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Se un giorno parlerai di me (video) — ANGOLI DI PENSIERO

Meraviglia! Un’altra novità! Ho conosciuto un bravissimo poeta che realizza dei video che sono veri e propri film, Alberto Baroni: mi ha creato il video di “Se un giorno parlerai di me” (poesia con la quale vinsi il Premio di Letteratura e Arte Contemporanea “Secondo Umanesimo Italiano” a Udine, nel 2018). Il video è qualcosa […]

Se un giorno parlerai di me (video) — ANGOLI DI PENSIERO
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Poesie per marzo

ATTILIO BERTOLUCCI

ALLA MADRE

bertolucci

Se tu torni fra noi
è un caldo e grigio
giorno di marzo, è l’ora del riposo
per noi rimasti nella casa, in pace.

Così lungamente
abbiamo aspettato nel silenzio
delle stanze assopite, ora i bambini
sono andati per viole.

Oh, poterli cercare con te
fra le gaggìe nude nel sole.

Il canto delle sirene (cantosirene.blogspot.com)

Attilio Bertolucci è nato il 18 novembre 1911 a San Prospero, vicino Parma. Ha frequentato il Convitto Nazionale Maria Luigia di Parma. Cominciò a scrivere poesie sin da giovanissimo, quando aveva ancora non più di sette anni. Nel ’28 collaborò alla Gazzetta di Parma, di cui Cesare Zavattini, amico di sempre, era nel frattempo diventato redattore capo. L’anno successivo, Bertolucci pubblicò la sua prima raccolta di poesie, Sirio. Nel ’31 s’iscrisse alla Facoltà di Legge a Parma.Nel ’33 conobbe la compagna di tutta una vita,…continua la lettura su Biografieonline.it

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Stasera in TV: “Sessant’anni in volo: la Pattuglia Acrobatica Nazionale” – Su Rai Storia (canale 54) il compleanno delle Frecce Tricolori — PuntoZip

Sessant’anni di storia scritta sulle ali della sincronia e dell’affiatamento, portando l’Italia e il tricolore nel mondo: sessant’anni di Pattuglia Acrobatica Nazionale festeggiati – nel giorno dell’anniversario della costituzione del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico dell’Aeronautica Militare, meglio conosciuto come “Frecce Tricolori” – con il documentario “Sessant’anni in volo: la Pattuglia Acrobatica Nazionale”, firmato da Antonia […]

Stasera in TV: “Sessant’anni in volo: la Pattuglia Acrobatica Nazionale” – Su Rai Storia (canale 54) il compleanno delle Frecce Tricolori — PuntoZip
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Gnocs di cavoce, ovvero gnocchi di zucca!

 Gnocs di cavoce, ovvero gnocchi di zucca!

di Roberto Zottar

Siamo ancora fortunatamente in zona arancione e non mi riferisco alla pandemia, ma alla disponibilità di zucche al mercato! Conosciuta dai popoli più antichi, tra cui gli Egizi, i Romani, gli Arabi e i Greci, la zucca da sempre ha stimolato la fantasia dell’uomo tanto da essere protagonista sia di molte favole sia, intagliata, della festa di Halloween. Come la conosciamo oggi ci è arrivata però con la scoperta dell’America, anche se le origini sono contese tra Messico ed Asia Meridionale. Discoride e Plinio la definirono “refrigerio della vita umana e balsamo dei guai”. Il termine zucca deriva dal latino “cucutia”, cioè testa, che, passando alla lingua volgare, diventò cocuzza ed infine zucca. È un frutto che si presta a essere cucinato fritto, al forno, al vapore, nel risotto, in pasticci o nelle minestre, o come ingrediente per dolci. Famosi sono i tortelli alla mantovana, ripieni dell’omonima varietà di zucca e di amaretti e nel Veneto è molto gustosa la zucca in savor ottenuta cucinando le fette in padella e marinandole poi con cipolle stufate, aceto, uvetta e pinoli. È chiamata anche il “maiale dei poveri”, perché oltre che alimento per quest’ultimi, di essa “non si butta via niente”. Dai semi crudi si può estrarre olio, mentre quelli essiccati si utilizzano per ottime insalate o snack; i fiori sono buoni fritti e la buccia, svuotata dalla polpa ed asciugata, può diventare un contenitore o addirittura uno strumento musicale come le maracas sudamericane. Oggi vi voglio parlare però di gnocs o, meglio, macaróns di cóce, come li chiamava Cosetti, e Piero Adami ricordava che i macaróns richiedono “un lac di ont sa cusinât”, cioè vanno conditi con un lago di burro cotto. I gnòcs di cavoce, per il dolciastro della zucca, ben si sposano con il sapore affumicato tanto che la tradizione li vuole conditi, oltre che con l’ont, con la “scuete fumade”, la ricotta affumicata. Lucia Pertoldi, con la sua geniale sensibilità gastronomica, ha innovato il piatto “affumicando” direttamente gli gnocchi. Per realizzarli mettete in una terrina 1 kg di zucca mondata già cotta in forno e passata al passaverdura a buchi grossi. Mescolando con un cucchiaio, impastatevi un uovo intero, 2 etti di farina di semola rimacinata, un cucchiaio di parmigiano, un cucchiaino di paprika dolce affumicata, sale, pepe e, volendo, un cucchiaino di aglio orsino secco. Con due cucchiaini preparate degli gnocchetti che verserete in abbondante acqua bollente salata. Sono pronti dopo un paio di minuti da quando vengono a galla. Conditeli a piacere con burro, altra paprika affumicata e parmigiano.Buon appetito! da Vita nei campi