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Coronavirus, 5 domande importanti a cui non sappiamo ancora rispondere

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(foto: Arek Socha via Pixabay)

Il nuovo coronavirus è sempre un po’ meno nuovo e sconosciuto. Ormai è passato più di un anno dai primi casi di misteriose polmoniti in Cina e ogni giorno apprendiamo qualcosa di nuovo sul Sars-Cov-2. Nonostante l’esperienza accumulata, ci sono ancora diversi aspetti del virus, della malattia Covid-19, dei vaccini e dell’evoluzione della pandemia che ancora non conosciamo. Non sappiamo nella pratica quando otterremo l’agognata immunità di gregge, quanto potrà persistere l’immunità fornita dai vaccini, quanto durerà ancora l’epidemia in Italia e la pandemia a livello globale, come evolverà la malattia nel futuro. Le ipotesi scientifiche sono tante e a volte molto differenti: ad esempio sulla durata dell’immunità in certi casi si parla di mesi, in altri addirittura di anni. I risultati sono tutti validi e basati su osservazioni scientifiche, le differenze e la mancanza di conoscenze deriva dal fatto che ancora non abbiamo dati sufficienti sul Sars-Cov-2 e soltanto il tempo e le sperimentazioni già in corso potranno dare risposte più chiare. Ecco quello che (non) sappiamo.

1. Quando raggiungeremo l’immunità di gregge?

Ancora non sappiamo dirlo, ma questa domanda è importante perché l’immunità di gregge, che si manifesta quando un virus non riesce più a diffondersi nella popolazione perché questa è già protetta, è ad oggi un punto di arrivo, il traguardo nella lotta al coronavirus. Per ottenerla, fortunatamente, non è necessario che proprio tutti siano immuni, anche se devono esserlo in molti. “Una parte sostanziale di una popolazione deve essere vaccinata”, spiega l’Oms, “riducendo la quantità complessiva di virus in grado di diffondersi nell’intera popolazione”.

Ma si può davvero ottenere? La vaccinazione diffusa all’interno della popolazione dovrebbe favorire, in tempi più o meno lunghi, il raggiungimento dell’immunità di gregge. E quante persone devono essere vaccinate? Di nuovo, non abbiamo risposte chiare. Inizialmente gli scienziati hanno indicato che circa il 60-70% di una popolazione avrebbe dovuto ricevere il vaccino, dato riportato anche dall’Oms e confermato da uno studio sul Lancet. Questa sarebbe la soglia minima per parlare di immunità di gregge. Ma secondo qualche scienziato, la stima è troppo bassa: lo sostiene Anthony Fauci, immunologo a capo del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, protagonista scientifico nella task force Usa per il coronavirus, che individua nell’80-90% di persone vaccinate il livello per avere l’immunità di gregge. “Dobbiamo essere un po’ umili”, dichiara Fauci al New York Times“Non sappiamo quale sia il numero reale. Penso che la fascia sia compresa fra il 70 e il 90%. Ma ritengo più probabile il 90%”…continua /https://www.wired.it/scienza/medicina/2021/01/23/coronavirus-cinque-domande-importanti-immunita/

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