C’è acqua quando è vuota la sorgente?

Joan Miró, Costellazione amorosa

Favole di fondali,
voci di oscurità
generano inquietudine
e nascosta nel tempo
risvegliano la fonte
che cade, cade
attraverso la pace
nel buio delle profondità
e sogna, sogna
la propria origine
fino ai dolori della nascita.

Ines Cergol, poesia tradotta dallo sloveno da Jolka Milič per la rivista “Fili d’aquilone” 

La letterata slovena Ines Cergol è nata nel 1959 a Capodistria, dove vive e lavora. Scrive e pubblica poesia, saggi, critiche letterarie, articoli e trattati specializzati in quasi tutte le riviste nazionali e anche all’estero. In passato, per vari anni, si è dedicata al giornalismo e a lungo è stata redattrice esterna per la casa editrice Lipa di Capodistria, e per altre editrici slovene ha curato parecchi libri. Da più di vent’anni organizza nel Capodistriano, in Croazia e in Bosnia-Erzegovina incontri culturali. Si occupa anche di traduzione dal croato in sloveno. Insegna sloveno al ginnasio di Capodistria, però – oltre alla lingua slovena – si è laureata anche in serbo-croato all’università di Ljubljana. In quanto membro attivo dell’Associazione degli scrittori sloveni ha fatto parte del suo comitato esecutivo ed è stata presidente dell’affiliata Associazione dei letterati del litorale con sede sul Carso, quest’ultima purtroppo fortemente in crisi.
Ha pubblicato tre raccolte di poesia: Globoko zgoraj (Profondamente in alto), 1991; Vmes (In mezzo), 1998 e Svetlobnica (Lucernario), 2005 e due libri di traduzioni di illustri poeti croati, e cioè Antun Branko Å imić e Mile PeÅ¡orda. È presente in tre antologie con testi a fronte: Tja in nazaj – Andata e ritorno, 2000; Due mondi … un sentiero – Dva svetova … ena pot, 2002 e Cinque – Pet, 2003. Anche nell’almanacco sloveno-inglese del Premio internazionale Vilenica, 2009 e nel terzo volume dell’Antologia delle poetesse slovene, 2007. Sue poesie messe in musica sono state registrate da Mojca Maljevac su CD Tina Omerzo Trio – Intima 2005.

https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2018/10/28/ines-cergol-tre-poesie-tradotte-dallo-sloveno/

MICHELE PIERRI

È VERSO LA FINE DI MAGGIO

È verso la fine di maggio
che a volte sbigottisce
e si confonde il sole
tra colore e colore
come l’unico pane tra le spighe di altri;

dolcemente così vicino sfilano
i visi, congiunzione non prevista
di questi giorni rari
tra binari e binari
abbagliando lo scambio…
oh fuggitivi baci!

(da De consolatione, Schwarz, 1953)

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Che cos’hanno di tanto particolare i giorni verso la fine di maggio? Ma naturalmente quella dolcezza che ancora non è la collosa calura dell’estate e che non è più l’incertezza di primavera: il grano si fa maturo e assume il colore del sole. Di questa dorata dolcezza si nutre l’amore del poeta napoletano Michele Pierri.

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FOTOGRAFIA © CASTLEGUARD/PIXABAY

https://cantosirene.blogspot.com/

Iztok Osojnik, tre poesie — perìgeion

(foto di Jurij Vižintin)   Ko slišim tvoj glas, Jure, se živo spomnim, kako si skakal pri Brejcih. Plesala sva v norem transu, verjetno malce pijana, še verietneje, da ne. Bila je ena tistih noči z začetka življenja dveh avtsajderjev, čeprav sva že globoko zagazila v džunglo poezije. Zavistno in […]

Iztok Osojnik, tre poesie — perìgeion

Alle radici del crollo di Drenchia

L’associazione Kobilja Glava, venerdì 28 maggio alle 19 nella casa della cultura slovena a San Pietro al Natisone  presenterà lo studio “Studio sull’architettura rurale di Drenchia” realizzato dall‘architetto Vida Rucli, con  finanziamentoto della Zveza slovenskih kulturnih društev. Venerdì 28 maggio 2021 alle 19.00. Il testo integrale della ricerca è pubblicato sul sito dell’associazione https://kobiljaglava.com,   (>Cosa abbiamo fatto > Altre informazioni). Lo studio prende in considerazione anche alcuni aspetti della recente storia demografica di Drenchia.«Il crollo della popolazione – vi si legge – si verifica negli anni ’60 quando nella Regione si registra un aumento vertiginoso della produzione industriale che assorbirà gran parte della manodopera fino allora impiegata in agricoltura. Le prime aree coinvolte in questo processo sono quelle più marginali e con scarsa, o nulla, offerta di lavoro. Numerosi lavoratori di Drenchia/Dreka finiscono nel Manzanese, ove in poco tempo le aziende che producono sedie saranno più di 2.000. L’abbandono dell’agricoltura, che per secoli era stata il settore economico preponderante, è talmente rapido che non permette neppure di adeguare, o trasformare, molti immobili ad essa collegati. Non servono più stalle, fienili, depositi/kašte, attrezzi e macchinari e gli immobili degradano rapidamente. Con l’abbandono poi delle superfici coltivate, campi e prati, cresce in modo incontrollato il bosco che oggi soffoca i paesi».

https://www.dom.it/category/clanki-articoli/aktualno-attualita/

PIOVE E FA FREDDO

UDINE

Sono giorni che piove! Ed è freddo. Oggi 25 maggio la massima è stata di 14 gradi.Addosso, maglia di lana bella spessa…Sul Messaggero Veneto ho letto che è dal 1991 che non si aveva un maggio così inclemente.

SCALE DI UN ALTRO COLORE

Uscita dalle Poligrafiche San Marco di Cormòns la plaquette del poeta Maurizio Mattiuzza “Le scale di un altro colore”, postfazione di Pericle Camuffo, è la 14a plaquette della collana ‘100’. Il dipinto in copertina è del Maestro di Luciano de Gironcoli “Campi in Friuli”, 2020. Le plaquette contengono testi poetici scritti in 11 lingue e parlate del Mondo, sono stampate ognuna in 100 esemplari numerati tipograficamente e firmati dall’autore con sovracopertina d’artista. Le plaquette della collana “100”, sono un prodotto tascabile, compatto e allo stesso tempo elegante ed esteticamente accattivante. Gli altri autori: Fabiano Alborghetti (Svizzera), Maram Al Masri (Siria), Glorjana Veber (Slovenija), Peter Semolič (Slovenija), Piero Simon Ostan, Fabio Franzin, Antonella Sbuelz, Marina Giovannelli, Michele Obit, Stefano Moratto, Nino Iacovella, Sandro Pecchiari, Andrea Zuccolo, Maurizio Mattiuzza. http://www.edizioni.culturaglobaleit

Maurizio Mattiuzza, al suo esordio nel romanzo, è una delle voci più significative della letteratura friulana di oggi e poeta noto a livello nazionale: vincitore del Premio nazionale Alda Merini 2017, del Premio Carlo Levi 2016 e del Premio Laurentum 2009.

Paroliere per il cantautore Lino Straulino e la band Luna e un Quarto, conta traduzioni in diverse lingue europee e partecipazioni a prestigiosi festival internazionali.

È uno degli autori di La notte che il Friuli andò giù, libro di narrativa dedicato ai giorni del terremoto del maggio 1976.

Potrebbe essere un contenuto artistico raffigurante il seguente testo "Maurizio Mattiuzza Scale di un altro colore EdizioC Culturaglobale "100""

UN PRATO IN PENDIO

Un prato in pendio, quanto ci vuole
per correre la discesa senza paura
di cadere, ma quasi andando incontro alla caduta
con il batticuore del volo.
Ruzzolare, rotolarsi e dopo rialzarsi
in uno scoppio di luce che è lì da millenni
a portare con sé paglia e steli nel maglione e fra i capelli.
Anche il razzolare delle bestie nell’aia
può essere sufficiente; farsi rincorrere
dal gallo mattutino, intenerirsi dal pulcino
scaldato dalle mani, pulcino tu stesso
farti graffiare dall’abbraccio ruvido
del padre tornato da lontano.
Oppure, con la piccola coppa delle mani,
levare sgocciolante dalla pietra
l’acqua dei torrenti di montagna.
Creature, creato adesso convocati
in un singolo nodo alla gola
che spinge in alto le lacrime, nel cuore del cielo
dove ricominciare la discesa,
ruzzolare, cadere
farsi male.

Pierluigi Cappello

Tolmezzo, luglio 2017

da “Un prato in pendio”, Rizzoli, 2018