Persone scomparse nel nulla. Cosa fanno i russi nei territori occupati?

Matteo Zola 27 Giugno 2022

Una mattina di gennaio Zelimkhan Murdalov saluta ed esce di casa per andare all’università. Ma non è una mattina qualunque, è il 2 gennaio 2001, a Grozny, Cecenia. La città, conquistata pochi mesi prima, è in mano ai russi. Quel che resta, almeno. Zelimkhan Murdalov si chiude la porta alle spalle per l’ultima volta. Non tornerà mai più. I genitori verranno a sapere che è stato arrestato. Alla stazione di polizia di Oktyabrsky, dov’è detenuto, li rassicurano. Lo rilasceranno presto. Una menzogna. Il ragazzo è stato bastonato a colpi di manganello, poi torturato con scariche elettriche. Il corpo verrà restituito alla famiglia con un braccio rotto, un orecchio strappato, la testa spaccata. Il caso di Murdalov sarà poi raccontato in un articolo, “Lo scomparso“, pubblicato su Novaya Gazeta a firma di Anna Politkovskaja. Il clamore costringerà le autorità ad aprire un’inchiesta e, nel 2005, il suo assassino – un agente russo dell’OMON – verrà condannato.

La guerra sporca

Il suo non fu un caso isolato. Già nel 2001, a guerra in corso, Human Rights Watch aveva documentato 113 casi di persone scomparse nel nulla. Alla fine della guerra il numero delle persone scomparse si aggirerà tra le tremila e le cinquemila. La gran parte di loro è rimasta senza giustizia e, in molti casi, il corpo non è stato ritrovato. La detenzione di migliaia di persone con il pretesto di avere informazioni su sospetti membri di gruppi armati ceceni e sui loro parenti era diventata una pratica ordinaria in Cecenia, condotta su larga scala dall’esercito russo, dalle forze di polizia e – in misura minore – dalle milizie cecene filorusse. Venne chiamata “la guerra sporca“. Le forze armate russe circondavano villaggi o quartieri allo scopo dichiarato di trovare armi, perquisivano case e luoghi di lavoro, e portavano via persone a caso. Detenute senza accusa, non potevano avvalersi di assistenza legale. I racconti di chi è sopravvissuto parlano di pestaggi, torture con scariche elettriche che facevano perdere i sensi, violenze psicologichemutilazioni fisiche.

L’arbitrio eretto a legge

Nei territori occupati, i russi agivano nel più totale arbitrio. Il 26 novembre 2001 le forze russe circondarono il mercato centrale di Grozny, scesero dai mezzi blindati sparando sulla folla, distruggendo le bancarelle, rubando la merce e uccidendo i negozianti che protestavano. Alcune persone vennero portate via, allungando l’elenco degli scomparsi. Si trattò di una rappresaglia per l’uccisione di due soldati russi che ebbe luogo pochi giorni prima nello stesso mercato. Un mese prima, truppe russe avevano accerchiato l’ospedale di Urus-Martan, arrestando medici e pazienti. L’università di Grozny venne circondata in dicembre, circa un centinaio di uomini fecero irruzione nell’edificio. Dopo aver raggruppato nell’atrio docenti e studenti, ne rapirono una ventina. Alcuni di loro furono ritrovati, cadaveri, in primavera, lungo le sponde del Sunzha. Liberati dal disgelo del fiume, scendevano lungo il suo corso a chilometri da Grozny.

La Russia responsabile

Tutto era concesso in quella guerra, che guerra non era ma “operazione speciale anti-terrorismo“, come l’avevano battezzata al Cremlino…https://www.eastjournal.net/archives/126615

Suha. Il Giudizio finale nella chiesa di San Giovanni Battista — Visioni dell’Aldilà

Suha è un villaggio situato nei dintorni di Škofja Loka, nella regione dell’Alta Carniola in Slovenia. È un antico insediamento, con la sua prima menzione in documenti risalenti al 973. La chiesa a navata unica dedicata a San Giovanni Battista (Cerkev sv. Janeza Krstnika) per la qualità dei dipinti è uno dei monumenti culturali sloveni […]

Suha. Il Giudizio finale nella chiesa di San Giovanni Battista — Visioni dell’Aldilà

Questo è il fascismo. Con uno scritto di Piero Gobetti

Giacomo Matteotti

maggio 2022, pp. 96
ISBN: 9788833574752
Area geografica: Autori italiani
Collana: Piccola Biblioteca Morale

DISPONIBILE IN EBOOK

Il libro

A cento anni dalla marcia su Roma i discorsi parlamentari e altri interventi del socialista Matteotti, assassinato per ordine di Mussolini il 10 giugno 1924: il crimine che sancì l’affermazione del regime fascista. Matteotti contrastò lo squadrismo e denunciò fino all’ultimo i brogli elettorali delle “camicie nere”. Insieme a Piero Gobetti fu tra i primi a comprendere il pericolo dell’ideologia mussoliniana. Il suo sacrificio è stato l’atto criminale che ha diviso in due la storia del nostro ’900. “Uccidete pure me, ma l’idea che è in me non l’ucciderete mai”.

A cura di Pietro Polito.

L’autore

Giacomo Matteotti
Giacomo Matteotti (1885-1924) è stato un politico, giornalista e antifascista italiano. Segretario del Partito Socialista Unitario, fu rapito e assassinato il 10 giugno 1924 per volontà di Mussolini, dopo un discorso alla Camera in cui aveva denunciato la corruzione, i brogli e le violenze del governo fascista.

Recensioni

La villa delle cipolle a Trieste

Un angolo di Russia a Trieste

Silvia Granziero 24 Giugno 2022

Un’insolita villetta dalle cupole dorate in stile russo domina alle spalle della pineta di Barcola a Trieste.

Al civico 229 di viale Miramare a Trieste, proprio di fronte all’affollata Pineta di Barcola â€“ spazzata dal vento in inverno, d’estate presa d’assalto dai cittadini in modalità relax per un tuffo o un aperitivo fronte mare – c’è una casa diversa dalle altre. I triestini la chiamano casa dele zìvole, casa delle cipolle, per via delle cupole dorate a cipolla che la caratterizzano, emergendo in maniera netta dal profilo asburgico degli edifici circostanti. L’effetto è straniante: mura dai colori pastello e finestre di ispirazione veneziana sono dominate da una silhouette inequivocabilmente russa completamente fuori luogo sulle sponde del Mediterraneo settentrionale, tra uno spritz e un tuffo, dando forma a una villetta che sembra planata direttamente da Mosca.

La Villa delle Cipolle

https://www.eastjournal.net/archives/126268

Allarme siccità in Friuli

foto da https://www.ilfriuliveneziagiulia.it/la-siccita-minaccia-il-friuli-venezia-giulia-tagliamento-al-67-riduzione-dellirrigazione/

 Emanata l’ordinanza con le regole per uso corretto acqua dei pozzi e deroga a deflusso minimo vitale dei fiumi

La pioggia di ieri non ha risolto i problemi perciò il governatore Fedriga ha firmato l’ordinanza

che limita il consumo dell’acqua.

Taglio dei rilasci di acqua obbligatori verso valle per venire incontro alle esigenze irrigue dell’agricoltura.

E’ consentito un prelievo d’acqua ai soli fini civili e limitato a 200 litri al giorno per abitante.

Per tutto il periodo della siccità, l’amministrazione regionale effettuerà una campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta alla cittadinanzaMail17Tx0033-2 sull’uso accorto e razionale della risorsa idrica ma anche per eliminare ogni fonte di spreco, con particolare riguardo a quello derivante da auto approvvigionamento da pozzo.

fonti varie dal web

graziella valeria rota

Uno spazio speciale per pensare, dire e fare, Tanti momenti e tanti incontri e condivisioni nel fare arteVita. Tutte le possibili tecniche, espressioni per cambiare e condividere momenti di perplessità della vita comune tra esseri viventi. Donne e uomini hanno bisogno di capirsi senza violenza, le parole, gli accordi sono il fondamento della relazione. Per tutto questo è il mio Blog

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fiorella fiorenzoni

La vita è un sillogismo d'amore!

Tra Italia e Finlandia

Un blog per condividere le bellezze naturali e artistiche dei nostri due Paesi.

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Il blog sul bilinguismo per genitori intrepidi

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Racconti, storie, video, suggerimenti sull'Asia, con un particolare occhio alla Cina. Da una giornalista che vive in questo meraviglioso continente da 10 anni.

Erica Pinaffo

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L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

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Ma dove troverò mai il tempo per non leggere tante cose? (Karl Kraus)

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