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Italian Recipe: Blueberry jam and smoked ricotta tart — The Writer’s Mountain Hut

This blueberry jam and smoked ricotta tart taste like mountains. Try it to dream of a sweet breakfast in the Italian Alps. *** Questa crostata con marmellata ai mirtilli e ricotta affumicata ha il sapore di una colazione tra le Alpi. Da cucinare per stupire gli amici e quando la nostalgia per le montagne si fa più forte.

Italian Recipe: Blueberry jam and smoked ricotta tart — The Writer’s Mountain Hut
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La vignetta

Caso Von Der Leyen
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Una sedia per due ospiti, tutti e due importanti, quando invece avrebbero dovuto essere tre.
Tra l’altro, entrando nella sala, si vede la Signora Von Der Leyen rimanere ignorata e quasi in disparte rispetto ai due “gentiluomini”. I quali, viste le poltroncine, vi si acciambellano alla svelta, gambe allungate e giacche sbottonate, neanche fossero al bar, costringendo la Signora Von Der Leyen ad accomodarsi sul divanetto poco distante.
Neppure un gesto di cortesia, un’attenzione particolare nei confronti di una donna che, a parte il ruolo che riveste, resta pur sempre una Signora. E non si è trattato di una gaffe, ma di pura maleducazione. Vergogna! 😡
Forse, se uno dei due “maschiacci” avesse fatto almeno la mossa di cederle il posto su una delle due poltroncine, li avrebbe salvati dalla figura barbina che tutti hanno visto!
Perciò ha fatto benissimo, il Presidente Draghi, ma non solo lui, a rimarcare una mancanza di rispetto che la dice lunga sul ritiro della Turchia dalla Convenzione di Istambul contro la violenza sulle donne… 😟

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I 120 anni dalla nascita di Adriano Olivetti meriterebbero qualcosa di più concreto delle celebrazioni  — Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

– Il Fatto Quotidiano Centovent’anni dalla nascita del più grande, del migliore tra gli imprenditori italiani non sarebbero una data da far passare solo tra celebrazioni e chiacchiere. Meriterebbero qualcosa di più concreto, anche se fino a pochi anni fa il silenzio sulle vicende della Olivetti e del suo massimo artefice era assordante, forse perché […]

I 120 anni dalla nascita di Adriano Olivetti meriterebbero qualcosa di più concreto delle celebrazioni  — Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava
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Poesia di Umberto Saba

La Grazia

UMBERTO SABA

QUASI UNA MORALITÀ

Più non mi temono i passeri. Vanno
vengono alla finestra indifferenti
al mio tranquillo muovermi nella stanza.
Trovano il miglio e la scagliuola: dono
spanto da un prodigo affine, accresciuto
dalla mia mano. Ed io li guardo muto
(per tema e non si pentano) e mi pare
(vero o illusione non importa) leggere
nei neri occhietti, se coi miei s’incontrano,
quasi una gratitudine.
Fanciullo,
od altro sii tu che mi ascolti, in pena
viva o in letizia (e più se in pena) apprendi
da chi ha molto sofferto, molto errato,
che ancora esiste la Grazia, e che il mondo
– TUTTO IL MONDO – ha bisogno d’amicizia.

(da Il canzoniere, Einaudi, 1961)

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Il messaggio del poeta deve essere un messaggio più alto, di pace: Umberto Saba ritiene che il compito di chi scrive poesie sia consolatorio, essere sollievo alla pena del vivere. Quindi il lettore, “Tu che mi ascolti”, che sia triste o allegro, deve appropriarsi di questo insegnamento, coltivare la gratitudine e l’amicizia, come quei passeri che non più timorosi beccano il miglio lasciato sul davanzale dal poeta.

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FOTOGRAFIA DA PINTEREST

https://cantosirene.blogspot.com/search/label/poesia%20italiana

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Nasce Izba, nuovo luogo di ritrovo a Topolò

Nasce, a Topolò, Izba (o Izba-r, sul nome definitivo c’è ancora discussione), un piccolo spazio accanto al chiosco (struttura che funge da luogo di ristoro solamente durante la Postaja) che è stato da poco affidato in comodato dall’amministrazione comunale di Grimacco all’Associazione Robida, un gruppo di giovani che sta dando davvero nuova linfa al paese.
Izba (“Nelle case della Benečija l’izba è la stanza vicina alla cucina solitamente scaldata dalla peč. Qui si mangiava, si raccontavano storie e alle volte si dormiva, una stanza calda e accogliente. Questo è un po’ quello che vorremmo diventasse e nei prossimi mesi ci metteremo al lavoro, sperando di potervi invitare già questa primavera” spiega l’associazione) sarà un bar caffè con uno spazio di coworking, quindi possibilità di sala concerti, studio radiofonico, punto informazioni, galleria, sala di lettura, spazio per laboratori e altro. In primo luogo comunque ospiterà, come tanti bar/circoli gestiti da associazioni, i soci di Robida e quelli delle altre due associazioni che partecipano a questo progetto, ovvero l’associazione Topolò-Topoluove e il circolo culturale Rečan_Aldo Klodič.
I soci di Robida, spiega l’associazione invitando ad iscriversi, non solo avranno accesso al locale, ma verranno anche aggiornati sulle attività organizzate e potranno loro stessi proporre idee per rendere il luogo un po’ di tutti e un po’ speciale.

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Lingua friulana in casa Montasio: “cjatâ chel dal formadi”

In Friuli, vi può essere capitato di sentir dire: “cjatâ chel dal formadi”. Ma cosa significa “trovare quello del formaggio?”. Le storie popolari qu questo tema sono molto dibattute, visto che il medesimo modo di dire si trova anche in dialetti del Veneto e del Trentino.

Secondo una leggenda veneziana, “Rivarà quel del formajo” farebbe riferimento alle “Formagee dea Giudeca”, le case in cui vivano i conciapelli che erano soliti usare delle cortecce di rovere per conciare le pelli, utilizzate come combustibile una volta fatte asciugare e pestate. Da qui quello del formaggio sarebbe colui che “batte le cortecce”, ovvero che “ti pesta per bene”.
Un’altra interpretazione origina in Trentino, dove si narra che per l’affitto di una malga sul monte Spinale, fosse stato pattuito un “uomo del formaggio”, ovvero tanto formaggio quanto ne serve per raggiungere l’altezza di un uomo. Vista la scarsità di cibo di quell’anno, i proprietari della malga inviarono a riscuotere il pagamento un uomo molto alto. Il malgaro che, arrivato alle spalle del riscossore del tributo aveva finito il formaggio, prese un’ascia e tagliò la testa del gigante. Trovare quello del formaggio starebbe a significare quindi “fare una brutta fine”.
Infine, si può interpretare la formula “cjatâ chel dal formadi” con il riferimento al fatto che i malgari, produttori di formaggio, erano uomini di montagna, abituati a un lavoro duro, sbrigativi nei modi e che non esitavano a farsi giustizia da soli, nel caso in cui qualcuno avesse provato a imbrogliargli.
“Cjatâ chel dal formadi” è un modo di dire diffuso in tutto il territorio friulano, che del formaggio, e in particolare del Montasio DOP che prende il nome dell’omonimo altopiano, ha fatto una vera e propria bandiera. Tanto che il gusto ricco, le elevate proprietà nutritive e la caratteristica di essere naturalmente privo di lattosio dai 2 mesi di stagionatura, lo hanno reso un alimento apprezzato in tutto il mondo.

http://www.montasio.com/2019/10/17/lingua-friulana-in-casa-montasio-cjata-chel-dal-formadi/