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Proverbi in lingua friulana

Vin e amîs, un paradîs.
Vino e amici, sono un paradiso.

Ogni mês si fâs la lune, ogni dì s’impare une
Ogni mese si fa la luna (nuova), ogni giorno si impara qualcosa.

Se il cûr ti dûl torne in Friûl.
Se il cuore ti duole, torna in Friuli.

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Pordenone: martedì 16 agosto Aleksandar Zograf disegna i Balcani allo spazio UAU!

È dedicato al graphic journalism, alla musica e ai Balcani, l’appuntamento del 16 agosto alle 21 allo spazio UAU! in via Brusafiera. Aleksandar Zograf, uno dei maggiori esponenti a livello internazionale di graphic journalism, presenta il suo ultimo libro: “Il quaderno di Radoslav e altre storie della Seconda guerra mondiale”, uscito per la casa editrice torinese 001 Edizioni. Durante la serata ai disegni dal vivo di Zograf, proiettati sul grande schermo, si aggiungerà la narrazione di Alessandro Gori, viaggiatore instancabile, innamorato dei Balcani. Parole e immagini saranno accompagnate dalla musica dei Fior delle bolge, trio dalle melodie minimali e sotterranee. L’evento è realizzato da Cinemazero in collaborazione con il Pordenone Docs Fest, il Museo della Jugoslavia e Vicino/Lontano Mont.

Aleksandar Zograf, pseudonimo di Saša Rakezic, nato a Pančevo, allora Jugoslavia, nel 1963, si è fatto conoscere in Italia con il volume “Lettere dalla Serbia” del 1999, scritto durante i bombardamenti della NATO nel suo paese. Da allora, Zograf collabora con Internazionale e Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa. “Il quaderno di Radoslav” raccoglie storie ambientate nella Seconda guerra mondiale, in una prospettiva europea e transnazionale. Uno dei trenta episodi a fumetti, da cui ha origine il titolo, è ispirato a un diario che l’autore ha acquistato in una bancarella di libri usati, un quaderno in cui Radoslav, ragazzo di cui si conosce solo il nome, narra tutta la sua vita, dalla nascita nel 1915 a una frase rimasta sospesa a metà, nel 1944. Il libro comprende un lungo racconto autobiografico, “Breve storia di famiglia”, che racchiude la vita del nonno di Zograf, che aderì al movimento della resistenza durante la Seconda guerra mondiale e fu poi imprigionato a Goli Otok, l’isola in cui erano internati i prigionieri politici, in Dalmazia.

Gli appuntamenti con i viaggi allo spazio UAU! continuano il 23 agosto con “Afghan cycles”, documentario di Sarah Menzies, su un gruppo di donne coraggiose che, in Afghanistan, hanno provato a lottare per i propri diritti. Alla proiezione, in collaborazione con FIAB Pordenone Aruotalibera e Amnesty International Italia, interviene Francesca Monzone, giornalista sportiva.

Le serate di UAU!, tutte a ingresso libero, sono organizzate grazie al sostegno del Comune di Pordenone, della Regione FVG e di FriulOvest banca.

In caso di pioggia l’evento si tiene a Cinemazero.

Per rimanere sempre aggiornati sul programma, consultate:

www.cinemazero.it

www.pordenonedocsfest.it

e le relative pagine Facebook o Instagram

Fonte: Comunicato stampa

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Proverbio friulano

 Par pierdi il cjâf… bisugne vêlu
Per perdere la testa… bisogna averla

Potrebbe sembrare una pura battuta di spirito, quasi senza senso, tanto appare gratuita: dire che bisogna avere una cosa e possederla per poterla perdere, è una tautologia.
Ma il friulano non è così ingenuo: c’è tanta gente che dimostra di aver subito una sciagura, una calamità, una perdita e l’attribuisce a fattori estranei, a cause altrui e, quando non può trovare diretti responsabili, ad uno strano destino malvagio.La realtà è molto più prosaica e semplice, da esperienze terra terra: quando non si è in grado di arrivare ad un traguardo, quando mancano le capacità, quando non si ha il coraggio di riconoscere che non si è in grado di farcela, ci si dà arie da sconfitta.

Molto più onesto sarebbe confessare le proprie mancanze, siano esse di materia grigia o di forza muscolare, senza accusare di “aver perduto la testa”, perchè questa non c’era nemmeno.