Una cartolina da…

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foto di Roberto Bardelli

UDINE-PIAZZA SAN GIACOMO O PIAZZA DELLE ERBE-PIAZZA MATTEOTTI

La chiesa di San Giacomo è un edificio di culto edificato nel 1378 per volere della Confraternita dei pellicciai, inizialmente come cappella che venne poi ingrandita. È situato nell’antica piazza di Mercatonuovo o delle Erbe, poi piazza Matteotti, ma più conosciuta come piazza San Giacomo.

La facciata attuale risale al 1525 ad opera di Bernardino da Morcote, mentre la cappella laterale fu aggiunta dopo il 1650. Sopra il portale è collocato l’orologio, sormontato da un balcone, ed inoltre la cella campanaria aperta da una bifora. Accanto sorge la cappella delle Anime realizzata nel 1744.

Agli altri tre lati della piazza si affacciano antichi palazzi, alcuni dei quali hanno ancora tracce di affreschi; al centro della piazza, rialzata rispetto alla strada, vi è una colonna risalente al 1487 con un cima la statua della Vergine ed una fontana cinquecentesca, progetto di Giovanni da Udine.

A sinistra della chiesa, nella adiacente piazzetta si può notare un pozzo a pianta poligonale con edicola retta da colonnine; risale al 1486.

da https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Giacomo_(Udine)

ASPARAGI SELVATICI

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foto di Suzana Pertot

L’asparago selvatico (Asparagus acutifolius) è una piccola pianta sempreverde cespugliosa, perenne, della famiglia delle Liliaceae reperibile in tutto il bacino del Mediterraneo. I nomi comuni “asparago spinoso” e “asparago pungente” derivano dalle caratteristiche spine poste alla base dell’apparato fogliare; è pianta caratteristica della macchia mediterranea.

Da non confondersi con il luppolo selvatico o con i germogli di pungitopo (entrambi chiamati anche “asparagi selvatici”), i cui germogli vengono ancora oggi raccolti a primavera nelle campagne e nei luoghi incolti per farne ottimi risotti, frittate e minestre

I germogli dal sapore amarognolo sono spesso utilizzati in cucina per fare frittate o sughi; molto apprezzato il risotto con asparagi. Gli asparagi germogliano in primavera e sono molto più piccoli, ma anche più saporiti dei comuni asparagi coltivati; vengono raccolti allo stadio di getti immaturi (germogli), si possono cogliere più volte.
Occorre fare attenzione nella raccolta staccando accuratamente il getto dalla base, senza strapparlo o danneggiare il cespo sotterraneo; queste precauzioni permettono che il cespo produca ancora getti.
In stagione di primavera avanzata occorre sospendere la raccolta e permettere la normale vegetazione dello stelo, la produzione delle foglie spinose, la fioritura (e la fruttificazione). La vegetazione completa consente l’accumulo di sostanze di riserva nel cespo sotterraneo che alimentano la vegetazione dell’anno successivo; questa cura permette la sopravvivenze della pianta per molti anni.

L’Asparagus acutifolius può essere coltivato in orto mediante impianto dei cespi o per seme; l’impianto opportunamente condotto (concimazioni, diserbo, potatura di rinnovo degli steli, interruzione della raccolta a fine primavera) ha una durata poliennale. La raccolta dal coltivato evita il danneggiamento della flora spontanea.

da https://it.wikipedia.org/wiki/Asparagus_acutifolius

La Passeggiata con l’autore raccontata da Moonlightloren — Trieste Arcana

Trieste arcana, Trieste, nascosta, Trieste ermetica, Trieste occulta Trieste del mistero, ma soprattutto Trieste questa sconosciuta. L’abbiamo già detto varie volte il capoluogo del Friuli Venezia Giulia è una città strana e sorprendente, capace di nascondere tantissimi segreti. Per conoscerla davvero bisogna cercare, scrutare, ammirare tra i segni dei suoi palazzi, delle sue statue, delle […]

La Passeggiata con l’autore raccontata da Moonlightloren — Trieste Arcana

TENSIONE ITALIA TURCHIA

da https://ceccodotti-2.blogspot.com/

La Turchia ha condannato le parole di Mario Draghi addirittura tirando in ballo Mussolini e consigliando al nostro premier di studiarsi la Storia…
Allora mi chiedo perché non Marco Furio Camillo, quello che respinse i Galli di Brenno e onorato col titolo di “Pater Patriae”… Oppure lo stesso Cesare, il Gaio Giulio che conquistò la Gallia estendendo il dominio di Roma dall’Atlantico alla Turchia (l’allora Ponto).
Insomma, a guardare bene non tutti i dittatori sono uguali. Ce n’è di peggio…
Consiglierei a Erdogan, casomai, di rivedersi il periodo “kemalista” durante il quale, rompendo con un passato “islamista” eliminando il califfato e ispirandosi alle parole del suo promotore: “Pace in patria, pace nel mondo“,  alle donne vennero riconosciuti pari diritti con gli uomini, eliminando l’uso obbligatorio del velo, facendole votare e addirittura eleggendole in Parlamento.
E in quanto al “neo-ottomano” conservatore Erdogan, non mi pare che dopo aver revocato la propria partecipazione alla Convenzione di Istambul sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne, compresa quella domestica, ci stia facendo una bella figura…
Lasciando correre le numerose violazioni alla libertà di stampa, di espressione, e l’avversione irrazionale e discriminatoria nei confronti di omosessuali, bisessuali e transessuali, sebbene quest’ultima sia in apparente diminuzione. 🤔

La vrata gialla per nuova vita a Montemaggiore

Martina Moretti pred zavetiščem La vrata gialla v Brezjah/Martina Moretti davanti alla struttura La vrata gialla a Montemaggiore

Aria di novità per il centro sociale comunale di Montemaggiore/Brezje, che accoglie camminatori e turisti lungo il Cammino celeste e non solo. Il Comune di Taipana ha, infatti, affidato per sei anni la struttura alla giovane Martina Moretti, che ha 27 anni.

In qualche modo quello di Martina è un ritorno a Montemaggiore. Anche se la sua famiglia risiede nella zona di Pordenone è originaria della frazione della Val Cornappo.

Il nome che Martina ha scelto per la struttura, La vrata gialla, riassume un po’ l’idea del progetto.

Martina pred rumenimi vratami/Martina davanti alla vrata-porta gialla

«Vrata in sloveno significa porta, e richiama il dialetto sloveno parlato a Montemaggiore, ma anche l’unico elemento architettonico che da quando l’edificio è sorto, negli anni Cinquanta, a oggi è sopravvissuto. Anche al terremoto del 1976. Si tratta di una porta, ora dipinta di giallo, che era presente già quando nell’edificio era attiva la scuola del paese». L’unione di una parola slovena a una italiana richiama anche il carattere del luogo, vicino al confine con la Slovenia. un po’ a metà strada tra Udine e Kobarid. La struttura, che negli ultimi due anni è rimasta attiva sul Cammino celeste grazie alla montemaggiorina Anita Tomasino, offre alcune camere singole e matrimoniali, un soppalco in cui dormire in molti, una cucina e servizi igienici. «Sarà accessibile da maggio a ottobre. Ovviamente è rivolta ai pellegrini del Cammino celeste, ma stiamo cercando di ampliare il giro. Nessun cuoco sarà presente regolarmente, ma se c’è necessità di preparare dei pasti, lo faremo, come è sempre stato negli anni scorsi», spiega Martina.

«Mi sono già messa in contatto con alcune realtà del territorio, ad esempio guide turistiche, per fare escursioni o camminate con tappa in questa casa, tra l’altro con piccole degustazioni in collaborazione con l’Azienda Zore di Alessia Berra, che produce formaggi di capra. Vorrei coinvolgere più persone possibile, anche attraverso eventi. Lo scopo che mi sono prefissata è quello di contribuire alla rinascita del paese».

In questo progetto Martina unisce diversi suoi interessi. «Frequento Montemaggiore da quando ero piccola e lo conosco abbastanza bene; sono maestra di sci e ho lavorato per diversi anni negli alberghi in segreteria. Il mio sogno è sempre stato quello di mettere insieme la passione per la montagna con questa attività, che mi piace molto. Tempo fa ho viaggiato per sei mesi in Sud America con lo zaino in spalla, da sola. Là ho frequentato vari ostelli. L’idea di condivisione mi piace molto. Vivendola in prima persona, mi ha fatto conoscere molte persone e vivere molte esperienze».

Al momento Martina, aiutata dalla sua famiglia e da alcuni abitanti, sta sistemando la struttura. Per accogliere al meglio i visitatori, infatti, sono necessari dei lavori all’impianto idrico, elettrico e di riscaldamento. A questo scopo è stata avviata una raccolta fondi, accessibile al link gofund.me/5baa351a

«Da quando ho iniziato a pubblicizzare La vrata gialla su Facebook e Instagram sono state molte le persone che mi hanno contattato, anche per inserire la struttura su giornali e siti escursionistici, quale punto di riferimento nella zona». Martina, che a causa della pandemia in inverno non ha potuto lavorare come maestra di sci, quest’estate dovrà lavorare per guadagnarsi da vivere; inizialmente, quindi, non sarà sempre presente a Montemaggiore. Ma ci sono già molte persone pronte ad aiutarla. «Per quest’estate ho già chiesto ad Anita Tomasino, alla mia famiglia e ad altre persone di darmi una mano ad accogliere i pellegrini in arrivo. Sperando che l’anno prossimo non ci sia più la pandemia, la prossima estate conto di essere sempre fisicamente qui».

Nel frattempo, a La vrata gialla Martina svilupperà altre iniziative. «Vorrei attrezzare una piccola ciclofficina per i ciclisti». Ma non solo. «Con alcuni abitanti, pensavamo di iniziare a pulire dei sentieri un po’ abbandonati, ma molto belli. L’idea è di riscoprire Montemaggiore». (Luciano Lister)

fonte https://www.dom.it/zavetisce-la-vrata-gialla-bo-ozivelo-brezje_la-vrata-gialla-per-nuova-vita-a-montemaggiore/