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Massimiliano d’Asburgo e la moglie Carlotta e  il Castello di Miramare 

Ferdinando Massimiliano d’Asburgo-Lorena era il secondogenito dell’Arciduca Carlo d’ Asburgo -Lorena, e della principessa Sofia di Baviera. Il fratello primogenito Francesco Giuseppe divenne Imperatore, marito della famosissima Elisabetta detta Sissi, e di fatto l’ultimo vero sovrano assoluto europeo per diritto divino fino alla morte.

Massimiliano, nacque a Schonnbrunn a Vienna, con le nomine di Principe Imperiale e Arciduca d’Austria, e Principe Reale di Ungheria e Boemia, era un uomo di particolare intelligenza, amava l’arte e le scienze, in particolare la botanica.

Uomo Intelligente si, ma troppo moderno per i tempi in cui viveva. Intraprese la carriera  militare ed ottenne in breve tempo alti gradi di ufficiale. Mentre svolgeva il servizio militare, contribuì energicamente a creare la flotta marittima dell’impero austriaco, rinnovò il porto di Trieste che a quel tempo apparteneva all’Austria.

Verso la fine dell’anno 1855, rimase affascinato dalla bellezza del promontorio. 

Durante un ballo di corte nel palazzo di Laeken, l’arciduca d’Austria Ferdinando Massimiliano 

incontra la principessa Marie Charlotte di Sassonia-Coburgo-Gotha, figlia minore e unica femmina di Leopoldo I re dei Belgi e della sua seconda moglie Louise Marie d’Orléans..

1856 – 23 DICEMBRE

Massimiliano si fidanza ufficialmente 

Il 27 Luglio 1857 matrimonio con Carlotta  

Pur essendo il Principe Imperiale Arciduca d’ Austria, aveva idee liberali, tanto che il popolo italiano, pur non apprezzando la dominazione austriaca, aveva molta stima e rispetto per Massimiliano.

Divenne vicerè del Lombardo-Veneto nel febbraio del 1857,  si sposò a Bruxelles con Carlotta del Belgio e raggiunse Milano nel settembre del 1857. Era un’innovatore, cercava di portare clemenza, dopo il duro dominio di Radesky sulla popolazione. Come governatore generale della regione cercò invano di agevolare le popolazioni locali, con iniziative politiche che avrebbero consentito di avere molta più autonomia a livello  amministrativo.

Tali interventi venivano sempre sminuiti dai consiglieri di corte, ma anche dalla volontà stessa del re, che non intendeva lasciare spazio al fratello minore 

Massimiliano, venne più volte ripreso e umiliato dall’ imperatore  che infine lo destituì il 19 aprile del 1859

Cavour, che voleva sconfiggere la dominazione austriaca stupulò un accordo con Napoleone III per annettere la Lombardia al Regno di Sardegna e in un futuro unificare l’Italia dividendola in quattro confederazioni.  Camillo Benso Conte di Cavour vedeva in Massimiliano un nemico, tanto che quando venne destituito  scrisse:

 “Finalmente possiamo respirare, è stato destituito l’uomo che temevamo di più, di cui ogni giorno dovevamo registrare i progressi e che costituiva il nostro peggior nemico in Lombardia. La sua tenacia, la sua lealtà e il suo spirito liberale avevano già guadagnato la fiducia di molti dei nostri sostenitori.

La Lombardia sotto l’amministrazione di Massimiliano  non era mai stata così prospera e ben amministrata. Poi, grazie a Dio ,il caro governo viennese interviene e,con le sue consuete maniere, riesce a buttare all’aria ogni cosa e rinuncia alla sua unica possibilità, richiamando il fratello dell’Imperatore, solo perché le sue sagge riforme hanno dato fastidio ai vecchi intransigenti di Vienna…nulla, così è perduto e la Lombardia è di nuovo a nostra disposizione”.

Due giorni dopo la destituzione di Massimiliano ,come Vicerè, l’Impero austriaco e il Regno di Sardegna entrarono  in guerra. 

Il Castello di Miramare

Partendo da una zona in gran parte spoglia, Massimiliano  ha commissionato un parco, che  avesse potuto essere percorso a piedi: un luogo privato, un luogo che gli avrebbe permesso  di sviluppare la sua passione per la botanica. Il progetto venne affidato all’architetto Carl Junkers, e al giardiniere boemo Anton Jelinek, furono importati grandi quantitativi di terra fertile e numerose varietà di  alberi e arbusti moltissime provenivano da zone extraeuropee, Massimiliano e Carlotta  pur essendo residenti  a Milano, seguivano costantemente i lavori a Miramare. Massimiliano era un’uomo di mare, amava il mare e la botanica la natura.

IL 20 aprile 1859 Massimiliano si trasferisce a Trieste, si ritira dalla vita politica, dalle guerre, dagli intrighi e dai disegni dell’impero di suo fratello.

Massimiliano e Carlotta, che si erano sposati per vero amore e non per impegni nobiliari dal 1859 al 1860 risiedettero in uno egli edifici fatti costruire all’interno del parco, nel castelletto, furono  anni spensierati.

Trascorrevano in modo tranquillo le loro giornate passeggiando in riva al mare o nel parco del castello, erano entrambi amanti della musica, della pittura, di cultura generale e di botanica.

Carlotta  stessa realizzava vedute molte delle quali oggi si trovano proprio nelle sale del Castello di Miramare. 


L’edificazione del castello, però era molto costosa, considerando che il materiale, proveniva in gran parte dall’estero per questo motivo, dopo un paio d’anni dall’inizio dei lavori, Massimiliano decise di eliminare il secondo piano, l’edificio si divideva in tre parti distinte: il piano terra con gli appartamenti arciducali, il primo caratterizzato dagli ambienti di rappresentanza e il cosiddetto “mezzanin” destinato alla servitù.

La  prima pietra del Castello venne posata il 1° marzo 1856. Il 24 dicembre del 1860, la Vigilia di  Natale Massimiliano e  Carlotta del Belgio, prendono alloggio al pianoterra dell’edificio, gli esterni  sono del tutto completati, mentre gli interni sono arredati solo in parte,  il primo piano è ancora in fase di allestimento.

Il pianoterra, era  destinato agli appartamenti privati di Massimiliano e Carlotta, in effetti visitandolo da la sensazione di intimo e familiare, il primo piano  veniva utilizzato per la rappresentanza,  era riservato agli ospiti i quali rimanevano veramente affascinati e stupiti e forse  abbagliati da quanto fosse sontuoso e delicato allo stesso tempo, rispettoso degli stemmi e dei simboli imperiali. 

Il progetto della scala interna  è stato realizzato in modo da poter vedere il mare da entrambi i lati attraverso le grandi vetrate, la sala da pranzo è stata denominata Scala dei Gabbiani perché nel soffitto a cassettoni sono dipinti grandi uccelli, la tappezzeria nelle stanze dedicate a Massimiliano ha il simbolo dell’ ancora sormontata da una corona, ed  il simbolo dell’ananas, sulla tappezzeria, sulla stoffa delle poltroncine, molti sono i trofei di caccia, armature  che Massimiliano aveva portato dall’India, dalla Cina e dal Giappone durante il giro del mondo che fece con la fregata Novara. .

Nel 1857 sono  state realizzate anche altre costruzioni presenti nel parco: lo avrebbero completato, alcune fontane e sculture varie. La fontana detta “del Tritone”, realizzata dalla ditta tedesca “Thonwaaren-Fabrik” di Ernst era stata presentata a Londra nel 1851; la statua dell’“Amazzone a cavallo”, acquistata dall’arciduca nel 1862, faceva invece parte della produzione di August Kiss.

 Carlotta però, è una donna ambiziosa, gelosa della cognata Sissi, che oltre ad essere la  moglie di Francesco Giuseppe e imperatrice d’Austria,  aveva con Massimiliano un buonissimo rapporto e condivisione di ideali.Visita di Sissi a Miramare

Dunque la vita a Trieste non soddisfa pienamente Carlotta, che briga e ribriga, finché convince il marito a ricevere una delegazione di nobili messicani che offrono a Massimiliano  la corona di Imperatore del Messico.

Di primo acchito Massimiliano non accetta, ma poi le insistenze della moglie, l’intervento   di Napoleone III lo convincono ad accettare

Dal Castello di Miramare salpa il 14 aprile 1864 a bordo della fregata “Novara”, insieme alla moglie. All’interno del castello si trova un grande dipinto che racconta la partenza. 

La situazione che Massimiliano trova, una volta raggiunto il Messico,  non è certo quella che gli era stata raccontata e sicuramente, non è quella che i due coniugi avrebbero desiderato, era già in atto una guerra di rivoluzione. I messicani volevano la Repubblica, non un imperatore per’ altro austriaco.

I repubblicani messicani, contrari alla dominazione imperiale, resistettero anche  grazie  agli aiuti di armi da parte dell’America, Napoleone III decise di  ritirare le proprie truppe, lasciando solo Massimiliano.

 Carlotta raggiuse l’Europa cercando di trovare aiuti, ma nessuno stato europeo si sarebbe messo contro l’America, non riuscì portare a termine la propria missione, si dice che avesse avuto un crollo nervoso. 

Massimiliano venne catturato e condannato alla fucilazione, molti reali europei e personaggi importanti come Giuseppe Garibaldi, Victor Hugo, scrissero lettere in Messico chiedendo  gli fosse risparmiata la vita, niente di tutto questo ottenne dei risultati.

 Il 19 giugno 1867 Massimiliano e i suoi generali di fiducia vennero fucilati, il corpo di Massimiliano fu poi imbalsamato esposto in Messico, solo l’anno successivo tornò a Trieste, e poi raggiunse Vienna dove venne sepolto nella cripta Imperiale. 

Carlotta per un po’ di tempo visse nel castelletto a Trieste, poi venne riportata in Belgio dal fratello, visse nel Castello di Bouchout a Meise sino alla morte  il 19 gennaio 1927, si dice che fosse impazzita dal dolore.

Il Pittore  Edouard Manet, riteneva che Massimiliano fosse stato abbandonato dalle potenze europee e tradito da Napoleone III tanto che ritrasse ben 4 tele con questo soggetto la più conosciuta è ” l’esecuzione dell’Imperatore Massimiliano, il plotone di esecuzione nella tela ha la divisa dell’esercito francese e uno degli ufficiali ha il volto molto simile a quello di Napoleone III.

Di Olga

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