IL NOCE

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Sua maestà il noce di

Raffaele Tesolin

Si pianta usando distanze molto larghe: 7 metri tra le file e da 4 a 6 metri sulla fila. Si mettono a dimora piante in vaso, micro propagate, di 6 mesi. Piante più grandi non servono. Non si guadagna tempo e si buttano via soldi, come dice il mio amico Eugenio Cozzolino, grande esperto di noce.Si allevano le piante ad asse centrale, in cui si sviluppano 6 branche a lunghezza decrescente dal basso verso l’alto. La potatura di allevamento è minima, ma richiede alcuni accorgimenti. Una volta messo a dimora l’astone, questo viene cimato alla fine del primo anno a 1,80 m. Un piccolo accorgimento al secondo anno: dove si devono formare le branche, la gemma principale viene eliminata (con un coltellino) a favore della gemma secondaria, che dà un germoglio più aperto.Una volta realizzata la struttura della pianta, la potatura si limita ad eliminare i rami e le branche deboli e in deperimento.Parliamo anche di soldi. Quanto rende un impianto di noci? 4-5 tonnellate/ha in piena produzione, ma un bravo coltivatore, usando le varietà che producono anche sui rami laterali, può arrivare a 8-10 tonnellate. A 5-6 Euro/kg per noci sgusciate, parliamo di 20 mila Euro ad ettaro per i produttori meno bravi, una rendita che può salire fino a 30-60 mila Euro per i più bravi.Molti ascoltatori avranno notato che in certe annate molte noci hanno il verme. È un problema e se si vuole mangiare noci bisogna trattare contro il verme della noce. Un paio di trattamenti a stagione sono sufficienti, ma bisogna farli al momento giusto. Il servizio fitosanitario dell’ERSA può venire incontro, monitorando i voli primaverili dell’insetto e avvertendo sul sito web quando è il momento di trattare.

da vita nei campi

Corrado Alvaro — Laboratori Poesia

Febbre   Venne ad affacciarsi nel sonno come s’affaccia la luna le sere d’estate sul mondo, e crescono ad una ad una smisuratamente le cose diafane, fatte d’ombra. Così s’affacciò, ma vicina coi suoi grandi occhi d’opale respirando come la cima degli alberi al vento serale.   Vicina, ma pure assai……

Corrado Alvaro — Laboratori Poesia

Il razzo cinese è caduto nell’Oceano Indiano

La tensione si è sciolta pochi minuti dopo le 5, quando è stata esclusa la caduta di uno o più frammenti sul territorio italiano del detrito spaziale del lanciatore spaziale cinese “Lunga marcia 5B” in rientro incontrollato nell’atmosfera.

Pochi minuti dopo è arrivato un nuovo annuncio: “Il secondo stadio del razzo cinese Lunga Marcia 5B è rientrato nell’atmosfera sull’Oceano Indiano, in un’area vicina alle isole Maldive”.

Il rientro è stato confermato anche dai dati del Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America (Norad). Disattese le stime iniziali, che indicavano il Nord Atlantico come probabile punto di rientro, poi il bacino del Mediterraneo.

Si è verificato così senza impatti per l’Italia il passaggio del detrito spaziale sulla traiettoria che interessava buona parte del centro-sud e che ha tenuto in apprensione la Protezione civile fino all’alba. Il rientro è avvenuto entro i limiti della finestra temporale prevista, che andava dalle 3:11 alle 5:11 italiane, mentre c’è stata un’incertezza decisamente maggiore sul luogo del rientro, inizialmente indicato nel Nord Atlantico e successivamente nel Mediterraneo orientale.

E’ sempre difficile stabilire con esattezza la traiettoria di un oggetto di grandi dimensioni in caduta incontrollata e lo stadio del Lunga Marcia 5B non è stata un’eccezione. Una volta portato in orbita il modulo principale della nuova stazione spaziale cinese, lo scorso 29 aprile, il più grande razzo costruito dalla Cina aveva esaurito tutto il suo propellente, come previsto nella missione. Come spesso accade, si è data la priorità alla messa in orbita di un oggetto più che alla necessità di conservare un po’ di propellente che permettesse di gestire un rientro controllato. Di conseguenza, portata a termine la sua missione, lo stadio del lanciatore ha cominciato la sua caduta verso la Terra.

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https://news-town.it/cronaca/35421-razzo-cinese,-la-caduta-nell-oceano-indiano-vicino-alle-maldive-nessun-impatto-sull-italia.html

Salvataggio della balenottera

 I soccorritori hanno lavorato tutta la notte per liberare una balenottera intrappolata nel Tamigi, in una delle chiuse di Richmond, nel sud-ovest di Londra. Dopo quasi quattro ore di tentativi, l’animale è stato portato con successo in un luogo più sicuro e visitato da un veterinario. Se le sue condizioni lo consentiranno, il cetaceo verrà liberato in mare aperto. Domenica pomeriggio erano stati in molti ad avvistare il suo passaggio nel fiume e a postare video sui social. La liberazione della piccola balena è stata accompagnata dall’applauso di chi è rimasto fino a notte ad assistere alle operazioni di salvataggio.

Pordenonelegge, domani il talk digitale da Parigi: giovane poesia italiana

Terza tappa del viaggio europeo di presentazione del volume Antologia Giovane Poesia Italiana, l’ebook realizzato da Fondazione Pordenonelegge attraverso il Bando nazionale “Per chi crea” promosso dal MIBACT, Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la SIAE. La presentazione della pubblicazione, tradotta in tedesco, inglese, spagnolo e anche in francese, offre l’occasione per aprire un osservatorio sul fare e leggere poesia delle giovani generazioni italiane, in un confronto con i giovani autori e lettori europei. Agli incontri di Berlino e Madrid fa seguito adesso la presentazione promossa in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura Parigi, in programma lunedì10 maggio, dalle 19 sui canali social di pordenonelegge. In un clic tutti potranno assistere al talk digitale realizzato in partnership con Efasce pordenonesi nel mondo, introdotto dal direttore dell’Istituto di Cultura Diego Marani, che spiega: «La poesia più che ogni altro genere letterario rivela la musicalità di ogni lingua. Proprio per questo la poesia naturalmente spinge alla conoscenza linguistica che è il passo necessario per la vera conoscenza dell’altro. Più che mai oggi l’Europa ha bisogno di poeti e di giovani, due figure del resto indissociabili perché per il suo essere intessuta di sogno la poesia è sempre giovane». All’incontro porteranno il loro saluto il Presidente di Fondazione Pordenonelegge Michelangelo Agrusti e il Presidente di Efasce pordenonesi nel mondo, Gino Gregoris. E nel corso dei lavori il poeta, scrittore e Direttore artistico di pordenonelegge Gian Mario Villalta dialogherà con lo studioso di poesia contemporanea Fabio Zinelli, docente di filologia romanza presso l’Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi. Si focalizzerà sull’Antologia realizzata da pordenonelegge che Fabio Zinelli assimila ad una «”Galleria”, intesa come luogo fisico fatto di incontri, prima con gli artisti del territorio e poi, attraverso una rete di relazioni, anche con quelli più allargati. Una Galleria capace di focalizzare sugli aspetti territoriali, non intesi solo in senso geografico: territori linguistici specifici e quindi “paesaggi linguistici” come filo rosso dei testi raccolti». Conferma Gian Mario Villalta che «l’Antologia non necessariamente ha voluto raccogliere il “meglio” della poesia italiana, ma è il risultato di un lavoro editoriale e quindi di scelte, incontri e opportunità di approfondimento. Con la consapevolezza di aver evidenziato, negli elementi legati al paesaggio linguistico degli autori, un denominatore comune alle nuove generazioni di autori e lettori di poesia in Europa». In programma, nel corso dell’incontro, le letture di quattro autori dell’Antologia: Laura Di Corcia, Sebastiano Gatto, Greta Rosso e Francesca Serragnoli.Fra gli autori della Antologia Giovane Poesia Italiana, che riunisce 20 poeti italiani under 35 al momento della pubblicazione ed è un progetto curato da Roberto Cescon, anche i poeti Gian Maria Annovi, Alessandro Bellasio, Maria Borio, Clery Celeste, Azzurra D’Agostino, Bernardo De Luca, Tommaso Di Dio, Alessandro Grippa, Naike Agata La Biunda, Maddalena Lotter, Daniele Mencarelli, Marco Pelliccioli, Eleonora Rimolo, Giulia Rusconi, Giulio Viano, Kabir Yusuf Abukar. Diverse le provenienze geografiche, le poetiche, le intonazioni di queste venti voci: e la poesia come denominatore comune per raccontare la propria esperienza del mondo, un progetto che raccoglie l’impegno di Fondazione Pordenonelegge per dare voce ai giovani autori di poesia, e lo proietta sul palcoscenico europeo. L’ebook Antologia Giovane Poesia Italiana è scaricabile gratuitamente dal sito della Fondazione (www.pordenonelegge.it), a questo link: https://www.pordenonelegge.it/tuttolanno/ebook/giovane-poesia-italiana

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Non ti scordar di me

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MIOSOTIS-NON TI SCORDAR DI ME

Un dì il Signore
dall’alto vide
la terra brulla e spoglia
cos’ gli venne voglia
di rivestire
di fiori
le spiagge, i colli
i monti e le pianure.

Tosto, per incanto
le margherite, i botton d’oro
rossi papaveri ed azzurri fiordalisi
le mammole ed i narcisi
l’erica e la ginestra
crebbero in tutto il mondo.

Ma poichè ogni pianta
ha bisogno di un nome
per far giusta distinzione
ad un angelo ordinò
in terra di volare
e dei nomi far distribuzione.

-Rosa-disse-giaggiolo
viola, serenella
anemone, mughetto, fior di leone
papavero, glicine, giglio, genzianella
convolvolo, narciso, fior della passione.

Quand’ebbe finito
di recitar
l’ultima strofa
del suo rosario di soavi nomi
e presso il Signor
s’accingeva a tornar
una flebile voce lo supplicò:
-Buon Angelo manco io
non ti scordar di me, mio Dio!-

Era un’ umile piantina
che essendo piccolina
dalle frasche nascosta
non era stata vista.

Trattenne l’angelo il volo
vide la piantina esile
e sorrise:
Non aver paura
. Non- ti – scordar. di- me
sarà il tuo nome
simbolo tu sarai
di amicizia sincera e duratura.

https://www.poesieracconti.it/poesie/opera-80163

Ascolta & Leggi: Tamar Aphek e quattro poeti sloveni — almerighi

Tra ombra e luce . Tra Ombra e luce ci sono differenze minime(l’ombra è solo un’irradiazionemeno ricca).Il tempo si muoveentro il loro cerchioe il poeta non si firmasotto le sue poesie;se sono sue,sono tue, mie(l’elementare diritto dell’arteè la sua particolare percezionein ogni singolo individuo),nostre,adesso e nel futuro,a tempo debito – che verrà –parleranno di nuovo […]

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