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Il silenzio – poesia di David Maria Turoldo

Il Mondo di Dora Millaci

Cosa più vera è pensarti appena
se pur la mente resiste al pensiero:
dei molti nomi non uno è degno
solo il silenzio conviene al mistero.

Oppure il cuore ti canti rapito
e «padre-e madre» ti chiami gemendo:
intelligenza e vita e amore,
Spirito, Verbo, Principio del mondo.

Padre per dire la sola origine
che accumuna l’uomo e la donna
e tutto il genere umano e il mondo
in una famiglia e destino.

Figlio per dire l’immagine vera
per dire il volto in cui si contempla
e noi trovare il lui l’Archetipo,
di cosa l’uomo è chiamato ad essere.

E tu che spiri qual vento dovunque
si che in te naviga tutto il creato
tu sei dell’uno e dell’altro l’Amore
e di noi il tempio tu fai di Dio.

Padre David Maria Turoldo

(Coderno di Sedegliano- Udine, 22 novembre 1916 – Milano, 6 febbraio 1992), al secolo Giuseppe,  è stato un religioso e poeta italiano dell’Ordine dei Servi di Maria .

Numerose sono le…

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Recensione: “L’accordo – Era l’estate del 1979” – Il valore della Speranza — PuntoZip

L’accordo. Era l’estate del 1979 di Paolo Scardanelli, Editore Carbonio. Il romanzo di Paolo Scardanelli, L’accordo – Era l’estate del 1979, racconta dell’amicizia tra Paolo e Andrea. Nell’estate post maturità, Paolo parte insieme ad altri coetanei per un campo estivo in Friuli, mentre Andrea, imprigionato in una situazione familiare drammatica e asfissiante, resta bloccato in […]

Recensione: “L’accordo – Era l’estate del 1979” – Il valore della Speranza — PuntoZip
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giornata nazionale del gatto

La festa del gatto, nata in Italia nel 1990, è celebrata il 17 febbraio[1].

La Festa Nazionale del Gatto ricorre il 17 febbraio ed è nata nel 1990. La giornalista gattofila Claudia Angeletti propose un referendum tra i lettori della rivista “Tuttogatto” per stabilire il giorno da dedicare a questi animali. La proposta vincitrice fu quella della signora Oriella Del Col che così motivò la sua idea nel proporre questa data che racchiude molteplici significati:

  1. febbraio è il mese del segno zodiacale dell’ Acquario, ossia degli spiriti liberi ed anticonformisti come quelli dei gatti che non amano sentirsi oppressi da troppe regole.
  2. tra i detti popolari febbraio veniva definito “il mese dei gatti e delle streghe” collegando in tal modo gatti e magia
  3. il numero 17, nella tradizione italiana, è sempre stato ritenuto un numero portatore di sventura, stessa fama che, in tempi passati, è stata riservata al gatto
  4. la sinistra fama del 17 è determinata dall’anagramma del numero romano che da XVII si trasforma in “VIXI” ovvero “sono vissuto”, di conseguenza “sono morto”. Non così per il gatto che, per leggenda, può affermare di essere vissuto vantando la possibilità di altre vite.
  5. il 17 diventa quindi “1 vita per 7 volte”

In varie città d’Italia si festeggia questa giornata con iniziative artistiche o di solidarietà a favore di questi animali[2][3].

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Le Ceneri/Pepeunica

Il primo giorno di Quaresima è tradizione mangiare aringa,baccalà,sarde in saor e polenta.«Pe Cinise si mangje la renghe». Così dice la tradizione friulana.

Oggi inizia la Quaresima.

Questo periodo in Friuli Venezia Giulia, in passato, veniva chiamato
“I giorni della Renga”. Imperativo era mangiare di magro, la lista delle cose da portare in tavola non lasciava grande scelta.
Per questo motivo è tradizione mangiare l’aringa, già il mercoledì delle Ceneri .

L’aringa, in friulano “renghe o cospetòn”, si cucina in questo modo:

La dissalatura si esegue solitamente immergendo le aringhe nel latte, lasciandole un paio d’ore, e ponendole nell’acqua fredda. Quindi si suole scottarle rapidamente sulla griglia per asciugarle. Qualcuno le fa saltare invece in padella con un po’ d’olio e aglio.
Si lasciano raffreddare (importante), si diliscano e si coprono con olio extra vergine d’oliva lasciandole macerare per almeno 48 ore. Chi lo desidera aggiunge all’olio della cipolla cruda affettata. Dopodichè si gustano in vari modi.

Affumicate o sotto sale, le aringhe fanno parte della tradizione popolare di molte regioni italiane. Leggendaria l’aringa appesa al lume al centro della tavola, in modo da potervi insaporire, per strofinamento, la polenta abbrustolita.

Un altro piatto tradizionale era la “Aringa con il Rati” (“Renghe e Rati”), radice tonda di colore nero (è presente anche una varietà bianca) che viene

L’aringa è un pesce di mare che vive generalmente in banchi. Ha una colorazione tendente al grigio e all’argento sui fianchi e sul ventre, mentre sul dorso assume la tonalità del verde.

da https://www.facebook.com/friuliveneziagiulia.turismo/posts/1055892857767265