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Il miglior turista è un turista pescatore

L’ultima analisi sulla pesca sportiva nell’Alta Valle dell’Isonzo ha confermato ancora una volta che i pescatori sono tra gli ospiti più desiderati. Anche se rappresentano solo il due per cento dei pernottamenti dei turisti stranieri, la loro spesa arriva a circa 3,5 milioni di euro l’anno.

Nell’area dell’alta valle del fiume Soča, i pescatori turisti possono scegliere tra oltre 240 chilometri di acque di pesca e una grande varietà di diversi tipi di fiume (Soča da Trenta alla diga di Podsel; Lepenica, Koritnica, Učja , Nadiža, Bela, Tolminka, Idrijca, Bača, Koritnica, Kneža, Trebuščica, Cerknica e Kanomljica). I fiumi dell’alta valle dell’Isonzo sono gestiti dal Club dei pescatori di Tolmin, dal Club dei pescatori di Idrija e dall’Istituto della pesca sloveno.

I pescatori vengono per la trota dell’Isonzo… Foto: Ciril Mlinar – Cic

Sulla base di un’indagine sul campo cofinanziata dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, l’imprenditore e guida di pesca Gašper Jesenšek, in collaborazione con l’Istituto Sara Vuri, ha concluso che nel 2021 i pescatori hanno trascorso ben 6,15 giorni a Posočje, mentre altri turisti speso 2 ,64. Per una giornata di pesca un individuo ha speso 274 euro, oltre l’80 per cento in più del turista medio che, secondo l’Ufficio di statistica, nei comuni montani spende 135 euro. Più del 70 per cento dei pescatori ha completato almeno un’istruzione universitaria e più della metà di loro appartiene alla classe di reddito superiore a 55.000 euro di stipendio annuo.

Il 40 per cento di loro si è trovato per la prima volta nella valle dell’Isonzo e ben il 96 per cento di loro ha risposto nel sondaggio che sarebbe tornato a pescare in questi luoghi. Il motivo principale del viaggio è stata esclusivamente la pesca a mosca e praticamente non sono interessati ad altre attività. Le principali specie ittiche per le quali vengono qui sono la trota soča e il temolo. Vengono a Posočje per pescare a causa dell’ambiente preservato.

… e preservato l’ambiente. Foto: Storie di mosche secche

“Penso che la ricerca abbia dimostrato ancora una volta che i pescatori turisti sono un segmento di turisti che si ferma più a lungo e spende di più rispetto agli altri turisti, e allo stesso tempo non appesantisce il nostro ambiente con la sua visita. In futuro dovremo concentrarci ancora di più su tali turisti, che hanno un alto valore aggiunto, a differenza dei turisti di massa, dove il rapporto tra impatti positivi e negativi è minore”, ha sottolineato Jesenšek https://novimatajur.it/attualita/najboljsi-turist-je-ribiski-turist.html

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Poesia di Rodari

SULLA NEVE di Gianni Rodari

D’inverno, quando cade

la neve e imbianca il prato

e nasconde le strade

sotto il manto gelato,

ai bimbi, avventurieri

dal cuor senza paura,

non servono sentieri

per tentare l’avventura:

marciano arditi dove

la nevicata è intatta,

aprendo strade nuove

nel deserto d’ovatta.

Ma l’orme dei piedini

la neve serberà

per guidare i bambini

a casa, quando mamma chiamerà…

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#Do you have a memory linked to a smell?/Hai un ricordo legato a un odore?

bel post,brava Tania!

The sense

Bloganuary today.
Hai un ricordo legato a un odore?

Profumi, odori fanno parte dei sensi e pertanto delle esperienze che si archiviano nel proprio bagaglio.
I profumi delle campagna, quando si mieteva il mais, frumento, orzo… dei campi di nonno, si scaricava dal cassone del trainato dal trattore alla soffitta di casa per procedere con le settimane di essicazione, ho rivoltato i cereali tante volte e il vero profumo di chicco non esiste nelle lavorazioni industriali.
Così come il profumo di erba fresca appena falciata, un tempo un sistema rispettoso e silenzioso o accompagnto da canti, oggi con i mezzi a miscela per tosare l’erba si ottiene inquinamento da rumore e gas emessi.
Ma profumi e odori per chi cresce nell’essenziale e lontano dalla mondanità e vita cittadina, sono tanti.
Poi venne la trasformazione del (a)progresso e tutto divenne strade, capannoni per lo più vuoti ed abbandonati, traffico intenso…

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proverbio friulano

Gialine viere fās bon brūt.

Gallina vecchia fa buon brodo.

E’un elogio dell’esperienza che viene con il passare degli anni; fra i lati positivi della vecchiaia, in effetti, c’è (o ci dovrebbe essere) generalmente un grande bagaglio di esperienze; la si usa quindi spesso per riferirsi a una persona che, essendo avanti con gli anni, ha presumibilmente le capacità di riuscire piuttosto bene in qualcosa. 

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Birra MORETTI: logo — cjalzumit

Sull’identità del Baffone della pubblicità della birra Morette, se ne sono dette tante. La versione ufficiale dell’azienda, è che nel 1940 Lao Menazzi Moretti vide il baffone seduto ad un tavolino nel cortile del Boschetti di Tricesimo, gli chiese il permesso di fotografarlo e che cosa volesse in cambio. Al che l’uomo rispose: Ch’al mi […]

Birra MORETTI: logo — cjalzumit
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Badilata di cultura 256 — almerighi

Dalla tarda estate del 1944 ai primi giorni del 1945, il Friuli fu occupato da una formazione collaborazionista dei tedeschi composta da militari cosacchi e caucasici. L’inserimento del contingente cosacco-caucasico in Italia fu conseguenza della collaborazione militare e politica intrapresa tra le truppe tedesche e gruppi locali nazisti. Hitler concesse loro insediamenti allo scopo di […]

Badilata di cultura 256 — almerighi