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STORIA: Ucraina, due secoli di deportazioni

Silvia Granziero 8 Aprile 2022

La lunga storia di deportazioni dell’Ucraina: gli spostamenti forzati che sembra stiano avvenendo oggi sono solo l’ultimo capitolo di duecento anni di migrazioni imposte, dall’impero zarista all’Unione Sovietica.

L’Ucraina non è un territorio martoriato soltanto da febbraio 2022: da sempre, una nazione a cui a lungo non è  corrisposta un’entità statale è esposta alle pretese dei poteri più forti, che ne sottopongono la popolazione a deportazioni e migrazioni forzate. Questi sono tra i mezzi usati dal potere, funzionali allo smembramento dei paesi da assoggettare.

Direzione Siberia

Questo sistema di controllo della popolazione – e di volta in volta usato per raggiungere obiettivi politici o economici che spesso includono la colonizzazione dei territori più remoti –  è largamente impiegato dall’impero russo. Nell’Ottocento, epoca di antisemitismo endemico, tra i popoli presi di mira ci sono innanzitutto gli ebrei, che secondo i censimenti a fine secolo sono ancora il 12% della popolazione del territorio occidentale dell’impero, corrispondente alle attuali Bielorussia, Ucraina, Lituania e Polonia orientale; qui sono costretti a rimanere, perché è loro vietato spostarsi, fino a quando il potere non ne decide la deportazione. Ma a essere vittime dei trasferimenti forzati sono anche 200.000 tedeschi del Volga, i germanofoni discendenti dei contadini immigrati in Russia nella seconda metà del XVIII secolo su invito della zarina Caterina per stabilirsi lungo il medio Volga, ma anche in Ucraina e in Crimea.  Oltre un secolo dopo, i loro nipoti sono costretti a spostarsi di nuovo, ancora una volta verso est: la loro destinazione è la Siberia e le loro terre vengono distribuite a popolazioni di sicura fede zarista.

Queste popolazioni sono anche inviate a est per colonizzare più o meno volontariamente i territori nei quali l’impero si sta espandendo, dando vita a entità amministrative su base ucraina nell’estremo oriente russo.

Il cambio di regime

Con lo scoppio del Primo conflitto mondiale le deportazioni si sommano alla fuga delle popolazioni delle regioni frontaliere dell’impero, per allontanarsi dai pericoli del fronte di guerra, con il risultato che all’alba della rivoluzione bolscevica sono ormai 7,4 milioni i profughi nei territori sotto il controllo russo.

Con il cambio di regime, però, non cambia troppo la strategia di controllo: anche l’Unione Sovietica usa le deportazioni per allontanare dalle aree strategiche i popoli ritenuti meno fedeli, per status socio-economico o appartenenza politica, con il pretesto della loro presunta pericolosità. Stalin, per silenziare i sentimenti indipendentisti e nazionalisti ucraini si spinge oltre, sfruttando l’ancor più radicale mezzo dello sterminio per fame, come fatto proprio in  Ucraina attraverso l’Holodomor. . . continua STORIA: Ucraina, due secoli di deportazioni

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Il Giro d’Italia in Friuli

È pronto e operativo il piano di gestione della viabilità per l’arrivo del Giro d’Italia in Friuli Venezia Giulia. Venerdì 27 maggio, in occasione della diciannovesima tappa da Marano Lagunare al Santuario di Castelmonte, le strade regionali saranno sotto pressione per le tante interruzioni temporanee, alla viabilità, interessata dall’importante manifestazione sportiva. Gli atleti saranno protagonisti infatti di un lungo percorso lungo 178 chilometri tra strade regionali, ex provinciali e comunali. Per questo è stato attivato un protocollo di presidio e sicurezza ad opera di Fvg Strade e dalla Motostaffetta Friulana.

L’assessore alle Infrastrutture e territorio Graziano Pizzimenti ha spiegato che il piano di monitoraggio nasce dalla consapevolezza di tutti gli attori coinvolti circa lo stress a cui sarà sottoposta la rete stradale afferente alle località interessate dal passaggio del “Giro d’Italia”, nelle fasi propedeutiche alle tappe, durante lo svolgimento delle stesse e in fase di smobilitazione. Le arterie stradali direttamente interessate dalla tappa saranno chiuse al traffico veicolare: questo potrà causare sovraccarichi lungo le strade limitrofe con possibili congestioni e criticità ed è quindi fondamentale offrire all’utenza un servizio di presidio e sicurezza oltre che di informazione coordinata, sempre reperibile tramite app, in merito alla percorribilità delle arterie stradali e a tutti gli eventi che potrebbero modificare la normale circolazione sulle strade di rispettiva competenza.

Diversi i punti critici che saranno sotto osservazione, non solo da parte dell’Amministrazione regionale ma anche da parte delle polizie locali e stradale. Trentadue addetti sotto la diretta responsabilità della Regione saranno dislocati lungo il percorso, quindici dei quali grazie ad un accordo specifico siglato con la Motostaffetta Friulana, che verrà presentato domani al Santuario di Castelmonte, destinazione finale della tappa…continua https://www.friulioggi.it/friuli-venezia-giulia/giro-italia-fvg-piano-regione-viabilita-25-maggio-2022/

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ForEst – Studio Naturalistico

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– Newsletter #10/2022 –

PROFUMO D’ESTATE 🌄

Le temperature iniziano a salire, le fioriture hanno ormai preso la strada per i monti. Avremo tutta l’Estate per inseguirle, e simbolicamente Le Api di Laura questo sabato ci indicheranno la strada.

‼ QUESTA SETTIMANA:

🟩 Sabato 28 Maggio

LE CASCATE DI PINZANO E LE API DI LAURA

Escursione tra cascate e sorgenti sul verde Anello di Pinzano, con visita guidata alle “nostre” Api di Laura!

https://www.facebook.com/events/308091061501011/

🟦 Domenica 29 Maggio

IL MATAJUR DA SAN PIETRO

Per il ciclo “Le Otto Montagne”, entriamo nel mondo del Matajur partendo dal fondovalle, da San Pietro al Natisone fino a raggiungerne la cima.

Un’entusiasmante esplorazione della lunga dorsale!

https://www.facebook.com/events/335342418625473/

👉 CLICCA QUI per leggere tutte le prossime novità sull’ultima NEWSLETTER:

https://mailchi.mp/e19f0f…/forest-news-10-profumo-d-estate

Un saluto e ci vediamo come sempre tra boschi, prati, vallate.

A presto! 🤠

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proverbio friulano

Il proverbio friulano della settimana

di Vita nei campi

“San Gregori pape: la cisile e pase l’aghe. O pasà o no pasà e je ore di arà” ovvero per San Gregorio papa (il 25 maggio) la rondine ha passato l’acqua, il mare, passato o non passato è ora di arare”.

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La strage delle api

http://Articolo da Greenpeace Italia

Nuova primavera che arriva, nuove api che spariscono.

Sembra ormai diventato un appuntamento inesorabile: con la ripresa del caldo e della bella stagione, riparte anche il terribile fenomeno degli spopolamenti degli alveari.

E sono numeri che spaventano, specie se si pensa che a questi vanno aggiunti tutti quegli insetti che – a differenza delle api mellifere – non possiamo (o vogliamo) “contare”.

Anche quest’anno infatti, sono circa 650 in Lombardia gli alveari di cui c’è evidenza di spopolamenti, monitorati dai Tecnici di Apilombardia con interventi su segnalazione dei propri associati e distribuiti nelle province di Cremona, Mantova, Lodi, Pavia, Bergamo, Milano e Monza-Brianza. Sembra una triste fotocopia di quanto abbiamo descritto lo scorso anno.

Oltre 12 milioni di api sparite nel nulla

Cosa significa? Che si può stimare una perdita di oltre 12 milioni di api sparite nel nullaApi che hanno lasciato i loro alveari in cerca di polline e nettare per la sussistenza della colonia e la produzione di miele, e che non vi hanno fatto più ritorno.

Gli apicoltori lombardi si sono trovati di fronte ad alveari con famiglie dimezzate e l’assenza di api adulte bottinatrici, quelle appunto che si avventurano alla ricerca del ricco “bottino” di polline…continua a leggere https://websulblog.blogspot.com/2022/05/la-strage-delle-api.html

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Friuli Venezia Giulia: vacanze in campagna al Castello di Spessa — Ottiche Parallele magazine

Riceviamo e pubblichiamo Rilassanti soggiorni nella natura del Collio Goriziano nel Golf Wine Resort & SPA dove regna la raffinatezza della semplicità. Tra gli ospiti illustri dei secoli passati Giacomo Casanova. Castello di Spessa Questa estate la vacanza è country e green, nella natura e lontano dalla folla, da godersi in assoluto relax con la […]

Friuli Venezia Giulia: vacanze in campagna al Castello di Spessa — Ottiche Parallele magazine
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LE SPUGNOLE

Morchella esculenta (L.Pers., Synopsis Methodica Fungorum 618 (1801).

Morchella è un genere di funghi appartenenti alla famiglia delle Morchellaceae. Volgarmente questi funghi sono noti come “spugnole“. In tutto nel genere Morchella sono state descritte 15 specie, di cui 6 si trovano in Europa e la cui differenziazione è tuttavia molto incerta.

In questo genere figurano specie con le seguenti caratteristiche.

Corpo fruttifero (Ascocarpo)

Cappello (Mitra)

Completamente saldato al gambo, di altezza variabile da 4 a 12 cm, cavo e brunastro, a forma di spugna, costituito da circonvoluzioni cerebriformi dette “alveoli”.
La superficie della mitra è percorsa da una tipica campitura a forma di nido d’ape, nei cui recessi si formano le spore.
La forma può essere ovale, a pera o a cono appuntito; il colore va dal marroncino all’olivastro passando per l’ocra.

Gambo (Stipite)

Cavo, cartilagineo.

Spore

Color crema oppure giallo-ocra in massa.

  • Asco di Morchella

Carne

Bianco-sporco, spesso fragile e di consistenza cartilaginea.

  • Odore: quasi sempre spermatico, talvolta fungino; grato.
  • Sapore: dolciastro, amabile.

Habitat

Spesso gregarie, le spugnole crescono in primavera in EuropaIndiaPakistanTurchia e Canada, sia nei boschi di conifere che di latifoglie, su terreni ghiaiosi o sabbiosi, ma anche su terreno bruciato.
Alcune specie possono essere coltivate.

Commestibilità

Eccellentecon riserva.
Tutte le specie sono eduli solo dopo bollitura e velenose da crude. La tossina in esse contenuta è nota come Acido elvellico e può essere distrutta tramite bollitura oppure essiccazione.
Tra i funghi commestibili, le spugnole sono al primo posto per quantità di acido fosforico e al secondo posto per ossido di calcio.

da wikipedia

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Qual è il rischio sismico in Italia?

AMATRICE
Squadre di soccorso ad Arcuata del Tronto, 24 agosto 2016 (AP Photo/Sandro Perozzi)

Il 20 maggio 2022, alle ore 5.59, una scossa di magnitudo 3,3 ha colpito la provincia di Crotone, in Calabria. Lo riferisce l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv): il comune più vicino all’epicentro, a 2 chilometri di distanza, è Umbriatico. Nelle ore precedenti si erano già verificate diverse scosse, di cui una alle 23.01, di magnitudo 3,2. 

Lo stesso giorno di dieci anni fa, il 20 maggio 2012, si registrò, alle 04.03, una scossa di magnitudo 6,0 a 30 chilometri da Ferrara. Tra maggio e giugno di quell’anno, infatti, la parte centrale della pianura Padana fu colpita da un’importante sequenza sismica, che causò vittime, feriti e gravi danni agli edifici, per un valore economico stimato di circa 2 miliardi di euro. I terremoti fanno parte da sempre della storia della nostra penisola, ma qual è il rischio sismico in Italia?

Cos’è il rischio sismico e la qual è la situazione in Italia

Il rischio sismico misura i danni di un terremoto attesi in un certo intervallo di tempo. È una grandezza data dalla combinazione di pericolosità sismica, dalla vulnerabilità e dell’esposizione, fattori che variano in base al tipo di sismicità, di resistenza delle costruzioni e della presenza di opere e attività umane sul territorio. In particolare, per pericolosità sismica si intende la frequenza e la forza con cui si verificano eventi sismici su un territorio: tanto più, in un certo intervallo di tempo, sono frequenti terremoti ad alta magnitudo, maggiore sarà la pericolosità sismica della zona. Si tratta di una caratteristica fisica del territorio che non dipende dalle attività umane e che pertanto non può essere modificata, come la presenza di rilievi montuosi o di corsi d’acqua. . .continua leggere https://www.wired.it/article/rischio-sismico-italia-mappa-protezione-civile-prevenzione/