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Scossa di terremoto di 6,3 gradi in Croazia

Sono vicina al popolo croato-Ja sam blizu hrvatskom narodu

La terra ha tremato alle 12.19 nella zona di Zagabria, a 217 chilometri da San Dorligo. Ingenti i danni. Chiusa la centrale nucleare di Krsko. In pre-allerta la Protezione civile 

29 dicembre 2020

Forte scossa di terremoto alle 12.19 in Croazia. Stando alle prime, ancora parziali, informazioni, si tratta di un sisma di 6.3 registrato sempre nella zona a sud-est di Zagabria, a 217 chilometri da San Dorligo.

In base ai primi dati dell’Ingv, l’epicentro, abbastanza superficiale, si trova in prossimità da Sisak, a metà strada tra Zagabria e il confine con la Bosnia.

Dalle informazioni che arrivano dalla zona, i danni sono ingenti, con diversi edifici che hanno subito crolli, interruzione di elettricità e linee telefoniche nelle località più vicine all’epicentro, in particolare a Petrinja. Ci sarebbero vittime e feriti, anche se al momento non ci sono ancora informazioni ufficiali.

La scossa è stata chiaramente percepita in tutta la nostra regione, dalla montagna alla costa.

In Comune a Udine, dove era in corso la conferenza stampa di fine anno della Giunta, diverse persone sono uscite in strada. Tante le persone che hanno lasciato abitazioni o uffici, ma non ci sono notizie di danni.

La scossa è stata chiaramente avvertita lungo la costa adriatica.

Il sito della centrale nucleare di Krsko informa che l’attività è in stato di Stop Imprevisto. I valori di irraggiamento misurati sono nella norma sia a Krsko sia nei pressi della centrale. Arpa Fvg a breve verificherà i dati dei sensori regionali.

Protezione civile Fvg in pre-allerta. “Ho appena parlato con il capo dipartimento della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli, il quale è in contatto con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, facendogli sapere che la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia è pronta a partire”. Lo ha comunicato il vicegovernatore con delega alla Protezione civile Riccardo Riccardi dalla centrale operativa di Palmanova.

A seguito della scossa di terremoto avvertita anche in Friuli Venezia Giulia, il sistema della Protezione civile regionale è in stato di preallerta. “Al momento – spiega Riccardi – non sono stati segnalati danni a persone o cose nella nostra regione. Abbiamo però attivato immediatamente un collegamento con il dipartimento nazionale della Protezione Civile. Nel caso si ravvisasse la necessità di dare supporto alle zone maggiormente colpite dal sisma, le nostre squadre sono pronte a partire”.

“Il centralino del Numero unico dell’emergenza – aggiunge Riccardi – ha già ricevuto oltre 150 chiamate in un’ora a seguito della scossa avvertita nella nostra regione”.

L’area è la stessa dove ieri erano state registrate due scosse, una di 5.2 gradi alle 6.28 (con epicentro a 47 chilometri a sud est di Zagabria) e una alle 7.49 di magnitudo 4.8 (ML Richter) con epicentro poco distante dalla prima, a 51 chilometri a Sud Est di Zagabria. L’attività sismica, quindi, è probabilmente collegata.

A marzo, una scossa di magnitudo 5.3 aveva colpito la città di Zagabria, provocando un morto e 27 feriti. Tanti gli aiuti che eranno arrivati anche dalla nostra regione.

Notizia in aggiornamento

https://www.ilfriuli.it/articolo/cronaca/scossa-di-terremoto-di-63-gradi-in-croazia/2/233883

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Ti porto un video

“È stupido non sperare, pensò. Ed è anche un peccato”. È la frase con cui Pino Roveredo sceglie di cominciare questo video, il terzo capitolo del progetto “Ti Porto un Libro”, organizzato in collaborazione con pordenonelegge. Una frase emblematica, proprio ora che siamo a un battito di ciglia dal 2021: un anno che, come uno scrigno, racchiude tutte le nostre speranze. E sarebbe stupido non sperare, e anche un peccato, ci dice Ernest Hemingway ne “Il Vecchio e il Mare”. Pino Roveredo inizia da questa frase, e poi continua a raccontare. Racconta di un vecchio pescatore dalle reti vuote, delle sue rughe scavate dal sale, della sua lotta per liberarsi di quella che sembra una maledizione. Racconta del mare, quel mare che bagna Cuba e Trieste. Ma soprattutto racconta di cosa quel libro, “Il Vecchio e il Mare”, significhi per lui.