D2: la ciclabile transfrontaliera più bella della Slovenia

fonte https://www.slovely.eu/

Pista ciclabile D2 da Tarvisio a Jesenice

La Slovenia è un paese di sportivi e in questi ultimi anni il ciclismo è diventato uno sport estremamente popolare, anche grazie ai due super campioni locali Tadej Pogačar e Primož Roglič. La Slovenia è anche un paese “green” e gli itinerari ciclabili stanno diventando sempre…

Antonella Bukovaz

Antonella Bukovaz-izrez

Antonella Bukovaz (Cividale del Friuli, 13 giugno 1963) è originaria di Topolò-Topolove, borgo sul confine italo-sloveno, nelle valli del Natisone. Lì ha cresciuto le sue figlie, e scritto poesie che sono confluite in un libro, Tatuaggi, edito da Lietocolle (2006). Dal 1995 ha partecipato a diverse rassegne di arte contemporanea in Italia e in Slovenia; dal 2005 si dedica prevalentemente alla poesia e alle interazioni tra parola, suono e immagine in forma di lettura, videopoesia e video-audioinstallazione. Ha realizzato i suoi lavori collaborando con i musicisti Sandro Carta, Hanna Preuss, Antonio Della Marina, Teho Teardo, Massimo Croce. Nel 2008 ha scritto Storia di una donna che guarda al dissolversi di un paesaggio (Premio Antonio Delfini 2009). Ha scritto per il teatro sonoro di H. Preuss: Mai più-Nikoli več rappresentato al Cankarjev dom di Ljubljana, al Teatro Miela di Trieste e al Gekken teatro di Kyoto; Sonokalipsa e Pavana per Antigone rappresentati a Ljubljana. Nel 2011 ha pubblicato al Limite, editore Le Lettere, con dvd (video di Paolo Comuzzi, musiche di Antonio Della Marina), è uscita nell’ Antologia Poete a nord est, Ellerani editore e nell’Antologia Einaudi Nuovi poeti italiani 6. Del 2012 è la pubblicazione del librino koordinate per pulcinoelefante e del cd con librino Casadolcecasa per Ozky-esound. In collaborazione con Massimo Croce, compone la partitura per le perfomance sonore Lessico Elettronico e L’Arte dei Rumori in onore di Luigi Russolo e partecipa al progetto politico-sonoro Femminilizzazione del mondo. Suoi versi sono pubblicati su diverse riviste web e cartacee (il Verri, Alfabeta, in Pensiero…). Collabora alla realizzazione di Stazione di Topolò/Postaja Topolove. Insegna, in lingua slovena, nella scuola bilingue di San Pietro al Natisone. Vive a Cividale del Friuli.

https://lacasadicartapapirnatahisa.wordpress.com/camera-degli-ospiti-soba-za-goste-2/

1 (allora guardami)

Allora guardami
io sto
non è solo scrivere
faccio ciò che dico
sto
ti do la mia pelle
sono una donna giusta
nel mio stare
ho incollato il passato
leggo
il dolore alle foglie
anche il tuo è autunno.

Tratto da “Sto – poesie per stare

2 (anche quando pare)

Anche quando pare che la trama trovi
il suo comporsi tra gli intrecci, i pieni
e i vuoti
e tutto sembra andare per il meglio
nel conforto ragionevole del velo, aldilà
della durata che nulla può uguagliare
per potenza e mutamento, con gli occhi
lanciati oltre il raggio delle braccia
nel perimetro dei volti allineati
nell’ascolto delle note
per come ce le aspettiamo
che illude la comprensione e impedisce
lo stupore
siamo – infatti – del tutto impreparati
all’incontro.

Tratto da “Sto – poesie per stare

3 (mentre aspetti che tornino)

Mentre aspetti che tornino.
Mostrami la curva della schiena mentre aspetti.
Mostrami l’attesa delle unghie. Sei preoccupato?
Non calpestare l’ombra del ciliegio selvatico.
Ascolta il richiamo del cuculo.
Ascolta la vibrazione dell’aria più alta.
Una parte del creato è in arrivo.
Tutto andrà bene.
I piedi per camminare, le parole per stare. Le ali per tornare.
Anche quest’anno ci diranno come sta il mondo.

Tratto da “Sto – poesie per stare

4 (nell’aria fitto è il pulviscolo)

Nell’aria fitto è il pulviscolo, stabile
visibili dentro un raggio di luce
le particelle esibiscono il loro moto ordinato
e perpetuo, per pochi istanti.
Solo un leggero spostamento
d’aria e il movimento impercettibile
diventa tumulto disordinato.
Attenzione
                all’alchimista al telaio
nel divenire circolare della spirale (al neon)
guida la mano nell’occhio del ciclone, ubbidendo
alla regola armonica della successione numerica
per raccontare il passaggio dall’ostinazione del vortice
al tempo        fermo
                            del centro.
(a Mario Merz)

Tratto da “Sto – poesie per stare

5 (il confine insegna)

Il confine insegna a stare fermi
e non gli importa della tua natura
ma anche a lei non importa di lui
come due innamorati che fanno finta
di non amarsi – tengono la posizione.
Qui è un arte diffusa, popolare
nonostante l’intimità
cagionevole e guerresca
vesta la velocità dell’acqua ferma
con le tovaglie ricamate dell’altare.

Tratto da “Sto – poesie per stare

6 (l’attesa durò tutta la notte)

L’attesa durò tutta la notte e tutto
il giorno e tutte le notti e tutti i giorni
finché la notte divenne giorno e il giorno
notte e tutto si invertì
e ci fu un momento
in cui tutto sembrò difficile
da accettare ma poi anche il difficile
divenne facile e così via e via così…

Tratto da “Sto – poesie per stare

7 (sto ferma ferma ferma)

Sto ferma ferma ferma per essere anche altrove.
E’ questa la mia idea di mitezza – tende
a mettere a fuoco per vedere
anche sott’acqua in un perenne battesimo
perché se stai fermo fermo fermo
sprofondi nel senso della terra e si fa acqua
il gesto – fusione del creato – potenza di passaggio
verso lo stato aeriforme
una volta dichiarato che possiamo volare
soltanto se disposti a smettere di camminare.

Tratto da “Sto – poesie per stare

8 (come un cane capovolto)

Come un cane capovolto
la gola rivolta
all’aria armata
inerme
così i tuoi ginocchi
ficcati in bocca, i denti
arrotano le rotule alla fine
del prato
alla fine degli occhi
e degli orecchi
di quel contare gli alberi
e di ogni albero tutti i rami
e di tutti i rami tutte le foglie
ogni venatura
una strada per le dita
per lasciare la lingua
andare alla linfa.

Tratto da “Sto – poesie per stare

poesie da https://site.unibo.it/atlante-poeti/it/poeti-nord-est/antonella-bukovaz

Nasce il Green Carnia Fest, il festival della sostenibilità in montagna

Da giovedì 1 fino a domenica 4 luglio, il comprensorio del Monte Zoncolan, con i Comuni di Cercivento, Ovaro, Paluzza, Ravascletto e Sutrio, sarà palcoscenico per l’edizione zero della manifestazione

Nasce il Green Carnia Fest, il festival della sostenibilità in montagna

26 giugno 2021

Nasce Green Carnia Fest, festival della sostenibilità in montagna. Per quattro giorni, da giovedì 1 fino a domenica 4 luglio, il comprensorio del Monte Zoncolan, con i Comuni di Cercivento, Ovaro, Paluzza, Ravascletto e Sutrio, sarà palcoscenico per l’edizione zero di una manifestazione che vuole porre l’attenzione, e riflettere su una delle sfide principali che interesseranno il territorio montano, la sostenibilità. Cinque comuni e una celebre montagna per costruire una nuova progettualità che sappia cogliere le enormi possibilità di questi territori e dare voce al suo capitale umano e naturale. Promosso dalla Proloco di Sutrio con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, di PromoturismoFVG, della Comunità montana della Carnia e di Fondazione Friuli, «il Festival nasce – spiegano gli organizattori- come agorà nella quale confrontarsi intorno a un progetto concreto che riesca a coniugare le risorse della montagna (naturali, capitale umano, economiche, tradizionali, turistiche, enogastronomiche, culturali, etc.) offrendo rinnovati strumenti per affrontare le nuove sfide e cogliere le grandi opportunità del momento, in primis quelle offerte dal Recovery Fund e dalle linee della prossima programmazione europea. Saranno quattro giorni dedicati a vivere, conoscere e riflettere sulle sfide che questo territorio, unico nel suo genere, chiede di affrontare nell’immediato futuro.
Il cartellone, con decine di appuntamenti in programma – e con laboratori didattici, visite guidate, attività sportive, iniziative culturali e concerti – è quindi concepito come potenziale volano per alimentare una rinnovata sensibilità, capace di coinvolgere e mobilitare cittadini, giovani generazioni, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale, in vista di un cambiamento culturale e politico che consenta al territorio di condividere le visioni dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, e di concorrere agli obiettivi di sviluppo sostenibile del pianeta.

Certamente centrale si prospetta, giovedì primo luglio alle 18 a Sutrio presso la Cjase Dal Len, il convegno “In me non c’è che futuro. Far crescere la montagna nella sostenibilità”, spazio inaugurale della kermesse al quale prenderà parte Stefano Zannier, Assessore alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche e alla montagna. Coordinati da Paolo Mosanghini, condirettore Messaggero Veneto, interverranno Roberto Siagri, Presidente Consorzio Carnia Industrial Park, Francesca Campora Direttore generale Fondazione Edoardo Garrone, Marco Bussone, Presidente Uncem, l’Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani e Fabio Renzi Segretario generale di Symbola. Un ulteriore momento di confronto e riflessione è previsto sabato 3 luglio, alle 08.45 ad Ovaro presso la Piattaforma polivalente centro turistico sportivo: “Il valore e la cura del patrimonio naturale carnico: percorsi efficaci per un futuro sostenibile” sarà filo rosso del convegno con la partecipazione di Antonio Andrich Direttore Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie, Marko Pretner Responsabile del centro visite Dom Trenta del Parco nazionale del Triglav – Slovenia e Noemi Guzzo consulente marketing territoriale e comunicazione Ente Parco Nazionale della Sila. Conduranno il confronto Lucia Piani, ricercatrice UNIUD esperta in sviluppo locale e l’agronomo Stefano Santi, co-presidente della Task-Force Aree Protette Transfrontaliere di EUROPARC.

Fra gli interventi di spicco a Green Carnia Fest, venerdì 2 luglio alle 18.00 (Cjase Da Int di Cercivento) quello del giurista e accademico Giovanni Maria Flick, già Presidente della Corte Costituzionale: sarà l’occasione per dibattere dei temi del suo ultimo saggio “Elogio della foresta. Dalla selva oscura alla tutela costituzionale” (Il Mulino), e per approfondire alcune tra le questioni maggiormente dibattute a livello forestale e ambientale. In posizione ‘mediana’ fra la categoria dei beni privati e quella dei beni pubblici si affaccia infatti quella dei beni comuni, come la foresta: ne vengono prospettati pregi e difetti, prospettive di sviluppo e collegamenti con le tradizioni e con il principio di solidarietà.

Le serate di Green Carnia Fest saranno nel segno della musica: venerdì la giornata terminerà alle 21 presso la Torre Moscarda di Paluzza di concerto in acustica del rapper carnico Doro Gjat. Sabato a Ravascletto sarà il set acustico di Woodnite a suggellare fra le montagne, alle 21, la terza giornata del festival e domenica gran finale alle 15, presso il parcheggio Enzo Maro dello Zoncolan – Sutrio, con il concerto dei Tre allegri ragazzi morti, preceduti da The Sleeping Tree.

Moltissime le iniziative di escursione, scoperta, laboratorio: venerdì 2 luglio appuntamento ad Alpis di Ovaro, alle 10, con il laboratorio filosofico per ragazzi “La montagna immaginata”, mentre alle 14 presso l’albergo diffuso di Sutrio ecco il laboratorio Didattico a cura del maestro Domenico Molfetta e dell’azienda Green Lady Bug di Sutrio “La coltivazione della Canapa in Carnia tra passato e presente”. Alle 16 a Ravascletto presso la Stalla Moro Visita e laboratorio didattico in stalla “La mungitura”. Sabato 3 luglio la giornata inizierà, dalle 9 alle 18, a Sutrio presso l’Ort di Siore Marie, con l’animazione sportiva sostenibile “Fuori Luogo summer tour”, alle 12 a Cercivento la passeggiata con pic-nic “Le erbe officinali di Cercivento”, alle 16 a Paluzza, presso i laghetti di Timau, la Visita guidata alle località colpite dal Vaia a cura del Corpo Forestale regionale. Domenica 4 luglio la giornata inizierà alle 8.45 a Paluzza, presso l’Albergo diffuso La Marmote, con la Dimostrazione e approccio all’arrampicata, alle 12 a Ravascletto presso la Troi dai Sbilfs la Passeggiata con raccolta erbe e pic-nic nel prato. Alle 14 presso l’albergo diffuso Zoncolan di Ovaro l’attività E-Bike in malga con degustazione, mentre alle 16 inizierà la visita guidata, a Cercivento, della Bibbia a cielo aperto.

Nel corso del festival si potranno visitare varie mostre: Zoncolan save the ski. Mostra di sci antichi e Presepe di Teno a Sutrio, il Museo della Grande Guerra a Paluzza, Una Bibbia a cielo aperto a Cercivento, Riflessi / Arte in natura ed. 2021 a Ovaro. Si terranno inoltre visite guidate all’azienda Woonik di Sutrio, alla Cooperativa Taviele di Cercivento, alla Segheria F.lli de Infanti di Ravascetto, all’ Albergo Diffuso Zoncolan di Ovaro e 921 Zovello – Emozioni gastronomiche di Zovello

https://www.ilfriuli.it/articolo/spettacoli/nasce-il-green-carnia-fest-il-festival-della-sostenibilita-in-montagna/7/244984

I retroscena dell’indipendenza

Per l’indipendenza della Slovenia, proclamata il 25 giugno di trent’anni fa e riconosciuta dalla comunità internazionale all’inizio dell’anno successivo, oltre alla vittoriosa difesa della volontà popolare contro l’armata jugoslava, furono determinanti gli appoggi di alcune potenze europee. La politica europeo e mondiale era in gran parte ostile allo smembramento della Jugoslavia e nutriva forti simpatie nei confronti della Serbia.
Per l’indipendenza della Slovenia, proclamata il 25 giugno di trent’anni fa e riconosciuta dalla comunità internazionale all’inizio dell’anno successivo, oltre alla vittoriosa difesa della volontà popolare contro l’armata jugoslava, furono determinanti gli appoggi di alcune potenze europee. La politica europeo e mondiale era in gran parte ostile allo smembramento della Jugoslavia e nutriva forti simpatie nei confronti della Serbia.
In questo quadro, la Slovenia ebbe la fortuna di avere alla guida del proprio Governo un democristiano, Lojze Peterle, molto stimato in Germania, in Italia – due delle principali potenze europee, allora entrambe a guida democratico cristiana. E questo fece la differenza, portando anche al superamento delle diffidenze per il fatto che il presidente sloveno, Milan Kučan, tra l’altro illustre sconosciuto fuori dalla Jugoslavia, fosse l’ultimo leader del Partito comunista.
Anche l’Italia era ufficialmente contraria all’indipendenza della Slovenia, tanto che il ministro degli Esteri, il socialista Gianni De Michelis, ammonì Lubiana che il nuovo Stato non sarebbe stato riconosciuto nemmeno in cent’anni. Eppure, dopo nemmeno sei mesi il presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, si recò a Lubiana a consegnare di persona il riconoscimento ufficiale della vicina Repubblica come Stato indipendente e sovrano.
Nel repentino cambio di rotta ebbero un ruolo determinante le Regioni Friuli Venezia Giulia – presidente Adriano Biasutti – e Veneto, ma soprattutto Carlo Bernini, leader della componente Dorotea nella Dc e ministro dei Trasporti nel settimo Governo di Giulio Andreotti.
Nell’impegno di Bernini, morto nel 2011 all’età di 74 anni, nei confronti della Slovenia, c’è il non trascurabile fatto che suo stretto collaboratore al ministero fosse il beneciano Armando Noacco, all’epoca sindaco di Taipana.
A trent’anni di distanza, il segretario particolare di Bernini, Mario Po’, ci ha rivelato importanti retroscena. «Già da presidente della Regione Veneto, Bernini aveva promosso l’adesione della Slovenia (ancora parte della Federazione della Jugoslavia) alla Comunità di lavoro Alpe Adria a cui partecipavano entità substatali italiane, austriache, tedesche, ungheresi, svizzere e jugoslave, cooperando su vari temi. Ciò avvenne dieci anni prima dell’indipendenza slovena ed era il modo allora possibile per affermare la piena appartenenza della Slovenia alla storia, alla cultura, alla società europea», scrive Po’.
«Questa esperienza – prosegue – non era sempre ben vista dai governi centrali, che la consideravano un’ingerenza negli affari interni o, in Italia, un rischioso scavalcamento delle prerogative e compatibilità statali. Per questo Bernini riuscì sempre a guadagnare tutto lo spazio possibile a favore della collaborazione regionale con la Slovenia, senza creare vere situazioni di crisi con i governi. Il coinvolgimento della Slovenia ricevette un impulso paneuropeo con la partecipazione all’Assemblea delle Regioni d’Europa, sotto la presidenza di Bernini, anche quando egli assunse l’incarico di ministro italiano dei Trasporti nel 1989 (anno cruciale per la caduta della “Cortina di ferro”). Questa priorità politica era stata posta del resto da Bernini nel corso dei Vertici a Venezia e Vienna della CSCE-Conferenza per la Sicurezza e Cooperazione in Europa già nel 1987-1988».
Po’ ricorda che nel corso di un summit dei maggiori esponenti italiani della Dc, tenutosi a Padova il 10/11 febbraio 1990 (prima delle libere elezioni in Slovenia, ndr) il ministro Bernini dichiarò «la necessità di un più avanzato impegno politico dell’Europa occidentale verso la Slovenia, innalzando il profilo istituzionale della collaborazione». Questa dichiarazione, secondo il segretario del ministro, «segnò un punto di svolta nei rapporti tra l’Unione Europea e la Slovenia. A questo summit erano presenti, su invito di Bernini, l’allora giovane segretario della Dc slovena Lojze Peterle, poi diventato primo ministro, e l’arcivescovo di Lubiana, mons. Alojzij Šuštar».
Quindi Po’ rivela un fatto poco noto: «Nei giorni del distacco della Slovenia dalla Jugoslavia, giugno 1991, il ministro Bernini decise di lasciare Roma per andare in Slovenia in auto per fare un atto di protezione (concordato con il ministero degli Esteri italiano) della nuova entità statuale che stava nascendo. Non riuscì a raggiungere Lubiana, perché bloccato da una sparatoria subito dopo il confine italiano. Ne sono testimone personale, avendo seguito i fatti in diretta telefonica dal mio ufficio presso il Gabinetto del ministro a Roma».
Infine, «nelle settimane antecedenti il riconoscimento diplomatico della Repubblica di Slovenia, avvenuto dai Paesi della Comunità Europea il 15 gennaio 1992, il ministro Bernini coltivava frequenti contatti con un esponente sloveno (di cui non posso rivelare il nome) che rappresentava il nuovo governo sloveno presso la Santa Sede (che per decisione di Giovanni Paolo II aveva già riconosciuto la nuova Repubblica). Più volte il ministro mi incaricava di portare messaggi politici al predetto esponente nel suo ufficio a Roma in via della Conciliazione. Tutto ciò era finalizzato ad aiutare la Slovenia nelle fasi iniziali della sua esistenza politica».
Po’ conclude sottolineando di poter riferire nella sua nota solo «fatti privi di segreto di Stato». Per saperne di più sui fatti di 30 anni fa bisognerà, dunque, attendere ancora.
Ezio Gosgnach