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82 anni fa il 25 gennaio 1939

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Nasce l’autore,cantante,cabarettista,chitarrista

GIORGIO GABER

Giorgio Gaber, pseudonimo di Giorgio Gaberščik (Milano25 gennaio 1939 – Montemagno di Camaiore1º gennaio 2003), è stato un cantautorecommediografoattorecabarettistachitarrista e regista teatrale italiano tra i più influenti dello spettacolo e della musica italiana del secondo dopoguerra.

Chiamato anche Il Signor G dai suoi estimatori, è stato anche un chitarrista di valore, tra i primi interpreti del rock and roll italiano alla fine degli anni cinquanta, (tra il 1958 e il 1960); inoltre, fu autore e attore teatrale, divenendo un precursore del genere del teatro canzone. È uno tra gli artisti con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con due Targhe ed un Premio Tenco.

continua https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Gaber#cite_note-informatrieste.eu-3

CURIOSITA’

La sua famiglia d’origine apparteneva alla media borghesia, e il suo cognome (del Goriziano sloveno) proviene dallo slavo ‘gaber’ (Carpinus betulus, albero delle betulacee) unito al suffisso -scek, che indica la provenienza (il cantante era dunque erede di antenati che vivevano in un’area ricca di carpini).

Nella sua infanzia è stato colpito due volte dalla poliomielite. La prima a 8 anni, costatagli una paralisi alla mano per cui suo padre gli regalò una chitarra in modo da riabilitare le dita.

-Ha imparato a suonare la chitarra seguendo la scia del fratello maggiore, Marcello.

dal web

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Cinque anni senza Giulio Regeni

Cinque anni fa, il 25 gennaio 2016, Giulio Regeni, ricercatore 28enne originario di Fiumicello, venne rapito al Cairo, in Egitto. Il suo corpo senza vita, straziato dalle torture e dalle violenze subite per mano dei suoi aguzzini, venne ritrovato ai margini di una strada che conduce ad Alessandria il 3 febbraio.

Per giorni non si è saputo nulla di lui nè di come fosse sparito nel nulla. Poi il tragico ritrovamento e i tentativi, da parte delle autorità egiziane, di fornire le più svariate ricostruzioni della morte. Giulio è stato investito, si disse. Ma i segni sul suo cadavere parlavano d’altro, di “tutta la violenza del mondo” che la madre, Paola Deffendi, ha più volte denunciato, ricordando il momento straziante nel quale ha riconosciuto il corpo del figlio “dalla punta del suo naso”.

Da allora, molto si è detto su Giulio, scandagliando la sua esistenza alla ricerca di elementi poco chiari, ombre e scheletri, ipotizzando addirittura che il giovane friulano fosse una spia. Ma Giulio Regeni non aveva alcun lato oscuro e nessun ombra è riuscita a macchiare la sua figura, il suo lavoro, i suoi sogni infranti. Era un giovane studioso, appassionato e genuino. E proprio questa sua indole e la sua trasparenza hanno paradossalmente giocato un ruolo determinante nel suo destino.

L’Egitto per primo ha cercato d’infangare la sua memoria. Poi quando ogni ipotesi avanzata non ha retto più, è stata sterminata una banda di rapinatori comuni accusata dal regime di Al-Sisi di essere la responsabile di quanto accaduto. Si pensava così di mettere la parola fine a un caso diplomatico con il Governo italiano.

La verità, a distanza di cinque anni, dopo depistaggi, bugie, ostruzionismo, prove mai consegnate, e tanti, troppi, silenzi, grazie al lavoro degli inquirenti italiani, è arrivata a una svolta.

La Procura di Roma, a dicembre, ha chiuso le indagini, concludendo che Giulio è stato ucciso dagli 007 egiziani, dopo aver subito indicibili torture. E 13 – secondo i magistrati – sono anche i soggetti legati al rapimento e all’uccisione del ricercatore, ancora oggi ignoti. Per altri quattro agenti della National Security (Sabir Tariq, Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif ), invece, le prove di colpevolezza raccolte dalla Procura sono schiaccianti.

Grazie al lavoro della magistratura, si è riusciti a ricostruire gli ultimi spostamenti, le frequentazioni e le ricerche di Regeni, ma anche le sue ultime ore di vita, fatte di paura, sofferenza e agonia. Tutto ciò per inchiodare alle proprie responsabilità i colpevoli e ottenere giusitizia e verità. Quella verità chiesta a gran voce dai genitori, Paola e Claudio, dal loro avvocato Alessandra Ballerini e dal mondo intero.

Il presidente Mattarella chiede verità
Sul caso Regeni interviene anche il Capo dello Stato, Sergio Mattarella con un messaggio. 

“Sono trascorsi cinque anni dal rapimento a Il Cairo di Giulio Regeni – si legge in un comunicato del Capo dello Stato -, poi torturato e barbaramente ucciso dai suoi spietati aguzzini. Un giovane italiano, impegnato nel completare il percorso di studi, ha visto crudelmente strappati i propri progetti di vita con una tale ferocia da infliggere una ferita assai profonda nell’animo di tutti gli italiani”

continua  https://www.ilfriuli.it/articolo/cronaca/cinque-anni-senza-giulio-regeni/2/235269