Hop on Hop off anche a Bovec-Plezzo

Nella regione dell’Isonzo continuano a migliorare nel settore del trasporto pubblico di passeggeri. Una novità, che è stata sperimentata per la prima volta la scorsa estate, è la linea da Most na Soči via Bovec, passo del Predil a Kranjska Gora, in cui hanno combinato il trasporto di autobus in connessione con il trasporto ferroviario di passeggeri. La citata linea è in preparazione anche per quest’estate e ad essa verranno collegate altre linee, i cosiddetti autobus Hop on Hop off a Tolmino e Caporetto.

Una delle novità di quest’anno sarà l’introduzione di questi trasporti anche nella regione di -Plezzo Bovec. È un progetto strategico del programma Interreg Slovenia-Italia, che riunisce diversi partner provenienti da Slovenia e Italia, e il suo obiettivo principale è la mobilità sostenibile. Una parte delle attività è di tipo studio, all’interno della quale si creano principalmente strategie di trasporto.

Secondo Simon Škvor, direttore del Posoško Development Center, va evidenziata la strategia di trasporto integrato per le Alpi Giulie, che è un importante documento strategico e base per la pianificazione della mobilità o del traffico nell’area.

Alla scoperta della “Ricchezza della Diversità Musicale”

In occasione del ventesimo anniversario dell’adozione della legge n. 482/99 ha predisposto un progetto con il quale presenterà al grande pubblico la “Ricchezza della Diversità Musicale” del nostro Paese attraverso una serie di eventi culturali. Al progetto, sostenuto finanziariamente dalla Regione FVG, collaborano numerose società e organizzazioni rappresentative delle comunità slovene, friulane e tedesche del nostro Paese. L’obiettivo è quello di presentare la variegata realtà musicale e culturale delle minoranze che da sempre arricchiscono il nostro Paese attraverso eventi musicali – concerti per solisti, cori e formazioni da camera – oltre ad altre forme di espressione artistica, come recitazioni e testimonianze.
Il primo appuntamento si svolgerà domenica 20 giugno, alle ore 15, presso l’Auditorium Comunale di Tarvisio. Il programma sarà co-creato da studenti e professori di Glasbena matica, un coro misto di Ugovizza e membri dell’associazione Kanaltaler Kulturverein. L’evento culturale di Tarvisio si svolgerà sotto l’egida del Comune di Tarvisio, e oltre alla già citata German Channel Association, partecipano anche il Centro Culturale Sloveno Planika e l’Associazione Don Mario Cernet.

Coro Matajur (registrazione d’archivio)

In estate, Glasbena matica organizzerà incontri simili con partner di progetto anche in altri luoghi. Il prossimo evento a Udine sarà al centro polivalente di San Pietro venerdì 25 giugno, alle 18:00

TRADOTTO DL NOVI MATAJUR

Le Valli del Natisone: un particolare angolo di Friuli

“Dai documenti emerge che il Popolo della Slavia aveva saputo crearsi un governo proprio, democratico e parlamentare, che deliberava nei suoi Arrenghi intorno a tutti gli interessi amministrativi, economici, politici e giudiziari della Regione, che fino all’ultimo diede saggio di forte organamento, di sapienza civile, e che è degno di figurare nella storia gloriosa dei Comuni italiani.”

In queste parole dell’avvocato Carlo Podrecca sono sintetizzati gli oltre mille anni di storia della Slavia Friulana, una piccola regione situata all’estremo est dell’Italia, nelle Valli del Natisone in provincia di Udine.

Slavia “friulana” perchè da sempre legata alla storia politica del Friuli ma nello stesso tempo ponte lanciato culturalmente sul mondo slavo e particolarmente verso le regioni dell’attuale Slovenia.

“Amate la vostra lingua, cantate con essa i canti dell’anima, della fede nella casa di Dio, come con quella lingua cantate nelle case, nelle piazze, nelle osterie i vostri dolci, melanconici canti dell’amore, del dolore, della gioia.

http://www.lintver.it/

Il Comune di Udine è pronto a ricorrere al Tar

Il Comune di Udine è pronto a ricorrere al Tar

UDINE. La Soprintendenza dice no alla doratura della statua della Giustizia e il Comune ricorre al Tar. La decisione di impugnare davanti ai giudici amministrativi il provvedimento delle Belle Arti è maturata nel corso della giunta comunale.

Per il sindaco Pietro Fontanini l’intervento è finalizzato a «riportare all’antico splendore la statua della Giustizia di piazza Libertà perché la doratura fu eseguita dal Comune già nel 1600», ma evidentemente le Belle arti non sono dello stesso avviso.

Ad avviare l’iter era stato «un’istanza di autorizzazione alla doratura degli elementi metallici della statua della Giustizia, eretta al sommo della colonna che si innalza sul terrapieno di piazza Libertà» presentata dal Comune il 14 dicembre dello scorso anno con tanto di relazione tecnica dell’intervento di restauro integrata poi, lo scorso 18 marzo, con la «documentazione integrativa comprovante le notizie storiche, in precedenza solo accennate, dell’originaria doratura degli attributi metallici della statua della Giustizia»…continua https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2021/06/16/news/statua-della-giustizia-le-belle-arti-bloccano-il-restauro-1.40396174?ref=fbfmv&fbclid=IwAR1Q0YYweo9zWSU1inm06RWjvjTJtagTBR8qqb8MKN7w6Kecpo97kOudXeA

A Topolò si apre Izba

A Topolò, sotto la chiesa, si apre Izba, spazio comune delle società Robida, KD Rečan_Aldo Klodič e Topolò / Topoluove. La buona notizia è che in questo piccolo paese in comune di Grimacco stanno costruendo un tempio, che sarà aperto ai membri e agli amici delle nostre società, e soprattutto ci sarà uno spazio dove si potranno citare nuove idee e suggerimenti, abbiamo già annunciato un donnaiolo, da sabato 19 giugno, la Camera sarà una realtà.
Per iniziare bene la parte, hanno già preparato il primo evento. Il ritrovo è in Camera alle ore 10, e poi si può fare una passeggiata per il paese con il naturopata Teo Golob. Sarà possibile conoscere le imbardate che crescono lì, ma chi cercherà di preparare un pranzo per tutti. In serata, alle 18, ci sarà un’inaugurazione ufficiale con una piccola merenda, durante la quale gli abitanti del villaggio, i membri e gli amici brinderanno al tempio.
Il giorno del viaggio, domenica 20, la Sala aprirà alle ore 9, così che tutti i partecipanti alla tradizionale Marcia sulla linea immaginaria, organizzata da KD Rečan_Aldo Klodič, l’associazione Robida e KD Livek, potranno bere il caffè

tradotto dal Novi Matajur.

Ervin Fritz, poesie tratte dall’antologia Radoživost

Ervin Fritz, poesie tratte dall’antologia Radoživost  (Esuberanza o Vitalità o Giovialità, insomma Piacere di vivere), edita a Ljubljana nel 1989; traduzione dallo sloveno di Jolka Milič per il n.47 di Fili d’aquilone che si ringrazia.

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POETICA

La rima non è tutto.
La poesia non è tutto.
Le dichiarazioni di mobilitazione sono senza rime,
le corti marziali non emanano sentenze in lingua forbita.
A che servono le rime nelle grandi calamità e miseria?
Che fare delle rime quando Roma è in fiamme?
Gesù stesso in pura prosa ha esclamato:
«Dio mio, perché mi hai abbandonato?»

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POETI

Costruiamo febbrilmente sempre nuove sintesi,
scriviamo e parliamo febbrilmente,
fasciamo eventuali ferite con delle bende,
ma la vita ci passa accanto.

Di notte ascoltiamo Mosca e il Vaticano,
leggiamo Züricher Zeitung e Humanité
e rimuginiamo giorno e notte
cos’è mai questo mondo e dove va.

Dubitiamo. Non crediamo a chicchessia, ma
tuttavia siamo ingenui come lo sono ben pochi.
Soffriamo e nella nostra esagerata pena
non ci accorgiamo che patiscono anche gli altri.

Tutt’intorno diffondiamo la nostra tipica emotività,
in noi si dissolvono le immagini del mondo,
siamo la vita su un binario morto o secondario
chissà dove, vicino all’inferno.

fonte https://wordpress.com/read/feeds/1852535/posts/3375372074

Gli asparagi

Potrebbe essere un'immagine raffigurante cibo e spazio al chiuso

Degli asparagi robusti di Adriano Del Fabro

Il primo documento friulano in cui si cita l’asparago è legato a un processo. Infatti, il 5 agosto del 1647, don Valentino di Stefano da Forame, viene condannato a 50 lire di multa per vari reati tra i quali c’è anche il furto di asparagi “nell’orto dei nobili di Attimis”.Durante il pranzo di nozze del conte Carlo Gabrielli, celebrate a Udine nel febbraio del 1727, vennero serviti anche gli “sparesi”, assieme a ostriche e carciofi.Nel maggio del 1773, le monache del monastero di Latisana, registrano sul loro libro dei conti, la “spesa in sparesi” per 3,15 lire, reiterata anche nell’aprile del 1774 e negli anni successivi.L’abate codroipese, Domenico Sabbadini, nel 1826, in una sua rima scrive: “Degli asparagi robusti / Che son grati a tutti i gusti, / E di maggio al ritornar / Mai non devono mancar”. La Tipografia Pascatti di San Vito al Tagliamento, nel 1838, diede alle stampe un opuscoletto di autore anonimo, intitolato: “Memoria sulla coltivazione degli asparagi e dei loro usi”.Tra i documenti sottoscritti nel “trattato di Cormòns”, alla fine della III Guerra d’indipendenza, nel 1866, si trova un elenco di prodotti di particolare pregio che comprendeva anche l’asparago bianco di Sant’Andrea di Gorizia. La sua fama venne poi confermata nello scritto del barone Carl von Czoernig: “Gorizia, la Nizza austriaca”, del 1873, dove si ricorda come: ”Il comune di Sant’Andrea nella prossimità di Gorizia coltiva su vasta scala gli asparagi che vengono spediti lontano… D’altro canto gli asparagi sono coltivati già da molto tempo con ottimi risultati sul territorio di Monfalcone che alimenta coi suoi prodotti il mercato di Trieste”. All’Esposizione di prodotti d’orticoltura e giardinaggio del 1868, tenutasi a Gorizia, G. F. del Torre mise in mostra degli “asparagi giganteschi”.In precedenza, nel 1844, l’abate Leonardo Brumati aveva segnalato come la coltivazione degli asparagi fosse presente negli orti familiari della Bisiacaria. Ancor prima, nel 1728, il pittore-incisore Antonio Dall’Agata magnificava i “grossi e bellissimi spariggi” del Collio.Il settimanale “L’Amico del Contadino”, stampato a San Vito al Tagliamento, si occupa della coltivazione degli asparagi pubblicando due articoli tecnici, nel 1847.Nel 1824, il poeta friulano Pietro Zorutti cantava la bontà degli asparagi di Tricesimo inserendoli nelle sette “Rarità del Friuli” e sorprendendosi della grossezza dei turioni di quella località che aveva ricevuto in dono. Il suo stupore venne poi registrato dall’abate Pirona nel Vocabolario friulano del 1928.L’importanza dell’asparagicoltura tricesimana non era sfuggita a Ippolito Nievo che, nella novella “La Santa di Arra” pubblicata nel 1855, menziona il contadino Tita che si reca a “menar gli asparagi sulla piazza di Udine”.

da vita nei campi