Monteaperta-Viškorša

MonteapertaViškorša è una frazione di 219 abitanti del comune di Taipana, in provincia di Udine. Questo villaggio, una volta Villa indipendente (citato nell’ispezione canonica del 10 giugno 1737 come Villa di Monteaperta) che comprendeva anche le frazioni di Cornappo, di Ponte Sambo e di Debellis, è attualmente compreso nel comune di Taipana-Tipana della provincia di Udine, in Friuli-Venezia Giulia, che è distante 3,93 chilometri. Monteaperta fa parte dell’Iter Aquileiense o Cammino Celeste: si tratta di un passo o via di pellegrinaggio molto vecchio, con una lunghezza totale di 360 km, che collega il santuario di Maria Saal (Austria) e Brezje (Slovenia) ad Aquileia, in Italia.

da wikipedia

Monteaperta sorge a 659 m s.l.m., tra i rilievi delle Prealpi Giulie, nel bacino del rio di Monteaperta e del torrente Cornappo. La frazione si estende per oltre 2 km di lunghezza, tra 500 e 659 metri, in posizione panoramica ai piedi del Gran Monte, una grande catena montuosa situata tra i torrenti del Cornappo, del Torre e del fiume Isonzo. Il territorio su cui si estende Monteaperta fa parte di una vasta area denominata Alta Valle del Torre Alta Val Torre della Slavia friulana chiamata Benečija . Da un punto di vista geomorfologico la catena del Gran Monte è, a partire dalla pianura friulana, il primo gruppo di monti di grandi dimensioni che costituiscono le Prealpi Giulie, di altitudine superiore ai 1600 metri. La roccia è calcarea, con fenomeni carsici (inghiottitoi, doline e grotte). L’area nei pressi della frazione è ricca di sorgenti (come la sorgente del Vescovo) che alimentano città vicine.

Persone legate a Monteaperta

  • don Arturo Blasutto (1913-1994), sacerdote. Nacque a Monteaperta il 23 ottobre 1913. Celebrò il 26 luglio 1936 a Monteaperta la sua prima messa. Vicario a Oseacco di Resia, Liessa (comune di Grimacco) fino 1955 dove fu rimosso dal suo incarico perché parlava sloveno e si ritirò a Monteaperta. Il 26 luglio 1986 celebrò con due sacerdoti nativi di Monteaperta, don Luigi e don Celeste Blasutto, il 50º anniversario della sua prima messa. Morì il 17 settembre 1994. Monsignore Alfredo Battisti, arcivescovo di Udine celebrò la messa funebre nella chiesa parrocchiale di Monteaperta.
  • don Celeste Blasutto (1915-2000), sacerdote. Nacque a Monteaperta il 10 novembre 1915. Fu ordinato sacerdote nel 1941. Trascorre il tempo di guerra come prete a Vittorio Veneto (1941-1943), poi come insegnante (1943-1945). Dal 1945 al 1947 lavora a TorinoRevigliascoAlpignano nel dipartimento di stampa e di propaganda per la fede. Nel 1947 andò in Mozambico e lavorò come curato di Mambone e Maimelane (1947-1950). 1950 diventò superiore e parroco di Maimelane fino 1964 quando fu trasferito a Mapinhane poi Muvamba, Massinga, Funhalouro e Mambone. Nel 1976, per motivi di salute, tornò in Italia e continuò la sua missione ed il suo servizio pastorale a GenovaMilano e Bedizzole. Si recò in Svizzera, dove lavorò come cappellano presso l’ospedale di Locarno. Nel 1984 si ritirò definitivamente alla casa missionaria del Beato Giuseppe Allamano a Alpignano. Il 11 luglio 2000, dopo essersi fratturato il femore e a causa di complicazioni polmonari, morì. Monsignore Aldo Mongiano celebrò la messa funebre il 13 luglio 2000.
  • Jan Niecislaw Baudoin de Courtenay (1845-1929), slavista e linguista. Nacque a Radzymin (Polonia) il 13 marzo 1845. Laureato in filosofia aLipsia (Germania), fu professore di filologia slava presso le università di San PietroburgoKazan’Dorpat e Cracovia. È famoso per la sua teoria del fonema e dell’alternanza fonologica. Dedicò la sua particolare attenzione al dialetto resiano e ai dialetti slavi del Torre, raccogliendo importantissimi materiali dialettologici negli anni 1873-1901, consegnati già nel 1902 alla Biblioteca Accademica Imperiale delle Scienze di San PietroburgoMaterialy dlja južnoslavjanskoj dialektologiji i etnografiji (1895). In questo libro consacra 16 pagine a Monteaperta (“Viskwòrša”), scritte durante i suoi soggiorni del 1873 e del 1901 a Monteaperta. Fu l’amico di Paolo e Giovanni Pascolo di Monteaperta (Pàuli e Žwan Pascolo-Sòwt): “Per i N° 273-295, …, sono debitore a Ivan Pascolo detto Sout, (Žwan Pascolo-Sòwt), di anni 65, di Monteaperta inferiore; nel 1901 era già stato sepolto”. Morì il 3 novembre 1929 a Varsavia (Polonia).
  • Pavle/Paolo Merkù, compositore e noto slavista. Nacque a Trieste il 12 luglio 1927. Laureato in slavistica a Lubiana, ha conseguito il dottorato a Roma. Professore di sloveno, giornalista, si è dedicato per molti anni in regione Friuli-Venezia Giulia alla raccolta di materiale etnografico. Ha raccolto e trascritto poesie, canti e racconti di Monteaperta.
  • https://it.wikipedia.org/wiki/MonteapertaJean Marc visita il laboratorio
    Maestra Rika Murata – sabato 5 settembre, ore 18:00, concerto in chiesa della Santissima Trinità di Monteaperta.

A Monteaperta  nel Borgo di Sopra , esisteva un laboratorio di Liuteria antica di Marco Ternovec dove si  restaurano e producono  viole da gamba e violini .Il signor Marco Ternovec ha sposato  Rika Murata che si esibisce in molti concerti.Ora si è trasferito in Germania.

da wiikipedia

Ucraina: quanti e dove sono i rifugiati nell’Unione Europea?

Dall’inizio della guerra ad oggi, tantissimi ucraini – ma anche russi – stanno cercando rifugio nei paesi dell’Unione Europea. Dove stanno andando, e quali sono i paesi che già ospitavano le comunità ucraine più numerose?

26/04/2022 –  Gianluca De Feo

Dall’inizio della guerra ad oggi, secondo l’UNHCR, oltre 5 milioni di persone  sarebbero fuggite dall’Ucraina, in aggiunta ai più di 7 milioni di sfollati interni  stimati dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) al 5 aprile scorso. Questi numeri – e il desiderio di esprimere solidarietà con l’Ucraina – hanno spinto l’Unione europea ad adottare procedure semplificate  per l’accoglienza delle tantissime persone che si stanno riversando verso i suoi confini.

Ma quali paesi stanno accogliendo i tantissimi rifugiati che scappano dai bombardamenti della Russia di Putin? L’UNHCR riporta solamente i dati relativi agli arrivi nei paesi confinanti con l’Ucraina: Polonia, Ungheria, Romania, Moldavia e Slovacchia, oltre a Russia e Bielorussia. Tra questi, la Polonia è il paese che fino ad ora ha accolto più rifugiati ucraini: quasi 3 milioni, numero che equivale a oltre la metà del totale. Ma non tutti i profughi si fermano nel primo paese in cui arrivano: in molti tentano di raggiungere familiari o conoscenti che già vivono altrove.

Alcuni tra i paesi UE non confinanti con l’Ucraina hanno iniziato a comunicare dati relativi agli arrivi dei rifugiati ucraini, anche se, vista la fluidità della situazione, si tratta di numeri solamente indicativi. Il ministero dell’interno tedesco riporta che al 25 aprile quasi 380.000 rifugiati ucraini  avevano raggiunto la Germania, dei quali, secondo un sondaggio dello stesso ministero, circa l’85% sarebbero donne, oltre la metà di loro con figli. Hanno invece da poco superato quota 100.000   gli ucraini entrati in Italia: poco più della metà sono donne e circa 36.000 minori. Forniscono alcune informazioni attraverso pagine web ufficiali aggiornate periodicamente anche i governi di Spagna  Lituania  Bulgaria  Paesi Bassi   ed Estonia  , mentre altri pubblicano aggiornamenti attraverso i propri canali social.

Dove si trovavano gli ucraini all’estero prima della guerra?

Per tracciare un quadro della situazione più completo e provare a immaginare dove almeno una parte dei rifugiati potrebbe voler recarsi, abbiamo guardato a quanti ucraini erano già presenti nei paesi dell’Unione europea prima dello scoppio della guerra. Secondo le stime dell’ONU  , nel 2019 tre paesi accoglievano quasi il 60% dei circa 1,2 milioni di ucraini allora presenti sul territorio comunitario. Si trattava di Italia, Germania e Polonia, dove risiedevano rispettivamente 246.000, 241.500 e 218.700 cittadini ucraini. In Italia e Germania, gli ucraini rappresentavano il 3,9% e l’1,8% sul totale degli stranieri residenti sul territorio, mentre in Polonia questa percentuale era decisamente più alta: 33%.

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Percentuale stimata di immigrati ucraini in nei paesi membri dell’UE sul totale di 1,2 milioni di ucraini nell’UE, 2019

La comunità ucraina in Polonia è di gran lunga la comunità di stranieri più popolosa del paese. Questo dato può parzialmente spiegare perché così tanti ucraini abbiano cercato rifugio proprio in Polonia, oltre che per motivi puramente geografici. Gli ucraini erano numerosi anche tra le comunità di immigrati residenti anche in altri paesi dell’Europa orientale – ma nessuno si avvicinava ai numeri registrati in Polonia.

Volgendo lo sguardo alla ripartizione di genere, nei paesi con le più consistenti comunità ucraine si nota un trend ricorrente: le donne sono quasi sempre in maggioranza rispetto agli uomini. In Italia nel 2019 la percentuale di ucraine sul totale dei residenti di nazionalità ucraina raggiungeva addirittura quasi l’80%, mentre in Germania e Polonia si attestava al 60%.

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Salviamo il pianeta Terra

Il nostro pianeta rischia seriamente di morire, la natura e le specie viventi sono in via d’estinzione e l’unico colpevole di tutto questo è l’uomo. Nei secoli, persone senza scrupoli e avidi di profitti, hanno distrutto la nostra bellissima Terra e se non si agisce adesso, rischiamo una grande estinzione di massa.

Basta essere indifferente è l’ora di agire: salviamo il pianeta!

Video credit 96LF caricato su YouTube

da https://websulblog.blogspot.com/2022/07/salviamo-il-pianeta-terra.html?lr=1

Prodotti della terra

Oltre al rinomato bulbo resiano, nella Val di Resia si coltivano patate, fagioli, e altre orticole, e un po’ di grano saraceno (Jöjda), ortaggi che furono le principali coltivazioni anche in passato. Il grano saraceno per esempio, veniva consumato come polenta, costituiva l’alimentazione di base per la popolazione resiana. L’agricoltura si effettua nei piani vicini alle principali frazioni della valle e alcuni abitanti coltivano i propri orti anche in prossimità delle “planine” (stavoli di montagna).

Passeggiando per i boschi e prati della Val Resia, a seconda della stagione, si possono raccogliere diversi frutti: dai lamponi e more, alle noci e noccioline, nonchè altri preziosi doni della natura quali i fiori di sambuco, diverse varietà di funghi e numerose specie di erbe spontanee impiegabili, oltreché in erboristeria, anche in cucina o come pronto rimedio a piccoli malesseri.

https://www.ecomuseovalresia.it/cultura/tipicita/prodotti-della-terra/

Friuli Venezia Giulia: un tuffo nel passato a Cividale — La Biblioteca di Daniela

La tappa odierna del mio viaggio virtuale attraverso l’Italia è rappresentata dal Friuli Venezia Giulia, una regione a suo modo di frontiera, decentrata rispetto alle maggiori città e attrattive turistiche del Paese e per questo spesso dimenticata tanto dai tour operator quanto dai privati che stanno programmando le proprie vacanze. Io stessa non vado in […]

Friuli Venezia Giulia: un tuffo nel passato a Cividale — La Biblioteca di Daniela

Proverbio friulano

Il proverbio friulano della settimana

di Vita nei campi

“Quant’ ch’ al cjante il furmiâr cirît sotèt pes bestiis e pal cjâr” ovvero quando canta il torcicollo, uccelletto di passo estivo, cercate riparo per gli animali e per il carro, sottinteso che pioverà.

Sulla prima centralina elettrica della Carnia, a Pusea di Verzegnis. — Non solo Carnia

Questa volta vi presento un altro problema per la Carnia: quello della salvezza delle sue bellezze e dei segni della sua storia antica e materiale. Leggo che sono molte qui le persone, che le forze dell’ordine cercano di identificare, che girano con un metal detector in mano, oggetto che dovrebbe venir vietato. Ma ci sono…

Sulla prima centralina elettrica della Carnia, a Pusea di Verzegnis. — Non solo Carnia

FOLKEST · “44a EDIZIONE · 16 giugno · 4 luglio 2022” SECONDA PARTE — ildiapasonblog

FOLKEST · INTERNATIONAL FOLK MUSIC FESTIVAL “44a EDIZIONE · 16 giugno · 4 luglio 2022” SECONDA PARTE di alessandro nobis Il cuore “storico” di Folkest batte quindi nella bellissima Spilimbergo, ma nel frattempo dal 16 giugno sono già iniziati i concerti sul territorio, un aspetto che caratterizza un Festival di questa caratura. Portare la musica, […]

FOLKEST · “44a EDIZIONE · 16 giugno · 4 luglio 2022” SECONDA PARTE — ildiapasonblog