Iosif Brodskij —

Non sono uscito di senno, ma sono stanco dell’estate. Cerchi nel cassettone una camicia, e il giorno è perso. Venga l’inverno e copra tutto, presto, le città e le genti e, innanzitutto, il verde. Io dormirò vestito, sfoglierò libri in prestito, finché non se ne andrà per la sua strada l’anno, quel che resta, come…

Iosif Brodskij —

Il Quartetto di Maurensig — La casa di carta – Papirnata hiša

Recenzija poslednjega romana Kvartet Razumovsky Paola Maurensiga, čigar Lüneburško varianto imamo v slovenščini v prevodu Mojce Šauperl. / Sul romanzo di Paolo Maurensig “Il quartetto Razumovsky” (Einaudi, Torino 2022) L’ultimo romanzo di Maurensig, pubblicato postumo nel 2022 da Einaudi (lo scrittore goriziano, pochi giorni prima di morire all’improvviso nel 2021, aveva fatto in tempo a […]

Il Quartetto di Maurensig — La casa di carta – Papirnata hiša

PORDENONELEGGE, ARRIVA IN PRESENZA DA KIEV LO SCRITTORE UCRAINO ALEKSEJ NIKITIN — EFFE RADIO

Pordenonelegge 2022 apre  un vasto focus sugli eventi centrali del nostro tempo, e l’attualità irrompe al festival con novità rilevanti: come l’annuncio di oggi sullo scrittore Aleksej Nikitin, voce fra le più significative della scena letteraria ucraina, che parteciperà in presenza al festival nella serata di sabato 17 settembre. È infatti arrivato il visto ufficiale del Governo,…

PORDENONELEGGE, ARRIVA IN PRESENZA DA KIEV LO SCRITTORE UCRAINO ALEKSEJ NIKITIN — EFFE RADIO

Malore improvviso, morto a 48 anni lo scrittore Corrado Premuda — StopCensura

TRIESTE — Corrado Premuda è morto per un malore a soli 48 anni. Autore di numerosi libri tra cui “Un pittore di nome Leonor”, “La Barcolana dei bambini” e la Guidina di Trieste, era anche collaboratore alle pagine culturali de Il Piccolo. Lo scrive il Messaggero Veneto. Oltre al ricordo del quotidiano locale, per il quale scriveva da […]

Malore improvviso, morto a 48 anni lo scrittore Corrado Premuda — StopCensura

Un bambino al mare

 Il grandissimo Gianni Rodari ci accompagna tutto l’anno … anche a #Ferragosto!

-Un bambino al mare –

Conosco un bambino così povero

che

non ha mai veduto il mare:

a Ferragosto lo vado a prendere

in treno a Ostia lo voglio portare.

“Ecco, guarda, gli dirò

questo è il mare, pigliane un po’!”

Col suo secchiello, fra tanta gente,

potrà rubarne poco o niente:

ma con gli occhi che sbarrerà

il mare intero si prenderà.

.

.#GianniRodari

NIČ O LJUBEZNI/NIENTE SULL’ AMORE

da fb

NIČ O LJUBEZNI / Lucija Stupica

Kako to razumem?

Da brcam v meglo,

a se dotikam.

Vem, nekaj je, nečesa ni.

Pa vendar je lastovka,

vrača se vsakič znova

in se vsakič znova skozi kopreno

obrača k svojim prisluškovalcem.

Ker je James Tate Finec,

sem lahko Španka s predrobno

nogo in drhtečim krilom.

In ob vsem tem še nisem nič

rekla o ljubezni.

Niente sull’amore / Lucija Stupica

Come lo spiego?

Che tiro calci alla nebbia,

ma sfioro qualcosa.

Lo so, qualcosa c’è e non c’è.

E comunque è una rondine,

fa ritorno di nuovo e ancora

ed ogni volta di nuovo attraverso il velo

si volge a chi sta in suo ascolto.

Se James Tate è finlandese,

io posso essere spagnola con una gamba

troppo esile e la gonna tremolante.

E in mezzo a tutto questo non ho ancora

detto niente sull’amore.

Traduzione di Michele Obit

Lucija Stupica è nata nel 1971 v Šmarje pri Jelšah. Ha frequentato la Facoltà di architttura a Lubiana. Tra il 1997 e il 2004 ha collaborato con la rivista Gloss, dal 2004 scrive per le riviste Hiše e Flash.Nel 2001 ha pubblicato la sua prima raccolta poetica, “Čelo na soncu”, che ha ottenuto il premio come miglior libro esordiente, seguita da “Vetrolov” (2004) e “Otok, mesto in drugi” (2008). Nel 2006 è uscita, tradotta in croato, la raccolta “Pulsiranje”, mentre con il titolo “Lange Wintertage” è stata anche pubblicata una miscellanea di sue poesie tradotte in tedesco da Ludwig Hartinger. Suoi versi sono stati inclusi in antologie slovene e di altri Paesi, oltre che in riviste americane, macedoni, bosniache, italiane e finniche.
Vive in Svezia.

Lucija Stupica è stata ospite di Casa della poesia nella primavera 2012 nell’ambito di un progetto di “poeti in residence”.

Ha preso parte sempre nel 2012 alla manifestazione “La poesia resistente! Incontri internazionali” (Salerno).

Stella cadente

MARGHERITA GUIDACCI
STELLA CADENTE

Alcuni desideri si adempiranno
altri saranno respinti. Ma io
sarò passata splendendo
per un attimo. Anche se nessuno
mi avesse guardata
risulterebbe ugualmente giustificato –
per quel lucente attimo – il mio esistere.

(da Anelli del tempo, Edizioni Città di vita, 1993)

.

È la tradizionale notte delle stelle cadenti: in realtà la pioggia meteorica delle Perseidi è visibile sin dalla fine di luglio e fino oltre il 20 agosto, con un picco di visibilità concentrato attorno al 12 agosto. Margherita Guidacci, poetessa che inseguiva nei suoi versi il senso dell’eterno,  le guarda consapevole che il desiderio espresso è solo dentro di noi e paragona il transito terrestre degli uomini e delle donne all’effimero splendore di una meteora.

.

FOTOGRAFIA © OLEKSANDR PIDVALNIY/PEXELS

Quel carso felice

In questi giorni di caldo infernale stiamo guardando impotenti, impauriti, gli incendi che hanno distrutto il Carso, una terra severa, difficile, ma incredibilmente, selvaggiamente bella. Di qua e di là del confine il fuoco sta mangiando ettari ed ettari di bosco, la casa di tantissimi animali e minaccia le case.

Guardiamo attoniti l’impegno sovrumano che viene messo dai #vigilidefuoco e dai #gasilci. dalla protezione civile e da tantissimi volontari.

In questo frangente mi è venuta in mente una delle più belle poesie di Srečko Kosovel, il grande cantore del #Carso, una poesia che parla dei maestosi pini, piante secolari “come guardie sotto la vetta”.

Una poesia che riporto qui sotto con a fronte la traduzione di Michele Obit (pubblicata nella raccolta antologica Quel Carso Felice della Transalpina Editore, 2017) e di cui esiste anche una versione musicata da Alojz Srebotnjak che potete sentire nel link.

www.youtube.com/watch?v=FgoZ_P5Y1c8

Srečko Kosovel: Bori Srečko Kosovel: Pini (trad. di Michele Obit)

Bori, bori v tihi grozi, Pini, pini nel muto orrore,

bori, bori v nemi grozi, pini, pini nel silente orrore,

bori, bori, bori, bori! pini, pini, pini, pini!

Bori, bori, temni bori Pini, pini, tetri pini

kakor stražniki pod goro come guardie sotto la vetta

preko kamenite gmajne per le lande pietrose

težko, trudno šepetajo. sussurrano grevi e stanchi.

Kadar bolna duša skloni Quando l’anima sofferta si china

v jasni noči se čez gore, oltre le vette nella chiara notte,

čujem pritajene zvoke sento i suoni soffocati

in ne morem več zaspati. e più non so dormire.

«Trudno sanjajoči bori, “Stanchi sognanti pini,

ali umirajo mi bratje, muoiono forse i miei fratelli,

ali umira moja mati, muore forse mia madre

ali kliče me moj oče?» o è mio padre a chiamarmi?”

Brez odgovora vršijo Senza risposta mormorano

kakor v trudnih, ubitih sanjah, come gravati da sogni angosciosi,

ko da umira moja mati, come se morisse mia madre,

ko da kliče me moj oče, come se chiamasse mio padre

ko da so mi bolni bratje. e sofferenti fossero i miei fratelli.

da fb

MOSCA

Bisillabo inchiostro

BARTOLO CATTAFI

MOSCA

La mosca ronza
sulla parola mosca
la stuzzica per farla
volare dalla carta
la mosca ignora
che quell’altra mosca
– bisillabo inchiostro sulla carta –
non è più sua compagna
ma nostra.

(da Poesie 1943-1979

.

“Quella del poeta è per me una pura e semplice condizione umana, la poesia appartiene alla nostra più intima biologia” disse in un’intervista il poeta siciliano Bartolo Cattafi: così in questo gioco di scatole cinesi la mosca che volando si posa sulla parola “mosca” è la realtà che ha perso la sua identità per diventare voce poetica.

.

Mosca
IMMAGINE DA PINTEREST