Agosto di libri 30 — Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Quante volte ero rimasto di fronte alla vetrina ad ammirare l’Iskrafon! Ogni volta che andavo a scuola e che ritornavo. Persino di domenica chiedevo alla nonna di fermarci un attimo perché dovevo allacciarmi le sca rpe, in realtà guardavo dal basso in alto quell’apparecchio da cui mi separava solo un vetro. Due casse, e poi […]

Agosto di libri 30 — Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

MITTELFEST

 Ieri alla presenza del governatore Fedriga e del presidente sloveno Borut Pahor è stato inaugurato il Mittelfest nel duomo di Cividale.

27 agosto: anche quest’anno il festival apre con un concerto della FVG Orchestra intitolato Devil’s Bridge/ Il ponte del diavolo: musiche, memorie, tradizioni dei fiumi europei con il brano commissionato per l’occasione al compositore Cristian Carrara, la giovanissima solista Erica Piccotti e il grande direttore bulgaro Grigor Palikarov.

Mentre, già dal pomeriggio della giornata inaugurale, inizia il percorso di uno dei due spettacoli site-specific. Si tratta di Remote Cividale, la proposta del collettivo tedesco Rimini Protokoll che, dopo un successo internazionale, approda a Cividale: un viaggio dentro la città, in cui 30

Le divine donne di Dante_Marcorè ©TamaraCasula28

persone audioguidate (a scelta in inglese o italiano) saranno invitate a rinnovare lo sguardo su luoghi noti, traendone sensi inediti.

L’altro spettacolo che fa di Cividale il proprio speciale e irripetibile set si terrà il 4-5 settembre, giorno di chiusura del festival: Signal at Cividale, spettacolo olandese supportato da Dutch Performing Arts, con la musica e la regia di Strijbos & Van Rijswijk, in prima assoluta. 24 auto parlanti con il supporto di soprani dal vivo, attraverseranno Cividale del Friuli.

Sempre il 27 agosto va in scena anche Letra, spettacolo italo-albanese – coprodotto da Koreja e Teatro Metropol di Tirana – dal testo di Ylljet Aliçka e per la regia di Salvatore Tramacere.

Cernicky_PLI5 Vojtech Brtnicky-min

Il tema della MEMORIA ritorna nello spettacolo del grande coreografo, danzatore e artista visivo ungherese Josef Nadj che, nello spettacolo Mnémosyne (dal 28 agosto all’1 settembre), ci porta in prima nazionale la sua visione in un’opera totale che unisce una mostra fotografica e una scatola nera in cui l’artista mette in mostra se stesso.

Così è per un altro degli appuntamenti di primo piano del festival, Europeanabreve storia del XX secolo, dal libro dello scrittore di Praga Patrick Ourednik, cui Lino Guanciale darà la voce e la regia il 28 agosto in prima assoluta, accompagnato dalla fisarmonica del musicista sloveno Marko Hatlak (una coproduzione Mittelfest e Wrong Child, in collaborazione con Ljubiana festival).

Nei luoghi della memoria, con ami verso il mondo, si aggira anche lo spettacolo musicale olandese, sostenuto da Dutch Performing Arts, in prima nazionale I Don’t want to be an individual all on my own di Genevieve Murphy (28 agosto).

Da qui anche il tema del MITO diviene ponte tra passato e futuro in due spettacoli musicali: Sisyphus (3 settembre, prima nazionale in collaborazione con Onassis STEGI – Outward Turn Program di Atene), con la compositrice e suonatrice di kanun ellenica Sofia Labropoulou, fino alle canzoni dei  Sex Pistols, e They have waited long enough (4 settembre, prima nazionale), frutto di una collaborazione multipla – prodotto dal festival olandese Wonderfeel con Lunalia (BE), Antwerp Liedfest (BE), Oranjewould (NL), Mittelfest (IT), November Music (NL) e il sostegno di Dutch Performing Arts – con Catharine Dain, Raphaëla Danksagmüller, Shaza Manla e lo String Quartet.

Non lontana è la suggestione di Le divine donne di Dante (5 settembre), coproduzione di Ravenna Festival, Macerata Opera Festival e Mittelfest, in cui Neri Marcorè, accompagnato dall’Orchestra Arcangelo Corelli diretta da Jacopo Rivani, incontra protagoniste femminili della Divina Commedia.

Quello della VOCE DELLE DONNE diventa, infatti, un altro pilastro importante in questa edizione del festival.

Con la musica di Once upon a song in Balkans, spettacolo bosniaco con Tijana Vignjević e Belma Alić (29 agosto, prima nazionale), con lo spettacolo sloveno My husband (31 agosto, prima nazionale), basato sui racconti sarcastici di Rumena Bužarovska, una delle migliori autrici macedoni, con in scena ben 9 donne.

E straordinaria è anche la partecipazione al festival dell’apprezzatissima violinista moldava Patricia Kopatchinskaja che il 29 agosto, insieme al pianista turco Fazil Say, offrirà un concerto in prima nazionale con musiche da Franz Schubert, Johannes Brahms, Leoš Janáček.

Allora diventa inevitabile introdurre anche il tema della dialettica tra PADRI E FIGLI. In questo filone il nuovo progetto di Nicola Borghesi con Kepler 452 (2 settembre, prima assoluta) Uguale ma più piccolo – un laboratorio per i figli e l’opera musicale Entente harmonique, con Lorenza Borrani, su musiche di Debussy.

E ancora lo spettacolo di parole e musica, tenero e divertente, Due padri e altri animali feroci (5 settembre), con il fumettista e inventore di storie Leo Ortolani e Giampaolo Bandini.

Possiamo considerarlo un messaggio lanciato al FUTURO invece quello che è racchiuso nel magnifico testo di Italo Calvino, portato per la prima volta in scena il 2 settembre in prima assoluta dal violoncellista Enrico Bronzi, accompagnato dalle parole dello scrittore Paolo di Paolo, sotto il titolo: Six memos, come le chiamò Calvino stesso, sottotitolando: Sei proposte per il prossimo millennio.

E semi di futuro ci sono anche nello spettacolo di danza PLI del danzatore e coreografo Ceco Viktor Černický (3 settembre).

Tra le altre novità di Mittelfest 2021, in questo caso dedicate in particolare alle FAMIGLIE, l’arrivo del CIRCO, nelle sue migliori declinazioni: spettacolo acrobatico di danza A testa in giù (30 agosto, prima assoluta da Italia, Francia e Brasile), GAP 42 del duo tedesco Mano a mano, Chris e Iris, collaboratori del Cirque Eloize e premiati a livello internazionale (2 settembre, prima nazionale).

Per grandi e piccoli anche lo spettacolo di Ortoteatro Racconti a briglia sciolta! (5 settembre), spettacolo di fiabe popolari narrate e cantate.

Altre proposte dal TERRITORIO FRIULANO sono: Timp a Tiare, che consolida la collaborazione con Arlef e apre quella con Accademia Naonis, coproduttori insieme a Mittelfest: la canzone friulana dal ‘500 a oggi con la partecipazione straordinaria di Tosca che si esibirà in 3 canzoni friulane.

Il viaggio di Galileo, poi, mette insieme il Conservatorio G. Tartini di Trieste e le accademie di musica di Belgrado e di Novi Sad-Serbia – in una collaborazione culturale tra Italia e Serbia, e da un’idea di Ivan Fedele (che ha anche scritto la musica per l’occasione), con la direzione del Maestro Marco Angius (30 agosto, prima assoluta). Lo spettacolo Aere Fragmenta vede invece all’opera il Conservatorio Tomadini di Udine.

MITTELYOUNG 24 – 27 giugno

Programma

Questa rassegna under 30 è una delle maggiori novità dell’edizione 2021 di Mittelfest, un modo per ripartire dopo uno dei periodi più complessi per lo spettacolo dal vivo, dopo la pandemia. Mittelfest, dando un concreto aiuto produttivo ai giovani, vuole così progettare insieme a loro il futuro ed esplorare la possibilità di un’eredità.

In seguito a un bando diffuso in tutti i Paesi della Mitteleuropa, che si è concluso con 162 proposte, sono stati individuati da una commissione under 30, 9 spettacoli, 3 per ognuno dei settori teatro, danza e musica, che riceveranno il sostegno economico dal festival. La stessa commissione sceglierà 3 spettacoli per il calendario di Mittelfest.

6 sono i Paesi rappresentati dalle opere prescelte, quasi tutte in prima assoluta.

24 giugno, apre la manifestazione lo spettacolo di danza sloveno Indultado di e con Lia Ujčič: una performance sul coraggio e la violenza, sulla combattività e il perdono.

A seguire, lo spettacolo Italo-albanese PPP ti racconto l’Albania. Primo studio. Un progetto di storie autobiografiche, rielaborazioni autoriali, estratti dal romanzo Sogno di una cosa e altri scritti di Pasolini, di e con Klaus Martini

25 giugno, il trio greco-tedesco Mosatrïc presenta lo spettacolo musicale Amuse*d: un mosaico di musica, danza e performance che spazia dalla Grecia ai Balcani, dalla Spagna alla Scandinavia.

È ceco invece lo spettacolo di danza Potrait of a Post-Hasburgian di e con Sara Koluchova: un assolo inedito, ispirato alla danza folk che punta a mettere in discussione gli elementi che costruiscono la nostra identità.

26 giugno, il Burtuqal Quartet con lo spettacolo musicale Sorda e bella, porta in scena una rilettura della Sicilia nell’ultimo secolo. Mentre Angelica Bifano presenta lo spettacolo teatrale Mamma son tanto felice, con la volontà di mettere a confronto 3 generazioni di donne.

27 giugno, in scena la compagnia friulana Sclapaduris, con Attenti al loop, vivisezione ossessiva della favola di Cappuccetto rosso.

Si chiude con uno spettacolo di teatro, danza e musica, proveniente dai Paesi Bassi: A waste of time, che ridà vita a oggetti rifiutati, trasformandoli in strumenti con cui rileggere musiche contemporanee e note.

Info e programma completo: www.mittelfest.org

Foto anteprima Rimini Protokoll_RemoteTaipei©Lafun Photography

Europeana_Lino Guanciale_DSC2089_(c) foto Manuel Scrima, total look Dsquared2

da https://www.ilpais.it/2021/05/27/mittelfest-presentato-il-programma-2021/

BORIS PAHOR AUGURI/VSE NAJBOLŠE

Oggi il prof. Boris Pahor festeggia il 108esimo compleanno, scrittore triestino  è testimone del totalitarismo del Novecento, che ha lasciato una testimonianza indelebile a tutti noi e ai nostri discendenti con la sua preziosa opera. È stato impegnato per la libertà per tutta la vita e combatte ancora in modo esemplare e instancabile per questo valore, che è – oltre alla verità e alla giustizia – uno dei più importanti per questo gigante del nostro tempo. Per la sua postura paffuta ed eretta, per il suo incrollabile amore per la nazione e la madrelingua slovena, nonché per il fatto che si è sempre schierato dalla parte delle vittime, umiliate e disonorate e crede ancora nell’umanità e nell’amore, tutti coloro che apprezziamo il suo prezioso lavoro , gli auguro tutto il meglio dal profondo del cuore, e soprattutto tanta salute!

da https://it.wikipedia.org/wiki/Boris_Pahor

Boris Pahor, di lingua e nazionalità slovene, è nato a Trieste (allora Impero austro-ungarico, oggi Italia) figlio di Franc Pahor e di Marija Ambrožič. A sette anni assisté all’incendio del Narodni dom (Casa del Popolo), sede centrale delle organizzazioni della comunità slovena di Trieste.[1] L’esperienza, che lo segnò per tutta la vita, affiora spesso nei suoi romanzi e racconti. Finita la scuola media ed essendo stata soppressa l’istituzione slovena, frequenta – per volontà dei genitori – il seminario di Capodistria, che non termina, anche se continua a studiare teologia fino al 1938. Stabilisce stretti rapporti con alcuni giovani intellettuali sloveni di Trieste; tra questi spiccano le figure del poeta Stanko Vuk, di Zorko Jelinčič, cofondatore della organizzazione antifascista slovena TIGR (e padre dello scrittore Dušan Jelinčič) e dei pittori Augusto Černigoj e Lojze Spacal. Negli stessi anni incomincia il carteggio con Edvard Kocbek, poeta sloveno e pensatore personalista, nella cui figura riconoscerà un importante ruolo di guida morale ed estetica.

Nel 1940 è arruolato nel Regio Esercito e inviato al fronte in Libia. Dopo l’armistizio dell’otto settembre torna a Trieste, ormai soggetta all’occupazione tedesca. Dopo alcuni giorni decide di unirsi alle truppe partigiane slovene che operavano nella Venezia Giulia. Nel 1955 descriverà quei giorni decisivi nel famoso romanzo Mesto v zalivu (“Città nel golfo”), col quale diventerà celebre nella vicina Slovenia. Nel 1944 fu catturato dai nazisti e internato in vari campi di concentramento in Francia e in Germania (NatzweilerMarkirchDachauNordhausenHarzungenBergen-Belsen).

Dopo la guerra, a Natale ’46 torna nella città natale, aderendo a numerose imprese culturali dell’associazionismo sloveno, cattolico e non-comunista. Dopo essersi laureato in Lettere all’Università di Padova nell’ottobre del 1947, si dedica all’insegnamento della letteratura italiana. Negli anni Cinquanta è il redattore principale della rivista triestina Zaliv (Golfo) che si occupa, oltre che di temi strettamente letterari, anche di questioni di attualità. In questo periodo Pahor continua a mantenere stretti rapporti con Edvard Kocbek, ormai diventato un dissidente nel regime comunista jugoslavo. I due sono legati da uno stretto rapporto di amicizia.

continua

Segnaletica turistica, percorso culturale poesie “Siro Angeli”. — NEON AURORA by Graphic Service COMUNICAZIONE VISIVA.

30 anni dalla morte di Siro Angeli

segnaletica territoriale realizzata con totem informativi a Cesclans -UDINE-

Segnaletica turistica, percorso culturale poesie “Siro Angeli”. — NEON AURORA by Graphic Service COMUNICAZIONE VISIVA.


Siro Angeli
 (Cavazzo Carnico27 settembre1913 – Tolmezzo22 agosto1991) è stato un poetadrammaturgo e sceneggiatoreitaliano.

 La sua formazione culturale risentì degli influssi di alcune tra le principali correnti letterarie del Novecento, quali il crepuscolarismo e l’ermetismo. Frequentò il ginnasio-liceo “Jacopo Stellini” di Udine, e in seguito fu ammesso alla Scuola Normale Superiore di Pisa dove fu allievo di Attilio Momigliano e Luigi Russo, con il quale si laureò nel 1939 con una tesi sul teatro di Agnolo Fiorenzuola. Nel corso degli anni Trenta conobbe e strinse amicizia con i poeti Giorgio Caproni e Alfonso Gatto, con il pittore Renato Guttuso e con il figlio di Luigi Pirandello, Stefano.

Nel 1937 debuttò come poeta con la raccolta Il fiume va che fu recensita favorevolmente da Diego Valeri, contemporaneamente mise il scena il suo primo dramma teatrale, La casa, che costituì il primo tassello della cosiddetta “Trilogia carnica” che sarà completata da Mio fratello il ciliegio e Dentro di noi. La sua attività di drammaturgo fu apprezzata da Silvio d’Amico, che nel secondo dopoguerra lo chiamò a collaborare alla realizzazione dell’Enciclopedia dello Spettacolo. Di ritorno dalla guerra, combattuta in Russia, sposò Liliana Guidotti, da cui ebbe il figlio Glauco. Dal 1945 visse a Roma. Alla morte della moglie (1953) entrò in Rai come funzionario dei servizi di prosa radiofonici del terzo programma, passando in seguito a Radio 1 come vice-direttore, incarico che ricoprì fino al 1977.

A partire dagli anni Sessanta intensificò la sua produzione poetica, particolarmente apprezzata dalla critica in quanto Angeli seppe coniugare la rigorosa tradizione classica e umanistica, che costituiva una parte fondamentale della sua formazione culturale, ad un profondo interesse per correnti che caratterizzarono la poesia italiana del Novecento, prima fra tutte l’ermetismo. Nel 1976 vinse il Premio Nazionale Letterario Pisa per la sezione Poesia.[1]

Nel 1981 recitò la parte di Barbe Zef, nel discusso sceneggiato diretto da Vittorio Cottafavi e tratto dall’omonimo racconto di Paola Drigo. Sposò in seconde nozze la poetessa Alida Airaghi, da cui ebbe due figlie, Daria e Silvia. Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Zurigo. Morì il 22 agosto del 1991 all’ospedale di Tolmezzo, colpito da un ictus, mentre trascorreva un periodo di riposo nel natìo borgo di Cesclans, dov’è tuttora sepolto.

MATIA MOU

NAUFRAGIO

Trascinarsi randagio

dall’uno all’altro pasto

non abolisce il giorno,

non ferma nei precordi

il bisturi che affonda;

e adesso, a notte, intorno

al guanciale che mordi

il letto è così vasto

dall’una all’altra sponda

che certo è il tuo naufragio. 

http://www.siroangeli.com/antologia/poesie-matia-mou/

La presenza della Vergine nel capolavoro di Dante, di cui ricorrono i settecento anni dalla morte.

ECCO LE STROFE ORIGINALI

«Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’etterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ‘l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore,
per lo cui caldo ne l’etterna pace
così è germinato questo fiore.

Qui se’ a noi meridiana face
di caritate, e giuso, intra ‘ mortali,
se’ di speranza fontana vivace.

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre
sua disianza vuol volar sanz’ali.

La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontate.

Or questi, che da l’infima lacuna
de l’universo infin qui ha vedute
le vite spiritali ad una ad una,

supplica a te, per grazia, di virtute
tanto, che possa con li occhi levarsi
più alto verso l’ultima salute.

E io, che mai per mio veder non arsi
più ch’i’ fo per lo suo, tutti miei prieghi
ti porgo, e priego che non sieno scarsi,

perché tu ogne nube li disleghi
di sua mortalità co’ prieghi tuoi,
sì che ‘l sommo piacer li si dispieghi.

Ancor ti priego, regina, che puoi
ciò che tu vuoli, che conservi sani,
dopo tanto veder, li affetti suoi.

Vinca tua guardia i movimenti umani:
vedi Beatrice con quanti beati
per li miei prieghi ti chiudon le mani!»

https://www.papaboys.org/linvocazione-meravigliosa-a-maria-di-dante-alighieri-che-non-conoscevi/

All’epoca di Dante, già molti poeti italiani erano stati profondamente affascinati dalla figura della Vergine Maria, dagli anonimi cantori di laudi a Jacopone da Todi. Attratti dalla bellezza umana e spirituale di questa donna capolavoro di Dio, hanno espresso in immagini e ritmi la loro ammirazione, il loro amore, la loro preghiera. Nessuno, però, ha sentito il fascino della Madonna con tanta forza e convinzione quanto il Sommo Poeta, che nel Paradiso esprime così la sua devozione quotidiana verso di Lei: «il nome del bel fior ch’io sempre invoco / e mane e sera» (XXIII, 88-89).

Nel testo Dalla selva del peccato alla visione di Cristo. La presenza di Maria nella Divina Commedia, padre Giuseppe Oddone, consulente ecclesiastico nazionale dell’UCIIM (Unione cattolica italiana di insegnanti, dirigenti, educatori e formatori), propone un percorso sull’importanza della Vergine nel capolavoro di Dante, di cui quest’anno ricorrono i settecento anni dalla sua morte. L’opera poetica propone infatti una celebrazione, sotterranea e nascosta nell’Inferno, solare e luminosa nel Purgatorio e nel Paradiso, della Donna del cielo.

La Madonna è un elemento vitale della creazione dantesca. Tutto il viaggio dalla selva del peccato, in cui il poeta si è smarrito, fino alla visione del mistero di Dio, ha come un filo nascosto, un’aurea catena che collega la vicenda umana e quella cristiana: è l’intercessione della Vergine Maria che suscita la misericordia del Signore e salva Dante dalla perdizione e lo porta alla salvezza, in un cammino che è utile anche per ognuno di noi.

Maria Vošnica – Maria Assunta a Villanova delle Grotte/Zavarh (Lusevera-Bardo)

foto di archivio

Ieri 15 di agosto a Villanova delle grotte- Zavarh come ogni anno don Renzo Calligaro ha officiato la Santa Messa e il rosario per la Maria Vošnica .Quest’anno la cerimonia  è stata in tono minore a causa del Covid:la tradizionale processione non è stata fatta,invece c’era come sempre il Bacio delle Croci-Poljubljanje križev.Quest’anno  erano presenti solo 3 cruciferi ,mi spiace che l’antica tradizione vada sparendo.Negli archivi parrocchiali è scritto che la sagra della Maria Vošnica  si faceva già nell’anno 1678.

 La storia della statua dell’Assunta

La statua in legno è stata scolpita da un artista della Val Gardena nel 1927.La spesa è stata sostenuta dalle 220 donne del paese che si sono autotassate pagando 10 lire ciascuna.Pensando alle condizioni sociali del tempo,queste donne di montagna,si sono tolte” il pane dalla bocca”per pagarla. Da ciò si può capire quanto grande era la fede un tempo.

Alla scoperta della “Ricchezza della Diversità Musicale”

In occasione del ventesimo anniversario dell’adozione della legge n. 482/99 ha predisposto un progetto con il quale presenterà al grande pubblico la “Ricchezza della Diversità Musicale” del nostro Paese attraverso una serie di eventi culturali. Al progetto, sostenuto finanziariamente dalla Regione FVG, collaborano numerose società e organizzazioni rappresentative delle comunità slovene, friulane e tedesche del nostro Paese. L’obiettivo è quello di presentare la variegata realtà musicale e culturale delle minoranze che da sempre arricchiscono il nostro Paese attraverso eventi musicali – concerti per solisti, cori e formazioni da camera – oltre ad altre forme di espressione artistica, come recitazioni e testimonianze.
Il primo appuntamento si svolgerà domenica 20 giugno, alle ore 15, presso l’Auditorium Comunale di Tarvisio. Il programma sarà co-creato da studenti e professori di Glasbena matica, un coro misto di Ugovizza e membri dell’associazione Kanaltaler Kulturverein. L’evento culturale di Tarvisio si svolgerà sotto l’egida del Comune di Tarvisio, e oltre alla già citata German Channel Association, partecipano anche il Centro Culturale Sloveno Planika e l’Associazione Don Mario Cernet.

Coro Matajur (registrazione d’archivio)

In estate, Glasbena matica organizzerà incontri simili con partner di progetto anche in altri luoghi. Il prossimo evento a Udine sarà al centro polivalente di San Pietro venerdì 25 giugno, alle 18:00

TRADOTTO DL NOVI MATAJUR

A Topolò si apre Izba

A Topolò, sotto la chiesa, si apre Izba, spazio comune delle società Robida, KD Rečan_Aldo Klodič e Topolò / Topoluove. La buona notizia è che in questo piccolo paese in comune di Grimacco stanno costruendo un tempio, che sarà aperto ai membri e agli amici delle nostre società, e soprattutto ci sarà uno spazio dove si potranno citare nuove idee e suggerimenti, abbiamo già annunciato un donnaiolo, da sabato 19 giugno, la Camera sarà una realtà.
Per iniziare bene la parte, hanno già preparato il primo evento. Il ritrovo è in Camera alle ore 10, e poi si può fare una passeggiata per il paese con il naturopata Teo Golob. Sarà possibile conoscere le imbardate che crescono lì, ma chi cercherà di preparare un pranzo per tutti. In serata, alle 18, ci sarà un’inaugurazione ufficiale con una piccola merenda, durante la quale gli abitanti del villaggio, i membri e gli amici brinderanno al tempio.
Il giorno del viaggio, domenica 20, la Sala aprirà alle ore 9, così che tutti i partecipanti alla tradizionale Marcia sulla linea immaginaria, organizzata da KD Rečan_Aldo Klodič, l’associazione Robida e KD Livek, potranno bere il caffè

tradotto dal Novi Matajur.