poeti sloveni

Mirana Likar Bajželj è autrice di due raccolte di racconti. La prima, Sobotne zgodbe (I racconti del sabato), uscita nel 2009 presso la casa editrice Cankarjeva založba, è stata segnalata due volte di seguito per il premio Fabula. Il racconto Nadin prt (La tovaglia di Nada) della seconda raccolta Sedem besed (Sette parole; Lud Literatura, 2012) è stata pubblicata nel 2013 nell’antologia Best European Fiction della casa editrice americana Dalkey Archive Press. 

Krištof.jpg

Krištof Dovjak – Rodil sem se leta 1967 na Švedskem. Živim v Ljubljani. Pri Cankarjevi založbi sem izdal pesniški zbirki Veter v Odiseju (1999) in Prometej na plakatu (2007). Pri založbi Alica sta l. 2009 izšli knjigi Igre iz mesta in Igre z dvora, z izborom šestih dramskih besedil. Akademik dr. Taras Kermauner piše tudi o moji dramatiki. L. 2011 je pri založbi UMco izšla njegova knjiga Dramsko videnje(volja?) – Dovjakova dramatika. Vesel in počaščen sem, da s prvo objavo Zwei-zwei lahko sanjarim v sobi za goste, v La casa di carta-Papirnati hiši.

Krištof Dovjak – Sono nato nel 1967 in Svezia. Vivo a Lubiana. Ho pubblicato due raccolte di poesia presso la  Cankarjeva založba: Veter v Odiseju (1999) e Prometej na plakatu (2007). Nel 2009, sono usciti presso la casa editrice Alica due libri, Igre iz mesta e Igre z dvora, contenenti sei pezzi teatrali. La casa editrice UMco ha pubblicato, nel 2011, il saggio Dramsko videnje(volja?) – Dovjakova dramatika sulla mia drammaturgia, scritto dall’accademico Taras Kermauner. Sono contento e onorato di poter sognare, con la prima pubblicazione di Zwei-Zwei, nella Camera degli ospiti de La casa di carta – Papirnata hiša. 

Antonella Bukovaz-izrez

Antonella Bukovaz (Cividale del Friuli, 13 giugno 1963) è originaria di Topolò-Topolove, borgo sul confine italo-sloveno, nelle valli del Natisone. Lì ha cresciuto le sue figlie, e scritto poesie che sono confluite in un libro, Tatuaggi, edito da Lietocolle (2006). Dal 1995 ha partecipato a diverse rassegne di arte contemporanea in Italia e in Slovenia; dal 2005 si dedica prevalentemente alla poesia e alle interazioni tra parola, suono e immagine in forma di lettura, videopoesia e video-audioinstallazione. Ha realizzato i suoi lavori collaborando con i musicisti Sandro Carta, Hanna Preuss, Antonio Della Marina, Teho Teardo, Massimo Croce. Nel 2008 ha scritto Storia di una donna che guarda al dissolversi di un paesaggio (Premio Antonio Delfini 2009). Ha scritto per il teatro sonoro di H. Preuss: Mai più-Nikoli več rappresentato al Cankarjev dom di Ljubljana, al Teatro Miela di Trieste e al Gekken teatro di Kyoto; Sonokalipsa e Pavana per Antigone rappresentati a Ljubljana. Nel 2011 ha pubblicato al Limite, editore Le Lettere, con dvd (video di Paolo Comuzzi, musiche di Antonio Della Marina), è uscita nell’ Antologia Poete a nord est, Ellerani editore e nell’Antologia Einaudi Nuovi poeti italiani 6. Del 2012 è la pubblicazione del librino koordinate per pulcinoelefante e del cd con librino Casadolcecasa per Ozky-esound. In collaborazione con Massimo Croce, compone la partitura per le perfomance sonore Lessico Elettronico e L’Arte dei Rumori in onore di Luigi Russolo e partecipa al progetto politico-sonoro Femminilizzazione del mondo. Suoi versi sono pubblicati su diverse riviste web e cartacee (il Verri, Alfabeta, in Pensiero…). Collabora alla realizzazione di Stazione di Topolò/Postaja Topolove. Insegna, in lingua slovena, nella scuola bilingue di San Pietro al Natisone. Vive a Cividale del Friuli.

Jure Vuga

Jure Vuga è nato a Capodistria nel 1983. Dopo aver finito il liceo si è iscritto al dipartimento di Storia dell’Arte dell’Università di Lubiana. È stato borsista del Ministero degli Affari Esteri Italiano e ha proseguito i suoi studi a Firenze, dove ha svolto anche il praticantato presso l’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento a Palazzo Strozzi. Per la tesi di laurea dal titolo Interpretazione della Primavera di Botticelli nel contesto dei misteri pagani ha ricevuto nel 2010 il più alto riconoscimento per studenti universitari in Slovenia, il premio France Prešeren. Attualmente sta scrivendo la tesi di dottorato su L’influenza del romanzo rinascimentale Hipnerotomachia Poliphili sulla ‘Tempesta’ di Giorgione. Nel 2009 ha esordito con la raccolta di poesie Sotto i massi io danzo (Pod kamni plešem), edito dalla casa editrice Študentska založba (collana Beletrina). Nel 2015 uscirà la sua seconda raccolta La fiamma blu (Modri plamen) presso Mladinska knjiga. Vive a Capodistria e lavora come guida turistica.

Vanja Pegan

Vanja Pegan, scrittore e musicista, ha vissuto i suoi anni d’infanzia e gioventú a Pirano. Tra il 1989 e il 1996 ha scritto la musica di scena per vari spettacoli del Teatro Nazionale Sloveno di Nova Gorica e i teatri lubianesi Mestno gledališče ljubljansko, Cankarjev dom e Glej. È autore di tre libri per bambini, tutti e tre tradotti anche in italiano: Giovanin e la farfalla (1999), La città del 2000 (2000) e Tonin (2009); quest’ultimo ha vinto il premio The White Raven 2010. Sono stati messi in scena, in base ai suoi testi, lo spettacolo per bambini Trije oslički in kozica Rozica (2001) e la favola-balletto Lučka in najlepše darilo (2004). È autore dei romanzi Čoln (2005), Pisatelj, Adam in pilot (2006) e Potovanje na začetek poti (2009) nonché delle tre raccolte di racconti brevi Kopanje mornarjev v topli vodi (2002), Nebo davnega poletja (2007) e Štiri morske milje (2012). Vive e scrive a Isola d’Istria. Nel porto di Pirano è ormeggiata la sua barca a vela, a bordo della quale naviga e vive in contatto col mare durante tutto l’anno.

Petaros

Valentina Petaros Jeromela – Capodistriana di nascita, laureata (2003) in Lettere Moderne, indirizzo Filologico con argomento dantesco, studio parificato in Slovenia con il titolo di univerzitetna diplomirana italijanistka. La tesi di laurea consiste nella trascrizione del commento al Purgatorio della Commedia ad opera di Jacopo della Lana. Come primo lavoro ha svolto la collatio dei testi che tramandano la tradizione della canzone, manifesto del Dolce Stil Novo, di Guido Guinizzelli “Al cor gentil rempaira sempre amore”. La sua composizione si colloca tra il 1324 e il 1328. Nel 2005 ha conseguito il Master in Scienze archivistiche presso l’Archivio di Stato di Trieste; studio parificato in Slovenia con il titolo di archivista con successivo avanzamento a »višji  arhivist«. Nel 2007 le è stato conferito il prestigioso titolo di “cultore della materia filologia italiana”. Come archivista free lancer ha collaborato con la Società Dalmata di Storia Patria per i Progetti FiDA e SIDA. Il primo ha indicizzato secondo gli standard ISAD (General International Standard Archival Description) i fondi degli archivi di Stato o Regionali della Slovenia e della Croazia – mentre il secondo quelli degli archivi non Statali d’età veneta nei territori ex Veneti. Altre collaborazioni, in veste professionale, sono con Coordinamento Adriatico per un totale di 5.000 metri lineari di materiale archivistico inventariato. Sono di recente pubblicazione gli studi incentrati sul governatorato dell’ammiraglio Enrico Millo durante gli anni cruciali per l’Italia e la Dalmazia, quelli tra il 1918 e il 1920. L’ultimo lavoro archivistico è stato svolto con i fondi della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con il Circolo culturale Il Colle di San Daniele presso l’Archivio di Stato di Venezia, l’Archivio di Stato di Udine e presso la Biblioteca Civica ”Vincenzo Joppi” di Udine. Da questa collaborazione è nata la pubblicazione “Ordo Salis. Produzione, commercio e contrabbando del sale all’epoca della Serenissima Repubblica di Venezia” con DVD allegato. L’autrice ripercorre, ricostruendole filologicamente, le vie lecite e illecite del sale che da Capodistria andavano sino al Friuli pedemontano. È stato pubblicato, sulla rivista di studi regionali Metodi e ricerche, l’articolo “La Divina Commedia tra traduzione e versione. I tentativi della lingua slovena”. Il tema dell’articolo è incentrato sull’influenza che ha avuto la Divina Commedia dantesca nella cultura slovena. La prima parte consiste in un’indagine approfondita delle conoscenze degli studiosi sloveni dell’autore, il tutto rivisto poi in chiave dello sviluppo della cultura slovena. Sta preparando la seconda parte di quest’articolo, in cui confronta le varie traduzioni motivando le scelte stilistiche basandosi sia sulla conoscenza della cultura slovena ma anche e soprattutto sulla base stilistica dantesca. Un confronto grazie al quale potrà dimostrare come la lingua slovena sia riuscita ad arricchirsi attraverso le prove delle versioni della Divina commedia. Articolo inserito nella Biblioteca della Società dantesca e nella Bibliografia dantesca internazionale. In questo momento sta ultimando l’articolo in cui si confrontano filologicamente i due manoscritti del Commento Rambaldiano alla Divina Commedia scritti a Isola d’Istria verso la fine del XIV secolo. PUBBLICAZIONI: »Ordo Salis. Produzione, commercio e contrabbando del sale all’epoca della Serenissima Repubblica di Venezia«, ho curato l’edizione in collaborazione con il Circolo Culturale Il Colle di San Daniele e con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giuolia,  2013. / Messaggeri postali militari in Istria, “Quaderni”, volume XXIV, 2013, Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, pp. 227-260. / »Fonti giuridiche croate per i beni culturali e inventariazione del “Fondo Comune di Zara (1890-1920)” presso l’Archivio di Stato di Zara e del “Fondo Tommaseo-Artale” presso l’Archivio di Stato di Sebenico”«, vol. II, Lo Scarabeo, Bologna; ho collaborato come prima archivista. / Amministrazione militare dell’ammiraglio Enrico Millo, “Quaderni”, vol. XXIII, 2012, Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, pp. 39-77 / Fonti archivistiche per l’introduzione dell’amministrazione italiana nella Dalmazia ex austriaca. Attività direttiva dell’ammiraglio Enrico Millo in “Quaderni” №XXII/2011, Centro di Ricerche Storiche di Rovigno. / Millo. Ufficio approvvigionamenti civili della Dalmazia e delle Isole Dalmate e Curzolane (1918-1922),in “Quaderni” №XXI/2010, Centro di Ricerche Storiche di Rovigno. / Grisoni e Vergerio, due famiglie, un’eredità e 200 anni di storia, in “La Città” №31/2010, CAN Capodistria. / La Divina Commedia tra traduzione e versione. I tentativi della lingua slovena, in “Metodi e ricerche”, anno XXVII, n. 1, gennaio-giugno 2008, Designgraf, Udine, 2008, pagg. 181- 207.

Marko Matičetov

Marko Matičetov è nato nel 1984 a Lubiana, ma vive, sin dall’infanzia, a Lucia nel Litorale sloveno. Dopo essersi diplomato al Ginnasio di Pirano ha conseguito il titolo di master in politologia alla Facoltà di scienze sociali di Lubiana. Presso la casa editrice KUD France Prešeren ha pubblicato tre raccolte di poesie: V vsaki stvari je ženska (2006), Boš videl (2009) e Lahko noč iz moje sobe, Brazilija (2013). Dal 2009 lavora come bibliotecario alla Biblioteca Civica di Pirano.

Massimo Maugeri, sicilijanski pisatelj (1968), sodeluje pri kulturnih rubrikah več časopisov in revij. Za roman Identità distorte (Prova d’Autore, 2005) je prejel nagrado Martoglio. Izdal je zbornik Letteratitudine, il libro – vol. I – 2006-2008 (Azimut, 2008), skupaj s Simono Lo Iacono novelo La coda di pesce che inseguiva l’amore (Sampognaro & Pupi, 2010; zanjo je prejel nagrado Più a Sud di Tunisi), esej/reportažo L’e-book è (è?) il futuro del libro (Historica, 2011), zbirko zgodb Viaggio all’alba del millennio (Perdisa Pop, 2011; zanjo je prejel mednarodno nagrado Sebastiano Addamo in Selezione Premio dei Lettori di Lucca) in zbornik Letteratitudine, il libro – vol. 2 (Historica). Uredil je zbirko zgodb najpomembnejših rimskih avtorjev Roma per le strade (Azimut, 2009) in tudi sam v njej objavil svojo zgodbo. Marca 2013 mu je pri založbi Edizioni e/o izšel roman Trinacria Park, ki je prejel nagrado Vittorini in je bil nominiran za nagrado Minerva. Zasnoval je literarno znamko www.letteratitudine.it, ki izhaja iz literarnega bloga www.letteratitudine.blog.kataweb.it (pri skupini L’Espresso). Na Radio Hinterland ureja in vodi kulturno oddajo o knjigah in literaturi Letteratitudine in Fm.

Korun

Barbara Korun è nata nel 1963 a Lubiana in Slovenia, e nella sua città natia, in cui tuttora risiede, si è laureata in Slavistica e Letterature comparate. Fino a qualche anno fa insegnava lettere in vari ginnasi della capitale slovena, dopo ha lavorato in diversi teatri sloveni con l’incarico di curare il linguaggio e l’interpretazione artistica degli attori. Oltre a occuparsi di poesia, che pubblica in molte riviste slovene, scrive anche saggi, recensioni letterarie, critiche teatrali e partecipa a manifestazioni culturali come moderatrice e recitatrice. Nel 1999 ha pubblicato la raccolta di poesia, opera prima premiata, ritenuta la migliore di quell’anno. E infine nel 2011 è uscita la sua ultima silloge, grazie alla quale ha vinto due premi, il premio Zlata ptica (L’uccello d’oro) per la letteratura e il premio Veronika. È presente in una cinquantina di antologie nazionali e internazionali e tradotta in ventiquattro lingue. È stata invitata quale rappresentante poetica della Slovenia nella capitale culturale europea (Cork in Irlandia nel 2005 e Ruhr in Germania nel 2010). In italiano ha pubblicato due raccolte bilingue, per la prima delle quali ha vinto il premio Leandro Polverini: Voglio parlare di notte, Monologhi (multimedia Edizioni, Baronisi 2013), a cura e in traduzione di Jolka Milič, In Cecica, turbata d’amore (Novi Matajur, Cividale 2014) in traduzione di Michele Obit. (Più informazioni su internet www.casadellapoesia.org)

Ravel2

Ravel Kodrič – Musicista ed interprete di conferenza cui, adolescente a Trieste, fu inoculato l’amore per lo sloveno e l’italiano da personalita’ quali Boris Pahor, Vinko Beličič, Alojz Rebula e Pavle Merkù ed ama perciò cercar di tanto in tanto sollievo e refrigerio nella traduzione letteraria e soprattutto poetica.

Peter Semolič, foto (c) Nina Medved

Peter Semolič è poeta, scrittore, autore di radiodrammi, saggista e traduttore. Finora ha pubblicato dodici raccolte di poesia e un romanzo per bambini, Tipkarski škrat Pacek. È rappresentato in una cinquantina di antologie sia in Slovenia che all’estero. Ha vinto più premi, tra cui il premio Jenkova nagrada (1997) e Nagrada Prešernovega sklada (2001). È coredattore della rivista internettiana di poesia Poiesis. Vive e lavora a Lubiana come scrittore free lance.

Peter Semolič je pesnik, pisatelj, pisec radijskih iger, esejist in prevajalec. Do zdaj je objavil dvanajst samostojnih pesniških zbirk in roman za otroke Tipkarski škrat Pacek. Uvrščen je v okoli petdeset antologij tako v Sloveniji kot v tujini. Prejel je več nagrad, med drugim Jenkovo nagrado (1997) in nagrado Prešernovega sklada (2001). Je sourednik spletne pesniške revije Poiesis. Živi v Ljubljani kot svobodni književnik.

Marko Sosič- Foto Agnese Divo

Marko Sosič, regista teatrale e scrittore triestino, pluriennale direttore artistico del Teatro Nazionale Sloveno di Nova Gorica e del Teatro Stabile Sloveno di Trieste; per due stagioni è stato anche direttore artistico del festival teatrale nazionale sloveno “Borštnikovo srečanje”. È autore di piú drammi radiofonici, di due raccolte di racconti brevi, Rosa na steklu (1991) e Iz zemlje in sanj (2011), nonché di quattro romanzi: Balerina, balerina (1997), Tito, amor mijo (2005), Ki od daleč prihajaš v mojo bližino (2012) e Kratki roman o snegu in ljubezni (2014) – tutti e quattro i romanzi hanno ricevuto la segnalazione del premio Kresnik per il miglior romanzo sloveno. Oltre a queste ha avuto altre segnalazioni per la narrativa e premi per il teatro ed è stato premiato sia in Slovenia (Premio Vstajenje) che in Italia (Premio Umberto Saba, Premio Città di Salò). Si possono leggere, in traduzione italiana di Darja Betocchi, i romanzi Ballerina, ballerina (Comunicarte edizioni, 2005) e Tito, amor Mijo (Ibiscos Editrice Risolo, 2012), il primo dei quali è stato scelto dal Pen club sloveno a rappresentare la Slovenia al Premio Strega Europeo 2008.

sabina.trzan

Sabina Tržan se je rodila v Celju leta 1964. Takoj po končani gimnaziji je odšla v Italijo, kjer je v Firencah študirala francoščino in romunščino in tam tudi ostala. Do 2012 je bila urednica Nikite, zbirke vzhodnoevropskega leposlovja, pri založbi Barbès iz Firenc. Trenutno je svobodna prevajalka. Prevodi v italijanščino: Andrej Blatnik, Spremeni me – Cambiami, Atmosphere Libri 2014; Miha Mazzini, Telesni čuvaj – Mi chiamavano il cane, Nikita Editore 2011; Feri Lainščkek, Nedotakljivi – La storia di Lutvija e del chiodo arroventato, Barbès Editore 2009; Brina Svit, Smrt slovenske primadone – Morte di una primadonna slovena, skupaj s Simonetto Calaon, Zandonai 2007.

Sabina Tržan (nata a Celje nel 1964) ha studiato le lingue francese e rumena a Firenze dove vive tutt’ora. Fino al 2012 è stata redattrice di Nikita, collana di narrativa dell’Europa dell’Est, presso la casa editrice fiorentina Barbès. Attualmente lavora come traduttrice libera professionista. Ha tradotto in italiano: Andrej Blatnik, Spremeni me – Cambiami, Atmosphere Libri 2014; Miha Mazzini, Telesni čuvaj – Mi chiamavano il cane, Nikita Editore 2011; Feri Lainščkek, Nedotakljivi – La storia di Lutvija e del chiodo arroventato, Barbès Editore 2009; Brina Svit, Smrt slovenske primadone – Morte di una primadonna slovena, con Simonetta Calaon, Zandonai 2007.

Obit_15

Miha Obit se je rodil leta 1966 v Ludwigsburgu (Nemčija). Odgovorni urednik tednika Slovencev v Videmski pokrajini Novi Matajur, od leta 2002 je predsednik kulturnega društva Ivan Trinko iz Čedada. Od leta 1996 v okviru festivala Stazione di Topolò / Postaja Topolove organizira literarna branja pod naslovom Voci della sala d’aspetto/Glasovi iz čakalnice in je pobudnik in urednik Zbirke Koderjana. Objavil je sedem knjig poezije: Notte delle radici (1988), Per certi versi / Po drugi strani (1995), Epifania del profondo / Epiphanje der Tiefe (Avstrija, 2001),  Leta na oknu (2001), Mardeisargassi (2004), Quiebra-Canto (Kolumbija, 2004), Le parole nascono già sporche (2010). V italijanščino je prevedel večino slovenskih pesnikov mlajše srednje generacije ter jih objavil bodisi v antologijah bodisi v samostojnih zbirkah.

Michele Obit è nato nel 1966 a Ludwigsburg (Germania). È Direttore Responsabile del settimanale degli Sloveni della Provincia di Udine Novi Matajur e, dal 2002, presidente dell’associazione culturale Ivan Trinko di Cividale del Friuli. Dal 1996 organizza, nell’ambito del festival Stazione di Topolò / Postaja Topolove, letture letterarie intitolate Voci della sala d’aspetto/Glasovi iz čakalnice ed è, sempre nell’ambito di questo festival, ideatore e redattore della collana Koderjana. Ha pubblicato sette libri di poesia: Notte delle radici (1988), Per certi versi / Po drugi strani (1995), Epifania del profondo / Epiphanje der Tiefe (Austria 2001),  Leta na oknu (2001), Mardeisargassi (2004), Quiebra-Canto (Colombia 2004), Le parole nascono già sporche (2010). Ha tradotto in italiano la maggior parte dei poeti sloveni della generazione medio-giovane, pubblicandoli sia in antologie che in singole raccolte.

Maria Lucia Riccioli, nata nella città di Archimede, Santa Lucia ed Elio Vittorini, insegna Lettere nei Licei ed è stata docente di Lingua italiana e scrittura creativa del corso propedeutico al Seminario arcivescovile di Siracusa. Soprano solista in un gruppo vo

Andrej Blatnik foto Mateja Jordovič Potočnik

Andrej Blatnik ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze della comunicazione. È professore straordinario di Scienze librarie presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Lubiana. In Slovenia, ha pubblicato dodici libri, usciti poi anche all’estero, in tutto finora in più di 25 volumi singoli (in inglese, tedesco, macedone, spagnolo, turco, ceco, croato, italiano [Cambiami, Atmosfere libri, Roma 2014, traduzione di Sabina Tržan], francese, ungherese, ecc…). I suoi racconti  figurano in numerose antologie, tra cui Best European Writing 2010 ShortFive Centuries of Short Short Stories. Per la sua opera letteraria ha vinto i premi Zlata ptica (1984), Župančičeva nagrada (1991) e il premio del Prešernov sklad (2002). È stato ospite di importanti festival letterari in tutto il mondo. Si è specializzato a più riprese in scrittura creativa negli Stati Uniti e teneva lezioni, come scrittore-ospite, presso la Old Dominion University, Norfolk, Stati Uniti. Dal 2007 è presidente della giuria del premio letterario internazionale Vilenica. Continua ad amare la lettura e i viaggi.

Ervin Fritz, poesie tratte dall’antologia Radoživost

Ervin Fritz, poesie tratte dall’antologia Radoživost  (Esuberanza o Vitalità o Giovialità, insomma Piacere di vivere), edita a Ljubljana nel 1989; traduzione dallo sloveno di Jolka Milič per il n.47 di Fili d’aquilone che si ringrazia.

.

POETICA

La rima non è tutto.
La poesia non è tutto.
Le dichiarazioni di mobilitazione sono senza rime,
le corti marziali non emanano sentenze in lingua forbita.
A che servono le rime nelle grandi calamità e miseria?
Che fare delle rime quando Roma è in fiamme?
Gesù stesso in pura prosa ha esclamato:
«Dio mio, perché mi hai abbandonato?»

.

POETI

Costruiamo febbrilmente sempre nuove sintesi,
scriviamo e parliamo febbrilmente,
fasciamo eventuali ferite con delle bende,
ma la vita ci passa accanto.

Di notte ascoltiamo Mosca e il Vaticano,
leggiamo Züricher Zeitung e Humanité
e rimuginiamo giorno e notte
cos’è mai questo mondo e dove va.

Dubitiamo. Non crediamo a chicchessia, ma
tuttavia siamo ingenui come lo sono ben pochi.
Soffriamo e nella nostra esagerata pena
non ci accorgiamo che patiscono anche gli altri.

Tutt’intorno diffondiamo la nostra tipica emotività,
in noi si dissolvono le immagini del mondo,
siamo la vita su un binario morto o secondario
chissà dove, vicino all’inferno.

fonte https://wordpress.com/read/feeds/1852535/posts/3375372074

CIELO DI GIUGNO

Poesie su giugno: le più belle per accogliere il mese e l'estate | DonnaD

Cielo di giugno – Ada Negri

Cielo di giugno, azzurra giovinezza
dell’anno; ed allegrezza
di rondini sfreccianti in folli giri
nell’aria. Ombre, ombre d’ali
vedo guizzar sul bianco arroventato
del muro in fronte: ombre a saetta, nere,
vive al mio sguardo più dell’ali vere.
Traggon dal nulla, scrivendo con nulla
parole d’un linguaggio
perduto; e le cancellano
ratte, fuggendo via fra raggio e raggio

dal web

Giuseppe Ungaretti

Oggi ricorre l’anniversario della morte del poeta Giuseppe Ungaretti (8 febbraio 18881 giugno 1970)Lo ricordiamo con le sue celebri poesie “San Martino del Carso” (Valloncello dell’ Albero Isolato il 27 agosto 1916) e “I fiumi”

Di queste case

non è rimasto

che qualche

brandello

di muro

Di tanti

che mi corrispondevano

non è rimasto

neppure tanto

Ma nel

cuore nessuna

croce manca

È il mio cuore

il paese più straziato

***

Potrebbe essere un'immagine raffigurante crepuscolo e cielo
La chiesa di San Martino con il suo bel campanile.

Mi tengo a quest’albero mutilato
Abbandonato in questa dolina
Che ha il languore
Di un circo
Prima o dopo lo spettacolo
E guardo
Il passaggio quieto
Delle nuvole sulla luna

Stamani mi sono disteso
In un’urna d’acqua
E come una reliquia
Ho riposato

L’Isonzo scorrendo
Mi levigava
Come un suo sasso
Ho tirato su
Le mie quattro ossa
E me ne sono andato
Come un acrobata
Sull’acqua

Mi sono accoccolato
Vicino ai miei panni
Sudici di guerra…

dal web

Paolo Maurensig, Canone inverso — Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

È morto lo scrittore Paolo Maurensig, nato a Gorizia nel 1943. Autore di tanti libri di successo, tra cui “Canone Inverso”, ha raggiunto il successo negli anni ’90 con “La variante di Luneburg”, romanzo che narra di una partita fra due maestri di scacchi attraverso gli eventi storici della Seconda Guerra Mondiale. Ma il romanzo con cui l’ho […]

Paolo Maurensig, Canone inverso — Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

C’è acqua quando è vuota la sorgente?

Joan Miró, Costellazione amorosa

Favole di fondali,
voci di oscurità
generano inquietudine
e nascosta nel tempo
risvegliano la fonte
che cade, cade
attraverso la pace
nel buio delle profondità
e sogna, sogna
la propria origine
fino ai dolori della nascita.

Ines Cergol, poesia tradotta dallo sloveno da Jolka Milič per la rivista “Fili d’aquilone” 

La letterata slovena Ines Cergol è nata nel 1959 a Capodistria, dove vive e lavora. Scrive e pubblica poesia, saggi, critiche letterarie, articoli e trattati specializzati in quasi tutte le riviste nazionali e anche all’estero. In passato, per vari anni, si è dedicata al giornalismo e a lungo è stata redattrice esterna per la casa editrice Lipa di Capodistria, e per altre editrici slovene ha curato parecchi libri. Da più di vent’anni organizza nel Capodistriano, in Croazia e in Bosnia-Erzegovina incontri culturali. Si occupa anche di traduzione dal croato in sloveno. Insegna sloveno al ginnasio di Capodistria, però – oltre alla lingua slovena – si è laureata anche in serbo-croato all’università di Ljubljana. In quanto membro attivo dell’Associazione degli scrittori sloveni ha fatto parte del suo comitato esecutivo ed è stata presidente dell’affiliata Associazione dei letterati del litorale con sede sul Carso, quest’ultima purtroppo fortemente in crisi.
Ha pubblicato tre raccolte di poesia: Globoko zgoraj (Profondamente in alto), 1991; Vmes (In mezzo), 1998 e Svetlobnica (Lucernario), 2005 e due libri di traduzioni di illustri poeti croati, e cioè Antun Branko Šimić e Mile Pešorda. È presente in tre antologie con testi a fronte: Tja in nazaj – Andata e ritorno, 2000; Due mondi … un sentiero – Dva svetova … ena pot, 2002 e Cinque – Pet, 2003. Anche nell’almanacco sloveno-inglese del Premio internazionale Vilenica, 2009 e nel terzo volume dell’Antologia delle poetesse slovene, 2007. Sue poesie messe in musica sono state registrate da Mojca Maljevac su CD Tina Omerzo Trio – Intima 2005.

https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2018/10/28/ines-cergol-tre-poesie-tradotte-dallo-sloveno/

MICHELE PIERRI

È VERSO LA FINE DI MAGGIO

È verso la fine di maggio
che a volte sbigottisce
e si confonde il sole
tra colore e colore
come l’unico pane tra le spighe di altri;

dolcemente così vicino sfilano
i visi, congiunzione non prevista
di questi giorni rari
tra binari e binari
abbagliando lo scambio…
oh fuggitivi baci!

(da De consolatione, Schwarz, 1953)

.

Che cos’hanno di tanto particolare i giorni verso la fine di maggio? Ma naturalmente quella dolcezza che ancora non è la collosa calura dell’estate e che non è più l’incertezza di primavera: il grano si fa maturo e assume il colore del sole. Di questa dorata dolcezza si nutre l’amore del poeta napoletano Michele Pierri.

.

FOTOGRAFIA © CASTLEGUARD/PIXABAY

https://cantosirene.blogspot.com/

SCALE DI UN ALTRO COLORE

Uscita dalle Poligrafiche San Marco di Cormòns la plaquette del poeta Maurizio Mattiuzza “Le scale di un altro colore”, postfazione di Pericle Camuffo, è la 14a plaquette della collana ‘100’. Il dipinto in copertina è del Maestro di Luciano de Gironcoli “Campi in Friuli”, 2020. Le plaquette contengono testi poetici scritti in 11 lingue e parlate del Mondo, sono stampate ognuna in 100 esemplari numerati tipograficamente e firmati dall’autore con sovracopertina d’artista. Le plaquette della collana “100”, sono un prodotto tascabile, compatto e allo stesso tempo elegante ed esteticamente accattivante. Gli altri autori: Fabiano Alborghetti (Svizzera), Maram Al Masri (Siria), Glorjana Veber (Slovenija), Peter Semolič (Slovenija), Piero Simon Ostan, Fabio Franzin, Antonella Sbuelz, Marina Giovannelli, Michele Obit, Stefano Moratto, Nino Iacovella, Sandro Pecchiari, Andrea Zuccolo, Maurizio Mattiuzza. http://www.edizioni.culturaglobaleit

Maurizio Mattiuzza, al suo esordio nel romanzo, è una delle voci più significative della letteratura friulana di oggi e poeta noto a livello nazionale: vincitore del Premio nazionale Alda Merini 2017, del Premio Carlo Levi 2016 e del Premio Laurentum 2009.

Paroliere per il cantautore Lino Straulino e la band Luna e un Quarto, conta traduzioni in diverse lingue europee e partecipazioni a prestigiosi festival internazionali.

È uno degli autori di La notte che il Friuli andò giù, libro di narrativa dedicato ai giorni del terremoto del maggio 1976.

Potrebbe essere un contenuto artistico raffigurante il seguente testo "Maurizio Mattiuzza Scale di un altro colore EdizioC Culturaglobale "100""

UN PRATO IN PENDIO

Un prato in pendio, quanto ci vuole
per correre la discesa senza paura
di cadere, ma quasi andando incontro alla caduta
con il batticuore del volo.
Ruzzolare, rotolarsi e dopo rialzarsi
in uno scoppio di luce che è lì da millenni
a portare con sé paglia e steli nel maglione e fra i capelli.
Anche il razzolare delle bestie nell’aia
può essere sufficiente; farsi rincorrere
dal gallo mattutino, intenerirsi dal pulcino
scaldato dalle mani, pulcino tu stesso
farti graffiare dall’abbraccio ruvido
del padre tornato da lontano.
Oppure, con la piccola coppa delle mani,
levare sgocciolante dalla pietra
l’acqua dei torrenti di montagna.
Creature, creato adesso convocati
in un singolo nodo alla gola
che spinge in alto le lacrime, nel cuore del cielo
dove ricominciare la discesa,
ruzzolare, cadere
farsi male.

Pierluigi Cappello

Tolmezzo, luglio 2017

da “Un prato in pendio”, Rizzoli, 2018