Una gita nella storia in Slovenia: la Tipografia Partigiana nascosta — SEI SEMPRE IN GIRO

Qualche settimana fa Ale si è imbattuto in un post su Facebook che parlava di un’escursione in Slovenia, vicino ad Idrija, alla scoperta di una tipografia partigiana nascosta nel bosco. Essendo del settore (ha rilevato la tipografia storica della sua famiglia) i suoi occhi sono istantaneamente diventati a cuoricino e mi ha proposto di andare […]

Una gita nella storia in Slovenia: la Tipografia Partigiana nascosta — SEI SEMPRE IN GIRO

Krn-Monte Nero

IL KRN, UN MONTE IMPORTANTE CHE AMO.

– Ho visto alcune belle foto di montagne slovene e ho pensato di richiamare l´attenzione sul Krn, uno dei monti della mia giovinezza. Mi spinge a questo anche una deprecabile pretesa di un lettore che voleva imporre la dizione Tricorno invece che Triglav. Si può capire chi non sa, ma “est modus in rebus”. Krn è una parola di antica etimologia, significa qualcosa come “roccia”. Il monte è ben visibile dalla pianura friulana, dove non parlano sloveno ma marilenghe; lo chiamano LAVADOR, perchè il suo profilo da ovest ricorda la tavola di legno sulla quale le massaie di una volta lavavano la biancheria al fiume. In Italia è noto come Monte Nero, una pessima traduzione errata fatta dal team di quel Tolomei che tanto male ha fatto alle nostre genti (e indirettamente anche alla sua propria). Le vette delle Alpi Orientali hanno spesso il loro nome in lingue diverse e questo in fondo è un arricchimento delle nostre genti, basta conservare il necessario rispetto senza imporre niente agli altri. Però certi nomi artificiali ed errati, una intera toponomastica avente origine dal sopruso e dalla intolleranza, andrebbero pian piano rivisti o eliminati, nell´ottica di una pace duratura tra i popoli delle Alpi. Sul Krn sono stato d’ estate a partire da Drežnica (Dresenza per chi non sopporta la pipetta), circa 1700 m. di dislivello, oppure in marzo dal versante sud (con amici triestini avevamo bivaccato in una stalla 1200 metri sotto la vetta). La discesa con gli sci è stupenda, con forte pendenza costante. Berg heil!

Patrimonio dell’umanità le opere dell’architetto Jože Plečnik a Ljubljana.

Alla fine di luglio 2021 l’Unesco ha riconosciuto come patrimonio dell’umanità le opere dell’architetto Jože Plečnik a Ljubljana.

Jože Plečnik (Lubiana23 gennaio 1872 – Lubiana7 gennaio 1957) è stato un architetto sloveno

Allievo di Otto Wagner a Vienna e poi suo collaboratore, aderì insieme a lui alla secessione: fu attivo in patria, in Austria, a Praga (dove lavorò per il castello e realizzò la chiesa del Sacro Cuore) e a Belgrado, dove costruì la chiesa di Sant’Antonio di Padova. A partire dal 1921 fu professore di architettura a Lubiana e progettò numerosi edifici e monumenti per la sua città (tra cui il cimitero di Žale).

Il suo progetto per il palazzo del parlamento sloveno (la Cattedrale della libertà), mai realizzato, compare sulla moneta da 10 centesimi di euro slovena.

Dopo la seconda guerra mondiale Plečnik cadde in disgrazia nella Jugoslavia comunista, poiché il suo attaccamento all’architettura classica e il suo profondo cattolicesimo erano visti con sospetto. Il suo ruolo di insegnante all’università fu gradualmente ostacolato e ricevette minori commesse, sebbene riuscisse a completare piccoli monumenti, fontane e restauri di chiese anche negli anni 1950. Alla sua morte ebbe comunque i funerali di stato a Žale.

Progettò la residenza estiva di Tito, nelle Isole Brioni.

L’opera di Plečnik, caratterizzata da forme iconiche e classiche usate però in modo sorprendente e originale, fu per lo più dimenticata negli anni sessanta e settanta. Un nuovo interesse si ebbe a partire dagli anni ottanta e novanta, quando il postmodernismo portò ad una rivalutazione delle forme classiche in architettura.

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mercato coperto centrale di Ljubljana
particolare della facciata della biblioteca nazionale di Ljubljana
ingresso principale del cimitero maggiore di Ljubljana

L’anno scorso la Commissione dell’Unesco per i patrimoni dell’umanità non si era riunita, dunque le proclamazioni dei nuovi siti coprono anche le candidature presentate per il 2020. Nel complesso, nella regione compresa tra il sud-est Europa e il Caucaso l’Unesco attualmente tutela 112 siti culturali o naturali che spiccano per la loro straordinarietà.

Armenia: centinaia di bambini adottati illegalmente

Un'altalena vuota e sul terreno l'ombra di una bambina

Medici e personale sanitario che facevano pressioni affinché delle partorienti abbandonassero i loro figli. Per poi immetterli nel mercato delle adozioni illegali. Molti di questi bimbi sono finiti in Italia

20/08/2021 –  Armine Avetysian Yerevan

Nel 2019 in Armenia è stato scoperto un sistema di adozioni illegali. Molte donne vulnerabili sono state persuase dai propri medici a rinunciare ai propri figli, che in seguito sono stati adottati da stranieri. Oggi molte donne cercano quei bambini.

“Avevo 17 anni quando ho capito di essere incinta. All’inizio avevo paura, io e il mio ragazzo non avevamo nemmeno intenzione di sposarci, figuriamoci avere figli. Poi ho iniziato a pensare a che cosa fare”, racconta Alina, 25 anni (nome modificato su richiesta della donna).

Alina, che aveva appena iniziato l’università, si consultò con il suo ragazzo e decise di abortire.

“Il mio ragazzo, tramite un conoscente, ha trovato un medico disposto a eseguire l’aborto, ma quando sono andata a fare gli esami si è scoperto che il feto era già grande, c’era il pericolo che se avessi abortito non avrei potuto avere altri figli. Sono rimasta scioccata e mi sono rassegnata al fatto che sarei diventata mamma”.

Alina, con grande difficoltà, raccontò a sua madre della gravidanza, poi lo scoprì anche suo padre, che parlò con il suo ragazzo senza raggiungere un accordo.

“Mio padre ha chiesto al mio ragazzo di sposarmi, di riconoscere la paternità del bambino. Lui non ha fatto nessuna delle due cose, ma questa è un’altra storia. Il mio medico, che era a conoscenza della mia situazione, ha suggerito più volte che il mio bambino potesse nascere con dei problemi e mi ha suggerito di darlo in adozione dopo la nascita. Disse: “Sei una ragazzina, come farai ad allevare un bambino malato da sola?”. Ci ho pensato a lungo, ma non ho fatto quel passo”.

Oggi Alina sta crescendo suo figlio da sola. Non si pente di aver ignorato i suggerimenti del dottore.

“Il mio bambino è davvero nato con alcuni problemi, ma oggi quei problemi sono già alle nostre spalle. Immagino che se allora avessi rinunciato a lui sarei impazzita”.

Perdere un figlio

“Avevo 25 anni quando è nato il mio secondo figlio. Mi è stato detto che aveva un difetto congenito. Mi hanno spiegato che sarebbe stato meglio per lui rimanere in terapia intensiva, quindi l’ho lasciato lì”, racconta una donna, ora ventinovenne, che ha visto il suo bambino solo per pochi minuti. Quando è stata dimessa, il bambino è stato portato in un centro di assistenza e poi adottato.

“È stato portato all’estero. Ne ho perso le tracce. Non so che cosa gli sia successo. Anni dopo, quando ripenso a quel giorno, mi rendo conto che i miei sentimenti, il parto difficile e la depressione che ne è seguita non mi hanno fatto pensare con lucidità e ho preso la decisione sbagliata”.

La donna racconta che era al primo mese di gravidanza quando ha divorziato dal marito. Ha avuto una gravidanza difficile, problemi psicologici. Alle preoccupazioni sul futuro da madre single con due figli si sommavano i problemi economici.

“Il mio medico era consapevole del mio stato e dei miei sentimenti. Sapeva che avevo problemi economici, sapeva che non potevo prendermi cura di un bambino malato. Sapeva tutto e mi ha convinto a rinunciare a mio figlio”.

Oggi la donna è convinta che dietro i consigli del dottore ci fosse una strategia precisa.

Adozioni illegali

Il 14 novembre 2019, il Servizio di sicurezza nazionale (NSS) armeno ha rilasciato un comunicato  nel quale si afferma che tra il 2016 e il 2018 in Armenia si sono verificate numerose adozioni illegali da parte di stranieri.

Secondo l’NSS, due cittadini armeni hanno utilizzato i propri contatti in reparti maternità e orfanotrofi per organizzare l’adozione di oltre 30 bambini da parte di cittadini italiani, in palese violazione delle leggi armene.

Anche la polizia armena ha rilasciato una dichiarazione su precedenti casi di adozioni illegali. In particolare, si afferma che nel 2009 alcuni funzionari hanno utilizzato la dichiarazione scritta di un parente di un bambino che risiedeva in orfanotrofio per negarne l’affidamento e consentirne l’adozione. Il parente del bambino ha però spiegato di non aver mai firmato tale dichiarazione né alcun documento di rinuncia al bambino. 

In questa inchiesta la polizia armena ha collaborato  con le forze dell’ordine di diversi paesi stranieri.

Negli ultimi anni sono stati avviati diversi procedimenti penali per adozioni illegali. In questi processi è emerso che, a partire dal novembre 2005, si sono verificati trasferimenti di denaro da parte di società di adozione straniere, dei loro dipendenti e degli aspiranti genitori adottivi a propri rappresentanti in Armenia.

Tra il 2005 e il 2019 sarebbero stati trasferiti  in Armenia nel quadro dell’adozione illegale di 114 bambini almeno 1.800.000 euro. I processi sono ancora in corso e nelle loro fasi iniziali.https://www.facebook.com/plugins/like.php?app_id=103547946360463&channel=https%3A%2F%2Fstaticxx.facebook.com%2Fx%2Fconnect%2Fxd_arbiter%2F%3Fversion%3D46%23cb%3Df10231c07c891e4%26domain%3Dwww.balcanicaucaso.org%26is_canvas%3Dfalse%26origin%3Dhttps%253A%252F%252Fwww.balcanicaucaso.org%252Ff3278588027ef64%26relation%3Dparent.parent&container_width=0&href=https%3A%2F%2Fwww.balcanicaucaso.org%2Faree%2FArmenia%2FArmenia-centinaia-di-bambini-adottati-illegalmente-212339&locale=it_IT&sdk=joey

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Microfestival nel 2021 torna “porta a porta” — PuntoZip

Farà tappa in cinque località del Friuli l’Ape Piaggio di Microfestival: rassegna itinerante di arte performativa ideata da Puntozero Società Cooperativa e parte della rete culturale Intersezioni, giunta alla sua quinta edizione! Si comincerà con una residenza artistica, dal 4 al 9 agosto, a Lusevera. Lì gli unidici artisti (Matjaž Bajc, Natalie Norma Fella, Valeria […]

Microfestival nel 2021 torna “porta a porta” — PuntoZip

Svinjak

Il monte che sovrasta Bovec-Plezzo

u t r i n k i

Mesec dni je že, kar sva se vroče nedeljsko dopoldne odpravila na Svinjak. Zjutraj si nisva dajala naglice in tako iz doline krenila šele sredi dopoldneva. Nič ni pomagalo, da pot lep čas vodi po gozdu – dopoldanska vročina nama je dodobra namočila majice… In potem sva še pod vrhom ugotavljala, da sva zgleda od zadnjič že pozabila, kako strma in izpostavljena je pot v tem delu. Uf…, ta dan se nama je Svinjak zazdel res svinjski…

Ko sva se popoldne hladila ob pijači v Kal Koritnici se mi je zdelo da pravzaprav nisem nič kaj užival. No, ampak ko danes gledam fotografije in obujam spomine, si mislim da to pa že ne more biti res…

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Stazione-postaja Topolò

 Stazione _ Postaja 2021. com. stampaVenerdì 2 luglio: AperturaL’apertura è prevista in piazza grande per le sei di sera, con i saluti dei curatori e delle autorità. A seguire, il primo dei molti appuntamenti che si svilupperanno fino al 18 luglio: il concerto di canti della tradizione mediterranea eseguiti dalla voce di Klarisa Jovanovič, accompagnata dalla chitarra di Luka Ropret. Il concerto è in collaborazione con Cooperativa culturale Maja-Across the border 2021Con il buio, la prima assoluta di 4 corti di una stella del cinema d’arte, l’americano Bill Morrison che con Topolò mantiene un privilegiato rapporto di amicizia fin dalle primissime edizioni, quando vi giunse come giovane e ancora sconosciuto studente di Fabrica, il progetto di Benetton.A seguire, nel buio della notte un’altra voce, quella di Patrizia Oliva con Le stelle di Topolò saranno sempre; il concerto di Oliva è anche il primo appuntamento del progetto internazionale Sweet Light-Seeking Darkness. In funzione, in loop, anche le video-installazioni del regista nepalese Sagar Gahatraj, della regista Micol Roubini (Appunti per un film ucraino) e l’audio-installazione Suoni della Terra, realizzata a Topolò e nei suoi dintorni da Radio France Internationale nel corso del 2020.Stazione di Topolò è resa possibile dal contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e dalla Fondazione Friuli, Si raccomanda di rispettare le regole dovute all’emergenza sanitaria. Gli eventi si svolgeranno all’aperto e l’ingresso è libero.

Topolò e’ un paesino delle #vallidelnatisone. Il nome del borgo deriva dall’albero del pioppo, in sloveno “topol”. 🏘 E’ famoso per la manifestazione internazionale”Stazione Topolò-Postaja Topolove” che tocca vari campi dell’ arte e della comunicazione: filmati, disegno, fotografia, musica, poesia, teatro.
👉Si svolge ogni anno nel mese di luglio e gli artisti che provengono da tutto il mondo, sono impegnati nel campo della ricerca e della sperimentazione su varie discipline . Vengono ospitati nel piccolo borgo di Topolò dove effettuano un “intervento” sulla base degli stimoli ricevuti dal luogo stesso.
🥰 Non ci sono bar a Topolò, né negozi; qui finisce l’asfalto, non ci sono collegamenti con il fondovalle e solo 20 abitanti dei 400 che furono.
Gli incontri avvengono nelle piazzette, nei vicoli, nei fienili, nei boschi …….. 🌙Appuntamento “verso sera”, “al tramonto”, “nella notte”, “con il buio”….
E tutto è gratuito.

PROGRAMMA E INFO
https://www.stazioneditopolo.it/…/index_edizione2021.php

www.slow-valley.com

credits by: https://www.cividale.com/it/stazione_di_topolo
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