Tornano i pellegrini sul Lussari

Domenica, 30 maggio, si apre la nuova stagione dei pellegrinaggi al santuario mariano del Monte Santo di Lussari/Svete Višarje. Padre Peter Lah, che nella chiesa in cima al monte è responsabile delle attività pastorali, ricorda come il santuario si adegui ai periodi di apertura della cabinovia. Quest’anno l’impianto sarà aperto ogni giorno dal 29 maggio e fino al 12 settembre. Fino al 30 settembre, poi, resterà aperto nei fine settimana. La cabinovia sarà attiva dalle 9.00 alle 17.15 nei giorni feriali e dalle 8.30 alle 18.15 nei festivi. Nelle giornate in cui la cabinovia sarà operativa, nella chiesa di Lussari sarà celebrata Messa. Dal 30 maggio al 30 giugno sarà officiata ogni giorno alle 12.00 nei feriali e anche alle 10.00 nei festivi. Dall’1 luglio al 12 settembre, invece, nei feriali sarà officiata alle 10.00 e alle 12.00, mentre nei festivi alle 10.00, alle 12.00 e alle 16.00. «Rispetto all’epidemia, ci atterremo alle prescrizioni in vigore per tutta l’Italia, alle quali la gente è già abituata. In considerazione della pandemia, l’anno scorso nei dintorni della chiesa abbiamo fatto installare degli altoparlanti, per cui, se dovesse radunarsi un gran numero di persone, i fedeli potranno assistere alla Messa in tranquillità all’aperto», spiega p. Lah. «Nella festività di San Giovanni Battista, il 24 giugno, la celebrazione sarà un po’ più solenne nell’apertura della stagione dei pellegrinaggi, così come anche il 15 agosto, nell’Assunzione di Maria, e l’8 settembre, nella Natività di Maria, sempre alle 12.00», aggiunge ancora. Al santuario durante la stagione dei pellegrinaggi saranno presenti più sacerdoti. Sono, inoltre, attesi diversi pellegrinaggi.

Come lo scorso anno, quando a Lussari si è pregato per la fine della pandemia, p. Lah ricorda la formula «Dalla peste, dalla fame, dalla guerra liberaci o Signore». Secondo Lah, infatti, siamo troppo abituati alla pace e a vivere bene. «Ma questo non significa che dovremmo pregare di meno, dovremmo pregare di più, affinché continui a essere così», ritiene p. Lah

dal Dom

Una mostra dedicata all’Imperatrice d’Austria a Malborghetto nell’estate 2021

L’Amministrazione comunale di Malborghetto–Valbruna, nell’ambito del Festival Risonanze dedicato al tema “Vienna”, ha deciso di organizzare nella sede del palazzo Veneziano una mostra dedicata alla celebre Imperatrice dell’Impero Austroungarico.  La mostra inaugurata il 5 giugno alle 18, in occasione del festival Risonanze, potrà essere visitata per tutta l’estate, dal primo giugno e fino al 30 settembre (martedì-domenica, 10.30-12.30 e 15-18, chiuso il lunedì). «Si tratta di un’occasione preziosa, che ben si lega al tema viennese del festival e che rinnova l’attenzione della comunità alla storia della nostra valle. Quello proposto sarà un percorso onirico che accompagnerà i visitatori alla scoperta di una figura diventata celebre anche grazie al grande schermo. Un viaggio nella bellezza che proseguirà poi nelle giornate del festival Risonanze, perché “Da noi si può, in questo caso anche sognare”, come stiamo ricordando anche attraverso i nostri canali social», ha affermato l’assessore alla cultura Alberto Busettini. «L’iniziativa rientra anche nell’ottica dei continui e proficui rapporti con la Casa d’Austria, prontamente informata e coinvolta nell’iniziativa: una sua delegazione – ha ricordato Busettini – sarà a Malborghetto nel weekend del Festival per visitare la mostra e ascoltare i Wiener Sängerknaben, i famosi piccoli cantori di Vienna, formazione fondata nel 1496 da Massimiliano I d’Asburgo».  Protagonista della mostra “Sissi la voce del destino”è Elisabetta d’Austria che, attraverso la sua voce, ossia i suoi pensieri e le sue poesie, apre il suo animo a chi l’ha sempre amata. Nell’esposizione, curata da Marina Bressan – germanista, docente, traduttrice, autrice di diverse pubblicazioni e curatrice di molte rassegne espositive, si potranno ammirare ritratti dell’Imperatrice, litografie e fotografie di Elisabetta e Francesco Giuseppe e della famiglia imperiale, libri rari che documentano i viaggi, oggettistica legata a Sissi e la ricostruzione filologica dell’abito di gala con cui la ritrasse il pittore Winterhalter. La rassegna offre nuove prospettive su un personaggio che seppe rendere la propria immagine un mito, riscopre e valorizza la figura di una donna la cui morte inaspettata, oltrepassando la linea d’ombra fra storia e mito, ha tracciato infiniti percorsi mediatici e letterariche non sempre hanno rispettato la sua reale figura. Attraverso le sue testimonianze e quelle di coloro che appartenevano alla sua cerchia e che ne condivisero parte della vita si è tentato di sciogliere con cautela una trama in cui si intrecciano realtà e leggenda, nel rispetto di ciò che la stessa Elisabeth scrisse: “Un lago senza fine è la mia anima di cui non vedo fine”. «Come in altre località dove si è tenuta la mostra, prevediamo un grande numero di visitatori: sicuramente un’occasione importante per tutti gli appassionati di storia asburgica, ma anche un’occasione per i turisti estivi del tarvisiano di guardare il nostro territorio attraverso le lenti di una parte importante della nostra storia», ha concluso l’assessore. Alla mostra sarà inoltre dedicato un catalogo, curato da Marina Bressan e pubblicato da “Edizioni della Laguna”.

https://friulisera.it/una-mostra-dedicata-allimperatrice-daustria-a-malborghetto-nellestate-2021/

FRANCO FORTINI Canto degli ultimi partigiani — oןısɐ,ןןɐ ɐɯ ɐןonɔs ɐ opɐʌ uou

Da «Foglio di via» Sulla spalletta del ponteLe teste degli impiccatiNell’acqua della fonteLa bava degli impiccati. Sul lastrico del mercatoLe unghie dei fucilatiSull’erba secca del pratoI denti dei fucilati. Mordere l’aria mordere i sassiLa nostra carne non è più d’uominiMordere l’aria mordere i sassiIl nostro cuore non è più d’uomini. Ma noi s’è letta negli […]

FRANCO FORTINI Canto degli ultimi partigiani — oןısɐ,ןןɐ ɐɯ ɐןonɔs ɐ opɐʌ uou

Da Prossenicco a Subid come una volta

 Tra la zona montana del comune di Attimis e il comune di Taipana/Tipana un altro tassello va a comporre l’offerta rivolta a tutti gli amanti delle camminate nella natura.

Da poco, infatti, è stato riattivato il collegamento a piedi tra i paesi di Prossenicco/Prosnid e Subit/Subid.

Dalla Pro loco Prossenicco aps la presidente, Sonia De Simon, spiega: «Il sentiero riaperto è un vecchio sentiero che un tempo veniva usato per andare a falciare i prati, raccogliere i frutti nel bosco, occuparsi di attività boschive nonché, ovviamente, per spostarsi da un paese all’altro». Il sentiero dà accesso anche ad alcune cime della zona, come l’Ostra Cras, o altri punti d’interesse. Passando sopra il monte Rep, arriva ai prati di Sant’Anna e da lì ridiscende verso Subit. In totale l’itinerario è lungo circa 8 km.

«Ora che a Subit, oltre alla Pro loco del paese, è attivo anche il punto di ristoro e pernottamento della struttura Al Tiglio-Lipa – spiega De Simon – , in collaborazione coi nuovi gestori della struttura abbiamo pensato a questo nuovo collegamento per offrire alle persone un’ulteriore possibilità di spostamento a piedi».

Arrivati a Subit, infatti, ora camminatori e turisti dispongono stabilmente di un punto in cui potere rifocillarsi o pernottare, così come già avviene a Prossenicco. Ricordiamo che nella frazione di Taipana sono presenti e attivi l’agriturismo Brez mej, l’osteria Al centro e l’ostello Onair, quest’ultimo gestito, tra l’altro, proprio dalla Pro loco Prossenicco aps.

Sonia De Simon spiega come nella sistemazione del sentiero siano state, in qualche modo, coinvolte entrambe le comunità. «La parte verso Prossenicco è stata curata dall’associazione da me presieduta; la parte verso Subit, invece, era già stata a suo tempo curata dalla Pro loco di Subit. La novità è quella di avere ricongiunto i due tratti del sentiero, che prima erano già attivi nell’ambito di ulteriori percorsi».

L’iniziativa è pensata con l’idea di fare rete tra le due comunità nonché di proporre, in futuro, iniziative comuni.

Dopo l’apertura del sentiero tra Subit e Porzus/Porčinj, attraverso la sorgente Očena, nasce così un ulteriore legame tra le frazioni della zona montana di Attimis e di Taipana, che sono tra loro affini per cultura, dialetto sloveno parlato e tradizioni. (Luciano Lister)

https://www.dom.it/