Le Valli del Natisone: un particolare angolo di Friuli

“Dai documenti emerge che il Popolo della Slavia aveva saputo crearsi un governo proprio, democratico e parlamentare, che deliberava nei suoi Arrenghi intorno a tutti gli interessi amministrativi, economici, politici e giudiziari della Regione, che fino all’ultimo diede saggio di forte organamento, di sapienza civile, e che è degno di figurare nella storia gloriosa dei Comuni italiani.”

In queste parole dell’avvocato Carlo Podrecca sono sintetizzati gli oltre mille anni di storia della Slavia Friulana, una piccola regione situata all’estremo est dell’Italia, nelle Valli del Natisone in provincia di Udine.

Slavia “friulana” perchè da sempre legata alla storia politica del Friuli ma nello stesso tempo ponte lanciato culturalmente sul mondo slavo e particolarmente verso le regioni dell’attuale Slovenia.

“Amate la vostra lingua, cantate con essa i canti dell’anima, della fede nella casa di Dio, come con quella lingua cantate nelle case, nelle piazze, nelle osterie i vostri dolci, melanconici canti dell’amore, del dolore, della gioia.

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Il Comune di Udine è pronto a ricorrere al Tar

Il Comune di Udine è pronto a ricorrere al Tar

UDINE. La Soprintendenza dice no alla doratura della statua della Giustizia e il Comune ricorre al Tar. La decisione di impugnare davanti ai giudici amministrativi il provvedimento delle Belle Arti è maturata nel corso della giunta comunale.

Per il sindaco Pietro Fontanini l’intervento è finalizzato a «riportare all’antico splendore la statua della Giustizia di piazza Libertà perché la doratura fu eseguita dal Comune già nel 1600», ma evidentemente le Belle arti non sono dello stesso avviso.

Ad avviare l’iter era stato «un’istanza di autorizzazione alla doratura degli elementi metallici della statua della Giustizia, eretta al sommo della colonna che si innalza sul terrapieno di piazza Libertà» presentata dal Comune il 14 dicembre dello scorso anno con tanto di relazione tecnica dell’intervento di restauro integrata poi, lo scorso 18 marzo, con la «documentazione integrativa comprovante le notizie storiche, in precedenza solo accennate, dell’originaria doratura degli attributi metallici della statua della Giustizia»…continua https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2021/06/16/news/statua-della-giustizia-le-belle-arti-bloccano-il-restauro-1.40396174?ref=fbfmv&fbclid=IwAR1Q0YYweo9zWSU1inm06RWjvjTJtagTBR8qqb8MKN7w6Kecpo97kOudXeA

A Topolò si apre Izba

A Topolò, sotto la chiesa, si apre Izba, spazio comune delle società Robida, KD Rečan_Aldo Klodič e Topolò / Topoluove. La buona notizia è che in questo piccolo paese in comune di Grimacco stanno costruendo un tempio, che sarà aperto ai membri e agli amici delle nostre società, e soprattutto ci sarà uno spazio dove si potranno citare nuove idee e suggerimenti, abbiamo già annunciato un donnaiolo, da sabato 19 giugno, la Camera sarà una realtà.
Per iniziare bene la parte, hanno già preparato il primo evento. Il ritrovo è in Camera alle ore 10, e poi si può fare una passeggiata per il paese con il naturopata Teo Golob. Sarà possibile conoscere le imbardate che crescono lì, ma chi cercherà di preparare un pranzo per tutti. In serata, alle 18, ci sarà un’inaugurazione ufficiale con una piccola merenda, durante la quale gli abitanti del villaggio, i membri e gli amici brinderanno al tempio.
Il giorno del viaggio, domenica 20, la Sala aprirà alle ore 9, così che tutti i partecipanti alla tradizionale Marcia sulla linea immaginaria, organizzata da KD Rečan_Aldo Klodič, l’associazione Robida e KD Livek, potranno bere il caffè

tradotto dal Novi Matajur.

MONTE MATAJUR

Potrebbe essere un'immagine raffigurante natura

foto di Suzana Pertot

Il Matajur (Matajûr in friulanoMonte Re o Baba in dialetto sloveno locale) è una montagna delle Prealpi Giulie alta 1.641 m s.l.m. che si trova nella parte orientale del Friuli, sovrastando la città di Cividale.

Si ritiene che il Matajur fu scalato dal re longobardo Alboino quando, giunto in prossimità dell’Italia, lo risalì per ammirare le fertili pianure friulane che stava per invadere[1][2].

L’altura del Matajur, nel corso della prima guerra mondiale, fece parte dell’ultima linea di difesa italiana approntata dalla 2ª Armata per la protezione della pianura friulana in caso di sfondamento dei reparti combattenti nelle posizioni avanzate. Il monte passò alla storia in quanto, nel corso della battaglia di Caporetto, il tenente Rommel, il futuro feldmaresciallo, ne conquistò la cima.

Il 24 ottobre 1917, dopo un lungo bombardamento, il tenente Rommel, a capo di sei compagnie tedesche, lanciò una veloce offensiva, con la tattica dell’attacco a sorpresa, sul Colovrat e in breve tempo ne conquistò le cime. Invase quindi la vallata di Savogna ed attaccò il Matajur, difeso dalla Brigata Salerno.

Dopo 52 ore di marce sfibranti ed audaci combattimenti, ne conquistò la vetta facendo quasi 9000 prigionieri ed un enorme bottino di materiale bellico. L’avanzata del tenente Rommel fu uno dei più importanti episodi della battaglia di Caporetto perché fu determinante per la tragica ritirata italiana. Dal Matajur, Rommel proseguì, attraverso Longarone, la sua veloce avanzata fino al fiume Piave…CONTINUA https://it.wikipedia.org/wiki/Matajur

Tornano i pellegrini sul Lussari

Domenica, 30 maggio, si apre la nuova stagione dei pellegrinaggi al santuario mariano del Monte Santo di Lussari/Svete Višarje. Padre Peter Lah, che nella chiesa in cima al monte è responsabile delle attività pastorali, ricorda come il santuario si adegui ai periodi di apertura della cabinovia. Quest’anno l’impianto sarà aperto ogni giorno dal 29 maggio e fino al 12 settembre. Fino al 30 settembre, poi, resterà aperto nei fine settimana. La cabinovia sarà attiva dalle 9.00 alle 17.15 nei giorni feriali e dalle 8.30 alle 18.15 nei festivi. Nelle giornate in cui la cabinovia sarà operativa, nella chiesa di Lussari sarà celebrata Messa. Dal 30 maggio al 30 giugno sarà officiata ogni giorno alle 12.00 nei feriali e anche alle 10.00 nei festivi. Dall’1 luglio al 12 settembre, invece, nei feriali sarà officiata alle 10.00 e alle 12.00, mentre nei festivi alle 10.00, alle 12.00 e alle 16.00. «Rispetto all’epidemia, ci atterremo alle prescrizioni in vigore per tutta l’Italia, alle quali la gente è già abituata. In considerazione della pandemia, l’anno scorso nei dintorni della chiesa abbiamo fatto installare degli altoparlanti, per cui, se dovesse radunarsi un gran numero di persone, i fedeli potranno assistere alla Messa in tranquillità all’aperto», spiega p. Lah. «Nella festività di San Giovanni Battista, il 24 giugno, la celebrazione sarà un po’ più solenne nell’apertura della stagione dei pellegrinaggi, così come anche il 15 agosto, nell’Assunzione di Maria, e l’8 settembre, nella Natività di Maria, sempre alle 12.00», aggiunge ancora. Al santuario durante la stagione dei pellegrinaggi saranno presenti più sacerdoti. Sono, inoltre, attesi diversi pellegrinaggi.

Come lo scorso anno, quando a Lussari si è pregato per la fine della pandemia, p. Lah ricorda la formula «Dalla peste, dalla fame, dalla guerra liberaci o Signore». Secondo Lah, infatti, siamo troppo abituati alla pace e a vivere bene. «Ma questo non significa che dovremmo pregare di meno, dovremmo pregare di più, affinché continui a essere così», ritiene p. Lah

dal Dom

NUONE FORZE PER L’ASSOCIAZIONE CERNET

Giovedì 20 maggio, presso la sede dell’Associazione Don Mario Cernet a Ugovizza, si è svolta l’ assemblea generale elettorale dell’istituzione, che riunisce la comunità slovena della Val Canale

In questa occasione, i membri hanno potuto rivedere i conti degli ultimi anni e rivedere l’attività svolta.

Nel rapporto per il 2020, la presidente Anna Wedam ha sottolineato come hanno dovuto rinunciare a eventi popolari come la Giornata della cultura slovena, la rivista Melodije na vasi e il concerto di Natale. L’ultimo evento è stato sostituito con successo dall’Associazione nel dicembre dello scorso anno con la pubblicazione online di video di canti natalizi forniti da cori e singoli.

L’associazione continua a impegnarsi per sostenere l’insegnamento dello sloveno, soprattutto nell’ambito di classi pilota multilingue condotte nelle scuole materne e primarie della Valle. Già prima dell’inizio della pandemia, organizzava anche corsi di lingua slovena per adulti.

L’Associazione Cernet è molto attaccata alla lingua e ai costumi locali, quindi continua a sostenere le benedizioni e le celebrazioni del villaggio e la conservazione delle usanze locali, come la visita di Capodanno a St. Tre re. Recentemente, ha prestato particolare attenzione al tema della cura in lingua slovena nelle chiese locali, poiché la Kanalska dolina non ha più un sacerdote bilingue permanente dal novembre 2019. In futuro, l’Associazione continuerà a collaborare con altre istituzioni della Valle e lungo il confine. Nei prossimi mesi sosterrà , tra le altre cose, alcune attività a Žabnice, come la pubblicazione di un libro sulla toponomastica del villaggio e CD con canti religiosi locali. (Luciano Lister)

https://www.dom.it/zdruzenje-cernet-z-mladimi-mocmi_nuove-forze-per-lassociazione-cernet/

tradotto dal Dom