Ucraina: quanti e dove sono i rifugiati nell’Unione Europea?

Dall’inizio della guerra ad oggi, tantissimi ucraini – ma anche russi – stanno cercando rifugio nei paesi dell’Unione Europea. Dove stanno andando, e quali sono i paesi che già ospitavano le comunità ucraine più numerose?

26/04/2022 –  Gianluca De Feo

Dall’inizio della guerra ad oggi, secondo l’UNHCR, oltre 5 milioni di persone  sarebbero fuggite dall’Ucraina, in aggiunta ai più di 7 milioni di sfollati interni  stimati dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) al 5 aprile scorso. Questi numeri – e il desiderio di esprimere solidarietà con l’Ucraina – hanno spinto l’Unione europea ad adottare procedure semplificate  per l’accoglienza delle tantissime persone che si stanno riversando verso i suoi confini.

Ma quali paesi stanno accogliendo i tantissimi rifugiati che scappano dai bombardamenti della Russia di Putin? L’UNHCR riporta solamente i dati relativi agli arrivi nei paesi confinanti con l’Ucraina: Polonia, Ungheria, Romania, Moldavia e Slovacchia, oltre a Russia e Bielorussia. Tra questi, la Polonia è il paese che fino ad ora ha accolto più rifugiati ucraini: quasi 3 milioni, numero che equivale a oltre la metà del totale. Ma non tutti i profughi si fermano nel primo paese in cui arrivano: in molti tentano di raggiungere familiari o conoscenti che già vivono altrove.

Alcuni tra i paesi UE non confinanti con l’Ucraina hanno iniziato a comunicare dati relativi agli arrivi dei rifugiati ucraini, anche se, vista la fluidità della situazione, si tratta di numeri solamente indicativi. Il ministero dell’interno tedesco riporta che al 25 aprile quasi 380.000 rifugiati ucraini  avevano raggiunto la Germania, dei quali, secondo un sondaggio dello stesso ministero, circa l’85% sarebbero donne, oltre la metà di loro con figli. Hanno invece da poco superato quota 100.000   gli ucraini entrati in Italia: poco più della metà sono donne e circa 36.000 minori. Forniscono alcune informazioni attraverso pagine web ufficiali aggiornate periodicamente anche i governi di Spagna  Lituania  Bulgaria  Paesi Bassi   ed Estonia  , mentre altri pubblicano aggiornamenti attraverso i propri canali social.

Dove si trovavano gli ucraini all’estero prima della guerra?

Per tracciare un quadro della situazione più completo e provare a immaginare dove almeno una parte dei rifugiati potrebbe voler recarsi, abbiamo guardato a quanti ucraini erano già presenti nei paesi dell’Unione europea prima dello scoppio della guerra. Secondo le stime dell’ONU  , nel 2019 tre paesi accoglievano quasi il 60% dei circa 1,2 milioni di ucraini allora presenti sul territorio comunitario. Si trattava di Italia, Germania e Polonia, dove risiedevano rispettivamente 246.000, 241.500 e 218.700 cittadini ucraini. In Italia e Germania, gli ucraini rappresentavano il 3,9% e l’1,8% sul totale degli stranieri residenti sul territorio, mentre in Polonia questa percentuale era decisamente più alta: 33%.

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Percentuale stimata di immigrati ucraini in nei paesi membri dell’UE sul totale di 1,2 milioni di ucraini nell’UE, 2019

La comunità ucraina in Polonia è di gran lunga la comunità di stranieri più popolosa del paese. Questo dato può parzialmente spiegare perché così tanti ucraini abbiano cercato rifugio proprio in Polonia, oltre che per motivi puramente geografici. Gli ucraini erano numerosi anche tra le comunità di immigrati residenti anche in altri paesi dell’Europa orientale – ma nessuno si avvicinava ai numeri registrati in Polonia.

Volgendo lo sguardo alla ripartizione di genere, nei paesi con le più consistenti comunità ucraine si nota un trend ricorrente: le donne sono quasi sempre in maggioranza rispetto agli uomini. In Italia nel 2019 la percentuale di ucraine sul totale dei residenti di nazionalità ucraina raggiungeva addirittura quasi l’80%, mentre in Germania e Polonia si attestava al 60%.

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Salviamo il pianeta Terra

Il nostro pianeta rischia seriamente di morire, la natura e le specie viventi sono in via d’estinzione e l’unico colpevole di tutto questo è l’uomo. Nei secoli, persone senza scrupoli e avidi di profitti, hanno distrutto la nostra bellissima Terra e se non si agisce adesso, rischiamo una grande estinzione di massa.

Basta essere indifferente è l’ora di agire: salviamo il pianeta!

Video credit 96LF caricato su YouTube

da https://websulblog.blogspot.com/2022/07/salviamo-il-pianeta-terra.html?lr=1

Prodotti della terra

Oltre al rinomato bulbo resiano, nella Val di Resia si coltivano patate, fagioli, e altre orticole, e un po’ di grano saraceno (Jöjda), ortaggi che furono le principali coltivazioni anche in passato. Il grano saraceno per esempio, veniva consumato come polenta, costituiva l’alimentazione di base per la popolazione resiana. L’agricoltura si effettua nei piani vicini alle principali frazioni della valle e alcuni abitanti coltivano i propri orti anche in prossimità delle “planine” (stavoli di montagna).

Passeggiando per i boschi e prati della Val Resia, a seconda della stagione, si possono raccogliere diversi frutti: dai lamponi e more, alle noci e noccioline, nonchè altri preziosi doni della natura quali i fiori di sambuco, diverse varietà di funghi e numerose specie di erbe spontanee impiegabili, oltreché in erboristeria, anche in cucina o come pronto rimedio a piccoli malesseri.

https://www.ecomuseovalresia.it/cultura/tipicita/prodotti-della-terra/

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