ISTRUZIONI PER DORMIRE

Certo, addormentarsi.
Scacciare la luna
dalla finestra.
Mettere in contumacia
le zanzare.
Stabilire per i gatti
lo spazio notturno.
Zittire i malinconici
cani dei vicini.
Chiudere l’udito
a tutti i rumori
tranne a quello della pioggia.
relegare tutti i pensieri
angosciosi nel posto
che gli spetta,
nel tempo passato
o futuro.
Sistemare i sentimenti
nei reconditi
meandri del cuore,
in astucci
chiusi a chiave fino all’alba.
Reprimere i dolori.
Controllare i desideri
e superare le offese.
Non comporre poesie.
Afferrare il filo di una storia
e inventare una favola.
Fungere da mamma a se stessi.
Essere la propria amata.
Coprire di baci
il cuore insoddisfatto.
Coprire con una coperta
le membra infreddolite.
Entrare
nell’enclave monastica
del buio e del silenzio.
Andare lontano.
In capo al mondo.
Al confine dei sogni e dei non sogni.
E magari
ancora più lontano.

Traduzione: Jolka Milič

Kajetan Kovic

Kajetan Kovič era un poeta, scrittore, traduttore e giornalista sloveno. Nel 1978 riceve il Premio Prešeren, il più alto riconoscimento artistico in Slovenia, per la sua raccolta di poesie Labrador.

buongiorno – doberdan

Potrebbe essere un'immagine raffigurante montagna, albero e natura
DRENCHIA

foto di Casali

Drenchia (Dreka in sloveno è un comune italiano sparso di 102 abitanti del Friuli-Venezia Giulia. La frazione Cras ospita la sede comunale. Attualmente è il più piccolo comune della regione per numero di abitanti residenti.L’etimologia del toponimo è incerta; una ipotesi la fa risalire alla parola slovena dren che significa albero di corniolo, pianta molto presente nell’area comunale; il toponimo viene menzionato, per la prima volta, nell’anno 1295 “homines ville Tranche”.

Secondo i dati del censimento effettuato nel 1971, il 57,3% della popolazione del comune di Drenchia si dichiarava appartenente alla minoranza linguistica slovena.

Attualmente, accanto alla lingua italiana, è ufficialmente tutelata anche la lingua slovena.

In armonia a quanto stabilito dalle legge 38/2011 Norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli Venezia Giulia, nelle insegne pubbliche e nella toponomastica viene utilizzata la formulazione bilingue.

Sul territorio comunale sono presenti le associazioni Pro Drenchia, della Squadra volontari antincendi e della Protezione civile inoltre il gruppo alpini di Drenchia

da wikipedia

Un nuovo impulso per il turismo slow, nasce il ‘Cammino delle 44 chiesette votive’

Dieci tappe per 167 chilometri complessivi su sentieri, strade e carrarecce. Dieci tappe attraverso tutti i comuni delle Valli del Natisone che connettono le 44 caratteristiche chiesette votive delle frazioni. L’itinerario diventa una sorta di pellegrinaggio religioso, naturalistico e culturale, sulla falsa riga dei ‘cammini’ che, in altre parti, stanno avendo un seguito crescente: basti pensare al cammino delle Pievi in Carnia o all’ancora più famoso percorso della Via degli Dei sull’Appenino Tosco-Emiliano tra Bologna e Firenze. Il progetto, nato da un’idea della ProLoco Nediške Doline e realizzato grazie allo studio naturalistico ForEst, è stato presentato, via web, lo scorso 15 aprile.
“Abbiamo pensato di fare del Cammino delle 44 chiesette votive, seguendo l’interesse crescente per questi monumenti, un potenziale volano per il turismo delle Valli del Natisone”, ha spiegato introducendo la serata Nico Sinuello della Pro loco. “Il percorso infatti passa davanti alla porta di diverse realtà produttive del territorio”. L’obiettivo infatti è quello di sfruttare la domanda in forte crescita di turismo slow cui la riscoperta di questi peculiari monumenti religiosi delle frazioni delle valli risponde perfettamente. Hanno poi illustrato nel dettaglio il percorso delle dieci tappe Marco Pascolino e Angelo Sinuello.
Itinerario, ha spiegato Pascolino, che parte da Cividale per motivi logistici, visto che è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. E che è stato studiato seguendo il criterio, ovviamente, di congiungere le chiesette, di toccare tutti i comuni delle Valli del Natisone, e di offrire, lungo il percorso, punti di ristoro e possibilità di pernottamento. L’obiettivo dunque è far sì che la mobilità lenta sia uno stimolo e un motore per le attività economiche del territorio, diverse delle quali, appunto, sono presenti sull’itinerario.
Angelo Sinuello ha quindi illustrato nel dettaglio le singole tappe del cammino (tutti i tracciati sono consultabili nel dettaglio sul sito http://www.nediskedoline.it). Realizzato – ha precisato – seguendo, per la segnaletica, le direttive della commissione Giulio Carnica sentieri. E utilizzando come fonte per l’individuazione dei 44 monumenti religiosi la pubblicazione “Chiesette votive da S. Pietro al Natisone a Prepotto” di Tarcisio Venuti. È stato quindi disegnato un percorso che ha una traccia principale di 122 km che diventano 167 con alcune varianti per gli escursionisti più caparbi. Il 50 per cento si snoda sui sentieri, il 29 per cento su strade asfaltate e il 21 per cento su carrarecce. Sfruttando quindi la ricca rete di percorsi già esistenti sul territorio. Il cammino delle 44 chiesette infatti, ha evidenziato Angelo Sinuello, presenta diversi collegamenti con altri percorsi tematici, fra questi l’Alpe Adria trail, il Cammino celeste, il Krivapete trail, fino anche ai sentieri delle rogazioni di San Marco. Le tappe, che hanno una lunghezza compresa fra i 7,5 e i 16,5 km, hanno generalmente una difficoltà facile o media, che diventa difficile solo in alcune varianti, e quindi sono adatte alle esigenze di un pubblico ampio di escursionisti. Già pronto anche il logo del nuovo cammino, realizzato con la collaborazione di Stefania Gentili, su cui compare la denominazione in italiano e sloveno ‘Nediške Doline – Valli del Natisone’.
Nel corso del dibattito, con gli interventi di Massimiliano Miani, presidente del Cai Val Natisone, Antonio Ruocco, presidente della sezione Cai di Cividale, e Pietro Boga, consigliere Cai FVG, è quindi emerso il ruolo fondamentale di Cai e Planinska družina Benečije e di altri privati per la manutenzione dei sentieri cui si spera il Cammino possa dare nuovo impulso.
Diverse le idee per i possibili sviluppi dell’iniziativa, dal riconoscimento per chi affronta tutte le tappe, alla realizzazione di mappe e brochure, agli eventi particolari da connettere con le festività dei patroni delle chiesette. Fino al ‘nodo’ dell’accesso allo spazio interno dei monumenti, oggi oggettivamente complicato, visto che la custodia degli edifici è affidata solo a privati cittadini volontari che, ovviamente, faticano a garantire un accesso continuativo alle strutture.

OLINTO MARINELLI

Olinto Marinelli (Udine, 11 febbraio 1876 – Firenze, 14 giugno 1926) è stato un geografo e professore di geografia italiano.

Figlio di Giovanni Marinelli, è stato considerato un maestro di coetanei, dai suoi contemporanei, e animatore di uomini e istituti pronti a offrire il loro concorso da Biasutti (geografo); subentrò al padre, a soli 26 anni, alla cattedra di geografia di Firenze, che detenne dal 1902 al 1926.

Avviato dal padre agli studi naturalistici e alla geografia secondo un programma di metodica esplorazione locale, egli continuò il lavoro del padre e sviluppò il suo pensiero attorno alle cause attuali, cioè l’idea che le trasformazioni del mondo non sono diverse dalle trasformazioni del territorio in una relazione di causa-effetto. Trasformò quindi la geografia, da storico-letteraria quale era, in propriamente scientifica. Sostenne l’unità organica della geografia come scienza e metodo, affermando la necessità dell’esplorazione e del diretto contatto con le cose, elevando la cartografia a strumento essenziale e introducendo il ratzelismo in Italia.

È noto per essere stato l’autore dell’Atlante dei tipi geografici pubblicato dall’Istituto Geografico Militare nel 1922, dove si evidenzia l’importanza della cartografia, che avvicinerebbe al suolo le discipline economiche e storiche, e dove si analizza il concetto di tipo e tipo ideale, sulla base di esempi concreti vicini e lontani. È stato il direttore della Rivista Geografica Italiana, ma anche collaboratore di riviste scolastiche come La geografia per tutti, in pubblicazioni indirizzate ad un target poco specialistico.

Note biografiche tratte e riassunte da Wikipedia


https://it.wikipedia.org/wiki/Olinto_Marinelli.