All’aperto a Stolvizza

Un cartello all’inizio del sentiero/Kažipot ob začetku pešpoti

La visione delle montagne che sovrastano il paese con rivoli di candida neve, testimonianza di un inverno ricco di abbondanti precipitazioni nevose; giornate sempre più lunghe baciate da un sole che scalda, prati fioriti, un’insospettata energia negli sguardi della gente dopo il lungo inverno e la forzata chiusura danno a tutti la sensazione che ormai si riparte, anche perché sembra che l’odiosa pandemia abbia le ore contate. Ed è tempo, quindi, di pensare alla bella stagione, da trascorrere finalmente all’aria aperta.

L’Associazione ViviStolvizza si sta impegnando da anni a migliorare la qualità della vita sul territorio e a contribuire alla sua crescita economica attraverso proposte mirate e innovative. Nel pieno della stagione estiva, offre escursioni sui conosciutissimi percorsi nei dintorni del paese.

Grazie anche all’impegno del Parco delle Prealpi Giulie e al patrocinio della Fiasp, essi sono stati riattivati, puliti e tabellati dopo il lungo e nevoso inverno. Parliamo di Ta lipa potIl sentiero di MatteoPusti Gost sulle tracce del passatoVertical KilometerP4 della grande guerraTa-na rado e il sentiero Stolvizza facile. Quest’ultimo può essere percorso da tutti, anche da categorie di persone con diversa abilità. Tutti i sentieri sono stati particolarmente curati e permettono di effettuare escursioni in grande sicurezza. Inoltre, si possono fare giri in bicicletta sui suggestivi sentieri di montagna; attività di canyoning sul Rio Lommig; discese con le coloratissime canoe nelle acque del torrente Resia.

Stolvizza ha anche una profonda anima culturale che si può respirare visitando il Museo dell’Arrotino e il Museo della gente della Val Resia; entrando nella chiesa di S. Carlo Borromeo, imbattendosi in splendidi murales, camminando nei vicoli del secolare Borgo Kikej. Oppure si può godere della vista di tutta la valle dal Belvedere Roberto Buttolo, mentre i bambini sono a giocare a calcetto o a pallavolo sui campi allestiti all’ombra del monte Canin.

L’Associazione ViviStolvizza continua a puntare sul turismo lento e sostenibile, per quanti intendono immergersi nella natura e conoscere la cultura dei luoghi visitati.

Il sodalizio sta già lavorando alle prossime iniziative in programma per luglio e agosto. Per restare sempre aggiornati a riguardo, potete consultare il sito internet http://www.vivistolvizza.it

Vaccinarsi per noi e chi ci è caro

Ottanta per cento. È questa la percentuale di vaccinati contro la Covid-19 che serve per raggiungere il livello di sicurezza.

Lo fa sapere il dott. Mario Canciani, noto allergo-pneumologo udinese dalle origini slovene, che fin dall’inizio della pandemia ha dispensato preziose informazioni e suggerimenti per affrontare l’emergenza del coronavirus.

«Gli epidemiologi americani – spiega – hanno provato a fare delle simulazioni per predire come sarà il prossimo futuro e hanno visto che il livello di sicurezza sarebbe con l’80% di vaccinati. Tale percentuale sarà difficilmente raggiungibile, sia per la mancata copertura della popolazione pediatrica – nella quale mancano ancora studi di sicurezza – sia per i rifiuti ai vaccini e per le probabili reinfezioni dei soggetti che si sono vaccinati tra dicembre 2020 e febbraio 2021, che potrebbero presentare un calo dell’immunità e aver bisogno di un richiamo di vaccino».

A proposito, dott. Canciani, gli allergici sono più a rischio di reazioni ai vaccini?

«Ormai le casistiche sono talmente ampie che possiamo fornire delle indicazioni: il rischio più grosso è di essere allergici al PEG (Polietilenglicole), un eccipiente dei vaccini che serve a renderli più efficaci e che può dare, nelle persone allergiche ad esso, delle reazioni gravi, fino allo shock. Da tempo eseguiamo questo test sulla cute nei pazienti a rischio, sia mediante i prick che i patch test, con ottimi risultati, soprattutto sulla tranquillità dei pazienti».

Perché ogni tanto si parla di rischio delle mascherine?

«Fermo restando che esse sono il presidio più utile a ridurre la trasmissione del Corona, se prendiamo in esame quelle più diffuse – cosiddette chirurgiche – esse sono formate da 3 strati: uno esterno in poliestere, uno intermedio in polipropilene e uno interno in cotone. Purtroppo il polipropilene è un irritante delle vie aeree, specialmente negli asmatici che hanno i bronchi più sensibili e inoltre si degrada molto lentamente nell’ambiente, contribuendo a formare le “microplastiche” di cui si parla molto ultimamente».

Si potrà rinunciare alle mascherine?

«In Inghilterra ci sono stati i primi test in discoteca e concerti, senza di esse. I partecipanti a un concerto hanno dovuto effettuare un tampone il giorno prima e poi caricare il risultato su un sito, per collegarlo al biglietto acquistato. Una volta presentati biglietto e tampone negativo all’ingresso, sono potuti entrare e comportarsi come se nessuna restrizione contro il Coronavirus fosse in vigore. Dentro il locale erano presenti dei sensori per calcolare il livello di ventilazione. Ora siamo in attesa di conoscere i risultati».

Che legame c’è tra miocarditi e vaccini?

«Come sempre, Israele ci propone dati molto interessanti: hanno visto che alcuni giovani maschi, vaccinati con i vaccini a mRNA (Pfizer e Moderna), possono presentare una lieve infiammazione del cuore, che si verifica entro 4 giorni dalla seconda dose e che recede dopo assunzione di banali antinfiammatori. Anche se il dato venisse confermato su più ampie casistiche, non dobbiamo dimenticare che la miocardite da infezione non è rara e più grave di quella da vaccino. Tutte le persone che presentano dolori al petto dopo il vaccino andranno monitorate».

Come potremo difenderci dalle varianti?

«A parte che i vaccini attuali stanno dimostrando un’ottima protezione anche contro le varianti, si sta studiando un anticorpo contro il virus che verrebbe somministrato mediante uno spray nasale e che sta dando ottimi risultati negli animali da esperimento. Considerata la via di somministrazione, la mancanza di strette misure di conservazione e il costo modesto, questa potrebbe essere un’ottima forma di prevenzione».

Perché si parla di nuovo di tracciamento quando questo nei mesi scorsi è fallito?

«Più il numero dei contagiati è alto, più è difficile registrare gli infetti ed isolare i contatti. Con un basso numero di infetti sarà più facile farlo ed impedire così la trasmissione ad altre persone. Il modello più efficace almeno in Europa si è dimostrato quello finlandese che ha attuato un rigoroso tracciamento ed isolamento, anche pagato per aumentare l’adesione. Se vogliamo eliminare il virus, soprattutto nelle sacche dei non vaccinati, possiamo farlo solo con questo metodo».

In questo momento quali sono i luoghi più a rischio?

«Sono la famiglia, i gruppi di persone che stanno assieme, come gli amici. Sono calate molto le infezioni nei luoghi di lavoro, per merito della vaccinazione. Ora bisognerà insistere con la vaccinazione tra i giovani e tra quelli che hanno rifiutato il vaccino. Gli asintomatici sono quasi il 50%, solo il 3% degli ammalati viene ricoverato, il resto ha sintomi lievi, le rianimazioni sono quasi vuote».https://www.dom.it/cepljenje-zase-in-za-bliznje_vaccinarsi-per-noi-e-chi-ci-e-caro/

CIVIDALE

Cividale del Friuli (o semplicemente CividaleCividât in friulano standard, Sividât nella variante localeČedad(anticamente Staro Mesto) in sloveno) è un comune italiano di 10 974 abitanti in Friuli-Venezia Giulia: fondato in epoca romana da Giulio Cesare con il nome di Forum Iulii, da cui poi ha preso il nome tutta la regione, divenne il capoluogo longobardo del Friuli.

In base alla legge regionale 26/2014 “Riordino del sistema Regione – Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia“, Cividale del Friuli fu sede della UTI del “Natisone” di cui facevano parte con i comuni di ButtrioCorno di RosazzoDrenchiaGrimaccoManzanoMoimaccoPremariaccoPrepottoPulferoRemanzaccoSan Giovanni al NatisoneSan LeonardoSan Pietro al NatisoneSavognaStregna e Torreano. Tale unione è stata soppressa dalla legge regionale 29 novembre 2019, n. 21.

Questo comune della provincia di Udine Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2011.

A Cividale si possono visitare molti edifici storici e religiosi, mentre nei dintorni vi è la possibilità di fare escursioni adatte sia a chi ama la natura .

Centro Internazionale Vittorio Podrecca

l Centro Internazionale “VITTORIO PODRECCA-TEATRO DELLE MERAVIGLIE DI MARIA SIGNORELLI”  comprende una piccola parte dell’intera COLLEZIONE MARIA SIGNORELLI di Cividale del Friuli.

Le marionette, i burattini e tutti i pezzi esposti sono stati dichiarati “di eccezionale interesse culturale “ dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Essi aprono la strada a un percorso conoscitivo e di studio su quello che ha significato, nei secoli, il Teatro di figura in Italia e nel mondo. L’allestimento degli spazi espositivi mostra sia la storia della Compagnia dei Piccoli di Vittorio Podrecca, sia la personalità di Maria Signorelli, artista e intellettuale, la cui sensibilità ha consentito negli anni ‘60 di salvare gran parte dei materiali legati alla Compagnia di Podrecca, sottraendoli alla dispersione e all’oblio. Vittorio Podrecca e Maria Signorelli esemplificano anche due modalità del Teatro di figura, la marionetta e il burattino, che costituiscono storicamente uno dei vanti culturali del nostro Paese. La storia di Podrecca si interseca con quella della sua famiglia e della città di Cividale e consente di ripercorrere i fatti salienti dell’Italia a cavallo tra XIX e XX secolo, un periodo foriero di avvenimenti storici e culturali importanti per la nostra nazione. Da sempre, del resto, la storia delle marionette e dei burattini si intreccia con vicende storiche importanti, raccontando a suo modo, come in un odierno cinegiornale, le battaglie e le rivoluzioni che hanno cambiato il nostro destino, hanno diffuso culture e modi di essere, modificato stili di vita e di sentire, amplificato esigenze sociali e culturali del nostro Paese. I burattini di Maria Signorelli, per parte loro, costituiscono una particolare accezione dell’arte figurativa del Novecento italiano, nati come sono dalle suggestioni delle avanguardie artistiche e teatrali degli inizi del secolo.

Artista tra le più rappresentative del teatro di figura del XX secolo, Maria Signorelli, nata a Roma il 17 novembre del 1908, visse sin dall’infanzia in un ambiente ricco di stimoli culturali. A vent’anni creò i suoi primi Fantocci, sculture morbide, nate da molteplici suggestioni, che furono esposti a Roma, Parigi e Berlino. Scenografa per il Teatro degli Indipendenti di Anton Giulio Bragaglia e poi per il Teatro delle Arti di Roma, nel 1937 si avvicinò al Teatro di figura creando alcune marionette. Nel 1939 sposò il pedagogista Luigi Volpicelli e nel 1947 fondò la compagnia L’Opera dei Burattini, cui collaborarono nel tempo attori, pittori, scenografi, compositori e registi di vaglia. Prese vita un repertorio di grande poesia, che mise in scena spettacoli come Re cervo (Gozzi), La Favola del pesciolino d’oro (Puškin), L’Usignolo e la rosa (Wilde), La Tempesta (Shakespeare), Faust (Bonneschk), L’Inferno (Dante), La Rivoluzione francese (Ceronetti), Antigone (Brecht). Il suo particolare virtuosismo nel concepire burattini danzanti rese celebri balletti come Cenerentola (Prokof’ev), El Retablo de Maese Pedro (De Falla) e La Boîte à joujoux (Debussy). All’intensa produzione (159 spettacoli), alle centinaia di burattini creati con soluzioni geniali e nel contempo semplici e raffinate, l’artista affiancò l’impegno didattico: insegnò dal 1972 nel corso di teatro di animazione appositamente istituito per lei dal DAMS di Bologna, creò trasmissioni radiofoniche e televisive. Conferenziera sul Teatro di figura in Italia e all’estero, fu autrice di vari libri, tra cui Il gioco del burattinaio (1978), e di svariati articoli. Con la sua importante collezione (migliaia di pezzi dal XVIII al XX secolo), ha ideato e curato un gran numero di mostre in Italia e all’estero. Membro del Consiglio mondiale dell’UNIMA e fondatrice dell’UNIMA-Italia (1980), di cui è stata a lungo Presidentessa onoraria, Maria Signorelli si è spenta a Roma il 9 luglio 1992.
Vittorio Podrecca, nato nel 1883 a Cividale del Friuli e scomparso nel 1959 a Ginevra, è stato il più grande impresario e regista italiano di una compagnia di marionette. Era figlio di Carlo, avvocato e scrittore (La Slavia Italiana, 1884), e fratello di Guido, giornalista e politico, noto per essere stato, assieme a Filippo Turati e Andrea Costa, uno dei fondatori del Partito Socialista Italiano. Laureatosi in Legge, Vittorio collaborò e diresse alcune riviste di informazione e critica musicale; in seguito divenne segretario del Conservatorio di Santa Cecilia a Roma. Fu proprio qui che fondò a Palazzo Odescalchi , nel 1914, il Teatro dei Piccoli, che ben presto, grazie alle numerosissime tournée all’estero, divenne celebre in tutto il mondo. Il suo teatro, che arrivò a contare fino a mille marionette, portò sulla scena, di volta in volta, brevi opere musicali composte talora appositamente (ad esempio, La Bella addormentata nel bosco di Ottorino Respighi), riduzioni liriche o in prosa, favole, caricature e danze folcloristiche italiane e straniere, in una cornice scenica che si avvaleva di pittori divenuti poi notissimi (tra gli altri, Enrico Prampolini). Fra le marionette più celebri inventate dalla Compagnia dei Piccoli sono il soprano Sinforosa Strangolini e il pianista Piccolowsky: quest’ultimo chiudeva di solito lo spettacolo, eseguendo al pianoforte una sonata, vero e proprio capolavoro della tecnica marionettistica. Fecero parte della compagnia dei Piccoli i più grandi marionettisti italiani dell’epoca (Gorno Dall’Acqua, Braga, Santoro, ecc.). Il merito di Vittorio Podrecca è stato quello di aver saputo riunire tradizione e innovazione, portando sui palcoscenici mondiali l’arte italiana. Seppe anche innestare sulle vecchie tradizioni marionettistiche un senso raffinato d’arte, allestendo spettacoli su soggetti tratti da Shakespeare, Gozzi e autori moderni, su musiche di Rossini, Mozart, Donizetti, Paisiello. https://www.cividale.com/it/centro_vittorio_podrecca

Centro Internazionale Vittorio Podrecca, Teatro delle Meraviglie Maria Signorinelli
  • Ipogeo celtico, ambiente scavato nel sottosuolo, diverse sono le interpretazioni sull’origine e la funzione e se ne ipotizza una funzione funeraria e in seguito quella di carceri in età romana e longobarda;
  • Monastero di Santa Maria in Valle (sec. VII), il complesso monastico sorse alla metà del VII secolo per ospitare le monache benedettine, ed oltre al monastero si compone della Chiesa di San Giovanni in Valle (sec. VII), del chiostro e della sala del refettorio, sul lato sud della costruzione è possibile vedere le strutture murarie più antiche che in parte inglobano il Tempietto longobardo (sec. VIII), sorto successivamente come cappella del monastero, straordinario compendio di architettura e scultura altomedievale;

A Cividale si possono visitare molti edifici storici e religiosi, mentre nei dintorni vi è la possibilità di fare escursioni adatte sia a chi ama la natura .

L’ipogeo sembra essere stato ricavato da una cavità naturale lungo l’argine roccioso destro del fiume Natisone, che scorre sotto. D’età preromana, forse celtica, se ne ignora la funzione rivestita al tempo. Data la chiusura dell’apertura naturale verso il fiume, funse forse da cisterna per l’acqua e venne certamente riutilizzata in seguito. Ma per fare che cosa?
Scalini di raccordo furono scavati nella roccia, così come sedili e panche di pietra, pilastri e, i più curiosi, due volti scolpiti grossolanamente sembrano vigilanti millenari depositari di antichissimi culti.
Chi rappresentano e a cosa servivano? Si svolgevano dei riti qui dentro? Delle cerimonie di purificazione?
La presenza dell’acqua, che bagna le superfici pavimentali e filtra attraverso le rocce porose, potrebbe essere indicativa. Ma come si svolgeva questo rituale? A sinistra si vedono due sedili di pietra, che restringono obbligatoriamente il passaggio: qui potevano starvi due persone sedute, forse in funzione del rituale. Durante la Settimana della Cultura sarà possibile visitare liberamente e gratuitamente l’Ipogeo Celtico.https://www.cividale.com/it/ipogeo_celtico

Cosa Vedere: L'Ipogeo Celtico