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Il regno delle Alpi Giulie, mostra fotografica

Centro visite del Parco, Prato di Resia

a cura del fotografo BOŽO BRADAŠKJA

Mostra aperta dal 23/04 al 12/06

Un semplice abitante della Val Trenta. Un uomo che cerca di aiutare tutti e di essere una voce della valle, il più attivo possibile, specialmente nella sua città natale. Da bambino ha frequentato la scuola a Lubiana, dove ha anche completato gli studi. Dice di essere diventato felice solo quando è tornato a Trenta, dove ha messo su famiglia. Trascorre ogni minuto libero in giro con i suoi figli,

preferibilmente in natura. Sul fiume, nei pressi del lago, nella foresta.

Ha acquisito molte conoscenze nell’ambito della fotografia naturalistica. Nel corso degli anni, gli animali hanno occupato

un posto speciale nella sua attività fotografica. Li sentiva in tutta la loro grandezza, unicità, vulnerabilità ed importanza.

Ovunque vada, adatta le sue vacanze alla “caccia” fotografica. La fotografia lo ha rafforzato nel suo atteggiamento

protettivo nei confronti della natura, e cerca di trasmetterlo ai suoi cari.

È sempre più consapevole del peso delle parole degli indiani: “Solo quando l’ultimo albero sarà abbattuto, solo quando l’ultimo

fiume sarà avvelenato, solo quando sarà catturato l’ultimo pesce, ti renderai conto che il denaro non si può mangiare”.

La mostra presenta alcuni momenti catturati della ricca fauna delle Alpi Giulie.

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Il processo Percy

Percy Schmeiser, un agricoltore che coltiva la sua terra con i semi che mette da parte ogni anno, viene citato in giudizio. La multinazionale Monsanto lo accusa di aver usato dei semi contenenti un gene brevettato da loro, il quale consente di usare l’erbicida Roundup senza danneggiare il raccolto. In realtà Percy non ha mai rubato i semi della Monsanto: sono semplicemente caduti sul suo terreno a sua insaputa. Con il sostegno di sua moglie Louise e di Rebecca della P.E.P., Percy inizia una battaglia legale che durerà a lungo.

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22 Aprile: Giornata mondiale della Terra — Giardini di rose

Photo by Guduru Ajay bhargav on Pexels.com Denis Hayes è l’uomo che ha fatto dell’Earth Day un fenomeno mondiale. Quando l’iniziativa fu inventata nel 1970, Hayes era il coordinatore di questa giornata ambientalista che vedeva la partecipazione di 20 milioni di americani. 20 anni più tardi Hayes lanciava il primo Earth Day internazionale ottenendo la […]

22 Aprile: Giornata mondiale della Terra — Giardini di rose
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Le icone ukraine delle feste

Il linguaggio dell’immagine nella liturgia bizantino-slava

UKRAJINSKE PRAZNIČNE IKONE

Govorica podob v bizantinsko-slovanski liturgiji

La “lettura” di queste icone può contribuire a conoscere la profondità e la complessità del messaggio di queste immagini, la tradizione di fede e la spiritualità delle Chiese orientali, in particolare di quelle presenti in Ucraina, la terra in cui oggi la gente sta percorrendo la Via crucis di una guerra barbara, inconcepibile in un’Europa civile.

razstava bo odprta do • la mostra resterà aperta fino al 1.5.202 a San Pietro al Natisone presso ISK

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Buon martedì

La più coraggiosa decisione che prendi ogni giorno è quella di essere di buon umore.
Voltaire

Garofanino d’acqua (Epilobium Hirsutum): cresce fino a 1700 m slm da luglio a settembre. Corsi d’acqua, fossi, paludi, canneti e luoghi umidi sono i suoi ambienti ideali.

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Lunedì dell’Angelo

 Il lunedì dell’Angelo (detto anche lunedì di Pasqua, informalmente Pasquetta, o lunedì in Albis) è il giorno dopo la domenica di Pasqua e in alcuni paesi un giorno festivo. È il secondo giorno del tempo pasquale. Nel cristianesimo occidentale, è anche il secondo giorno dell’Ottava di Pasqua, e nel cristianesimo orientale, è anche il secondo giorno della settimana luminosa. Prende il nome dal fatto che in questo giorno si ricorda la manifestazione dell’angelo alle donne giunte al sepolcro.

Tradizioni

Il lunedì dell’Angelo, in Italia, è un giorno di festa che generalmente si trascorre insieme con parenti, ma soprattutto amici, con una tradizionale gita o scampagnata “fuori le mura” o “fuori porta”, pic-nic sull’erba, grigliate e attività all’aperto.

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PASQUA

PRIMO LEVI

PASQUA

Ditemi in cosa differisce
questa sera dalle altre sere?
In cosa, ditemi, differisce
questa pasqua dalle altre pasque?
Accendi il lume, spalanca la porta
che il pellegrino possa entrare,
gentile o ebreo:
sotto i cenci si cela forse il profeta.
Entri e sieda con noi,
ascolti, beva, canti e faccia pasqua.
Consumi il pane dell’afflizione,
agnello, malta dolce ed erba amara.
Questa è la sera delle differenze,
in cui s’appoggia il gomito alla mensa
perché il vietato diventa prescritto
così che il male si traduca in bene.
Passeremo la notte a raccontare
lontani eventi pieni di meraviglia,
e per il molto vino
i monti cozzeranno come becchi.
Questa sera si scambiano domande
il saggio, l’empio, l’ingenuo e l’infante,
E il tempo capovolge il suo corso,
l’oggi refluo nell’ieri,
come un fiume assiepato sulla foce.
Di noi ciascuno è stato schiavo in Egitto,
ha intriso di sudore paglia e argilla
ed ha varcato il mare a piede asciutto:
anche tu, straniero.
Quest’anno in paura e vergogna,
l’anno venturo in virtù e giustizia.

9 aprile 1982

(da Ad ora incerta, Garzanti, 1984)

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E dunque è Pasqua – in questo caso la Pesach ebraica. Primo Levi ripropone in questa sua poesia alla ricerca delle radici suggestioni legate all’intimo significato della festa, alla liberazione del popolo ebraico dall’Egitto e all’esodo verso la Terra promessa ma anche all’ultima e definitiva redenzione. Primo Levi – ateo dopo l’esperienza di Auschwitz – allarga il discorso ad ogni uomo, “gentile o ebreo”: nella sera di Pasqua tutto diventa possibile e il male si trasforma in bene, la paura e la vergogna diventano virtù e giustizia.

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FOTOGRAFIA © COTTONBRO/PEXELS

https://cantosirene.blogspot.com/2022/04/la-sera-delle-differenze.html

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BUONA PASQUA

Dall’uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: “Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio”.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
“Viva la pace,
abbasso la guerra”

Gianni Rodari