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Širša vrata v Benečijo-Una porta più ampia verso la Slavia

Non è un ponte qualunque, quello di San Quirino, sul Natisone. Da secoli raffigura anche visivamente il punto di contatto tra i due polmoni culturali dell’Europa, il punto di passaggio tra mondo latino e mondo slavo. «Da qui a Vladivostok è tutta un’altra cosa», è la memorabile frase pronunciata da un politico locale negli anni Novanta del secolo scorso. Per i valligiani è, dunque, il ponte per antonomasia. Semplicemente «Muost» in sloveno.

Anche per questo ha suscitato grande clamore la notizia dello stanziamento di 500 mila euro a favore del Comune di San Pietro al Natisone approvato lo scorso 30 giugno dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia in fase di assestamento di bilancio. Quel finanziamento, infatti, pone le basi per avviare la costruzione di un nuovo ponte a due corsie, più pista ciclabile, accanto al manufatto esistente, che da tempo non consente la necessaria fluidità del traffico veicolare verso le Valli del Natisone e verso la valle dell’Isonzo in Slovenia e da queste verso Cividale e la pianura friulana.

Di «collo di bottiglia» parla il sindaco di San Pietro al Natisone, Mariano Zufferli, non nascondendo la soddisfazione per il primo risultato raggiunto. «Grazie ai fondi regionali procederemo alla demolizione dell’edificio sulla sponda destra del fiume, quel grande fabbricato abbandonato, la cui facciata da alcuni anni viene utilizzata per collocare i cartelloni promozionali per gli eventi nelle Valli del Natisone», fa sapere. «Se tutto va per il verso giusto, nella prossima primavera potremo mettere a disposizione dell’Anas gli spazi per la costruzione del nuovo ponte. Quello attuale sarà percorribile in direzione delle Valli, quello nuovo in direzione di Cividale, con l’aggiunta della pista ciclabile. Tecnicamente non sarà una rotatoria, bensì una direzione obbligata», dice il primo cittadino di San Pietro, mettendo, tuttavia, le mani avanti su possibili intoppi burocratici. In particolare, rappresenta sempre un’incognita il parere obbligatorio della Soprintendenza. Da parte sua, il Comune dovrà adottare una variante urbanistica. Non è un grosso problema, invece, il fatto che lo stanziamento regionale non sarà sufficiente: il municipio interverrà con fondi propri per i circa 40 mila euro mancanti.

Il sindaco di San Pietro al Natisone, Mariano Zufferli/Špietarski župan Mariano Zufferli

Zufferli racconta che i primi contatti con l’Anas sono stati presi circa otto anni fa. «La società che ha in carico la statale 54 ha manifestato interesse per l’investimento sul nuovo ponte, purché il sedime sia disponibile, di proprietà pubblica. Così abbiamo affidato il progetto a una ditta veneta specializzata in ponti e dato l’incarico a un tecnico per la demolizione del fabbricato. Ci siamo portati avanti utilizzando risorse proprie. Ne sono scaturite tre ipotesi e gli uffici tecnici regionali ne hanno scelta una. Ora comunicherò all’Anas che presto saremo in grado di mettere a loro disposizione il sedime, poi toccherà a loro. Non dovrebbero esserci problemi, in quanto San Quirino per loro non rappresenta una grande opera, un grosso investimento. Sono confortato dal fatto che in questi anni più volte ci abbiano contattati loro stessi per capire a che punto fosse la questione dell’edificio da demolire. Abbiamo già anche il via libera di FVG Strade che ha competenza per l’innesto sul ponte della strada regionale che va verso la valle dell’Alberone e le valli di San Leonardo».

La curiosità di conoscere l’aspetto del nuovo ponte e dell’intera area è grande. Zufferli si lascia scappare che il manufatto «sarà ad arcata unica», che c’è la possibilità di ricavare un ulteriore parcheggio, che il chiosco che vende prodotti agricoli locali resterà al suo posto, che il Comune conta di avere la disponibilità del vecchio relitto stradale nei pressi del ponte. Per il resto rimanda a metà ottobre, quando il progetto verrà presentato ufficialmente con tutti i dettagli in un appuntamento pubblico alla presenza del presidente della Regione, Massimiliano Fedriga.

Sul nuovo ponte si è espresso anche il consigliere regionale Giuseppe Sibau.«Dopo svariati incontri con l’amministrazione di San Pietro al Natisone, il presidente Fedriga e la giunta hanno deciso di investire su Ponte San Quirino con un contributo di 500.000 euro necessario alla realizzazione di opere propedeutiche all’intervento dell’Anas finalizzato a risolvere il problema della viabilità che l’attuale Ponte San Quirino presenta. Un vero collo di bottiglia non solo per l’accesso alle Valli del Natisone, ma anche per raggiungere la vicina Slovenia. C’è bisogno di mettere in moto l’economia con le opere adeguate e questa, tanto attesa da anni, lo è. Grazie quindi alla Giunta regionale e al Gruppo Progetto Fvg per una Regione Speciale/AR per l’attenzione dimostrata nei confronti delle mie sollecitazioni, incominciate a inizio legislatura», ha scritto.

L’auspicio è, allora, che l’opera veda davvero la luce in tempi brevi. (Ezio Gosgnach)

V rebalansu, ki ga je Deželni svet sprejel 30. julija, je Furlanija Julijska krajina namenila pol milijona evrov Občini Špietar, da bi porušili razpadajoči hram pri Muostu, kot preliminarni poseg za postavitev, ob sedanjem, novega mostu čež Nedižo.

»Naš namen je odpraviti ozko grlo za promet ob vstopu v Nediške doline in naprej v Dolino Soče,« poudarja špietarski župan Mariano Zufferli. Čez novi most bo tekla tudi kolesarska steza.

https://www.dom.it/sirsa-vrata-v-benecijo_una-porta-piu-ampia-verso-la-slavia/