’ambra che imbiondisce lentamente
sotto i soffi del tramonto
veleggiante alto sui monti,
seta tiepida innocente
delle foglie saltellanti
verso qualche ignoto mare
come farfalle gracili rinate
col vestitino d’estate sbiadito,
verde brina di stelle trasparenti
sul giallore della terra illanguidita,
un canto alla lontana che si sente e non si sente
come quando uno sogna e si lamenta
con la sua bocca spenta.

(da Gioielleria notturna, Studio Editoriale Lombardo, 1918)

Nicola Moscardelli (Ofena, 9 ottobre 1894 – Roma, 21 dicembre 1943), poeta, scrittore ed esoterista italiano. Combattente della guerra del 1915-18 e decorato al valore, fu poi critico letterario e collaboratore di varî giornali. La sua poesia passa da un crepuscolarismo pascoliano al Futurismo e infine a un misticismo vagamente cristiano incentrato sull’amore come carità.

https://cantosirene.blogspot.com/

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Meta Blagšič, tre poesie — perìgeion

Krti   draga gospa, ne skrbite delavci bodo počistili   krti vsak ponedeljek pripravijo presenečenje   kupi razrahljane zemlje se smejijo žalujoči vdovi   ne pusti mu umreti in on ne dovoli njej živeti   Talpe   cara signora, non si preoccupi gli operai puliranno   ogni lunedì le talpe preparano una […]

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attualità cultura letteratura, minoranza slovena

BORIS PAHOR AUGURI/VSE NAJBOLŠE

Oggi il prof. Boris Pahor festeggia il 108esimo compleanno, scrittore triestino  è testimone del totalitarismo del Novecento, che ha lasciato una testimonianza indelebile a tutti noi e ai nostri discendenti con la sua preziosa opera. È stato impegnato per la libertà per tutta la vita e combatte ancora in modo esemplare e instancabile per questo valore, che è – oltre alla verità e alla giustizia – uno dei più importanti per questo gigante del nostro tempo. Per la sua postura paffuta ed eretta, per il suo incrollabile amore per la nazione e la madrelingua slovena, nonché per il fatto che si è sempre schierato dalla parte delle vittime, umiliate e disonorate e crede ancora nell’umanità e nell’amore, tutti coloro che apprezziamo il suo prezioso lavoro , gli auguro tutto il meglio dal profondo del cuore, e soprattutto tanta salute!

da https://it.wikipedia.org/wiki/Boris_Pahor

Boris Pahor, di lingua e nazionalità slovene, è nato a Trieste (allora Impero austro-ungarico, oggi Italia) figlio di Franc Pahor e di Marija Ambrožič. A sette anni assisté all’incendio del Narodni dom (Casa del Popolo), sede centrale delle organizzazioni della comunità slovena di Trieste.[1] L’esperienza, che lo segnò per tutta la vita, affiora spesso nei suoi romanzi e racconti. Finita la scuola media ed essendo stata soppressa l’istituzione slovena, frequenta – per volontà dei genitori – il seminario di Capodistria, che non termina, anche se continua a studiare teologia fino al 1938. Stabilisce stretti rapporti con alcuni giovani intellettuali sloveni di Trieste; tra questi spiccano le figure del poeta Stanko Vuk, di Zorko Jelinčič, cofondatore della organizzazione antifascista slovena TIGR (e padre dello scrittore Dušan Jelinčič) e dei pittori Augusto Černigoj e Lojze Spacal. Negli stessi anni incomincia il carteggio con Edvard Kocbek, poeta sloveno e pensatore personalista, nella cui figura riconoscerà un importante ruolo di guida morale ed estetica.

Nel 1940 è arruolato nel Regio Esercito e inviato al fronte in Libia. Dopo l’armistizio dell’otto settembre torna a Trieste, ormai soggetta all’occupazione tedesca. Dopo alcuni giorni decide di unirsi alle truppe partigiane slovene che operavano nella Venezia Giulia. Nel 1955 descriverà quei giorni decisivi nel famoso romanzo Mesto v zalivu (“Città nel golfo”), col quale diventerà celebre nella vicina Slovenia. Nel 1944 fu catturato dai nazisti e internato in vari campi di concentramento in Francia e in Germania (NatzweilerMarkirchDachauNordhausenHarzungenBergen-Belsen).

Dopo la guerra, a Natale ’46 torna nella città natale, aderendo a numerose imprese culturali dell’associazionismo sloveno, cattolico e non-comunista. Dopo essersi laureato in Lettere all’Università di Padova nell’ottobre del 1947, si dedica all’insegnamento della letteratura italiana. Negli anni Cinquanta è il redattore principale della rivista triestina Zaliv (Golfo) che si occupa, oltre che di temi strettamente letterari, anche di questioni di attualità. In questo periodo Pahor continua a mantenere stretti rapporti con Edvard Kocbek, ormai diventato un dissidente nel regime comunista jugoslavo. I due sono legati da uno stretto rapporto di amicizia.

continua

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Segnaletica turistica, percorso culturale poesie “Siro Angeli”. — NEON AURORA by Graphic Service COMUNICAZIONE VISIVA.

30 anni dalla morte di Siro Angeli

segnaletica territoriale realizzata con totem informativi a Cesclans -UDINE-

Segnaletica turistica, percorso culturale poesie “Siro Angeli”. — NEON AURORA by Graphic Service COMUNICAZIONE VISIVA.


Siro Angeli
 (Cavazzo Carnico27 settembre1913 – Tolmezzo22 agosto1991) è stato un poetadrammaturgo e sceneggiatoreitaliano.

 La sua formazione culturale risentì degli influssi di alcune tra le principali correnti letterarie del Novecento, quali il crepuscolarismo e l’ermetismo. Frequentò il ginnasio-liceo “Jacopo Stellini” di Udine, e in seguito fu ammesso alla Scuola Normale Superiore di Pisa dove fu allievo di Attilio Momigliano e Luigi Russo, con il quale si laureò nel 1939 con una tesi sul teatro di Agnolo Fiorenzuola. Nel corso degli anni Trenta conobbe e strinse amicizia con i poeti Giorgio Caproni e Alfonso Gatto, con il pittore Renato Guttuso e con il figlio di Luigi Pirandello, Stefano.

Nel 1937 debuttò come poeta con la raccolta Il fiume va che fu recensita favorevolmente da Diego Valeri, contemporaneamente mise il scena il suo primo dramma teatrale, La casa, che costituì il primo tassello della cosiddetta “Trilogia carnica” che sarà completata da Mio fratello il ciliegio e Dentro di noi. La sua attività di drammaturgo fu apprezzata da Silvio d’Amico, che nel secondo dopoguerra lo chiamò a collaborare alla realizzazione dell’Enciclopedia dello Spettacolo. Di ritorno dalla guerra, combattuta in Russia, sposò Liliana Guidotti, da cui ebbe il figlio Glauco. Dal 1945 visse a Roma. Alla morte della moglie (1953) entrò in Rai come funzionario dei servizi di prosa radiofonici del terzo programma, passando in seguito a Radio 1 come vice-direttore, incarico che ricoprì fino al 1977.

A partire dagli anni Sessanta intensificò la sua produzione poetica, particolarmente apprezzata dalla critica in quanto Angeli seppe coniugare la rigorosa tradizione classica e umanistica, che costituiva una parte fondamentale della sua formazione culturale, ad un profondo interesse per correnti che caratterizzarono la poesia italiana del Novecento, prima fra tutte l’ermetismo. Nel 1976 vinse il Premio Nazionale Letterario Pisa per la sezione Poesia.[1]

Nel 1981 recitò la parte di Barbe Zef, nel discusso sceneggiato diretto da Vittorio Cottafavi e tratto dall’omonimo racconto di Paola Drigo. Sposò in seconde nozze la poetessa Alida Airaghi, da cui ebbe due figlie, Daria e Silvia. Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Zurigo. Morì il 22 agosto del 1991 all’ospedale di Tolmezzo, colpito da un ictus, mentre trascorreva un periodo di riposo nel natìo borgo di Cesclans, dov’è tuttora sepolto.

MATIA MOU

NAUFRAGIO

Trascinarsi randagio

dall’uno all’altro pasto

non abolisce il giorno,

non ferma nei precordi

il bisturi che affonda;

e adesso, a notte, intorno

al guanciale che mordi

il letto è così vasto

dall’una all’altra sponda

che certo è il tuo naufragio. 

http://www.siroangeli.com/antologia/poesie-matia-mou/

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La presenza della Vergine nel capolavoro di Dante, di cui ricorrono i settecento anni dalla morte.

ECCO LE STROFE ORIGINALI

«Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’etterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ‘l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore,
per lo cui caldo ne l’etterna pace
così è germinato questo fiore.

Qui se’ a noi meridiana face
di caritate, e giuso, intra ‘ mortali,
se’ di speranza fontana vivace.

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre
sua disianza vuol volar sanz’ali.

La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontate.

Or questi, che da l’infima lacuna
de l’universo infin qui ha vedute
le vite spiritali ad una ad una,

supplica a te, per grazia, di virtute
tanto, che possa con li occhi levarsi
più alto verso l’ultima salute.

E io, che mai per mio veder non arsi
più ch’i’ fo per lo suo, tutti miei prieghi
ti porgo, e priego che non sieno scarsi,

perché tu ogne nube li disleghi
di sua mortalità co’ prieghi tuoi,
sì che ‘l sommo piacer li si dispieghi.

Ancor ti priego, regina, che puoi
ciò che tu vuoli, che conservi sani,
dopo tanto veder, li affetti suoi.

Vinca tua guardia i movimenti umani:
vedi Beatrice con quanti beati
per li miei prieghi ti chiudon le mani!»

https://www.papaboys.org/linvocazione-meravigliosa-a-maria-di-dante-alighieri-che-non-conoscevi/

All’epoca di Dante, già molti poeti italiani erano stati profondamente affascinati dalla figura della Vergine Maria, dagli anonimi cantori di laudi a Jacopone da Todi. Attratti dalla bellezza umana e spirituale di questa donna capolavoro di Dio, hanno espresso in immagini e ritmi la loro ammirazione, il loro amore, la loro preghiera. Nessuno, però, ha sentito il fascino della Madonna con tanta forza e convinzione quanto il Sommo Poeta, che nel Paradiso esprime così la sua devozione quotidiana verso di Lei: «il nome del bel fior ch’io sempre invoco / e mane e sera» (XXIII, 88-89).

Nel testo Dalla selva del peccato alla visione di Cristo. La presenza di Maria nella Divina Commedia, padre Giuseppe Oddone, consulente ecclesiastico nazionale dell’UCIIM (Unione cattolica italiana di insegnanti, dirigenti, educatori e formatori), propone un percorso sull’importanza della Vergine nel capolavoro di Dante, di cui quest’anno ricorrono i settecento anni dalla sua morte. L’opera poetica propone infatti una celebrazione, sotterranea e nascosta nell’Inferno, solare e luminosa nel Purgatorio e nel Paradiso, della Donna del cielo.

La Madonna è un elemento vitale della creazione dantesca. Tutto il viaggio dalla selva del peccato, in cui il poeta si è smarrito, fino alla visione del mistero di Dio, ha come un filo nascosto, un’aurea catena che collega la vicenda umana e quella cristiana: è l’intercessione della Vergine Maria che suscita la misericordia del Signore e salva Dante dalla perdizione e lo porta alla salvezza, in un cammino che è utile anche per ognuno di noi.

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letteratura, slovenia,

poeti sloveni

Mirana Likar Bajželj è autrice di due raccolte di racconti. La prima, Sobotne zgodbe (I racconti del sabato), uscita nel 2009 presso la casa editrice Cankarjeva založba, è stata segnalata due volte di seguito per il premio Fabula. Il racconto Nadin prt (La tovaglia di Nada) della seconda raccolta Sedem besed (Sette parole; Lud Literatura, 2012) è stata pubblicata nel 2013 nell’antologia Best European Fiction della casa editrice americana Dalkey Archive Press. 

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Krištof Dovjak – Rodil sem se leta 1967 na Švedskem. Živim v Ljubljani. Pri Cankarjevi založbi sem izdal pesniški zbirki Veter v Odiseju (1999) in Prometej na plakatu (2007). Pri založbi Alica sta l. 2009 izšli knjigi Igre iz mesta in Igre z dvora, z izborom šestih dramskih besedil. Akademik dr. Taras Kermauner piše tudi o moji dramatiki. L. 2011 je pri založbi UMco izšla njegova knjiga Dramsko videnje(volja?) – Dovjakova dramatika. Vesel in počaščen sem, da s prvo objavo Zwei-zwei lahko sanjarim v sobi za goste, v La casa di carta-Papirnati hiši.

Krištof Dovjak – Sono nato nel 1967 in Svezia. Vivo a Lubiana. Ho pubblicato due raccolte di poesia presso la  Cankarjeva založba: Veter v Odiseju (1999) e Prometej na plakatu (2007). Nel 2009, sono usciti presso la casa editrice Alica due libri, Igre iz mesta e Igre z dvora, contenenti sei pezzi teatrali. La casa editrice UMco ha pubblicato, nel 2011, il saggio Dramsko videnje(volja?) – Dovjakova dramatika sulla mia drammaturgia, scritto dall’accademico Taras Kermauner. Sono contento e onorato di poter sognare, con la prima pubblicazione di Zwei-Zwei, nella Camera degli ospiti de La casa di carta – Papirnata hiša. 

Antonella Bukovaz-izrez

Antonella Bukovaz (Cividale del Friuli, 13 giugno 1963) è originaria di Topolò-Topolove, borgo sul confine italo-sloveno, nelle valli del Natisone. Lì ha cresciuto le sue figlie, e scritto poesie che sono confluite in un libro, Tatuaggi, edito da Lietocolle (2006). Dal 1995 ha partecipato a diverse rassegne di arte contemporanea in Italia e in Slovenia; dal 2005 si dedica prevalentemente alla poesia e alle interazioni tra parola, suono e immagine in forma di lettura, videopoesia e video-audioinstallazione. Ha realizzato i suoi lavori collaborando con i musicisti Sandro Carta, Hanna Preuss, Antonio Della Marina, Teho Teardo, Massimo Croce. Nel 2008 ha scritto Storia di una donna che guarda al dissolversi di un paesaggio (Premio Antonio Delfini 2009). Ha scritto per il teatro sonoro di H. Preuss: Mai più-Nikoli več rappresentato al Cankarjev dom di Ljubljana, al Teatro Miela di Trieste e al Gekken teatro di Kyoto; Sonokalipsa e Pavana per Antigone rappresentati a Ljubljana. Nel 2011 ha pubblicato al Limite, editore Le Lettere, con dvd (video di Paolo Comuzzi, musiche di Antonio Della Marina), è uscita nell’ Antologia Poete a nord est, Ellerani editore e nell’Antologia Einaudi Nuovi poeti italiani 6. Del 2012 è la pubblicazione del librino koordinate per pulcinoelefante e del cd con librino Casadolcecasa per Ozky-esound. In collaborazione con Massimo Croce, compone la partitura per le perfomance sonore Lessico Elettronico e L’Arte dei Rumori in onore di Luigi Russolo e partecipa al progetto politico-sonoro Femminilizzazione del mondo. Suoi versi sono pubblicati su diverse riviste web e cartacee (il Verri, Alfabeta, in Pensiero…). Collabora alla realizzazione di Stazione di Topolò/Postaja Topolove. Insegna, in lingua slovena, nella scuola bilingue di San Pietro al Natisone. Vive a Cividale del Friuli.

Jure Vuga

Jure Vuga è nato a Capodistria nel 1983. Dopo aver finito il liceo si è iscritto al dipartimento di Storia dell’Arte dell’Università di Lubiana. È stato borsista del Ministero degli Affari Esteri Italiano e ha proseguito i suoi studi a Firenze, dove ha svolto anche il praticantato presso l’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento a Palazzo Strozzi. Per la tesi di laurea dal titolo Interpretazione della Primavera di Botticelli nel contesto dei misteri pagani ha ricevuto nel 2010 il più alto riconoscimento per studenti universitari in Slovenia, il premio France Prešeren. Attualmente sta scrivendo la tesi di dottorato su L’influenza del romanzo rinascimentale Hipnerotomachia Poliphili sulla ‘Tempesta’ di Giorgione. Nel 2009 ha esordito con la raccolta di poesie Sotto i massi io danzo (Pod kamni plešem), edito dalla casa editrice Študentska založba (collana Beletrina). Nel 2015 uscirà la sua seconda raccolta La fiamma blu (Modri plamen) presso Mladinska knjiga. Vive a Capodistria e lavora come guida turistica.

Vanja Pegan

Vanja Pegan, scrittore e musicista, ha vissuto i suoi anni d’infanzia e gioventú a Pirano. Tra il 1989 e il 1996 ha scritto la musica di scena per vari spettacoli del Teatro Nazionale Sloveno di Nova Gorica e i teatri lubianesi Mestno gledališče ljubljansko, Cankarjev dom e Glej. È autore di tre libri per bambini, tutti e tre tradotti anche in italiano: Giovanin e la farfalla (1999), La città del 2000 (2000) e Tonin (2009); quest’ultimo ha vinto il premio The White Raven 2010. Sono stati messi in scena, in base ai suoi testi, lo spettacolo per bambini Trije oslički in kozica Rozica (2001) e la favola-balletto Lučka in najlepše darilo (2004). È autore dei romanzi Čoln (2005), Pisatelj, Adam in pilot (2006) e Potovanje na začetek poti (2009) nonché delle tre raccolte di racconti brevi Kopanje mornarjev v topli vodi (2002), Nebo davnega poletja (2007) e Štiri morske milje (2012). Vive e scrive a Isola d’Istria. Nel porto di Pirano è ormeggiata la sua barca a vela, a bordo della quale naviga e vive in contatto col mare durante tutto l’anno.

Petaros

Valentina Petaros Jeromela – Capodistriana di nascita, laureata (2003) in Lettere Moderne, indirizzo Filologico con argomento dantesco, studio parificato in Slovenia con il titolo di univerzitetna diplomirana italijanistka. La tesi di laurea consiste nella trascrizione del commento al Purgatorio della Commedia ad opera di Jacopo della Lana. Come primo lavoro ha svolto la collatio dei testi che tramandano la tradizione della canzone, manifesto del Dolce Stil Novo, di Guido Guinizzelli “Al cor gentil rempaira sempre amore”. La sua composizione si colloca tra il 1324 e il 1328. Nel 2005 ha conseguito il Master in Scienze archivistiche presso l’Archivio di Stato di Trieste; studio parificato in Slovenia con il titolo di archivista con successivo avanzamento a »višji  arhivist«. Nel 2007 le è stato conferito il prestigioso titolo di “cultore della materia filologia italiana”. Come archivista free lancer ha collaborato con la Società Dalmata di Storia Patria per i Progetti FiDA e SIDA. Il primo ha indicizzato secondo gli standard ISAD (General International Standard Archival Description) i fondi degli archivi di Stato o Regionali della Slovenia e della Croazia – mentre il secondo quelli degli archivi non Statali d’età veneta nei territori ex Veneti. Altre collaborazioni, in veste professionale, sono con Coordinamento Adriatico per un totale di 5.000 metri lineari di materiale archivistico inventariato. Sono di recente pubblicazione gli studi incentrati sul governatorato dell’ammiraglio Enrico Millo durante gli anni cruciali per l’Italia e la Dalmazia, quelli tra il 1918 e il 1920. L’ultimo lavoro archivistico è stato svolto con i fondi della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con il Circolo culturale Il Colle di San Daniele presso l’Archivio di Stato di Venezia, l’Archivio di Stato di Udine e presso la Biblioteca Civica ”Vincenzo Joppi” di Udine. Da questa collaborazione è nata la pubblicazione “Ordo Salis. Produzione, commercio e contrabbando del sale all’epoca della Serenissima Repubblica di Venezia” con DVD allegato. L’autrice ripercorre, ricostruendole filologicamente, le vie lecite e illecite del sale che da Capodistria andavano sino al Friuli pedemontano. È stato pubblicato, sulla rivista di studi regionali Metodi e ricerche, l’articolo “La Divina Commedia tra traduzione e versione. I tentativi della lingua slovena”. Il tema dell’articolo è incentrato sull’influenza che ha avuto la Divina Commedia dantesca nella cultura slovena. La prima parte consiste in un’indagine approfondita delle conoscenze degli studiosi sloveni dell’autore, il tutto rivisto poi in chiave dello sviluppo della cultura slovena. Sta preparando la seconda parte di quest’articolo, in cui confronta le varie traduzioni motivando le scelte stilistiche basandosi sia sulla conoscenza della cultura slovena ma anche e soprattutto sulla base stilistica dantesca. Un confronto grazie al quale potrà dimostrare come la lingua slovena sia riuscita ad arricchirsi attraverso le prove delle versioni della Divina commedia. Articolo inserito nella Biblioteca della Società dantesca e nella Bibliografia dantesca internazionale. In questo momento sta ultimando l’articolo in cui si confrontano filologicamente i due manoscritti del Commento Rambaldiano alla Divina Commedia scritti a Isola d’Istria verso la fine del XIV secolo. PUBBLICAZIONI: »Ordo Salis. Produzione, commercio e contrabbando del sale all’epoca della Serenissima Repubblica di Venezia«, ho curato l’edizione in collaborazione con il Circolo Culturale Il Colle di San Daniele e con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giuolia,  2013. / Messaggeri postali militari in Istria, “Quaderni”, volume XXIV, 2013, Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, pp. 227-260. / »Fonti giuridiche croate per i beni culturali e inventariazione del “Fondo Comune di Zara (1890-1920)” presso l’Archivio di Stato di Zara e del “Fondo Tommaseo-Artale” presso l’Archivio di Stato di Sebenico”«, vol. II, Lo Scarabeo, Bologna; ho collaborato come prima archivista. / Amministrazione militare dell’ammiraglio Enrico Millo, “Quaderni”, vol. XXIII, 2012, Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, pp. 39-77 / Fonti archivistiche per l’introduzione dell’amministrazione italiana nella Dalmazia ex austriaca. Attività direttiva dell’ammiraglio Enrico Millo in “Quaderni” №XXII/2011, Centro di Ricerche Storiche di Rovigno. / Millo. Ufficio approvvigionamenti civili della Dalmazia e delle Isole Dalmate e Curzolane (1918-1922),in “Quaderni” №XXI/2010, Centro di Ricerche Storiche di Rovigno. / Grisoni e Vergerio, due famiglie, un’eredità e 200 anni di storia, in “La Città” №31/2010, CAN Capodistria. / La Divina Commedia tra traduzione e versione. I tentativi della lingua slovena, in “Metodi e ricerche”, anno XXVII, n. 1, gennaio-giugno 2008, Designgraf, Udine, 2008, pagg. 181- 207.

Marko Matičetov

Marko Matičetov è nato nel 1984 a Lubiana, ma vive, sin dall’infanzia, a Lucia nel Litorale sloveno. Dopo essersi diplomato al Ginnasio di Pirano ha conseguito il titolo di master in politologia alla Facoltà di scienze sociali di Lubiana. Presso la casa editrice KUD France Prešeren ha pubblicato tre raccolte di poesie: V vsaki stvari je ženska (2006), Boš videl (2009) e Lahko noč iz moje sobe, Brazilija (2013). Dal 2009 lavora come bibliotecario alla Biblioteca Civica di Pirano.

Massimo Maugeri, sicilijanski pisatelj (1968), sodeluje pri kulturnih rubrikah več časopisov in revij. Za roman Identità distorte (Prova d’Autore, 2005) je prejel nagrado Martoglio. Izdal je zbornik Letteratitudine, il libro – vol. I – 2006-2008 (Azimut, 2008), skupaj s Simono Lo Iacono novelo La coda di pesce che inseguiva l’amore (Sampognaro & Pupi, 2010; zanjo je prejel nagrado Più a Sud di Tunisi), esej/reportažo L’e-book è (è?) il futuro del libro (Historica, 2011), zbirko zgodb Viaggio all’alba del millennio (Perdisa Pop, 2011; zanjo je prejel mednarodno nagrado Sebastiano Addamo in Selezione Premio dei Lettori di Lucca) in zbornik Letteratitudine, il libro – vol. 2 (Historica). Uredil je zbirko zgodb najpomembnejših rimskih avtorjev Roma per le strade (Azimut, 2009) in tudi sam v njej objavil svojo zgodbo. Marca 2013 mu je pri založbi Edizioni e/o izšel roman Trinacria Park, ki je prejel nagrado Vittorini in je bil nominiran za nagrado Minerva. Zasnoval je literarno znamko www.letteratitudine.it, ki izhaja iz literarnega bloga www.letteratitudine.blog.kataweb.it (pri skupini L’Espresso). Na Radio Hinterland ureja in vodi kulturno oddajo o knjigah in literaturi Letteratitudine in Fm.

Korun

Barbara Korun è nata nel 1963 a Lubiana in Slovenia, e nella sua città natia, in cui tuttora risiede, si è laureata in Slavistica e Letterature comparate. Fino a qualche anno fa insegnava lettere in vari ginnasi della capitale slovena, dopo ha lavorato in diversi teatri sloveni con l’incarico di curare il linguaggio e l’interpretazione artistica degli attori. Oltre a occuparsi di poesia, che pubblica in molte riviste slovene, scrive anche saggi, recensioni letterarie, critiche teatrali e partecipa a manifestazioni culturali come moderatrice e recitatrice. Nel 1999 ha pubblicato la raccolta di poesia, opera prima premiata, ritenuta la migliore di quell’anno. E infine nel 2011 è uscita la sua ultima silloge, grazie alla quale ha vinto due premi, il premio Zlata ptica (L’uccello d’oro) per la letteratura e il premio Veronika. È presente in una cinquantina di antologie nazionali e internazionali e tradotta in ventiquattro lingue. È stata invitata quale rappresentante poetica della Slovenia nella capitale culturale europea (Cork in Irlandia nel 2005 e Ruhr in Germania nel 2010). In italiano ha pubblicato due raccolte bilingue, per la prima delle quali ha vinto il premio Leandro Polverini: Voglio parlare di notte, Monologhi (multimedia Edizioni, Baronisi 2013), a cura e in traduzione di Jolka Milič, In Cecica, turbata d’amore (Novi Matajur, Cividale 2014) in traduzione di Michele Obit. (Più informazioni su internet www.casadellapoesia.org)

Ravel2

Ravel Kodrič – Musicista ed interprete di conferenza cui, adolescente a Trieste, fu inoculato l’amore per lo sloveno e l’italiano da personalita’ quali Boris Pahor, Vinko Beličič, Alojz Rebula e Pavle Merkù ed ama perciò cercar di tanto in tanto sollievo e refrigerio nella traduzione letteraria e soprattutto poetica.

Peter Semolič, foto (c) Nina Medved

Peter Semolič è poeta, scrittore, autore di radiodrammi, saggista e traduttore. Finora ha pubblicato dodici raccolte di poesia e un romanzo per bambini, Tipkarski škrat Pacek. È rappresentato in una cinquantina di antologie sia in Slovenia che all’estero. Ha vinto più premi, tra cui il premio Jenkova nagrada (1997) e Nagrada Prešernovega sklada (2001). È coredattore della rivista internettiana di poesia Poiesis. Vive e lavora a Lubiana come scrittore free lance.

Peter Semolič je pesnik, pisatelj, pisec radijskih iger, esejist in prevajalec. Do zdaj je objavil dvanajst samostojnih pesniških zbirk in roman za otroke Tipkarski škrat Pacek. Uvrščen je v okoli petdeset antologij tako v Sloveniji kot v tujini. Prejel je več nagrad, med drugim Jenkovo nagrado (1997) in nagrado Prešernovega sklada (2001). Je sourednik spletne pesniške revije Poiesis. Živi v Ljubljani kot svobodni književnik.

Marko Sosič- Foto Agnese Divo

Marko Sosič, regista teatrale e scrittore triestino, pluriennale direttore artistico del Teatro Nazionale Sloveno di Nova Gorica e del Teatro Stabile Sloveno di Trieste; per due stagioni è stato anche direttore artistico del festival teatrale nazionale sloveno “Borštnikovo srečanje”. È autore di piú drammi radiofonici, di due raccolte di racconti brevi, Rosa na steklu (1991) e Iz zemlje in sanj (2011), nonché di quattro romanzi: Balerina, balerina (1997), Tito, amor mijo (2005), Ki od daleč prihajaš v mojo bližino (2012) e Kratki roman o snegu in ljubezni (2014) – tutti e quattro i romanzi hanno ricevuto la segnalazione del premio Kresnik per il miglior romanzo sloveno. Oltre a queste ha avuto altre segnalazioni per la narrativa e premi per il teatro ed è stato premiato sia in Slovenia (Premio Vstajenje) che in Italia (Premio Umberto Saba, Premio Città di Salò). Si possono leggere, in traduzione italiana di Darja Betocchi, i romanzi Ballerina, ballerina (Comunicarte edizioni, 2005) e Tito, amor Mijo (Ibiscos Editrice Risolo, 2012), il primo dei quali è stato scelto dal Pen club sloveno a rappresentare la Slovenia al Premio Strega Europeo 2008.

sabina.trzan

Sabina Tržan se je rodila v Celju leta 1964. Takoj po končani gimnaziji je odšla v Italijo, kjer je v Firencah študirala francoščino in romunščino in tam tudi ostala. Do 2012 je bila urednica Nikite, zbirke vzhodnoevropskega leposlovja, pri založbi Barbès iz Firenc. Trenutno je svobodna prevajalka. Prevodi v italijanščino: Andrej Blatnik, Spremeni me – Cambiami, Atmosphere Libri 2014; Miha Mazzini, Telesni čuvaj – Mi chiamavano il cane, Nikita Editore 2011; Feri Lainščkek, Nedotakljivi – La storia di Lutvija e del chiodo arroventato, Barbès Editore 2009; Brina Svit, Smrt slovenske primadone – Morte di una primadonna slovena, skupaj s Simonetto Calaon, Zandonai 2007.

Sabina Tržan (nata a Celje nel 1964) ha studiato le lingue francese e rumena a Firenze dove vive tutt’ora. Fino al 2012 è stata redattrice di Nikita, collana di narrativa dell’Europa dell’Est, presso la casa editrice fiorentina Barbès. Attualmente lavora come traduttrice libera professionista. Ha tradotto in italiano: Andrej Blatnik, Spremeni me – Cambiami, Atmosphere Libri 2014; Miha Mazzini, Telesni čuvaj – Mi chiamavano il cane, Nikita Editore 2011; Feri Lainščkek, Nedotakljivi – La storia di Lutvija e del chiodo arroventato, Barbès Editore 2009; Brina Svit, Smrt slovenske primadone – Morte di una primadonna slovena, con Simonetta Calaon, Zandonai 2007.

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Miha Obit se je rodil leta 1966 v Ludwigsburgu (Nemčija). Odgovorni urednik tednika Slovencev v Videmski pokrajini Novi Matajur, od leta 2002 je predsednik kulturnega društva Ivan Trinko iz Čedada. Od leta 1996 v okviru festivala Stazione di Topolò / Postaja Topolove organizira literarna branja pod naslovom Voci della sala d’aspetto/Glasovi iz čakalnice in je pobudnik in urednik Zbirke Koderjana. Objavil je sedem knjig poezije: Notte delle radici (1988), Per certi versi / Po drugi strani (1995), Epifania del profondo / Epiphanje der Tiefe (Avstrija, 2001),  Leta na oknu (2001), Mardeisargassi (2004), Quiebra-Canto (Kolumbija, 2004), Le parole nascono già sporche (2010). V italijanščino je prevedel večino slovenskih pesnikov mlajše srednje generacije ter jih objavil bodisi v antologijah bodisi v samostojnih zbirkah.

Michele Obit è nato nel 1966 a Ludwigsburg (Germania). È Direttore Responsabile del settimanale degli Sloveni della Provincia di Udine Novi Matajur e, dal 2002, presidente dell’associazione culturale Ivan Trinko di Cividale del Friuli. Dal 1996 organizza, nell’ambito del festival Stazione di Topolò / Postaja Topolove, letture letterarie intitolate Voci della sala d’aspetto/Glasovi iz čakalnice ed è, sempre nell’ambito di questo festival, ideatore e redattore della collana Koderjana. Ha pubblicato sette libri di poesia: Notte delle radici (1988), Per certi versi / Po drugi strani (1995), Epifania del profondo / Epiphanje der Tiefe (Austria 2001),  Leta na oknu (2001), Mardeisargassi (2004), Quiebra-Canto (Colombia 2004), Le parole nascono già sporche (2010). Ha tradotto in italiano la maggior parte dei poeti sloveni della generazione medio-giovane, pubblicandoli sia in antologie che in singole raccolte.

Maria Lucia Riccioli, nata nella città di Archimede, Santa Lucia ed Elio Vittorini, insegna Lettere nei Licei ed è stata docente di Lingua italiana e scrittura creativa del corso propedeutico al Seminario arcivescovile di Siracusa. Soprano solista in un gruppo vo

Andrej Blatnik foto Mateja Jordovič Potočnik

Andrej Blatnik ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze della comunicazione. È professore straordinario di Scienze librarie presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Lubiana. In Slovenia, ha pubblicato dodici libri, usciti poi anche all’estero, in tutto finora in più di 25 volumi singoli (in inglese, tedesco, macedone, spagnolo, turco, ceco, croato, italiano [Cambiami, Atmosfere libri, Roma 2014, traduzione di Sabina Tržan], francese, ungherese, ecc…). I suoi racconti  figurano in numerose antologie, tra cui Best European Writing 2010 ShortFive Centuries of Short Short Stories. Per la sua opera letteraria ha vinto i premi Zlata ptica (1984), Župančičeva nagrada (1991) e il premio del Prešernov sklad (2002). È stato ospite di importanti festival letterari in tutto il mondo. Si è specializzato a più riprese in scrittura creativa negli Stati Uniti e teneva lezioni, come scrittore-ospite, presso la Old Dominion University, Norfolk, Stati Uniti. Dal 2007 è presidente della giuria del premio letterario internazionale Vilenica. Continua ad amare la lettura e i viaggi.

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cultura letteratura, slovenia,

Ervin Fritz, poesie tratte dall’antologia Radoživost

Ervin Fritz, poesie tratte dall’antologia Radoživost  (Esuberanza o Vitalità o Giovialità, insomma Piacere di vivere), edita a Ljubljana nel 1989; traduzione dallo sloveno di Jolka Milič per il n.47 di Fili d’aquilone che si ringrazia.

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POETICA

La rima non è tutto.
La poesia non è tutto.
Le dichiarazioni di mobilitazione sono senza rime,
le corti marziali non emanano sentenze in lingua forbita.
A che servono le rime nelle grandi calamità e miseria?
Che fare delle rime quando Roma è in fiamme?
Gesù stesso in pura prosa ha esclamato:
«Dio mio, perché mi hai abbandonato?»

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POETI

Costruiamo febbrilmente sempre nuove sintesi,
scriviamo e parliamo febbrilmente,
fasciamo eventuali ferite con delle bende,
ma la vita ci passa accanto.

Di notte ascoltiamo Mosca e il Vaticano,
leggiamo Züricher Zeitung e Humanité
e rimuginiamo giorno e notte
cos’è mai questo mondo e dove va.

Dubitiamo. Non crediamo a chicchessia, ma
tuttavia siamo ingenui come lo sono ben pochi.
Soffriamo e nella nostra esagerata pena
non ci accorgiamo che patiscono anche gli altri.

Tutt’intorno diffondiamo la nostra tipica emotività,
in noi si dissolvono le immagini del mondo,
siamo la vita su un binario morto o secondario
chissà dove, vicino all’inferno.

fonte https://wordpress.com/read/feeds/1852535/posts/3375372074