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Citazione

Guarderai le stelle la notte. [] La mia sarà per te una delle stelle. Allora, tutte le stelle, ti piacerà guardarle, tutte saranno tue amiche.– Antoine de Saint-Exupèry

da wikipedia

Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint-Exupéry, noto anche con lo pseudonimo di Tonio[1] (Lione29 giugno 1900 – Isola di Riou31 luglio 1944), è stato uno scrittoreaviatore e militare francese.

È conosciuto nel mondo per essere stato l’autore del famoso romanzo Il piccolo principe, che nel 2017 ha superato il numero di 300 traduzioni in lingue e dialetti diversi, ed è il testo più tradotto se si escludono quelli religiosi[2], e per i suoi racconti sul mondo dei primi voli aerei, tra i quali Volo di notteTerra degli uomini e L’aviatore. Scrittore riconosciuto, vinse vari premi letterari durante la sua vita, in Francia come all’estero[3].

Durante la seconda guerra mondiale si arruolò nell’aeronautica militare francese e, dopo l’armistizio nelle Forces aériennes françaises libres, passò dalla parte degli Alleati. La sua scomparsa nel corso di un volo di ricognizione, avvenuta sul finire della guerra, restò per molti anni misteriosa, finché nel 2004 venne localizzato e recuperato il relitto del suo aereo, nel mare antistante la costa marsigliese. In seguito è stato possibile accertare che fu un caccia tedesco della Luftwaffe ad abbattere il velivolo.

Nel centenario della nascita, gli è stato intitolato l’aeroporto di Lione, fino a quel momento chiamato Lyon Satolas.

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Sera di febbraio poesia di Umberto Saba


Umberto Sabapseudonimo di Umberto Poli (Trieste9 marzo 1883 – Gorizia25 agosto 1957), è stato un poetascrittore e aforista italiano.

TESTO

Spunta la luna.
                    Nel viale è ancora
giorno, una sera che rapida cala.
Indifferente gioventù s’allaccia;
sbanda a povere mète.
                              Ed è il pensiero
della morte che, infine, aiuta vivere

Analisi e commento:

Sera di febbraio è una delle più brevi liriche di Umberto Saba, fa parte della raccolta Ultime cose (raccolta di 43 liriche scritte fra il 1935 e il 1943) ed appartiene alla tarda produzione di Saba.
E’ uno dei periodi più difficili della vita del poeta angosciato oltre che da inquietudini personali anche dalla situazione storica; la Serena disperazione (questo il titolo di una raccolta del 1913-15) ha ormai lasciato il posto ad una cupa disperazione legata anche all’angoscioso senso di solitudine vissuto dal Poeta in quegli anni di minacce razziali.
La poesia è estremamente essenziale e scarna con un’insolita intonazione amara, si incentra sulla descrizione in forma simbolica del veloce ed inutile trascorrere della vita e trasmette in maniera sublime il senso di estraneità assoluto e senza speranza provato da Saba. La descrizione dei giovani apatici riflette il vuoto e l’insignificanza esistenziale tanto che l’unica consolazione che rimane è il pensiero che la vita avrà fine. La conclusione ricorda oltre Baudelaire de La mort des pauvres, v.1: “C’est la mort qui console, helas! et qui fait vivrehttp://www.parafrasando.it/POESIE/SABA_UMBERTO/Sera_di_febbraio.html

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